“Professionisti della robotica di servizio”, al via un corso base-sperimentale

cropped-IMG_6048La proposta formativa è promossa dalla Commissione ICT dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia in collaborazione con il prof. Paolo Fiorini, docente di Robotica e direttore del laboratorio di robotica ALTAIR al Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Verona (nella foto).


C’è chi li crea in laboratorio e chi ne fruisce nel proprio ambiente quotidiano, lavorativo e domestico.

Sono i robot per la sanità, la chirurgia, la riabilitazione e la diagnostica. Robot per l’agricoltura, l’ambiente, per la scuola e l’intrattenimento. Robot per usi domestici – per la pulizia o il taglio dell’erba – ma anche “robot – assistenti” per anziani e disabili. Robot, come i droni, che stanno trovando una nuova applicazione nel settore tecnico e professionale della progettazione e della cantieristica.

ROBOTICA DI SERVIZIO, un’opportunità per studenti, tecnici, ingegneri e informatici – Oltre la robotica umanoide e industriale, utilizzata per lavori ripetitivi e faticosi, parliamo della robotica di servizio di ultima generazione, pensata per convivere con noi e per supportarci in casa e al lavoro. Oggetti sempre più diffusi e di uso quotidiano che oggi, sfruttando la connessione con la Rete, hanno “moltiplicato” la loro funzionalità e operatività grazie alla precisione nella mappatura e localizzazione e nel riconoscimento di oggetti o persone.

Quello della robotica di servizio è un settore in espansione che prospetta nuove opportunità lavorative nella richiesta di tecnici preparati – siano essi ingegneri o tecnici informatici – in grado di installare e gestire sistemi robotici di servizio con applicazioni “personalizzate” all’ambiente di riferimento. Figure professionali “intermedie”, tra il ricercatore di laboratorio e il destinatario finale, che provvedono alla corretta funzionalità dello strumento nell’ambiente finale di applicazione.

IL CORSO – Proprio per fornire questa prima ma adeguata formazione tecnica di base sulla robotica di servizio la Commissione ICT dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, in collaborazione con il prof. Paolo Fiorini, docente di Robotica al Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Verona, propone un corso formativo di “INTRODUZIONE ALLA ROBOTICA DI SERVIZIO” destinato a studenti, tecnici, ingegneri e informatici.

GLI OBIETTIVI – Tre gli obiettivi principali del corso: fornire in primis ai partecipanti le conoscenze di base della robotica e degli strumenti informatici per l’analisi e l’istallazione di robot per il servizio e la produzione industriale; un secondo step descrive invece il funzionamento dei metodi principali per la mappatura degli ambienti e per la navigazione di robot autonomi in “luoghi” non strutturati; chiude il programma una dimostrazione “pratica” delle applicazioni e dei metodi d’uso.

LE DATE – Il corso si svolgerà nella sede degli Ingegneri di Verona (Magazzino 1, via Santa Teresa 12) il prossimo 16, 23 e 29 settembre dalle ore 14.30 alle 18.30.

Il corso, aperto a tutti, prevede il rilascio di crediti formativi professionali per gli ingegneri iscritti ad un Albo provinciale.

Luca Scappini, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia

«Come già l’informatica e l’elettronica, la robotica sta diventando il centro di ogni innovazione. Abbiamo voluto condividere e proporre questo percorso formativo sperimentale e innovativo anche ai nostri iscritti – in particolari a chi ha competenze informatiche e nelle ICT – convinti di poter offrire una ulteriore opportunità lavorativa, spendibile in un settore in grande sviluppo che lavora al futuro della tecnologia».

PFioriniProf. Paolo Fiorini, docente di Robotica al Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Verona.

«Un chiaro esempio della carenza di figure professionali in questo ambito è riscontrabile nel settore della chirurgia robotica che non ha ancora sviluppato la professione di “ingegnere per la robotica chirurgica“, lasciando al medico e al personale infermieristico ospedaliero il compito di risolvere problemi di robotica standard, come l’analisi dello spazio di lavoro o la prevenzione delle collisioni. Accorgimenti che, se non affrontati correttamente, possono aumentare i rischi per la sicurezza».

Le iscrizioni al corso si chiuderanno il 14 settembre.

Informazioni al sito: www.collegioingegneriverona.it

OPEN 5 – I prossimi appuntamenti da settembre a novembre 2016

Continua il ricco programma culturale del calendario eventi di Open. Ingegneri aperti alla città che nel 2016 “compie” 5 anni ponendo al centro della riflessione il tema “Scenari Urbani. Metamorfosi e rigenerazione”.

Sono previsti CFP per Ingegneri iscritti.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI:

Scarica la locandina con il Programma eventi OPEN 2016

noi-robot-50x70-cm-bassa-risoluzioneSabato 24 settembre 2016 ore 10.00 – 12.00

Convegno: “NOI, ROBOT”.  Il progetto WALKMAN: robot umanoidi e ambiente, il futuro della robotica di servizio.

Intelligenti, affidabili, autonomi e operativi. E, soprattutto, connessi con l’ambiente.

Sono i robot umanoidi che supportano o sostituiscono l’intervento umano in situazioni di emergenza o per attività troppo a rischio, come dopo un disastro ambientale.

Il robot Walkman cammina, apre porte, utilizza strumenti di lavoro, “maneggia” una valvola industriale. “Conquiste” che vanno ad arricchire il futuro della robotica di servizio per il benessere degli uomini.

Promosso dalla Commissione Giovani dell’Ordine.

Intervengono:

FRANCESCA NEGRELLO, giovane ricercatore dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT)

PAOLO FIORINI, docente di Robotica e direttore del Laboratorio ALTAIR al Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Verona.

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Sabato 1 ottobre 2016 ore 10.00 – 18.00 

SEMINARIO/VISITA TECNICA

GIORNATA CeRSU Veneto: “Problemi di conservazione, rigenerazione, integrazione e tutela dei centri storici del Veneto – Verona e Provincia”.

Il seminario propone un focus su alcuni dei principali nuclei urbani provinciali e organizza una visita guidata ai luoghi dell’urbanistica e dell’architettura storica della città.

Promosso dal Centro Regionale Studi Urbanistici (CeRSU) del Veneto

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A GRANDE RICHIESTA RITORNA A VERONA LA II EDIZIONE

dell’evento pubblico:

TALKS SLIDINGDOORS 2016

Giovedì 27 ottobre – Teatro Ristori ore 18.00

Ingegneria & Società >>> GENERAZIONI

Slidingdoors_Massa_ScappiniEtà, Creazione, Tempo. Ognuno di noi è il risultato di una sequenza ininterrotta. Ogni generazione condivide il destino del proprio tempo, recupera il passato e si proietta nel futuro. Ereditiamo beni ma anche un intero mondo di simboli e principi, che si perpetua e si trasforma secondo la prevalente logica del dono e della restituzione. Ma il nostro tempo ha indebolito i legami sociali e la fiducia tra le generazioni. Si potrà introdurre un nuovo, più equo e lungimirante patto intergenerazionale?

A rispondere protagonisti della scienza, dell’arte, della filosofia, della musica, della tecnica, della letteratura, dell’impresa e delle professioni. In un caleidoscopio di interpretazioni e sovrapposizione di saperi.

