Mostra e Convegno di inaugurazione: “L’ ADIGE E VERONA. Ingegneria e città nell’Ottocento”. In mostra documenti inediti.

 Magazzino1,  Sede Ordine Ingegneri di Verona e Provincia

INGRESSO LIBERO

L’esposizione resterà allestita fino al 28 febbraio 2017

La piena del 1882: i fatti, la solidarietà, l’intraprendenza, i protagonisti e i lavori “in difesa dell’Adige” (1882–1895) che trasformarono per sempre l’immagine di Verona, vengono raccontati attraverso documenti tecnici inediti, accompagnati alla famosa opera fotografica di Giuseppe Bertucci (1890-94). Con uno sguardo alla Verona contemporanea, dal Fiume.

Un appuntamento della rassegna Open. Ingegneri aperti alla città

Scenari Urbani. Metamorfosi e rigenerazione”

Promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Verona, intervengono al convegno di apertura il presidente dell’Ordine, ing. Luca Scappini, l’assessore all’urbanistica del Comune di Verona Gian Arnaldo Caleffi, gli ingegneri Angelo Bertolazzi e Ilaria Segala, curatori della mostra; Roberto Mazzei, direttore dell’Archivio di Stato e Luigi Spellini, vicepresidente del Canoa Club Verona che ha dato vita al Museo dell’Adige.  Realtà che, insieme all’Archivio Generale del Comune di Verona, la Biblioteca Civica e la rivista ArchitettiVerona, hanno reso possibile la realizzazione della mostra grazie alla loro preziosa documentazione.

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mostraadigeverona_muraglioniE’ stata inaugurata sabato 12 novembre alle ore 10 nella sede dell’Ordine degli Ingegneri di Verona la mostra “L’ Adige e Verona. Ingegneria e città nell’Ottocento”, curata dagli ingegneri Angelo Bertolazzi e Ilaria Segala e dagli architetti Alberto Vignolo e Vincenzo Pavan e realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Verona, l’Archivio Generale del Comune di Verona, la Biblioteca Civica, la rivista ArchitettiVerona e il Museo dell’Adige (Canoa Club Verona).

Cuore della rassegna culturale OPEN5 che nel 2016 ha affrontato il vasto tema: “Scenari urbani. Metamorfosi e rigenerazione”, la mostra intende raccontare alcune tappe della fondamentale trasformazione che Verona vive lungo tutto l’Ottocento, secolo in cui l’Ingegneria assume un ruolo essenziale nel “ri – disegnare” le città e nel quale le infrastrutture della moderna civiltà industriale cambiano rapidamente la forma della città e il paesaggio urbano.

La realizzazione del sistema difensivo austriaco (1832-1866), la costruzione dei nuovi argini dell’Adige dopo la piena del 1882 , i nuovi collegamenti tra le due rive e il primo sistema fognario della città: sono questi i lavori che costituiscono la cornice entro cui si sviluppa la Verona del XX secolo e che la mostra intende presentare al pubblico e agli studenti, attraverso il prezioso patrimonio documentario degli archivi storici della città.

I MURAGLIONI – La piena dell’Adige del settembre 1882 ha costituito infatti un evento traumatico per la città di Verona, che ha cambiato per sempre la sua immagine. I lavori per la costruzione dei muraglioni (1882-1895) hanno infatti alterato profondamente il rapporto tra il tessuto edilizio e il fiume: il contatto diretto tra l’acqua e l’abitato venne drasticamente interrotto dagli alti muraglioni, mentre l’interramento del Canale dell’Acqua Morta e il taglio dell’Isolo fecero scomparire un operoso quartiere caratteristico della Verona di allora. Anche la sostituzione dei ponti distrutti o danneggiati dalla piena con nuovi manufatti contribuì a cambiare il paesaggio urbano.

IL PATRIMONIO DEGLI ARCHIVI STORICI della città – Due gli obiettivi principali dell’esposizione: in un momento in cui la fragilità del territorio ritorna di drammatica attualità, la mostra intende da un lato evidenziare ancora una volta il ruolo degli ingegneri nel progetto e nella realizzazione di queste infrastrutture. In secondo luogo il percorso espositivo è strumento per far conoscere il ricco patrimonio conservato negli Archivi cittadini, un tesoro fondamentale che viene messo a disposizione e che diventa uno elemento essenziale per la comprensione e quindi per il progetto di tutela del territorio. E questo a monito delle future generazioni

I DOCUMENTI INEDITI – In mostra, in originale e in copia, alcuni documenti tecnici riguardanti i lavori “in difesa dell’Adige” che non sono mai stati pubblicati o esposti al pubblico. Per far comprendere meglio la portata dei lavori e la drammaticità delle conseguenze sul tessuto urbano, i disegni di progetto ed esecutivi dei muraglioni (conservati presso l’Archivio di Stato e l’Archivio del Comune) vengono accompagnati alla già conosciuta opera fotografica di Giuseppe Bertucci del 1890-94 (conservata presso la Biblioteca Civica).

VERONA, LO SGUARDO CONTEMPORANEO. DAL FIUME –  La mostra è completata da una rassegna fotografica contemporanea, i cui scatti testimoniano i risultati e gli effetti, previsti o meno, indotti dai lavori dell’Adige, con uno sguardo quindi rivolto anche al presente. Le immagini sottolineano anche l’importanza di utilizzare discipline e strumenti diversi per la lettura del territorio: oltre il dato tecnico, resta la consapevolezza del ruolo che le opere dell’ingegneria e le infrastrutture posso svolgere nella trasformazione del territorio e del paesaggio.

La mostra, a INGRESSO LIBERO, resterà allestita nel Magazzino 1 (via Santa Teresa 12) fino al 28 febbraio 2017, con l’orario Lun/ven: 9:00 – 18.00.

Dal 23 dicembre 2016 al 5 gennaio 2017 la mostra sarà visitabile dal lun. al ven. dalle ore 9.00 alle 15.00.

L’esposizione resta chiusa il sabato, la domenica e i festivi.

 

TALKS SLIDINGDOORS 2016 – GENERAZIONI: “Guardiamo al capitale umano”

talks2016_relatori3Il pubblico numeroso che ha partecipato giovedì 27 ottobre  – nella suggestiva cornice del Teatro Ristori di Verona   – alla seconda edizione dell’evento Talks Slidingdoors 2016 sul grande tema GENERAZIONI, attesta l’interesse per questa proposta culturale ideata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri – nella persona del suo vice-presidente ing. Gianni Massa – che l’Ordine degli Ingegneri di Verona ha realizzato nell’ambito della V edizione della rassegna Open. Ingegneri aperti alla città.

