Conferenza stampa oggi nella nuova sede

Alla Conferenza Stampa, moderata da Ilaria Segala, coordinatore eventi della nuova sede, sono intervenuti il presidente degli Ingegneri di Verona, Luca Scappini; Paolo Biasi, presidente di Fondazione Cariverona, il vicesindaco di Verona Stefano Casali, Antonietta Folchi, direttore Archivio di Stato di Verona e Andrea Ferrarese, curatore della mostra inaugurale “I Magazzini Generali. Ingegneria, economia e società nella Verona del primo Novecento”, realizzata in collaborazione con Fondazione Cariverona e con l’Archivio di Stato.

«Quella di una nuova sede dell’Ordine ai Magazzini Generali è stata una scommessa – ha sottolineato Scappini in apertura – che oggi possiamo dire pienamente vinta. Con la scelta di una sede aperta, “condivisa e integrata”, l’Ordine ha fatto sua l’originaria vocazione culturale sottesa all’intero progetto di riqualificazione dei Magazzini Generali e oggi, inaugurando la sede nel Magazzino 1, che accoglierà l’Archivio di Stato e il suo “patrimonio della memoria”, dimostra di aver colto e interpretato al meglio le potenzialità insite in questa scelta: quella di una sede aperta allo scambio interculturale, in grado, con le potenzialità logistiche e tecnologiche della nuova struttura di rispondere pienamente al suo compito formativo per i suoi 2800 ingegneri iscritti».

Un traguardo importante per gli Ingegneri, che “riaprono” alla città un’area a lungo dismessa ma ricca di storia; una svolta significativa per Verona che si riappropria di un punto strategico per la città, grazie al recupero conservativo di uno dei migliori esempi di architettura industriale degli anni Venti, ora “archeologia industriale”, condotto e sostenuto da Fondazione Cariverona.

«Il primo ringraziamento va innanzitutto all’Ordine degli Ingegneri – ha sottolineato Paolo Biasi, Presidente di Fondazione Cariverona – che, per primo, ha deciso di spostare la nuova sede agli ex Magazzini rendendo sensibili anche altri Ordini al fine di creare un nucleo delle professioni di prossima realizzazione. Un grazie all’Archivio di Stato che sposterà la sua sede proprio nel Magazzino 1, un grazie all’amministrazione comunale che ha dato credito a Fondazione per lo sviluppo di un’area di 100mila metri quadrati».

Gli Ingegneri hanno accettato la sfida di una sede a Verona Sud, al centro di una trasformazione e riqualificazione che impegnerà la città per molti anni. Una sede strategica accanto all’autostrada e alle tangenziali, e, al contempo, non troppo distante dal cuore di Verona, lungo l’asse che va dal casello di Verona Sud all’ingresso storico di Porta Nuova: un’occasione di contatti e opportunità professionali straordinarie.

«Quello di oggi è un altro sogno che si avvera – a sottolinearlo il vicesindaco di Verona, Stefano Casali -. Una nuova area della città, che per quarant’anni non ha avuto alcun sviluppo, oggi riparte. Va riconosciuto agli Ingegneri il coraggio dei pionieri per aver accettato la sfida di spostarsi da una sede storica come quella di via Leoncino a Verona sud, in piena riqualificazione. Di fatto sono i capofila di quella che diventerà l’agorà delle idee e delle professioni, dei servizi e del food di qualità. In un’area di archeologia industriale in pieno recupero e riconversione edilizia per una nuova rigenerazione urbana e sociale».

Intervenendo alla presentazione Antonietta Folchi, direttrice dell’Archivio di Stato di Verona, ha prospettato le tappe del futuro passaggio di sede nel Magazzino1 facendo intravvedere le potenzialità di un importante “polo archivistico” per Verona e non solo. «La struttura “partecipata” della nuova sede con l’Ordine degli Ingegneri – ha detto Antonella Folchi – conferma la comune volontà di fare sinergia per valorizzare lo scambio interculturale e il patrimonio a disposizione di tutti, professionisti e cittadini».