Promosso in collaborazione con Concorso Scintille CNI –Partner ABA Verona

Scopri a fine settembre i nomi dei relatori partecipanti!

www.ingegneriverona.it

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Sabato 12 novembre 2016 ore 10.00 – 12.00

Inaugurazione Mostra:

L’ADIGE E VERONA – Ingegneria e città nell’Ottocento

Esposizione: Verona, Magazzino1,

12 novembre 2016 – 28 febbraio 2017

Convegno di apertura :

“I muraglioni dell’Adige: storia e trasformazioni urbane”

L’Ottocento è il secolo in cui l’Ingegneria assume un ruolo fondamentale nelle trasformazioni urbane: le infrastrutture della moderna civiltà industriale cambiano rapidamente la forma della città e il paesaggio urbano. Anche Verona vive in quegli anni una profonda trasformazione: la realizzazione del sistema difensivo austriaco, la costruzione dei nuovi argini dell’Adige dopo la piena del 1882, i nuovi collegamenti tra le due rive e il primo sistema fognario della città. Lavori che costituiscono la cornice entro cui si sviluppa la Verona del XX secolo e che la mostra intende raccontare attraverso il prezioso patrimonio documentario degli archivi della città.

Curata dagli Ordine degli Ingegneri e degli Architetti di Verona in collaborazione con l’Archivio di Stato di Verona.

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Sabato 26 novembre 2016 ore 10.00 – 12.00

Convegno –  Industria ed energia: il fiume come risorsa

Da sempre l’Adige ha costituito la principale risorsa del territorio veronese. Fonte di energia per i mulini, le segherie e per le prime industrie veronesi, l’Adige diviene principale via di comunicazione tra l’Europa Centrale e l’Italia, risorsa fondamentale per la ricca agricoltura veronese, elemento fondativo della stessa città di Verona.

Il convegno esplora le potenzialità attuali dell’Adige, in un’ottica di innovazione “sostenibile”, stimolando il confronto tra quanti sono chiamati a regolamentare e tutelare il fiume. Per riscoprire un rapporto tanto antico quanto attuale.

Convegno Open5 – IL PAESAGGIO FLUVIALE TRA SVILUPPO E SALVAGUARDIA

Sabato 11 giugno ore 10 – Magazzino1,  

Sede Ordine degli  Ingegneri Verona e Provincia – Via S. Teresa 12


Con l’intervento dell’architetto ANNA BRAIONI: “IL FIUME E LA CITTA': COME UN PAESAGGIO DIVENTA PARCO”

e la proiezione di “OUTSIDERS. STORIE DAL FIUME”, il film documentario di Enrico Meneghelli e Sara Pigozzo, vincitore dell’ottava edizione dell’ ETNOFILMfest  MONSELICE 2015.

Modera ing. Angelo Bertolazzi, curatore della prossima mostra L’Adige e Verona. Ingegneria e città nell’Ottocento”.


ParcoAdige_VeronaIl fiume Adige rappresenta un elemento fondamentale per il territorio veronese. Costituisce un paesaggio nel paesaggio che segna non solo Verona, ma tutti i luoghi che attraversa: dalla Val d’Adige alla bassa pianura veronese.
Un paesaggio culturale ricco e diversificato che diviene risorsa per valorizzare il territorio.

IL TEMA –  Lo stretto rapporto tra la città e il fiume;  la gestione della rete idrica veronese in un’ottica volta al futuro, ma che prende necessariamente le mosse dalla riflessione sul passato.

IL RELATORE – Sarà l’architetto ANNA BRAIONI, studiosa e “specialista” dell’Adige e del suo Paesaggio, a tracciare – con il suo contributo “Il fiume e la città: come un paesaggio diventa parco” -, un confronto con altre realtà italiane ed europee ( si veda ad esempio il parco fluviale di Nantes  in Bretagna), per aprire un dibattito sulla tutela e valorizzazione del paesaggio dell’Adige, quale elemento imprescindibile del territorio veronese.

Il PARCO FLUVIALE, UN ORGANISMO “diversificato” – Il parco fluviale deve essere considerato come un insieme organico di aree con diversa destinazione e punti d’attrazione diversificati. Un reticolo di nodi e percorsi, “disegnati”  su un unico organismo.

“Un parco fluviale – precisa Anna Braioni – è per sua stessa definizione un parco lineare: a Verona interconnette ambiti diversi del territorio: la città, la collina, le cinta murarie, gli ambiti di pianura aperta e valliva. Costituisce perciò l’asse portante di una procedura pianificatoria di parco reticolare che può svilupparsi in spazi e in tempi diversificati, anche non contigui, purché definiti da un’unica visione. E’ un parco a fini multipli, determinati dalla conoscenza dei siti e dalle relazioni (formali e culturali) che tra essi storicamente si sono definite e che si possono ridefinire. E’ stato dunque inteso come inizio di un procedimento – conclude l’architetto Baioni – in cui la struttura del verde urbano e periurbano diventa l’elemento portante dell’organismo costruito. Da ciò deriva l’estrema duttilità e versatilità delle azioni di valorizzazione e riqualificazione da parte di enti pubblici e privati, attraverso finanziamenti pubblici e privati, purché inseriti in un unico processo pianificatorio”.

IL VIDEO – L’incontro propone inoltre la proiezione di “OUTSIDERS. STORIE DAL FIUME”, il film documentario di Enrico Meneghelli e Sara Pigozzo sull’Adige nel Veronese, vincitore dell’ottava edizione dell’ ETNOFILMfest  MONSELICE 2015, uno dei festival cinematografici più importanti in Italia per il documentario etnografico.

Outsiders nasce nel Aprile del 2014 ed è il progetto di ricerca di Sara Pigozzo all’MA Visual Anthropology alla Goldsmiths University di Londra, cui Enrico Meneghelli ha collaborato attivamente.

Obbiettivo del docufilm girato in “presa diretta”, quello di indagare e ritrarre il tratto di fiume Adige a Sud di Verona,  dove sono cresciuti gli autori. Un territorio sfruttato, intensamente coltivato, industrializzato e cementificato e lambito dal fiume. Gli argini racchiudono una terra libera, estranea a tutto ciò che le nasce attorno.

“Ho voluto indagare questo fiume che risulta solitario e abbandonato – spiega Sara Pigozzo – e capirne la  solitudine e le voci dei suoi protagonisti. Filosofi, raccoglitori di ciottoli, archeologi, senzatetto e viaggiatori: il corso d’acqua raccoglie intorno a sé il segreto della vita, tante volte umiliato dall’inquinamento e dall’indifferenza del vivere moderno. Eppure ci sono ancora luoghi dove rituali dal sapore antico lottano per sopravvivere. Il fiume prende voce attraverso le parole dei personaggi che “dialogano a distanza tra loro”. Le frasi rimbalzano, si richiamano, si intrecciano trasportate dal flusso della corrente”

Alcuni scatti dal video Outsiders.

“I gesti, la “voce” della terra e dell’acqua, l’assenza di accompagnamento musicale – scrivono i registi – ci calano in una realtà vissuta e assimilata dai registi. La ricerca antropologica si unisce a quella estetica e le immagini si fanno simboliche”.

Guarda l’ Official Trailer “Outsiders. Storie dal fiume”

Realizzato da ArtCam Produzioni Indipendenti (2015), associazione nata per produrre documentari e per promuovere l’antropologia visuale e l’arte.


L’incontro è “propedeutico” alla MOSTRA L’Adige e Verona. Ingegneria e città nell’Ottocento” promossa nell’ambito della Rassegna Open. Ingegneri aperti alla città “SCENARI URBANI. Metamorfosi e Rigenerazione”. Obiettivo dell’esposizione documentaria quello di dimostrare come l’Ottocento sia stato il secolo in cui l’Ingegneria ha assunto un ruolo fondamentale nelle trasformazioni urbane.

Curata dall’ing. Angelo Bertolazzi e realizzata in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Verona, l’Archivio di Stato di Verona e l’Archivio Generale del Comune di Verona, la mostra  verrà allestita a metà novembre nel Magazzino1.

Sono previsti 2 CFP per Ingegneri partecipanti

Per iscrizione: Collegio degli Ingegneri di Verona

 

SPECIALE IAGIG 2016 Ingegneria geotecnica, grandi opere e territorio.

L’apporto dei giovani ingegneri al 6° incontro  degli ingegneri geotecnici under 35,  tra ricerca, innovazione tecnologica e pratica professionale.  