Il format TALKS SLIDINGDOORS è occasione pubblica per una riflessione a più voci su temi forti e urgenti per la società. Come Ordine degli Ingegneri di Verona, abbiamo condiviso questo progetto consapevoli che un Ordine professionale contemporaneo debba sapersi fare interprete delle esigenze della società, veicolando le proprie competenze a servizio della cittadinanza.

In questo sforzo di apertura e dialogo, la scelta del tema Generazioni ci ha subito conquistato perché drammaticamente attuale nelle sue più diverse declinazioni. Non si tratta più solo di uno scontro tra visioni diverse del mondo, oggi parliamo di coesione e sostenibilità sociale.

Il nostro tempo – a dirlo il filosofo Remo Bodei nel suo saggio Generazioni. Età della vita, età delle cose – ha indebolito i legami sociali e la fiducia tra le generazioni. Si potrà introdurre un nuovo, più equo e lungimirante patto intergenerazionale?

Come rimettere al centro dell’agenda politica l’urgenza di superare gli “egoismi generazionali” che contraddistinguono e immobilizzano la nostra società contemporanea? Quali le politiche attive da mettere in atto? Come combattere il senso di esclusione e di ingiustizia dei giovani che li porta a fuggire all’estero? Come valorizzare tutto il capitale umano – dai bambini, ai giovani, ai cinquantenni che oggi perdono il lavoro – perché diventi il volano e leva per la competitività e lo sviluppo del Paese?

Dall’andamento demografico che vede l’Italia ultima in Europa per natalità e nei primi posti per longevità, al lavoro che non c’è, dai mancati investimenti sui giovani che se ne vanno ad un welfare non più sostenibile, stiamo vivendo un corto-circuito generazionale che pare non avere soluzione e per il quale la politica non riesce a proporre soluzioni di lungo respiro.

Mi preme sottolineare come – mentre si pensa che l’Italia possa essere attrattiva per le aziende straniere giocando sull’ottima preparazione dei professionisti italiani svendibili a basso costo – stiamo vivendo invece, come categoria, una situazioni allarmante che spinge molti iscritti a emigrare. E chi resta, pensa comunque che il futuro dei propri figli debba necessariamente essere altrove, perché crediamo difficile che possano percorrere la nostra strada.

Occorre, ne siamo convinti, puntare alla valorizzazione del capitale umano delle nuove generazioni, alla meritocrazia, alla libera concorrenza come leva per la competitività e lo sviluppo del paese.  Crediamo nella cultura, nello studio, nell’impegno e auspichiamo per i nostri figli un posto dove questo possa essere il fondamento della società. Il fardello lasciato dalle generazioni passate come eredità ai più giovani sta diventando insostenibile.

I cinque relatori che si sono succeduti sul palco – Alessandro Rosina, Ilaria Decimo, Paolo Ferrara, Franco Cesaro, Eugenio Finardi – ci hanno consegnato alcune tracce possibili per ridisegnare un futuro dove l’attenzione possa essere posta sulle potenzialità e i talenti del “capitale umano” di qualsiasi età. Bambini, giovani, adulti cinquantenni che perdono il lavoro ma che hanno ancora molto da dare alla società. L’impegno deve essere di tutti. Bisogna trovare al più presto una via di uscita, noi siamo pronti a rimboccarci le maniche.

Un sentito grazie ai partner e agli sponsor che hanno reso possibile l’evento. Il Comune e la Provincia di Verona ma anche a tutti gli altri patrocinatori e collaboratori della Rassegna Open. All’Accademia di Belle Arti di Verona, partner tecnico che ha pensato l’allestimento e che ha voluto rappresentare scenograficamente questo “simbolico abbraccio” tra le diverse età dell’uomo.

Agli sponsor che ne hanno reso possibile la realizzazione: Emozione3, main sponsor dell’evento, AGSM e Roberto Bussola, Private Banker di Banca Mediolanum.   Si ringraziano inoltre il magazine Pantheon, media partner dell’evento e il Ristorante Arche e l’Hotel Trieste di Verona per il supporto all’iniziativa.

Ing. Luca Scappini – Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia

Presentata in Comune la seconda edizione dell’evento TALKS Slidingdoors 2016. L’intervento del sindaco Flavio Tosi

“GENERAZIONI” – Dal demografo Alessandro Rosina a Eugenio Finardi, UNA SERATA, cinque protagonisti per un futuro  “patto intergenerazionale” che investa sul capitale umano. A tutte le età.

 INGRESSO LIBERO

Aperte le prenotazione on line al sito EVENTBRITE

talks2016_confstampa_tavoloE’ stata presentata questa mattina nella Sala Arazzi del Comune di Verona alla presenza del sindaco Flavio Tosi la seconda edizione dell’evento Talks Slidingdoors 2016, il roadshow ideato dal Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) come progetto culturale per aprire il mondo dell’Ingegneria alla società. Obiettivo di questa edizione, quello di indagare l’universo “GENERAZIONI” in differenti “tagli” tematici.

In programma il prossimo 27 ottobre al Teatro Ristori dalle ore 18, l’appuntamento è realizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Verona in collaborazione con il Collegio Ingegneri e l’Accademia Belle Arti di Verona, nell’ambito della V edizione della rassegna culturale Open. Ingegneri aperti alla città, promossa con il patrocinio – tra gli altri – della Provincia e del Comune di Verona e dedicata quest’anno al tema della “Metamorfosi e ri-generazione urbana”.