(Foto Antonella Anti)

inagurazione La nuova sede Ingegneri e apertura mostra I Magazzini Generali inagurazione La nuova sede Ingegneri e apertura mostra I Magazzini Generali inagurazione La nuova sede Ingegneri e apertura mostra I Magazzini Generali inagurazione La nuova sede Ingegneri e apertura mostra I Magazzini Generali

Il passaggio dalla costruzione artigianale a quella idrustrializzata

«Il complesso dei Magazzini Generali di Verona, realizzato alla fine degli anni ’20, è un esempio significativo dell’ingegneria italiana tra le due guerre: esso “fotografa” infatti il passaggio dalla costruzione artigianale a quella industrializzata, che corrisponde all’introduzione del telaio in cemento armato al posto della costruzione muraria. (…) L’elemento che emerge maggiormente sotto il profilo architettonico, strutturale e funzionale è la grande centrale di smistamento e raffreddamento che sorge sul lato nord est dei Magazzini e realizzata dall’ingegnere Pio Beccherle, il cui elemento più caratteristico dal punto di vista formale e costruttivo, rimane comunque la grande cupola dal diametro di 24 metri. (…) Il complesso dei Magazzini Generali costituisce una sorta di “enciclopedia” dell’arte del costruire, in cui si possono ritrovare le principali tipologie costruttive e i materiali dell’epoca. (…) Nel caso dei Magazzini Generali, all’impiego del cemento armato, si aggiunse l’utilizzo delle più avanzate apparecchiature del raffreddamento artificiale, che fecero apparire l’intero complesso come una sofisticata e complessa “macchina” dedicata alla conservazione dei prodotti alimentari».
Angelo Bertolazzi – Università di Padova.

inagurazione La nuova sede Ingegneri e apertura mostra I Magazzini Generali

Il racconto della storia dei Magazzini Generali

«L’obbiettivo principale di questa mostra, pensata e realizzata partendo dai documenti archivistici ed iconografici dell’archivio storico dei Magazzini Generali, è stato quello di raccontare una storia emblematica e poco conosciuta della Verona novecentesca.
La nascita, la progettazione ingegneristica d’avanguardia e l’attività di esportazione europea dei Magazzini Generali tra la metà degli anni ’20 e la seconda guerra mondiale, rappresentano uno dei momenti salienti dello sviluppo economico della città e del suo territorio. Attorno al progetto dei Magazzini Generali si concentrarono le forze economiche e i capitali – agricoli e commerciali – più attivi del territorio veronese, scegliendo con lungimiranza di impegnarsi in una sfida che pose le basi per la nascita di quel fondamentale comparto agroalimentare che segnerà la storia veronese del secondo dopoguerra».
Andrea Ferrarese, direttore Fondazione Fioroni e curatore della Mostra

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TRA MODERNITÁ E TRADIZIONE – seminario

La diffusione del cemento armato tra Otto e Novecento
Verona, 17 OTTOBRE ore 15.00 – Auditorium Michele Sanmicheli, Magazzino 1 – via S. Teresa, 6

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A lungo la modernità è stata associata all’introduzione dei nuovi materiali industriali (acciaio, vetro e cemento armato), che nel corso degli anni ’20 e ’30 del Novecento hanno trasformato la forma degli edifici e la loro costruzione. Con la struttura in cemento armato si è poi identificata l’opera stessa di ingegneria, fino a diventarne il simbolo di progresso scientifico e tecnico.
L’affermazione del cemento come materiale da costruzione affonda le proprie radici nelle trasformazioni materiali indotte dalla Seconda Rivoluzione Industriale, a partire dalla metà del XIX secolo, trasformazioni che hanno portato alla progressiva sostituzione della continuità muraria con le nuove strutture.
La conferenza vuole evidenziare come questo passaggio sia stato graduale e come abbia avuto origine in Italia all’interno di una cultura costruttiva muraria. L’affermazione di questo materiale venne accompagnata ed aiutata dalla rapida diffusione dell’insegnamento della tecnica dei cementi armati, come materia base nelle Scuole di Ingegneria. Verranno evidenziate alcune figure significative di professionisti e allo stesso tempo docenti – quali Daniele Donghi a Padova, Silvio Canevazzi e Attilio Muggia a Bologna – che contribuirono alla ricerca scientifica e alla diffusione del nuovo materiale; nella conferenza verrà evidenziata anche l’affermazione del cemento armato a Verona, a partire dagli inizi del Novecento.
Interverranno alla conferenza Stefano Zaggia (Università di Padova), Michela Morgante, Beatrice Bettazzi, Giovanni Mochi e Giorgia Predari (Università di Bologna).

Programma

15.00 – Saluti e presentazione del Convegno.