A Verona 170 i partecipanti all’incontro annuale  promosso dall’AGI in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia.

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I giovani ingegenri geotecnici partecipanti a IAGIG 2016 – Verona, 20 – 21 maggio Auditorium Banco Popolare

C’è chi proviene da un’esperienza imprenditoriale, chi dal mondo accademico, chi dal settore delle nuove tecnologie, chi da quella industriale italiana e internazionale. Come Francesca, venuta appositamente da Cambridge dove ha svolto il dottorato e dove ora lavora nell’azienda che le ha pagato il viaggio andata e ritorno per Verona per partecipare a IAGIG 2016, l’incontro annuale promosso dall’Associazione Geotecnica Italiana (AGI).  Esperienze diverse, un unico denominatore comune: essere ingegneri geotecnici under 35.

I SALUTI INTRODUTTIVI

Guarda il video: Il segretario dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, ing. Alessia Canteri, dà il benvenuto ai partecipanti.

Sono stati 170 i partecipanti alla sesta edizione di IAGIG 2016, svoltasi a Verona presso l’Auditorium del Banco Popolare lo scorso venerdì 20 e sabato 21 maggio. Ad ospitare le due giornate, l’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia  – che ha fattivamente collaborato al coordinamento dell’evento attraverso la sua Commissione Geotecnica – e il Collegio Ingegenri di Verona. L’evento è stato patrocinato inoltre dl CNI e da FOIV.

AGIG L’Incontro annuale dei Giovani Ingegneri Geotecnici (IAGIG) si rivolge principalmente a tutti i giovani ingegneri interessati alle problematiche geotecniche, operanti sia in ambito professionale (liberi professionisti, dipendenti di enti pubblici o di imprese, collaboratori presso studi professionali, giovani imprenditori del settore) sia nel contesto accademico (studenti di dottorato, dottori di ricerca, assegnisti e ricercatori).

AGILa due giorni è stata occasione per dar vita ad una proficua discussione tra giovani professionisti e ricercatori del settore su argomenti di ingegneria geotecnica, con riferimento particolare alla pratica ed alle innovazioni proposte dalla Ricerca. Coinvolge liberi professionisti, dipendenti di enti pubblici o di imprese, giovani imprenditori del settore, studenti di dottorato, dottori di ricerca, assegnisti e ricercatori.

Iadig_slideUno scambio di esperienze di studio e di applicazione sui temi delle grandi opere e del territorio con focus e presentazioni sull’ambiente urbano, la stabilizzazione dei dissesti idro-geologici, lo sviluppo di nuove tecnologie costruttive e di indagine, lo studio di sistemi progettuali innovativi e l’analisi di modellazioni numeriche avanzate. Materie affrontate con riferimento sia alla pratica professionale sia alle innovazioni legate alla Ricerca scientifica e tecnologica, guardando agli aspetti tradizionali ed innovativi della progettazione, esecuzione e controllo di opere di Ingegneria Geotecnica.

Ad aprire la prima giornata di presentazioni i saluti degli ingegneri Giuseppe Maria Gaspari, del Comitato Organizzatore IAGIG e del prof. Nicola Moraci, presidente dell’Associazione Geotecnica italiana.

Prof. Ing. Nicola Moraci - Pres. Associazione Geotecnica Italiana
Prof. Ing. Nicola Moraci – Pres. Associazione Geotecnica Italiana

«Crescono le edizioni, cresce l’interesse e la partecipazione a questo incontro annuale – ha sottolineato Nicola Moraci, presidente dell’Associazione Geotecnica italiana – nato nell’ambito dell’AGI nel 2011.  Segno dell’attenzione verso la disciplina ma anche della felice intuizione dell’International Society for Soil Mechanics and Geotechnical Engineering (ISSMGE) di puntare sul confronto di conoscenze tra giovani provenienti da ambiti lavorativi e accademici diversi – dall’Italia e dall’estero – in un ambito “friendly” che favorisca una condivisione aperta tra ricercatori e professionisti in un forte approccio applicativo. Uno scambio, molte volte, base per future sinergie professionali».

Guarda il contributo video del Presidente AGI prof. ing. Nicola Moraci

GMGaspari3Un aspetto, quello dell’internazionalizzazione dell’appuntamento, che è stato sottolineato anche dal referente del comitato organizzatore IAGIG l’ing. Giuseppe Maria Gaspari, che lavora in Canada: «L’aspetto internazionale è un valore aggiunto dello IAGIG. Sono molti gli ingegneri geotecnici under 35 che lavorano all’estero e che ogni anno rientrano in Italia appositamente per questo incontro. Uno scambio di saperi reciproco con i giovani colleghi che lavorano e fanno Ricerca in Italia per condividere conoscenze e nuove tecnologie. E’ questa l’anima dell’appuntamento che non dimentica di guardare a chi, meno giovane, ha però più esperienza “e conosce la strada” e sa guidarci nello scegliere i migliori progetti ricerca, le migliori soluzioni tecniche nella progettazione e in cantiere».

Guarda il contributo video di Giuseppe Maria Gaspari

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Prof. Ing. Massimo Mariani CNI

Ma l’obiettivo è quello di riuscire a parlare di Geotecnica anche ai non geotecnici. E’ questa la sfida lanciata dal prof. Massimo Mariani, consigliere e coordinatore della Commissione Ingegneria Geotecnica del CNI: «E’ importante questo arricchimento interno di cultura e conoscenze – ha detto l’ing. Mariani –  ma è arrivato il momento di cambiare direzione e portare la nostra disciplina all’esterno di questo ambito “aristocratico” e fare in modo che la geotecnica entri nella formazione permanente per tutti i nostri colleghi ingegneri. Troppo spesso infatti – ha concluso –  sono proprio i nostri “non-committenti” (i colleghi ingegneri) a non riconoscere nell’ingegnere geotecnico l’esperto in grado di garantire qualità e sicurezza all’intervento».

Guarda il contributo video

L’Ordine degli Ingegneri di Verona ha fatto squadra con tutta la sua Commissione Geotecnica – in particolare gli ingegneri Roberto Castaldini, coordinatore della Commissione e l’ing. Paolo Crescini, consigliere del Collegio degli Ingegneri di Verona –  per ospitare lo IAGIG 2016 e coordinare al meglio le due giornate veronesi:

Ing. Alessia Canteri - Segretario dell'Ordine degli Ingegenri di Verona e Consigliere referente della Commissione Geotecnica
Ing. Alessia Canteri – Segretario dell’Ordine degli Ingegenri di Verona e Consigliere referente della Commissione Geotecnica

«Un’occasione per sottolineare che anche a Verona si possa parlare di Geotecnica in maniera propositiva – ha sottolineato Alessia Canteri, ingegnere, segretario dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e consigliere referente della Commissione Geotecnica – al di là dei problemi contingenti che possano riguardare la programmazione di un’opera in particolare. L’appuntamento è inoltre essenziale per dare nuovo slancio ai giovani e al loro lavoro di Ricerca e innovazione in un momento di congiuntura economica ancora sfavorevole che ci spinge a guardare all’estero con maggiore competenza, qualità e standards tecnico-operativi elevati».

Guarda il contributo video

I LAVORI – Sono stati 55 i contributi pervenuti e selezionati dal comitato scientifico creato appositamente nell’ambito dell’AGI e che sono stati esposti dagli autori under 35 tra relazioni e poster scientifici.

Gli interventi erano  suddivisi in 4 sessioni di presentazioni orali e 2 sessioni di poster, suddivise nelle rispettive tematiche: prestazioni di opere geotecniche; aspetti progettuali, costruttivi e tecnologici; interventi di miglioramento e rinforzo; geotecnica sismica e stabilità dei pendii.