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Da sinistra: Enrico Carifi ( Gruppo AGSM); Alessandro Zampini (Emozione 3) main sponsor dell’evento; Roberto Bussola, Private Banker di Banca Mediolanum. Ing. Ilaria Segala, il sindaco Flavio Tosi, il Presidente dell’Ordine ing. Luca Scappini, Massimiliano Valdinoci, direttore dell’Accademia Belle Arti di Verona e Matteo Scolari, direttore di Pantheon, media partner dell’evento. Un grazie anche ai partner “amici”: il Ristorante Arche e l’Hotel Trieste di Verona per il supporto. (FOTO MARCO TONINELLI)

Alla presentazione sono intervenuti Luca Scappini, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, Ilaria Segala, ingegnere e coordinatore della rassegna Open. Ingegneri aperti alla città, Massimiliano Valdinoci, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Verona (ABA), partner tecnico dell’evento e i referenti degli Sponsor che hanno sostenuto la realizzazione dell’evento: Alessandro Zampini, responsabile Comunicazione di Emozione 3, main sponsor dell’evento; Enrico Carifi, presidente di Megareti, in rappresentanza del Gruppo AGSM e Roberto Bussola, Private Banker di Banca Mediolanum. Presente inoltre Matteo Scolari, direttore del magazine di Verona Pantheon, media partner dell’evento. Un grazie anche ai partner “amici”: il Ristorante Arche e l’Hotel Trieste di Verona per il supporto.

TEMI – Andamento demografico e sostenibilità sociale; giovani, lavoro e attrattività del sistema Paese; il futuro della scienza e della Ricerca in Italia; i diritti dei bambini e delle future generazioni; il delicato passaggio generazionale nelle imprese familiari e ancora le inquietudini e le contraddizioni di questa nostra società contemporanea globalizzata.

Dal demografo Alessandro Rosina alla “Musica Ribelle” di Eugenio Finardi, cinque saranno i protagonisti che declineranno il tema GENERAZIONI a partire dalla propria esperienza professionale e personale con l’intento di ricostruire un possibile “patto intergenerazionale” che investa sul capitale umano. A tutte le età. Nei diversi speech un comune denominatore: la lucida disanima di una realtà per nulla rosea che però non intende abdicare alla speranza in un cambiamento futuro.

I RELATORI – Accanto alla partecipazione straordinaria di Eugenio Finardi, a Verona proprio alla viglia del lancio del cofanetto “40 ANNI DI MUSICA RIBELLE”, i contributi di Alessandro Rosina (#rapportogiovani – Crescere con le nuove generazioni), professore di Demografia e Statistica sociale all’Università Cattolica di Milano, è coordinatore dell’indagine “Rapporto giovani” dell’Istituto G. Toniolo, la principale rilevazione continua italiana sull’universo giovanile che ha anticipato la preoccupante realtà della fuga dei giovani all’estero.

web_slidingdoors-2016Sul palco del Ristori anche Paolo Ferrara (#idirittideibambini – Terre des Hommes. Proteggiamo i bambini, insieme), dal 2007 responsabile comunicazione, coordinatore attività di marketing e raccolta fondi di Terre des Hommes, uno dei più grandi movimenti al mondo per la difesa dei diritti dei bambini. A rappresentare la voce del territorio Ilaria Decimo (#ilfuturodellascienza – La Ricerca innovativa come motore di ri-generazione del benessere sociale), ricercatrice biotecnologa in farmacologia e neurobiologia all’Università di Verona. Tornata in Italia dopo un’attività di ricerca in centri di eccellenza internazionali, oggi guida il suo gruppo di ricerca nel laboratorio di Farmacologia dell’Università di Verona. Sua nel 2011 l’importante scoperta sulle cellule staminali delle meningi. A chiudere Franco Cesaro (#lho fatto per voi – Imprese familiari, oltre il “capitale” un patrimonio di identità e valori) titolare dello studio Cesaro&Associati dal 1986, consulente, formatore e ricercatore. Docente all’Università Statale di Milano nell’area Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, affianca e supporta le imprese a capitale familiare, sostenendone lo sviluppo generazionale.

L’OSPITE – Alla vigilia del lancio del cofanetto “40 ANNI DI MUSICA RIBELLE”, l’ospite straordinario della serata sarà Eugenio Finardi.  Grazie ad una libertà espressiva aperta alle contaminazioni, da 40 anni il cantautore milanese racconta più generazioni con un linguaggio che sa parlare e “attraversa” pubblici profondamente diversi. Guru della musica ribelle e indipendente – versatilità artistica allo stato puro – fin dall’esordio Finardi ha affrontato con coraggio temi che toccano la radice e l’identità dell’uomo e si è fatto interprete delle contraddizioni della società globalizzata. La Radio, Un Uomo e Musica Ribelle restano canzoni-manifesto generazionali che conservano la forza dirompente delle origini. “Non basta curare, bisogna anche testimoniare… E io credo che nella nostra ragione sociale di cantautori ci dovrebbe essere il canto e la testimonianza”.

«Una proposta culturale – ha sottolineato il sindaco Flavio Tosi – che si pone in continuità con altri significativi eventi proposti dall’Ordine degli Ingegneri a favore della città. Un’occasione d’incontro e di confronto per accrescere, sia nei tecnici del settore sia nei cittadini, una nuova visione su tematiche collegate allo sviluppo umano, sociale ed urbano del nostro territorio».

Luca Scappini, Presidente Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia – «Dallo scorso anno abbiamo condiviso questo progetto del CNI, consapevoli che un Ordine professionale contemporaneo debba sapersi fare interprete delle esigenze della società, veicolando le proprie competenze a servizio della cittadinanza.  In questo sforzo di apertura e dialogo, la scelta del tema Generazioni ci ha subito conquistato perché drammaticamente attuale. Dall’andamento demografico che vede l’Italia ultima in Europa per natalità e nei primi posti per longevità, al lavoro che non c’è, dai mancati investimenti sui giovani che se ne vanno ad un welfare non più sostenibile: stiamo vivendo un corto-circuito generazionale che pare non avere soluzione e per il quale la politica non riesce a proporre soluzioni di lungo respiro. Occorre invece puntare alla valorizzazione del capitale umano delle nuove generazioni come leva per la competitività e lo sviluppo del paese. Se, invece, l’attrattività dell’Italia per le aziende straniere viene comunicata nel vantaggio di poter pagare di meno i nostri giovani ingegneri, è presto detto quale possa essere il futuro del nostro Paese».