15.15 – Introduzione al Convegno

15.30 – L’insegnamento del cemento armato presso la Scuola di Bologna
prof.ssa Beatrice Bettazzi– Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

16.15 – La diffusione della tecnica del cemento armato a Bologna
Prof. Giovanni Mochi – Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

17.00 – Pausa caffè

17.15 –L’insegnamento della tecnica del cemento armato a Padova
Prof. Stefano Zaggia – Università degli Studi di Padova

18.00 – La diffusione del cemento armato a Verona
arch. Michela Morgante

18.45 – 19.15 Dibattito

19.15 – Chiusura Convegno

 

INGEGNERIA E UNIVERSITÁ – seminario

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La formazione degli ingegneri di Verona XVIII – XX secolo.
Verona, 17 OTTOBRE ore 9.30 – Auditorium Michele Sanmicheli, Magazzino 1 – via S. Teresa, 6

Promosso in collaborazione con il Collegio degli Ingegneri di Verona

L’affermazione della figura professionale dell’ingegnere, distinta da quella dell’architetto, coincide con il passaggio dalla costruzione artigianale, fondata sulla consuetudine e sull’esperienza, verso una costruzione dove assumono un ruolo fondamentale gli aspetti quantitativi che diventano parte integrante del progetto. Questa trasformazione avvenne tra il XVIII e il XIX secolo e coinvolse anche la formazione degli ingegneri, sempre più indirizzata verso le materie scientifiche (matematica, geometria, fisica, chimica e meccanica) e tecniche (costruzioni idrauliche, scienza e tecnica delle costruzioni, scienza dei materiali).
La conferenza vuole evidenziare queste trasformazioni di ordine culturale che hanno interessato l’Italia e che hanno riguardato anche Verona. Per questo verranno ripercorse le esperienze del Veneto Militar Collegio, istituito nel 1759 a Castelvecchio per la formazione di ingegneri da inquadrare in un corpo tecnico militare della Serenissima, e quella della Scuola di Architettura Pratica fondata da Domenico Cerato nel 1771 a Padova. Seguirà poi la nascita delle Scuole di Ingegneria nella seconda metà del XIX secolo con particolare attenzione a quelle di Padova, Milano e Bologna, dove si sono formati i professionisti veronesi fino alla seconda metà del Novecento, dal momento che a Verona non esistevano un’Università o una scuola per la formazione degli ingegneri.
Interverranno alla conferenza Giuliana Mazzi e Stefano Zaggia (Università di Padova), Alberto Maria Sartori (Collegio degli Ingegneri di Verona), Ornella Selvafolta (Politecnico di Milano) e Francesco Ceccarelli (Università di Bologna).
Programma:

9.15 – Saluti e presentazione del Convegno.

9.30 – Introduzione al Convegno

9.45 – La Scuola degli Ingegneri Militari di Castelvecchio
Ing. Alberto Maria Sartori

10.15 – La Scuola di Architettura Pratica di Padova
Prof.ssa Giuliana Mazzi – Università degli Studi di Padova

10.45 – La Scuola di Ingegneria di Milano
Prof.ssa Ornella Selvafolta – Politecnico di Milano

11.15 – Pausa caffè

11.30 – La Scuola di Ingegneria dell’Università di Padova
Prof. Stefano Zaggia – Università degli Studi di Padova

12.00 – La Scuola di Ingegneria di Bologna
Prof. Francesco Ceccarelli – Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

12.30 – 13.00 – Dibattito

13.15 – Chiusura Convegno

 

Domotica 2.V, vantaggi e vincoli

Veronafiere – Sabato 27 settembre 2014 ore 10.15

Green power plug - house

Relatori: Ing. Andrea Dalla Valle, Ing. Alessandro Cordioli.

L’impiego dei sistemi domotici negli edifici si sta sempre più diffondendo e gli impianti tradizionali lasciano sempre più spazio a una gestione integrata delle funzioni di controllo, comfort, sicurezza, risparmio energetico e comunicazione.
L’accensione delle luci, l’apertura delle tapparelle, la gestione degli impianti di climatizzazione e dei sistemi di sicurezza possono essere governati da un unico punto di supervisione e programmazione e possono essere gestiti anche a distanza attraverso telefoni cellulari, smartphone e rete internet.
In quest’ottica è fondamentale riuscire a sintonizzare il Progettista ed il Committente in modo tale che le opportunità della domotica possano incontrare le reali esigenze insite nello specifico progetto edilizio.
La sfida è predisporre un sistema implementabile che adotta un linguaggio e un’interfaccia semplici.
La sfida è servirsi di un sistema che utilizza un linguaggio universale che consenta la configurazione di qualsiasi
tipo di dispositivo/impianto.
La sfida è avere la possibilità di accedere ad un impianto che, all’emergenza, possa ragionare come “ai vecchi tempi”.
La sfida è avere un “edificio intelligente” in cui l’Uomo agisce da protagonista, gestendo il sistema in base alle sue necessità contingenti.
Breve profilo relatori:

Ing. Andrea Dalla Valle: Presidente di MTE Ingegneria, società con sede a Verona che svolge attività di progettazione e consulenza in ambito impiantistico e civile. La Società ha un notevole know-how acquisito sviluppando sia interventi di particolare pregio storico-artistico, sia opere complesse, come edifici per uffici, strutture sanitarie e infrastrutture.

Ing. Alessandro Cordioli: Socio di MTE Ingegneria e Responsabile del Settore Impianti elettrici e Speciali, propone soluzioni tecnologiche mirate, seguendo gli interventi dalla fase di ideazione del progetto fino al collaudo.
Il convegno conferisce 1 CFP per gli Ingegneri partecipanti

Coworking e rigenerazione urbana

Coworking e rigenerazione urbana
Veronafiere – Mercoledì 24 SETTEMBRE ore 14.15

cowo

Relatori: ing. Carlo Reggiani, Massimo Carraro, ing. Nicola Zago

La sola riqualificazione edilizia non basta per far rivivere il tessuto urbano delle città. Idee, competenze, e relazioni: questi gli ingredienti di coworkING, il coworking nella nuova sede dell’Ordine Ingegneri di Verona.
Il coworking si sta dimostrando strumento di riqualificazione urbana e sociale in varie esperienze anche in Italia: dal recupero di spazi all’interno di edifici industriali in disuso come l’esperienza di Torino, al piccolo comune di montagna che combatte lo spopolamento trattenendo i suoi giovani attraverso un coworking comunale.
Ma non solo spazi fisici: coworking è anche un nuovo modo di fare manifattura all’interno delle nostre città grazie al movimento dei makers e alla nascita dei FabLab, al recupero di tecniche e capacità manifatturiere attraverso una loro rigenerazione grazie alle tecnologie digitali.

Profilo relatori:

Ing. Carlo Reggiani: ingegnere elettronico, consigliere dell’Ordine di Verona, attivo sui temi dell’Agenda Digitale. Promotore nel 2011 dell’apertura del primo coworking presso la sede di un ordine professionale (Ordine Ingegneri di Verona), osservatore del movimento dei Makers e dei FabLab. Si occupa di integrazione di sistemi IT e organizzazione di cicli di produzione del software.

Massimo Carraro: copywriter e tra i primissimi coworking manager italiani con il suo spazio “MonkeyBusiness” a Lambrate, Milano, fondatore nel 2009 del network “Cowo®”.
La rete Cowo ha raggiunto la dimensione di 80 spazio di coworking associati in tutta Italia e all’estero. Autore di libri sul marketing: “Un etto di marketing (Alpha Test 2010), e della serie di ebooks “Marketing Horror” (Apogeo Feltrinelli 2011).
Dal 2009 organizza il CowoCamp, evento di riferimento per il coworking in Italia.

Ing. Nicola Zago: E’ fondatore e partner di Sharazad, società di consulenza in ambito marketing strategico ed organizzazione aziendale. Dal 2006 al 2011 è stato marketing manager di Lago Spa, guidando lo sviluppo di uno dei casi internazionali più riconosciuti in ambito di Social Strategy, partecipando come relatore ai più importanti convegni e appuntamenti internazionali sul tema e sviluppando uno dei primi blog aziendali in Italia.
Ha una grande esperienza nel web 2.0 e nei social network, con particolare interesse al modo in cui queste tecnologie stanno cambiando la cultura aziendale e i modelli di business.
E’ promotore di diversi progetti imprenditoriali nell’ambito del making e dell’open design.
Attualmente è impegnato nella tipografia letterpress con la startup artigiana Lino’s Type.
Nel 2013 ha lanciato il progetto Benfatto sul tema del making e dell’internazionalizzazione.

Il convegno conferisce 1 CFP per gli Ingegneri partecipanti