 

I PREMIATI:

 PRIMA GIORNATA – L’Ingegneria geotecnica a servizio delle grandi opere: necessità e opportunità 

 Sezione 1: “Prestazioni di opere geotecniche

Numerical simulations of non – linear coupled geomechanical problems
Nicolò Spiezia, Department ICEA – Università di Padova
M3E Srl – Spin off Università di Padova

La presentazione propone una simulazione numerica che tiene conto del comportamento non lineare del terreno.

Sessione 2: Aspetti progettuali, costruttivi e tecnologici

Sistema TOP DOWN NPS®, una tecnologia all’avanguardia per affrontare le problematiche di cantiere, illustrata in due casi studio

Ing. Alessandro Pieretto, Tecnostrutture srl

Una tecnologia utilizzata, tra l’altro, per la realizzazione del parcheggio interrato di piazza SS. Apostoli a Verona.


Sessione Poster 1:

Three dimensional numerical analysis of an instrumented segmental lining of metro line 6 in Naples

Stefania Fabozzi, Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale – Università di Napoli Federico II

Il lavoro presenta un’analisi numerica tridimensionale per un’interpretazione dei dati di un caso di studio sulla linea 6 della Metropolitana di Napoli.

SECONDA GIORNATA – Uomo e Territorio: l’Ingegneria Geotecnica come strumento della mitigazione del rischio

 Sessione 3: “Interventi di miglioramento e rinforzo

Resistenza caratteristica del terreno trattato con jet grouting

Caterina Toraldo, DICeM Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

Lo studio si prefigge di stabilire un criterio oggettivo per valutare tale resistenza

 Sessione 4: Geotecnica sismica e dei pendii

Analisi di risposta sismica 1D di profili sedimentari offshore

Daniela Tonoli, Studio Geotecnico Italiano

Analisi svolta all’interno di ampi studi di pericolosità sismica su siti di

piattaforme nel mare Adriatico.

Sessione Poster 2

Analisi dinamiche in tensioni efficaci con il codice di calcolo monodimensionale ‘Scossa’

Anna Chiaradonna, Università degli Studi di Napoli Federico II

Una  procedura che consente di effettuare analisi monodimensionali in tensioni efficaci senza adottare sofisticati modelli costitutivi del terreno.

A chiudere le due giornate la visita tecnica alla Verona Fortificata.

 

 

Convegno – PER UN’ETICA DEL COSTRUIRE. Progettare per le persone: la cura della casa comune

VERONA, SABATO 14 MAGGIO ORE 10 – 12

MAGAZZINO 1, Sede Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia (Via Santa Teresa 12)

Dall’ Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco, il Manifesto sulla cura della casa comuneProgettare città per le persone” redatto dal Servizio edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) nel novembre 2015.  Frutto di un ampio lavoro di confronto e ascolto, il testo prende le mosse dal seminario propedeutico “Città: arte, architettura e umanesimo. Riflessioni per la politica e l’economia“, tenutosi a Torino nel settembre scorso, alla presenza di 50 esperti di diverse discipline.

Le linee guida del Manifesto sono state presentate sabato 14 maggio alle ore 10 nella sede degli Ingegneri di Verona (via santa Teresa 12) in occasione dell’incontro: “PER UN’ETICA DEL COSTRUIRE. Progettare per le persone: la cura della casa comune”. 

A parlarne alcuni membri del gruppo di lavoro ristretto, attivato dal Servizio Nazionale della CEi, che ha steso il documento.

Fino a dicembre 2015 Responsabile del Servizio Nazionale per l’edilizia di culto della CEI e da gennaio 2016 nominato da Papa Francesco sotto-segretario dell’APSA (Amministrazione Patrimonio Sede Apostolica),  don Giuseppe Russo, ingegnere,  nel suo intervento “Il Manifesto sulla cura della casa comune: Progettare città per le persone”. Le premesse e gli obiettivi”, ha sottolineato come l’attuazione del documento debba essere il risultato di un lavoro di rete e sinergia tra professionisti, istituzioni, enti, pubbliche amministrazioni e cittadinanza.

“L‘enciclica di papa Francesco, Laudato si’, cui il manifesto della Cei si ispira – ha detto mons. Giuseppe Russo -, insiste moltissimo sulla necessità ineludibile che il tema dell’ecologia, a tutto campo, e quindi anche della rigenerazione urbana, venga seriamente affrontato da tutte le componenti in campo. Un problema complesso e comune può essere risolto solo col contributo di tutti. soluzione sinergica quindi. Per questo il manifesto della Cei sceglie la declinazione, punto per punto, dei compiti specifici di cittadini, decisori politici e amministratori, professionisti e imprese. naturalmente, condizione imprescindibile perché possa attuarsi questa invocata collaborazione, è il superamento di pigrizie e di timori riverenziali (specie da parte dei singoli cittadini) e di interessi egoistici di parte. non sarà semplice, ma non è impossibile“.

Destinatari del documento sono infatti i cittadini, le imprese e i professionisti, le associazioni di categoria e gli enti di formazione, la pubblica amministrazione e i decisori politici perché ciascuno si assuma l’impegno di progettare, costruire e gestire luoghi belli, sostenibili ed inclusivi.

Giuseppe Russo: Guarda il contributo video 

Perchè le “case popolari” devono essere brutte?

A seguire l’intervento dell’architetto Gian Carlo Magnoli, esperto di architettura sostenibile, nel suo speech:  “Ambiente, economia e socialità.  Il ruolo delle strategie energetiche nella rigenerazione del patrimonio costruito”, ha posto l’accento sull’idea del costruito come ecosistema, dove natura e costruito si saldano in armonia attraverso bellezza, utilità ed efficienza energetica.

Introduce e coordina l’incontro Paola Pierotti,  giornalista di architettura e co-fondatore della società PPAN comunicazione e networking per il costruito.

L’appuntamento è promosso nell’ambito della rassegna culturale  Open. Ingegneri aperti alla città 2016 dal titolo “SCENARI URBANI. Metamorfosi & rigenerazione”, promossa dagli Ingegneri di Verona con il patrocinio – tra gli altri – del Comune e della Provincia di Verona  e realizzata in collaborazione con l’Ordine degli architetti di Verona, con l’Archivio di Stato di Verona e con l’Accademia di Belle arti di Verona.

IL TEMAOltre il profitto, la bellezza, l’inclusione sociale, l’ecologia urbana e d’impatto, la sostenibilità economica e ambientale: questi i grandi temi per nuove politiche di rigenerazione urbana che guardino alle città come luoghi dove, a tutti, sia garantita un’alta qualità di vita.

Al centro dell’incontro una rinnovata relazione tra etica e urbanistica, che rimetta al centro la persona e le relazioni  e dove “il progetto” sia veramente a servizio dell’inclusione. Attenzione, dunque, alle strategie di intervento urbano che ripartano da un ripensamento delle periferie delle nostre città  che, strette tra cemento e palazzi, sono fucina di anonimato, sradicamento e alienazione sociale.

Locandina Convegno Etica del costruire

MANIFESTO_CEI_Progettare per le persone

La partecipazione al convegno riconosce 2 CFP agli Ingegneri partecipanti. Per i neo iscritti all’Ordine i crediti sono relativi all’etica e deontologia professionale.

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PROFILO RELATORI:

RussoGiuseppe_smallGiuseppe Russo – Ingegnere, da gennaio 2016 è sotto-segretario dell’APSA (amministrazione patrimonio sede apostolica) su nomina di papa Francesco. Fino a settembre 2015 è stato responsabile del Servizio Nazionale per l’edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) che nel settembre 2015 ha promosso e seguito la stesura del Manifesto per la cura della casa comune. Figura chiave, negli ultimi dieci anni ha proseguito e incentivato il lavoro della Cei con il bando di concorsi di architettura per 18 nuove chiese e ne ha costruite 12.