 Ilaria Segala, ingegnere e coordinatore della Rassegna culturale Ingegneri aperti alla città patrocinata dal Comune di Verona – «Il tema del TALKS 2016, si inserisce pienamente nel percorso della Rassegna Open sulla Rigenerazione Urbana nel riportare l’attenzione su politiche sane, concrete e durature di governo che si “prendano cura” del patrimonio culturale e paesaggistico entro il quale le generazioni vivono, si esprimono e si ri-generano. Le generazioni sono patrimonio di saperi e conoscenze e come tali rappresentano un continuum nella tensione positiva tra innovazione, storia e tradizione. Ri-generare significa dare anche alle generazioni future il diritto di vivere in un luogo bello e sano. Lasciare a chi verrà, almeno tanto quanto noi stessi abbiamo ricevuto: questo l’imperativo etico cui tendere per ripristinare la fiducia tra generazioni».

 Massimiliano Valdinoci, direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Verona, partner tecnico dell’evento –  «Continua la collaborazione dell’Accademia con l’Ordine degli Ingegneri di Verona dei quali siamo stati ospiti con l’esposizione First step in questi giorni di ArtVerona. Abbiamo subito condiviso il messaggio dell’evento TALKS Slidingdoors 2016 “Generazioni” perché la creatività è generativa ed entra per sua natura prepotentemente anche nell’ambito progettuale divenendo la chiave per avvicinare non solo gli “altri” mondi disciplinari, ma anche generazioni differenti. Con gli studenti dell’Accademia e grazie alla collaborazione della docente Caterina Pinelli abbiamo voluto rappresentare scenograficamente questo messaggio attraverso un “simbolico abbraccio” tra le diverse età dell’uomo».

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TALKS SLIDINGDOORS 2016 – Eugenio Finardi e la sua “Musica Ribelle”  ospiti d’eccezione per raccontare le “GENERAZIONI”

Una serata, cinque TALKS con protagonisti della musica e dell’economia, della scienza e della “cultura d’impresa”, del terzo settore e della comunicazione.

L’appuntamento è promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Verona in collaborazione con il Consiglio Nazionale Ingegneri

Verona, TEATRO RISTORI – GIOVEDI’ 27 OTTOBRE 2016 ORE 18

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INGRESSO LIBERO

Aperte le prenotazione on line al sito EVENTBRITE

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thumbnail_slidingdoors-2016-flyer2Torna a Verona il prossimo 27 ottobre al Teatro Ristori dalle ore 18 la seconda edizione dell’evento Talks Slidingdoors 2016, il roadshow ideato dal Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) come progetto culturale per aprire il mondo dell’Ingegneria alla società. Realizzato e promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Verona, l’evento è un appuntamento della V edizione della rassegna culturale Open. Ingegneri aperti alla città, con il patrocinio – tra gli altri – della Provincia e del Comune di Verona.

Perché Slidingdoors – Come le porte scorrevoli che si aprono (e si chiudono) inaspettate nella vita, cambiando un percorso altrimenti segnato, i TALKS di Slidingdoors danno voce a idee, persone, progetti ed eccellenze di differenti ambiti che si confrontano e creano imprevedibili relazioni di valore per l’ingegneria italiana. L’arte della professione è infatti quella di portare a sintesi più territori della conoscenza: visione e azione, scienza, tecnica e umanesimo.

IL TEMA – Dopo aver indagato lo scorso anno il CONFINE, l’edizione 2016 affronta il tema e l’universo “GENERAZIONI” riprendendo, quale filo rosso della serata, l’interrogativo che il filosofo Remo Bodei aveva posto nel suo saggio Generazioni. Età della vita, età delle cose (Laterza, 2014). Il nostro tempo ha indebolito i legami sociali e la fiducia tra le generazioni. Si potrà introdurre un nuovo, più equo e lungimirante patto intergenerazionale?

Cinque i relatori – protagonisti della cultura e della musica, dell’economia e della scienza, della consulenza d’impresa, del terzo settore e della comunicazione – che saliranno sul palco del Ristori per consegnare al pubblico veronese una risposta a partire dalla propria esperienza personale e professionale.

Giovani e lavoro: aspettative, speranze e delusioni; le sfide e il futuro della Ricerca in Italia; l’impegno sociale e umanitario per la difesa dei diritti dei bambini; il passaggio intergenerazionale nelle imprese a conduzione familiare. E ancora i valori, le inquietudini e i bisogni delle persone comuni e la denuncia delle contraddizioni di questa nostra società globalizzata, tra musica e parole.

Molte le istantanee che verranno mostrate per raccontare le “GENERAZIONI”, ma unico il filo rosso sotteso: la lucida disanima di una realtà per nulla rosea non intende abdicare alla speranza in un cambiamento futuro.

efinardi_flyerL’OSPITE – Alla vigilia del lancio del cofanetto “40 ANNI DI MUSICA RIBELLE”, ospite straordinario della serata sarà Eugenio Finardi, che da 40 anni, appunto, – grazie ad una libertà espressiva aperta alle contaminazioni – racconta più generazioni con un linguaggio che sa parlare e “attraversa” pubblici profondamente diversi per età e formazione. Ieri come oggi. Guru della Musica Ribelle e indipendente – versatilità artistica allo stato puroFinardi ha fatto suo il coraggio di affrontare i temi che toccano la radice e l’identità dell’uomo e che restano, pertanto, di grande attualità. Lo spunto è sempre quello della vita reale: una denuncia che scaturisce dalle contraddizioni della cronaca contemporanea che le sue canzoni hanno saputo interpretare, fin dal suo esordio musicale.

arosina-flyer_smallI RELATORI – Accanto a Eugenio Finardi i contributi di Alessandro Rosina, professore di Demografia e Statistica sociale alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano, dove dirige il Dipartimento di Scienze statistiche e il “Center for Applied Statistics in Business and Economics”. Rosina è coordinatore dell’’indagine “Rapporto giovani” dell’Istituto G. Toniolo, la principale rilevazione continua italiana sull’universo giovanile.


idecimo_flyerIlaria Decimo
, ricercatrice biotecnologa in farmacologia e neurobiologia all’Università di Verona.  Dopo aver svolto attività di ricerca in centri di eccellenza internazionali, Ilaria è tornata in Italia e oggi guida il suo gruppo di ricerca nel laboratorio di Farmacologia dell’Università di Verona per proseguire gli studi sulle sue nuove importanti scoperte che riguardano i meccanismi rigenerativi del cervello.

pferrara_fleyrPaolo Ferrara, lavora nel terzo settore dal 1998 dove ha ricoperto ruoli negli ambiti del fundraising, della comunicazione e dell’ufficio stampa in alcune delle più accreditate realtà italiane e internazionali. Dal 2007 è responsabile comunicazione, coordinatore attività di marketing e raccolta fondi di Terre des Hommes Italia, movimento a difesa dei diritti dei bambini.

fcesaro_smallFranco Cesaro, titolare dello studio di consulenza Cesaro & Associati dal 1986, è formatore, ricercatore e consulente nel sostenere lo sviluppo generazionale delle imprese a capitale familiare. Docente all’Università Statale di Milano nell’area Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, si occupa, in particolare, di studi e ricerche nelle relazioni corpo-mente e della definizione del ben-essere.

thumbnail_slidingdoors-2016-flyer2IL FORMATTALKS Slidingdoors racconta le migliori esperienze dei territori declinato, di volta in volta, in differenti approcci. E’, in particolare, una sezione del CONCORSO DI IDEE SCINTILLE (CNI – www.cniscintille.it), nato con l’obiettivo di aprire alla città e alla società il mondo dell’ingegneria attraverso la narrazione. Idee, persone, progetti ed eccellenze di differenti ambiti che si confrontano e creano relazioni di valore per l’ingegneria italiana. L’arte della professione è infatti quella di portare a sintesi più territori della conoscenza: scienza, tecnica, umanesimo, visione e azione.

E’ uno strumento per far sì che il network degli ingegneri diventi officina per la valorizzare del sapere multidisciplinare che può migliorare la qualità della vita attraverso la sintesi tra la “cultura tecnico-scientifica del come” e la “cultura umanistica del perché”.

I PARTNER E SPONSOR DELL’EVENTO – Promosso in partnership con l’Accademia di Belle Arti di Verona, l’appuntamento è stato realizzato grazie al sostegno di importanti partner: Emozione3, AGSM e Mediolanum Private Banking Roberto Bussola. Si ringraziano in particolare anche il Ristorante Arche, e l’Hotel Trieste di Verona e il magazine Pantheon di Verona, media partner dell’evento.

LA RASSEGNA CULTURALE OPEN – Dallo scorso anno Slidingdoors è stato inserito tra gli appuntamenti di Open. Ingegneri aperti alla città (www.ingegneriverona.it), la rassegna culturale promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia – oggi alla V Edizione – realizzata in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Verona e l’Archivio di Stato con il patrocinio del Comune di Verona, della Provincia di Verona, CNI, FOIV (Federazione Ordini Ingegneri del Veneto), Collegio Ingegneri di Verona, VeronaNetwork, Ufficio Scolastico Territoriale XII – Verona, Verona Innovazione – t2i e Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere. Accanto al supporto di enti e istituzioni cittadine che ne hanno condiviso l’iniziativa: Società Letteraria di Verona, Circoscrizione 5 del Comune di Verona, CTG, CTG Un Volto Nuovo e Consorzio Verona Tuttintorno.

L’evento TALKS SLIDINGDOORS è a ingresso libero, fino ad esaurimento posti con prenotazione on line al sito EVENTBRITE.

 

Guarda i video dell’edizione 2015 dedicata al “CONFINE”

TALKS SLIDINGDOORS 2016 GENERAZIONI – La “Musica Ribelle” DI EUGENIO FINARDI

I RELATORI dell’evento TALKS SLIDINGDOORS

EUGENIO FINARDI – #40MUSICARIBELLE

L’OSPITE – Alla vigilia del lancio del cofanetto “40 ANNI DI MUSICA RIBELLE”, ospite straordinario dell’evento TALKS Slidingdoors 2016 sarà Eugenio Finardi, che da 40 anni appunto – grazie ad una libertà espressiva aperta alle contaminazioni – racconta più generazioni con un linguaggio che sa parlare e “attraversa” pubblici profondamente diversi per età e formazione. Ieri come oggi.

efinardi2Guru della Musica Ribelle e indipendente – versatilità artistica allo stato puro – Finardi ha fatto suo il coraggio di affrontare i temi che toccano la radice e l’identità dell’uomo e che restano, pertanto, di grande attualità. Lo spunto è sempre quello della vita reale: una denuncia che scaturisce dalle contraddizioni della cronaca contemporanea che le sue canzoni hanno saputo interpretare, fin dal suo esordio musicale.

Temperamento indomito, sperimentazione, libertà intellettuale e attenzione al prossimo ne fanno il guru della musica ribelle e indipendente.

Il tour 2016 “40 anni di Musica Ribelle” ripropone tutte le tracce del suo disco cult “SUGO” uscito nel 1976 e passato alla storia come uno dei 100 migliori dischi italiani di tutti i tempi (fonte: Rolling Stone).

Fin dal suo esordio – per la prima volta – l’impegno civile e la poetica delle emozioni si incontrano in un solo artista. La Radio, Un Uomo e soprattutto MUSICA RIBELLE, restano canzoni-manifesto generazionali che conservano, oggi, la stessa forza dirompente delle origini.

Ininterrotto il suo contatto live con il pubblico, fonte di reciproca gratificazione, umana e musicale.

Cantautore raffinato e interprete di rara sensibilità, con il progetto “Palco Aperto” Finardi ha messo in campo progetti e collaborazioni con giovani artisti emergenti, a testimoniare l’attenzione verso il talento e la creatività che ancora c’è ma che rischia di restare invisibile. Un mondo da esplorare.

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VERONA, TEATRO RISTORI – 27 OTTOBRE 2016, ORE  18

INGRESSO GRATUITO

PRENOTAZIONI ON LINE AL SITO EVENTBRITE

TALKS SLIDINGDOORS 2016 – GENERAZIONI – ILARIA DECIMO

I RELATORI dell’evento TALKS SLIDINGDOORS

ILARIA DECIMO – #ILFUTURODELLARICERCA

idecimo_flyerE’ ricercatrice biotecnologa in farmacologia e neurobiologia. Si è laureata in Biotecnologie all’Università Statale di Milano e ha conseguito il dottorato di ricerca in Biotecnologie Applicate alle Scienze Mediche presso l’Università di Verona.

Dopo aver svolto attività di ricerca in centri di eccellenza internazionali (Max Plank, Germania e VIB, Belgio), torna Italia dove guida il suo gruppo di ricerca al laboratorio di Farmacologia dell’Università di Verona.