Nel 2013 riceve il premio di “architetto onorario” assegnatogli dal Consiglio Nazionale degli Architetti proprio per l’interpretazione del ruolo di committente di alta qualità.

 Carlo Magnoli BocchiGian Carlo Magnoli Bocchi – Architetto, direttore della Società di progettazione e ingegneria M&P (Architettura e Ingegneria sostenibile), opera come libero professionista dal 1993 e ha realizzato i suoi lavori in varie località italiane ed estere, tra cui Milano, Roma, Londra, Boston, New York e Atene. E’ stato Direttore di PRISMA e responsabile di SMARTECO, Progettista Responsabile di Ricerca & Sviluppo (R&S) e Tecnologie Innovative nel cantiere del Parco Scientifico Tecnologico Kilometrorosso, co-progettista del prototipo della casa del futuro del Massachusetts Institute of Technology (MIT, U.S.A), co-direttore del laboratorio MIT Kinetic Design Group; è consulente di sviluppo urbano sostenibile per le Nazioni Unite (ECLAC). E’ stato direttore del Centro Architettura Sostenibile Ambientale (C.A.S.A.) del Polo Tecnologico di Dalmine (BG) e ha tenuto corsi a contratto presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bergamo. E’ stato consulente di Fondazione Housing Sociale (Milano) e dell’agenzia romana per la preparazione del Grande Giubileo del 2000.

PaolaPierottiPaola Pierotti – Architetto e giornalista professionista. Da aprile 2014 è co-fondatore della società PPAN comunicazione e networking per il costruito. Dal 2004 ha contribuito alla nascita e alla crescita del settimanale specializzato del Gruppo Sole 24 Ore dedicato all’architettura (Progetti e Concorsi – Edilizia e Territorio). Scrive per la carta e per il web, informazioni e storie su tutto ciò che ruota intorno al mondo della progettazione. Prima dell’impegno full time con il Gruppo Il Sole 24 Ore, ha collaborato con il Centro Internazionale Città d’Acqua a Venezia e con la Fondazione La Biennale di Venezia.

Open5. Mostra: “IL PAESAGGIO. Memoria, identità e metafora”. L’archeologia industriale nei dipinti di Simone Butturini

Resterà allestita fino al 31 maggio nel Magazzino1, sede dell’Ordine degli Ingegneri di Verona (Via Santa Teresa 12) la mostra: “IL PAESAGGIO. Memoria, identità e metafora”. L’archeologia industriale nei dipinti di Simone Butturini.  

L’esposizione, promossa a margine del convegno “Archeologia industriale: nuove funzioni e memoria storica” è un appuntamento della rassegna culturale Open. Ingegneri aperti alla città promossa dall’Ordine sul tema “Scenari urbani. Metamorfosi e rigenerazione”.

Ad inaugurare la mostra, lo scorso venerdì 22 aprile, accanto all’ autore, l’intervento di Libero Cecchini, decano degli architetti veronesi. Sua una riflessione sulla capacità, propria dell’artista, di interpretare lo “sgretolarsi dell’edificio nel tempo” nel fare sintesi della trasformazione e del logorìo cui soggiace, inevitabilmente, il costruito. Uno sguardo che fa emergere la metamorfosi della materia e, al contempo, quella patina della memoria che “tocca” l’artista e affascina lo spettatore.

SEDE ESPOSITIVA, l’ex Magazzino del Grano – Significativa la scelta della location. Per la prima volta in uno spazio ricco di storia e di memoria come quello degli ex Magazzini Generali – e in particolare il Magazzino 1, ex Magazzino del Grano – l’artista Simone Butturini, espone dieci opere, di cui alcune inedite, che testimoniano il legame esistente tra il paesaggio e l’architettura, tra natura e spazio, tra l’uomo e “il prodotto delle sue mani”.

LA MOSTRA, il fascino dell’archeologia industriale – Il percorso espositivo, attraverso luoghi e soggetti prontamente riconoscibili, racconta uno spaccato di archeologia industriale veronese che ora è storia e memoria, ma che rappresenta anche una scheggia dell’identità di quel che ancora oggi siamo.

Dall’imponente struttura della Fabbrica del ghiaccio, agli immensi spazi degli ex Magazzini Generali, dall’affascinante interno dello Zuccherificio dismesso alle Torri d’acqua al lanificio Tiberghien, a catturare l’autore è il fascino dell’archeologia industriale: «la storia di quei luoghi, il lavoro che quegli edifici hanno procurato e prodotto – sottolinea l’autore Simone Butturini – mi sembra non siano solo un ricordo, ma abbiano il senso e il peso della Storia che si alimenta di immagini e di nostalgie, di memorie e di eventi che sono passati, ma rimangono impressi per sempre nelle forme stesse di quegli edifici, divenendo parte del paesaggio».

Un paesaggio che ripercorre tappe e momenti quotidiani di Storia, ma anche di microstoria che l’autore racconta nello «sferragliare del treno che arriva alla Fabbrica del ghiaccio; il canto delle ragazze al lavoro nel lanificio Tiberghien; il soffio del vento fra le nuvole che la Torre d’acqua sfiora nella sua maestosa imponenza; l’odore acre delle auto in sosta, nascoste, nel Garage Fiat di via Marconi; il ciangottare lontano dell’acqua dentro un’altra torre raccolta intorno un traforo di archi; la luce del cielo sulla Fabbrica della tela e lo scroscio della cascata improvviso dello svuotamento della Torre d’acqua di Ponton. Momenti di vita. Silenzi di attese».

 La mostra, a INGRESSO LIBERO, resterà allestita nel Magazzino 1 (via Santa Teresa 12) fino al 31 maggio 2016, con gli orari della Segreteria dell’Ordine: Lun: 9:30–12:30; 15:30-18.00; Mart. e Giov: 9:30 – 12:30; Merc e Ven: 15:30 – 18:00 (chiuso Sabato e Festivi).

L’AUTORE – SIMONE BUTTURINI è nato a Verona nel 1968, dove si diploma con lode all’Accademia di Belle Arti G. B. Cignaroli, sotto la guida dei maestri Giuliano Collina e Silvano Girardello.

Espone dal 1987 con significative presenze: tra le altre, alla XLVI Biennale di Venezia, Mostra del Centenario presso Villa Pisani di Strà (1995); alla Joseph D. Carrier Art Gallery – Main Floor Gallery a Toronto (Canada,1995); al Museo Bargellini di Pieve di Cento (2002); presso lo Spazio BZF di Firenze (2003), a Palazzo della Gran Guardia di Verona (2007), alla Fondazione Matalon-Milano (2008), Doppia personale con R.Hess alla Gallerie Der Moderne Max Kattner Berlino (2009), alla Narciso- Roma (2011), alla Galleria Sartori di Mantova (2013), all’Università Bocconi-Milano, alla G.Poma Morcote-Lugano (2014).

Inoltre espone dipinti alla Biblioteca Civica a Verona con proiezione del film “La fabbrica della tela” di Luca Caserta con Simone Butturini (2014), alla G.Poma Morcote-Lugano (2015), alla Galleria Ghelfi di Verona (2015). All’Istituto Italiano Cultura Vienna mostra personale “Natura interiore” (novembre 2015).

Suoi dipinti figurano in musei pubblici e privati in Italia e all’estero. (www.simonebutturini.it )

 RECENSIONI CRITICHE

“Nel teatro della pittura di Butturini, nella sua volontà di poter ancora dipingere un mondo, di poter aprire alla percezione lo spessore poetico della pittura, l’uomo è poeta colto e maestro ma soprattutto è protagonista di un mondo di valori percorsi dalla semplicità della bellezza e dell’intimità della visione, quasi la pittura abbia dato concretezza a un sogno terreno […]”. Luca Massimo Barbero

 “Trovo che la cosa più bella che Butturini oggi mette in immagine sia il rapporto benedetto, irrinunciabile e forse irrisolvibile, tra la terra e l’infinito”. Marco Goldin

Architetture rurali. Conoscere per conservare e valorizzare

ArchitetturaRuraleFondazione Fioroni, Centro Ambientale Archeologico (Legnago) e Tenuta Pila (Villa Bartolomea) le sedi scelte come luoghi-simbolo per la valorizzazione della Pianura Veronese.