Nel 2011, insieme al marito e giovane ricercatore veronese Francesco Bifari, l’importante scoperta sui meccanismi rigenerativi del cervello pubblicata su “Stem Cells” con l’individuazione delle meningi quali potenziale fonte di cellule staminali che si attivano dopo un trauma del midollo spinale. La ricerca potrebbe indicare la via verso nuove cure per i danni del sistema nervoso che causano la paralisi.

Ostinazione e passione. Per la Ricerca e per vita. Donna, ricercatrice, moglie e mamma. Per questa determinazione le è stato riconosciuto nel 2012  il Premio Giulietta alla donna e alla carriera, dedicato a figure femminili che si siano imposte all’opinione pubblica come donne che hanno saputo segnare in maniera qualificata un’arte o una professione, diventando polo di riferimento prestigioso per tutti.

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ILARIA DECIMO-  #ilfuturodellaricerca

La Ricerca innovativa come motore di ri-generazione del benessere sociale

In Italia esistono numerosi esempi di ricerca condotta ad alto livello e di eccezionale qualità. Attualmente però il nostro Paese è ancora difficilmente attrattivo per gli scienziati che si trovano all’estero. I motivi sono molteplici e riguardano non solo la scarsità delle risorse allocate e i salari non competitivi, ma soprattutto la mancanza di una mentalità che consideri la Scienza come motore di ri-generazione e base essenziale per assicurare il nostro benessere sociale nel lungo termine.

Al contrario, facendo ricerca all’estero, ho riscontrato la forte consapevolezza per cui la scienza è la chiave per aprire nuovi orizzonti, creare opportunità e determinare decisioni sociali e politiche che migliorino la nostra qualità della vita. E’ necessaria quindi la volontà di cambiare prospettiva e investire sulla ricerca. E questo non sarebbe ancora abbastanza! Infatti l’investimento dovrebbe favorire ricerche che siano gorund breaking e in grado di superare i dogmi scientifici (paradigm shift) attuali. Ricerche quindi fortemente innovative e rischiose.

Sono tra i pochi fortunati che hanno avuto le condizioni e l’opportunità di tornare in Italia e ho colto questa sfida. Nella mia esperienza mi sono occupata di ri-generazione di nuovi neuroni e la mia ricerca si è focalizzata su un’ipotesi completamente nuova e che andava contro i dogmi scientifici del momento. Flessibilità, tenacia e motivazione hanno accompagnato i miei progetti di ricerca. Ora sono tornata in Italia e vorrei che i risultati della mie ricerche con “potenziale ri-generativo” contribuissero a innovare la ricerca del mio Paese. Nell’ organismo umano lo stimolo dell’ambiente circostante è la componente fondamentale per convincere una cellula staminale a ri-generare nuove cellule. Traslando l’esempio dalla biologia alla nostra società, credo che anche in Italia debba maturare la consapevolezza che le ricerche innovative e rischiose siano il motore della ri-generazione del Paese. E’ necessario creare le condizioni ambientali necessarie perché i giovani talenti possano ri-generare la ricerca italiana: e ciò significa poter – nel lungo periodo –  ri-generare anche la nostra società.

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Per saperne di più:

– La scoperta pubblicata su “Stem Cells” nel 2011: Nelle meningi una nuova fonte di cellule staminali

Il Premio Giulietta alla donna e alla carriera (2012)

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VERONA, TEATRO RISTORI – 27 OTTOBRE 2016, ORE  18

INGRESSO GRATUITO

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TALKS SLIDINGDOORS 2016 – GENERAZIONI – PAOLO FERRARA

I RELATORI dell’evento TALKS SLIDINGDOORS 2016

PAOLO FERRARA –  #IDIRITTIDEIBAMBINI

pferrara_fleyrLaureato in Giurisprudenza, master in Bocconi in Economia e Gestione del Non Profit, lavora nel terzo settore dal 1998 dove ha ricoperto ruoli negli ambiti del fundraising, della comunicazione e dell’ufficio stampa in alcune delle più accreditate realtà italiane e internazionali.

Già membro del board dell’Associazione Italiana Fundraiser, oggi è nel CDA di Podisti da Marte, co-fondatore di Yunik Aps e nel CDA di Terre des Hommes Sweden.

Dal 2007 è responsabile comunicazione, coordinatore attività di marketing e raccolta fondi di Terre des Hommes, da oltre 50 anni uno dei più grandi movimenti al mondo per la difesa dei diritti dei bambini, presente in 69 paesi con più di 1.046 progetti a sostegno dei minori.

E’ formatore sui temi del fundraising online per Bocconi, Fundraising School e Assif e proprietario del blog Fundraising Now! sui temi dell’innovazione e della raccolta fondi on-line.

Gestisce in prima persona il piano marketing on-line e l’ideazione dei principali eventi di comunicazione e raccolta fondi. In particolare nel 2007 ha rilanciato la campagna Obiettivo Scuola (www.iosonopresente.it) e nel 2008 ha dato vita, in collaborazione con Sole24Ore, Pubblicità Progresso e UPA, al Child Guardian Award, il primo premio dedicato alle aziende che abbiano usato l’immagine dei bambini rispettandone la dignità e i diritti.

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Terre des Hommes. Proteggiamo i bambini, insieme.

Proteggere i bambini da ogni forma di violenza o abuso, garantire a ogni bambino il diritto alla salute, all’educazione e alla vita sono le ragioni stesse dell’esistenza di Terre des Hommes, da quando nel 1960 un gruppo di persone animate da Edmond Kaiser fece nascere a Losanna (in Svizzera) quello che oggi è uno dei più grandi movimenti al mondo per la difesa dei diritti dei bambini.

Nata nel 1989 in Italia e diventata Fondazione nel 1994 Terre des Hommes Italia nell’ultimo anno ha realizzato 90 progetti in 22 paesi del mondo dedicandosi in particolare ai temi della Child Protection, della sanità di base e del diritto all’educazione.

Le sfide per un cambiamento possibile: una nuova cultura dell’affettività e del rispetto a partire dalle scuole e dai centri di aggregazione; regolamentazioni chiare ed efficaci, mettendo al centro l’interesse primario dei bambini e dei minori e meccanismi sanzionatori realistici; la consapevolezza che la Povertà Educativa è anche la povertà di valori, di consapevolezza nell’uso della rete, del rispetto nei confronti degli altri; fondi e risorse per una nuova solidarietà: ma trasparente, innovativa ed efficiente.