Al via il 14 aprile a Legnago il Corso di aggiornamento professionale “ARCHITETTURE RURALI. CONOSCERE PER CONSERVARE E VALORIZZARE”, promosso dalla Commissione urbanistica dell’Ordine Ingegneri di Verona e Provincia in collaborazione con con l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Verona, l’Ordine dei Dottori Agronomi e forestali di Verona e il Collegio Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Verona.

IL TEMA – L’architettura rurale è sempre stata considerata “minore”. Trascurata e abbandonata, stravolta quando riutilizzata, oggi praticamente scomparsa per mancanza di tutela. Il corso – in quattro moduli – fornisce gli strumenti per una corretta lettura dei caratteri tipologici di questi edifici, in vista di un loro riutilizzo funzionale, rispettoso di quel patrimonio di usi e tecniche che sono una risorsa dal forte valore identitario.

Quattro i MODULI del Corso che andranno ad affrontare i temi del Paesaggio della pianura veronese: potenzialità, criticità, vincoli e le forme di tutela. Quindi un breve breve excursus sulle sistemazioni agrarie del passato e quelle moderne, sui sistemi di riscaldamento legno-energia con focus sulla nuova filiera del legno, come risorsa di energia e valorizzazione del paesaggio. Il tema della riqualificazione strutturale ed impiantistica nei progetti di recupero o riuso e  un approfondimento sulle diverse tipologie di architettura rurale della pianura veronese in vista della valorizzazione del patrimonio edilizio.

Sono previste inoltre visite ad edifici della Bassa Pianura Veronese.

LE SEDI DEL CORSO – Il Corso “itinerante” si svolgerà nelle sedi del Museo Fioroni e del Centro Ambientale Archeologico a Legnago  e alla Tenuta La Pila di Villa Bartolomea, luoghi-simbolo per la valorizzazione della Pianura Veronese.

L’iniziativa è promossa nell’ambito della V edizione della rassegna culturale Open. Ingegneri aperti alla città promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia sul tema Scenari urbani: metamorfosi e rigenerazione


Scarica la locandina del Corso con il programma dettagliato:

Corso Architetture Rurali


LE DATE DEL CORSO – Quattro gli appuntamenti in programma:

14 aprile: presso la Fondazione Fioroni, situata in un palazzo ottocentesco e sede dell’omonimo Museo e dello IAT (Informazioni e Accoglienza Turistica) della Pianura Veronese.

21 aprile e 5 maggio: i due incontri al Centro Ambientale Archeologico, con sede all’interno di un ex ospedale militare Asburgico ospita una delle più vaste collezioni archeologiche del Nord Italia e ricostruzioni di insediamenti e necropoli ritrovati nelle campagne della pianura veronese.

12 maggio: appuntamento alla Tenuta La Pila, antica corte rurale risalente al 1733, sorta attorno ad un mulino con pila da riso ora adibita ad agriturismo e azienda agricola di 44 ettari, coltivata secondo metodi naturali a frutteto e a seminativo.

L’iniziativa, a pagamento, rilascia Crediti Formativi Professionali per i partecipanti.

Per informazioni e iscrizioni:

Collegio degli Ingegneri della Provincia di Verona
Tel +39 045 8004721; mail: segreteria@collegioingegneriverona.it

Orari Segreteria:
Lunedì: 09:30 – 12:30; 15:30 – 18.00; Martedì e Giovedì: 09:30 – 12:30; Mercoledì e Venerdì: 15:30 – 18:00

 

 

 

CONVEGNO E MOSTRA ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE: NUOVE FUNZIONI E MEMORIA STORICA

VENERDI’ 22 APRILE 2016, ore 17.30 – 19.30

AUDITORIUM M. SANMICHELI MAGAZZINO 1,

SEDE ORDINE DEGLI INGEGNERI DI VERONA E PROVINCIA

VIA SANTA TERESA 12 – VERONA ___________________________________________________________________________

ore 19.00
INAUGURAZIONE MOSTRA:

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Simone Butturini – Lanificio Tiberghien-1907, Verona, Acrilico e smalto su tela, cm 100×80, 2016

IL PAESAGGIO. MEMORIA, IDENTITÀ E METAFORA.” L’Archeologia industriale nei dipinti di Simone Butturini

Ad introdurre la mostra un ospite d’eccezione:

LIBERO CECCHINI, decano degli architetti veronesi


IL CONVEGNO – Inserito nella V edizione della rassegna Open. Ingegneri aperti alla città 2016 dal titolo SCENARI URBANI – METAMORFOSI E RIGENERAZIONE, il Convegno ha l’obiettivo di dimostrare come una buona progettazione unita ad una chiara e corretta programmazione urbanistica dell’Ente Pubblico – anche con il coinvolgimento di risorse private – consentono di intervenire positivamente in ambiti urbani di trasformazione, allocando nuove e diversificate funzioni in luogo di dismessi opifici pur conservando segni e memoria della loro identità originale.

In un momento storico in cui anche nella città di Verona il consumo di nuovo suolo agricolo è destinato nel breve termine ad essere azzerato, le prospettive di sviluppo della città dovranno necessariamente concentrarsi su ambiti di trasformazione (aree industriali dismesse, complessi edilizi militari e demaniali già inutilizzati o in via di dismissione, ecc.), spesso connotati anche da edilizia di pregevole valore architettonico e comunque pregni della memoria storica di attività umane.

Il convegno intende dunque illustrare il percorso e l’approccio di due diversi interventi di recupero in contesti estranei alla nostra città – le ex-Conterie di Murano (Venezia) e la ex Manifattura Tabacchi a Borgo Sacco (Rovereto) -, progetti che hanno saputo coniugare nuova funzione e memoria storica del luogo, divenendo interessanti casi di studio per la valorizzazione dell’esistito.

PROGRAMMA E RELATORI

  • Ore 17,30 – INTRODUZIONE:  Ing. Giovanni Montresor – Vice presidente Centro Nazionale Studi Urbanistici
  • Ore 17,40  – COSTRUIRE SUL COSTRUITO: 36 ALLOGGI NELLE EX CONTERIE DI MURANO – VENEZIA – Arch. Giorgio Macola 
  • Ore 18,20 – TRA INNOVAZIONE E IDENTITÀ: IL PROGETTO EX MANIFATTURA TABACCHI A BORGO SACCO – ROVERETO  –Arch. Fabrizio Capuzzo (Trento)

    LA MOSTRA: 

“IL PAESAGGIO. MEMORIA, IDENTITÀ E METAFORA”. L’archeologia industriale nei dipinti di Simone Butturini

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Simone Butturini – La Fabbrica del ghiaccio, Acrilico e smalto su tela, cm 100×150 cm, 2010

“Dall’affascinante interno dello Zuccherificio dismesso, alle Torri d’acqua, all’imponente struttura della fabbrica del ghiaccio, agli immensi spazi lasciati dei grandi magazzini: è il fascino dell’archeologia industriale che mi attrae perché la sua storia, il lavoro che quegli edifici avevano procurato e prodotto mi sembra non sia solo un ricordo, ma abbia il senso e il peso della Storia che si alimenta di immagini e di nostalgie, di memorie e di eventi che sono passati ma rimangono impressi per sempre nelle forme stesse di quegli edifici, divenendo parte del paesaggio”. (Simone Butturini)

Locandina Butturini 50×70

Convegno: “Rigenerazione urbana: il recupero temporaneo di spazi nella città contemporanea”

Con il grande capitolo del recupero temporaneo del patrimonio edilizio pubblico e privato in abbandono, che proietta la città verso un’inclusione sociale rigenerativa, entra nel vivo la V edizione di Open. Ingegneri aperti alla città che ha scelto il tema: “Scenari Urbani: metamorfosi e rigenerazione”, quale filo conduttore della sua V edizione.