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Per saperne di più:

Terre des Hommes

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VERONA, TEATRO RISTORI – 27 OTTOBRE 2016, ORE  18

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TALKS SLIDINGDOORS 2016 – GENERAZIONI – ALESSANDRO ROSINA

I RELATORI dell’evento TALKS SLIDINGDOORS

ALESSANDRO ROSINA – #RAPPORTOGIOVANI

 
arosina-flyer_smallDocente universitario e saggista. Studia le trasformazioni demografiche, i mutamenti  sociali, la diffusione di comportamenti innovativi.

E’ professore ordinario di Demografia e Statistica sociale all’Università Cattolica di Milano, dove dirige il Center for Applied Statistics in Business and economics.

Coordina la realizzazione della principale indagine italiana sulle nuove generazioni, il Rapporto Giovani dell’Istituto G. Toniolo, è presidente dell’associazione InnovarexIncludere e tra i fondatori della rivista online Neodemos.

Ha appena pubblicato Il futuro che (non) c’è (con S. Sorgi, Egea 2016) dove dimostra come la demografia sia strumento efficace per interpretare i mutamenti che rivoluzionano i rapporti tra le generazioni, la vita dei singoli e le loro interazioni.

E’ autore anche di: “Non è un paese per giovani. L’anomalia italiana: una generazione senza voce” (con E. Ambrosi, Marsilio, 2009); “L’Italia che non cresce. Gli alibi di un paese immobile” (Laterza, 2013); “Neet. Giovani che non studiano e non lavorano” (Vita & Pensiero, 2015).

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Crescere con le nuove generazioni

Supponiamo che in un paese avanzato cresca enormemente il debito pubblico, non si realizzino politiche che mettono in relazione virtuosa welfare e sviluppo, si facciano sempre meno figli. Tutto questo all’interno di un mondo che cresce demograficamente, con una innovazione tecnologica sempre più rapida, socialmente sempre più complesso ed economicamente più competitivo. Il paese in questione si troverà sempre più a chiudersi in difesa e a perdere la capacità di produrre nuovo benessere con e per i suoi cittadini. Si avviterà, quindi, in una spirale negativa nella quale aumentano i rischi e si riducono le opportunità rispetto alle grandi trasformazioni in atto.

Debito pubblico e bassa crescita, con reazione a chiusura a salvaguardia dei diritti acquisiti, restringono le risorse per gli investimenti pubblici in formazione, ricerca e sviluppo, politiche attive. Si contraggono gli spazi strategici di occupazione per i nuovi entranti, quindi in particolare per le nuove generazioni. Chi ha formazione elevata deve accontentarsi di essere sotto inquadrato, chi ha formazione bassa rischia di rimanere fuori o ai margini del mercato del lavoro. La famiglia di origine accentua il ruolo protettivo verso i giovani, riducendo il rischio di scadimento verso il basso di chi appartiene alle classi più benestanti. Non solo, quindi, peggiorano le condizioni delle nuove generazioni, ma aumentano anche le diseguaglianze sociali. Aumenta il saldo negativo verso l’estero dei più dinamici e qualificati. Chi ha formazione bassa e vive in contesti familiari e sociali svantaggiati, si rassegna. Il fatto che sia inutile darsi da fare e investire sulla propria formazione perché tanto il lavoro non c’è e quando c’è solo chi ha le spinte giuste lo trova, diventa così una profezia che si autoadempie.

La carenza di investimenti in welfare e sviluppo comprimono verso il basso anche il binomio occupazione femminile e fecondità. La riduzione delle nascite produce un processo di «degiovanimento» intenso e rapido, che va ad accentuare l’invecchiamento della popolazione. Crescono quindi gli anziani e diminuiscono i giovani. Avere meno giovani e con più difficoltà a entrare nel mondo del lavoro porta a ridurre la ricchezza prodotta, mentre con il flusso degli anziani in pensione tendono a lievitare spesa previdenziale e sanitaria.

L’incapacità di rendere attive le persone non solo riduce la produzione di nuovo benessere ma fa aumentare anche i costi sociali e porta a un arretramento dei progetti di vita, alimentando una spirale negativa verso il basso di economia e demografia.

Il nodo centrale è quindi la crescita: non tanto “quanta” crescita, ma “quale” crescita. Non si può rinunciare a crescere a meno che non vogliamo condannare le generazioni future a vivere peggio rispetto alle generazioni precedenti. Quello che si può discutere è in che senso e su quali aspetti vogliamo che il futuro sia migliore del presente. I criteri guida non possono più essere semplicemente quelli di aumentare il prodotto interno lordo e i livelli di consumo. Crescere quindi va bene, ma è il modello di crescita che va ripensato nelle sue modalità, nei suoi obiettivi, nei suoi parametri di misurazione. Quello che va favorito è la possibilità che le nuove generazioni siano messe nelle condizioni di fare più e meglio rispetto alle generazioni precedenti. Come opportunità, non certo come vincolo. Ogni generazioni deve giocarsela, mettendo anche in conto la possibilità di fallire in parte, nel cogliere e vincere le sfide del proprio tempo. Ma è doveroso che le generazioni precedenti consentano a quelle entranti di trovare risorse, spazi e strumenti adeguati per trarre il meglio di sé. Se poi non saranno in grado di farlo o non otterranno i risultati sperati dipenderà da loro.

Per gentile concessione dell’autore un estratto da: “Il futuro che (non) c’è. Come costruire un domani migliore con la demografia”, di Alessandro Rosina e Sergio Sorgi, Bocconi editore, 2016.

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Per saperne di più:

Rapporto Giovani 2016 

www.alessandrorosina.it

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VERONA, TEATRO RISTORI – 27 OTTOBRE 2016, ORE  18

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TALKS SLIDINGDOORS 2016 – GENERAZIONI – FRANCO CESARO

I RELATORI dell’evento TALKS SLIDINGDOORS

FRANCO CESARO – #LHOFATTOPERVOI

fcesaro_smallDal 1974 ha lavorato nell’area del marketing strategico e operativo di alcune realtà aziendali strutturate.

Titolare dello studio di consulenza Cesaro&Associati dal 1986, esercita la libera professione attraverso le attività di consulente, formatore e ricercatore. Dal 1993 l’attività dello studio si è concentrata nel sostegno allo sviluppo generazionale delle imprese a capitale familiare che affianca e supporta.