La riflessione sul concetto di rigenerazione parte  dunque dalla necessità di dare nuova forma allo spazio lavorando sul costruito e sulla riqualificazione, cercando di “stratificare la storia con la modernità” attraverso la carta della conoscenza.

Oggi infatti la città presenta molti spazi abbandonati, vuoti o costruiti, pubblici o privati. Spazi residuali che, per cittadini e progettisti, rappresentano una potenzialità per nuovi processi economici, sociali e creativi. Il recupero temporaneo proietta così la città verso un’inclusione sociale rigenerativa. A raccontarlo alcune esperienze progettuali che sottolineano le opportune strategie d’intervento.

Relatori al convegno, promosso in collaborazione con la Commissione Giovani Architetti dell’Ordine degli Architetti di Verona , il prof. Carlo Peraboni, docente di Urbanistica e Progettazione Urbanistica al Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano e l’arch. Maurizio Bonizzi, tra i soci fondatori  di Città della Cultura/Cultura della Città. Società cooperativa Start-up innovativa con sede a Ferrara.

Ad introdurre ii lavori l’ing. Ilaria Segala, coordinatore delle Rassegne Open. Ingegneri aperti alla città, oggi alla sua V edizione e il saluto dell’amministrazione con la presenza dell’arch. Gian Arnaldo Caleffi, assessore all’urbanistica del Comune di Verona che ha salutato con interesse questa iniziativa di collaborazione tra  Ordini professionali  e Istituzioni, per mettere in rete qualità ed efficienza al servizio e a beneficio di tutta la città.

«Dal 1942 in poi la pianificazione e la programmazione degli interventi – ha sottolineato l’assessore Caleffi – è stata improntata da un criterio dirigista: da una parte il Comune e gli Enti che la indirizzano, dall’altra i portatori di interesse che l’attuano in concreto. Il portato della crisi economica sta sconvolgendo questo schema. Oggi ci sono norme che consentono interventi sulla città in deroga che sono più pregnanti di quelle che regolano la programmazione. Il Piano casa, lo Sblocca Italia; progetti pubblici o privati di interesse pubblico in deroga alle previsioni dei piani regolatori; opere pubbliche affidate a soggetti privati come “opere compensative”. E ogni governo “amplia” la legislazione di ulteriori possibilità che a mio giudizio vanno esplorate, soprattutto se sono nella direzione di superare questa politica “dirigista”. Nel merito del grande tema del recupero ha sottolineato – ha proseguito l’arch. e assessore Caleffi  – benvenuta l’apertura a iniziative private che potranno farsi carico di spazi tralasciati dalla pianificazione corrente o di “vuoti” che non hanno trovato una connotazione».

(il video)

«Oggi ci troviamo in una condizione per cui il modello di crescita della città che ha accompagnato un certo modo di produrre normativa urbanistica – ha detto Carlo Peraboni, docente di Urbanistica e Progettazione Urbanistica al Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano – deve essere ripensato. C’è la consapevolezza che – dal dopoguerra fino alla crisi economica partita nel 2008 – il modello di sviluppo cui dobbiamo guardare  deve avere necessariamente premesse diverse da quello che ci ha caratterizzati fino ad oggi. Si è chiusa un’epoca e un ciclo storico. Lo scenario è completamente cambiato rispetto a quando siamo stati investiti dalla crisi. Occorrono modelli di trasformazione urbana nuovi in un contesto che è nuovo.

È lontano il tempo  del boom edilizio – ha proseguito il prof. Peraboni – la città non deve consumare altro suolo, piuttosto densificarsi. La logica del “tutto dappertutto” e del “qualsiasi cosa va bene purché si faccia” va abbandonata in favore di un approccio che privilegi l’identità, caratteristica di quei luoghi in cui la comunità  esprime i suoi valori. Rigenerare significa dare nuova forma e nuove funzioni al costruito, ma anche dare nuova “gestione” nell’ambito di un necessario “management del progetto” che prosegue oltre l’inaugurazione dell’opera».

Guarda il contributo/video del prof. Peraboni

A chiudere l’incontro l’esperienza “sul campo” dellarch. Maurizio Bonizzi, tra i soci fondatori  di Città della Cultura/Cultura della Città. Società cooperativa Start-up innovativa con sede a Ferrara.

Bonizzi ha raccontato portato due casi virtuosi di rigenerazione urbana felicemente conclusi a Ferrara con la collaborazione dell’amministrazione comunale che è stata conquistata dai progetti.

«Il Mercato coperto di Santo Stefano, opera di Giovanni Michelucci, doveva diventare nei piani triennali un parcheggio interrato tramite un project financing. Lo abbiamo fatto riviere e lo abbiamo restituito alla città lavorando in prima persona alla pulizia e alla promozione di un festival per riportare le persone in quel luogo. Sono convinto che i recuperi possano intraprendersi anche a piccole tappe, non necessariamente e solo quando ci sono i milioni a disposizione».

Un caso virtuoso elogiato da Philippe Daverio e che oggi sta cercando di trasformarsi in un acceleratore per imprese culturali creative.


 

L’intervento dell’arch. Maurizio Bonizzi

I patrimoni, in assenza di investimenti, sono destinati a consumarsi. La creatività, in assenza di memoria, si riduce a puro esercizio di stile. Ferrara è una delle principali città italiane della cultura. Ferrara Città della cultura, in questo mantra risiede tutta la forza del passato e tutte le energie del futuro. Per tale ragione si può giocare qui la sfida per una nuova cultura della città” (arch. M. Bonizzi)


Il secondo intervento che ha avuto un apprezzamento pubblico di alto livello da parte di Salvatore Settis è quello del seicentesco Teatro Verdi. «Siamo partiti con un crowdfunding di 12mila euro e 50mila da parte del Comune», ha raccontato Bonizzi. «Oggi c’è un finanziamento europeo di due milioni. Il Verdi comincia la sua nuova vita come piazza al coperto, museo della bici e cittadella di piccole attività commerciali»

I RELATORI:

Carlo Peraboni –  docente di Urbanistica e Progettazione Urbanistica al Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano. Attento ai temi dell’integrazione tra le strategie di conservazione e tutela ambientale e la pianificazione urbana e territoriale, Peraboni si è occupato del riconoscimento di modelli interpretativi delle configurazione dei sistemi urbani, in rapporto a differenti contesti evolutivi ed in connessione con i temi del progetto della città contemporanea.

Maurizio Bonizzi, architetto, tra i soci fondatori di Città della Cultura/Cultura della Città – società cooperativa Start-up innovativa con sede a Ferrara – è docente di progettazione urbanistica nelle Università di Ferrara, Bologna, Trieste e Gorizia. Si occupa di ideazione e strategie di sviluppo per produzioni culturali e progetti architettonici e collabora con il critico d’architettura Richard Ingersoll.

(Foto: Marco Toninelli)

Verona medievale e scaligera. In Civica i disegni di Gianni Ainardi

Verona, 3 marzo 2016 – A due anni dalla prima esposizione monografica dedicata a Verona Romana, ritornano in Biblioteca Civica fino al 31 marzo i disegni originali di Gianni Ainardi, a raccontare la Verona medievale e scaligera.