E’ docente all’Università Statale di Milano nell’area Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, si occupa, in particolare, di studi e ricerche nelle relazioni corpo-mente e della definizione del ben-essere. E’ autore di Non ne posso più dei venditori (2003), Piccoli e scatenati (2004), Racconti di fabbrica, con M. Bini (2011), L’ho fatto per voi (Guerini Associati, Milano, 2012).

Nel 2015 lo studio Cesaro&Associati si aggiudica la prima edizione del Premio Aif (Associazione italiana formatori) intitolato ad Adriano Olivetti per le migliori progettualità.

Famiglia, impresa e formazione: al  centro, sempre, la persona e la cultura: un’attività di consulenza professionale che tende alla vita, nella capacità di assicurare la sopravvivenza alle imprese familiari medio-piccole oltre la seconda generazione.

Crediamo nel ruolo sociale dell’impresa come centro promotore dello sviluppo della collettività. Per questo, cerchiamo di mantenere ancorate le nostre imprese ai valori etici, alle questioni sociali e alla sostenibilità.

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Imprese familiari, oltre il “capitale” un patrimonio di identità e valori 
Il cambio generazionale non esiste. O perlomeno, non esiste il problema se viene pianificato per tempo ed in pace. I problemi nascono dai conflitti di cui è contaminata la convivenza fra generazioni. Tutto questo non riguarda solo gli imprenditori e le loro famiglie, ma coinvolge tutte le relazioni professionali che richiedono organizzazione, passione, vocazione e missione.

Imparare ad accettare e condividere le diverse visioni ed i diversi valori fra generazioni che si confrontano per età e cultura diversa, è il presupposto per garantire la continuità di un patrimonio che rischia di essere disperso nella crescente dinamica di mercato da cui non sono escluse le attività professionali tradizionali.

Alcune storie tra le tante vissute in prima persona come osservatore saranno raccontate nella pienezza dell’umanità, delle sofferenze e delle emozioni che offre questo tema. E che non esclude nessuno di noi.

 

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Per saperne di più:

http://www.cesaroeassociati.it/

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VERONA, TEATRO RISTORI – 27 OTTOBRE 2016, ORE  18

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“Professionisti della robotica di servizio”, al via un corso base-sperimentale

cropped-IMG_6048La proposta formativa è promossa dalla Commissione ICT dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia in collaborazione con il prof. Paolo Fiorini, docente di Robotica e direttore del laboratorio di robotica ALTAIR al Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Verona (nella foto).


C’è chi li crea in laboratorio e chi ne fruisce nel proprio ambiente quotidiano, lavorativo e domestico.

Sono i robot per la sanità, la chirurgia, la riabilitazione e la diagnostica. Robot per l’agricoltura, l’ambiente, per la scuola e l’intrattenimento. Robot per usi domestici – per la pulizia o il taglio dell’erba – ma anche “robot – assistenti” per anziani e disabili. Robot, come i droni, che stanno trovando una nuova applicazione nel settore tecnico e professionale della progettazione e della cantieristica.

ROBOTICA DI SERVIZIO, un’opportunità per studenti, tecnici, ingegneri e informatici – Oltre la robotica umanoide e industriale, utilizzata per lavori ripetitivi e faticosi, parliamo della robotica di servizio di ultima generazione, pensata per convivere con noi e per supportarci in casa e al lavoro. Oggetti sempre più diffusi e di uso quotidiano che oggi, sfruttando la connessione con la Rete, hanno “moltiplicato” la loro funzionalità e operatività grazie alla precisione nella mappatura e localizzazione e nel riconoscimento di oggetti o persone.

Quello della robotica di servizio è un settore in espansione che prospetta nuove opportunità lavorative nella richiesta di tecnici preparati – siano essi ingegneri o tecnici informatici – in grado di installare e gestire sistemi robotici di servizio con applicazioni “personalizzate” all’ambiente di riferimento. Figure professionali “intermedie”, tra il ricercatore di laboratorio e il destinatario finale, che provvedono alla corretta funzionalità dello strumento nell’ambiente finale di applicazione.

IL CORSO – Proprio per fornire questa prima ma adeguata formazione tecnica di base sulla robotica di servizio la Commissione ICT dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, in collaborazione con il prof. Paolo Fiorini, docente di Robotica al Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Verona, propone un corso formativo di “INTRODUZIONE ALLA ROBOTICA DI SERVIZIO” destinato a studenti, tecnici, ingegneri e informatici.

GLI OBIETTIVI – Tre gli obiettivi principali del corso: fornire in primis ai partecipanti le conoscenze di base della robotica e degli strumenti informatici per l’analisi e l’istallazione di robot per il servizio e la produzione industriale; un secondo step descrive invece il funzionamento dei metodi principali per la mappatura degli ambienti e per la navigazione di robot autonomi in “luoghi” non strutturati; chiude il programma una dimostrazione “pratica” delle applicazioni e dei metodi d’uso.

LE DATE – Il corso si svolgerà nella sede degli Ingegneri di Verona (Magazzino 1, via Santa Teresa 12) il prossimo 16, 23 e 29 settembre dalle ore 14.30 alle 18.30.

Il corso, aperto a tutti, prevede il rilascio di crediti formativi professionali per gli ingegneri iscritti ad un Albo provinciale.

Luca Scappini, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia

«Come già l’informatica e l’elettronica, la robotica sta diventando il centro di ogni innovazione. Abbiamo voluto condividere e proporre questo percorso formativo sperimentale e innovativo anche ai nostri iscritti – in particolari a chi ha competenze informatiche e nelle ICT – convinti di poter offrire una ulteriore opportunità lavorativa, spendibile in un settore in grande sviluppo che lavora al futuro della tecnologia».

PFioriniProf. Paolo Fiorini, docente di Robotica al Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Verona.

«Un chiaro esempio della carenza di figure professionali in questo ambito è riscontrabile nel settore della chirurgia robotica che non ha ancora sviluppato la professione di “ingegnere per la robotica chirurgica“, lasciando al medico e al personale infermieristico ospedaliero il compito di risolvere problemi di robotica standard, come l’analisi dello spazio di lavoro o la prevenzione delle collisioni. Accorgimenti che, se non affrontati correttamente, possono aumentare i rischi per la sicurezza».

Le iscrizioni al corso si chiuderanno il 14 settembre.

Informazioni al sito: www.collegioingegneriverona.it

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