La mostra «Verona medievale e scaligera nei disegni di Gianni Ainardi. La Storia, il tratto, il colore» apre la V edizione di Open. Ingegneri aperti alla città dal titolo “Scenari Urbani. Metamorfosi e rigenerazione” (www.ingegneriverona.it), la rassegna culturale promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Verona – con il patrocinio, tra gli altri, della Provincia e del Comune di Verona – sul tema della Città e del Paesaggio e delle loro trasformazioni nel tempo. Il percorso sulla metamorfosi e rigenerazione del costruito guarda dunque alla “città antica” per meglio cogliere e “governare” i mutamenti contemporanei. Una delle più conosciute tavole esposte.  Verona comunale inizi Duecento

Una delle più conosciute tavole esposte.

Verona comunale agli inizi Duecento

L’iniziativa è stata presentata questa mattina nella suggestiva cornice della Sala Teologia della Biblioteca Civica di Verona alla presenza di Antonia Pavesi, consigliere incaricato alla cultura del Comune di Verona, di Filippo Toso, consigliere referente dell’Ordine e coordinatore del progetto, Gian Maria Varanini, docente di Storia Medievale all’Università degli Studi di Verona che ha curato le didascalie che accompagnano le tavole in mostra e il figlio di Gianni, Fabrizio Ainardi che ne ha curato l’allestimento.

Una Verona, quella medievale e scaligera, ancora tangibile e che rappresenta – a partire dalla seconda metà del XII secolo – un’epoca straordinaria per l’urbanizzazione della città, soprattutto nella sua periferia occidentale.

Ing. Filippo Toso, consigliere referente dell'Ordine introduce l'iniziativa
Ing. Filippo Toso, consigliere referente dell’Ordine, coordinatore dell’iniziativa

L’INIZIATIVA DEGLI INGEGNERI – «Con questo progetto – ha sottolineato Filippo Toso, consigliere dell’Ordine e coordinatore dell’iniziativa – prosegue il viaggio “illustrato” nella memoria della nostra città iniziato nel 2014 con l’esposizione su Verona romana, a due anni dalla scomparsa di Gianni Ainardi. Un percorso per individuare le trasformazioni di Verona nei secoli, attraverso lo sguardo di un artista che ha raccontato con la “penna” l’evolversi della città, la sua storia, gli edifici, i monumenti, la vita di allora. Disegni dal tratto e dai colori decisi e vivaci che regalano nuova vita al patrimonio monumentale di Verona».

Un patrimonio che Ainardi ha saputo riprodurre nelle proprie opere, mescolando in modo suggestivo il rigore della storia di Verona e le sue fonti con l’interpretazione, la creatività e l’immaginazione: la sua attenzione ai dettagli, lo studio prospettico e la resa grafica, l’uso del colore e della monocromia.

LA MOSTRA –  La storia di Verona è la storia di una continuità urbana. In poche altre città è possibile vedere e toccare, nel medesimo spazio, la stratificazione di testimonianze materiali che si sono sviluppate in oltre duemila anni di storia. Una caratteristica straordinaria che ha permesso alla nostra città di essere riconosciuta patrimonio mondiale UNESCO.

Per Verona il periodo comunale è il periodo cruciale della crescita e dell’espansione, nei sobborghi di qua e di là dell’Adige: i quartieri di Veronetta e di San Zeno prendono forma in questi secoli (1100 e 1200). In piena continuità, il periodo scaligero ha un grande rilievo sotto il profilo urbanistico e monumentale: si costruiscono numerosi edifici, monumenti e fortificazioni che sono ancora visibili e in parte fruibili, derivanti in più casi – si vedano Piazza Erbe, Piazza dei Signori, Castelvecchio e il suo ponte – dalla diretta e specifica iniziativa dei signori della città.


La mostra, a INGRESSO LIBERO, è allestita nella Protomoteca della Biblioteca Civica di Verona (Via Cappello, 43) fino al 31 marzo 2016. Orario: lunedì: 14.00 – 19.00; martedì-venerdì: 9.00 – 19.00; sabato: 9.00 -14.00.


 IL PERCORSO, un “doppio” sguardo. – Dalle mappe a volo d’uccello di Verona comunale agli inizi del Duecento e di Verona scaligera (negli anni 1277-1404), ai dettagli sulla vita civile e amministrativa della giustizia con uno scorcio di Piazza delle Erbe; al particolare della torre scudata delle mura scaligere, ai monumenti e agli edifici ancora oggi fruibili. Le Arche Scaligere, la fontana di Madonna Verona e la Torre delle ore; Castelvecchio e il ponte Scaligero, le due vedute del Ponte Navi e il castello Visconteo sul colle di S. Pietro, per chiudere con La grande muraglia del “Serraglio” dal Borghetto di Valeggio a Nogarole.

A spiegare le quindici tavole di Ainardi – alcuni assolutamente inedite – disposte in ordine cronologico, le didascalie curate dal prof. Gian Maria Varanini: i testi guidano il visitatore oltre l’immediato impatto artistico per raccontare il contesto e le fonti storiche da cui quella visione ha preso vita.

«La mostra fa dialogare due sguardi diversi ha sottolineato il prof. Varaniniquello sintetico e “inventivo” dell’artista e quello più analitico e concreto dello storico. Dopo la famosa iconografia rateriana, la città di Verona non possiede raffigurazioni topografiche antiche prima del Quattrocento; una ricostruzione visiva della città comunale e scaligera può dunque esser frutto della “immaginazione documentata” di un disegnatore di grande qualità come Gianni Ainardi. Seguendo la cronologia, il visitatore potrà ricollocare in un contesto d’insieme oggetti urbani che gli sono familiari, perché un certo numero di costruzioni monumentali e non, pubbliche e private, sono sopravvissute fino ad oggi».


 

 VERONA NEI SECOLI, l’iniziativa on line della famiglia Ainardi.

E’ on line da oggi il sito web www.veronaneisecoli.it, curato dal figlio Fabrizio Ainardi: «Il sito racconta Verona nelle sue quattro epoche di maggior splendore ed importanza: Romana, Scaligera, Veneziana ed Austriaca, accompagnate da una pagina sull’artista. Il nome del sito web “www.veronaneisecoli.it.” non a caso, proviene da una progetto pubblicato negli anni Ottanta da Enzo Stanghellini per “Espro edizioni”, con l’obiettivo di divulgare conoscenza e amore per Verona, mostrando i cambiamenti della città nel corso dei secoli. Il progetto – attraverso depliant, locandine, poster e cartoline – includeva reali passeggiate “storiche” nella città e sulle sue mura, supportate dai disegni di Gianni Ainardi. Il sito è un omaggio alla memoria di questi due uomini, che ancora oggi ci contagiano con la loro passione».


AGianniL’AUTORE –  GIANNI AINARDI – PROFILO

Artista, disegnatore e storico

(Egna 1925 – Verona 2012)

Nato a Egna (Bolzano) l’11 gennaio 1925 ma veronese d’adozione dal 1938, artista eclettico e appassionato studioso della storia di Verona, Gianni Ainardi è stato disegnatore e scultore.

Geometra ed ex funzionario NATO, studioso di arte e specializzato in ambito storico e militare, Gianni Ainardi è stato autore di innumerevoli disegni, carte, mappe, ricerche e riproduzioni storiche che hanno raccontato con maestria e precisione i momenti salienti della storia di Verona nelle diverse epoche, attraverso i suoi monumenti più rappresentativi.

Scultore di targhe, piastre, trofei e medaglie, Ainardi ha firmato per quasi quarant’anni i famosi calendari per il Comando NATO delle Forze Terrestri Alleate del Sud Europa (FTASE) in cui era stato assunto nel 1951 come disegnatore capo.

Fieramente alpino, realizzò le innumerevoli cartoline celebrative per la Sezione ANA di Verona e per molte adunate nazionali degli alpini.

I suoi disegni sono stati pubblicati su molti testi di ambito militare e storico tra cui si ricordano: “Verona Militare“, “La Naja Alpina” (1985) della sezione ANA di Verona con 116 disegni descrittivi di Ainardi e “Verona nei secoli. Album storico-artistico” Verona, 1989.