Mostra: “DALLA CARTA AL BIT. Storia, tecniche e strumenti nella conoscenza del territorio”

Esposizione: 30 maggio –  31 luglio  2015;

Sede: MAGAZZINO 1, via Santa Teresa 12 – Sede dell’Ordine degli Ingegneri e Provincia e dell’Archivio di Stato di Verona

Inaugurazione Mostra –  Sabato 30 maggio alle ore 10.00 

Locandina Mostra_Dalla carta al BIT_loghi
Quadro d’unione della mappa catastale di Verona (dal Catasto Austriaco 1843 – Fonte Archivio di Stato di Verona)

Dalle carte della Repubblica Veneta del XV secolo, ai catasti Napoleonico, Austriaco e Italiano degli inizi del XIX secolo, fino alle innovative conquiste della tecnologia digitale. Dai rilievi aereofotogrammetici, allele rilevazioni satellitari,  dalle elaborazioni digitali per layers, fino ai droni e alla svolta “social” della geolocalizzazione tramite smartphones.

La mostra DALLA CARTA AL BIT. Storia, tecniche e strumenti nella conoscenza del territorio – tra passato e presente – spiega, con un approccio divulgativo, la storia della cartografia attraverso l’evoluzione degli strumenti e delle tecniche che via via, nel tempo, hanno studiato, fotografato e interpretato il territorio e le città per restituirne una rappresentazione sempre più precisa e articolata, a fondamento della conoscenza del territorio.

Grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Verona saranno esposti, nel giorno della presentazione alla stampa e dell’inaugurazione, gli originali di pergamene, disegni e mappe topografiche di Verona del XV e del XVIII secolo.

L’esposizione è curata dall’ ing. Angelo Bertolazzi dell’Università degli Studi di Padova e dall’ ing. Ilaria Segala, dell’Ordine Ingegneri di Verona e Provincia, con il contributo di Francesco Marinello, dell’Università di Padova. Per l’Archivio di Stato si ringraziano il direttore pro tempore Roberto Mazzei e Antonietta Folchi, già direttrice e coordinatore del progetto di digitalizzazione del patrimonio storico dell’Archivio e Chiara Bianchini.

Il “Progetto di digitalizzazione e pubblicazione degli inventari, indici, repertori e delle serie Mappe e disegni, Lettere ducali, Atti dei Consigli del Comune di Verona, Testamenti conservati presso l’Archivio di Stato di Verona”  – Digital Archive Verona (DAVR – www.davr.it),  – intende  valorizzare il patrimonio documentario dell’Archivio di Stato di Verona e continuare, a partire dallo step precedente  “La memoria di Verona” , un prezioso lavoro di divulgazione sul digitale delle fonti documentarie  per renderle accessibile e consultabile  da chiunque su computer.

La mostra dà il titolo all’intera rassegna Open.Ingegneri aperti alla città edizione 2015 che gode del patrocinio della Provincia di Verona, del Comune di Verona, di Fondazione Cariverona, del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), della Federazione Regionale degli Ordini Ingegneri del Veneto (FOIV), del Collegio Ingegneri di Verona, dell’Ufficio Scolastico Territoriale XII di Verona, di Verona Innovazione, dell’Associazione ExpoVerona; un ringraziamento anche alle realtà che hanno condiviso l’iniziativa promuovendone la diffusione sul territorio: la Circoscrizione 5 del Comune di Verona, il Consorzio Verona Tuttintorno,  il Centro Turistico Giovanile di Verona e l’Associazione CTG Un Volto Nuovo.

– Descrizione immagine locandina: Quadro d’unione della mappa catastale di Verona (dal Catasto Austriaco 1843)

INGRESSO LIBERO

ORARIO VISITA:

Lunedì: 09:30 – 12:30; 15:30 – 18.00;

Martedì e Giovedì: 09:30 – 12:30;

Mercoledì e Venerdì: 15:30 – 18:00

 

Convegno: “Verona per EXPO 2015”. Le sinergie vincenti sul territorio.

Venerdì 15 maggio ore 17.00  – MAGAZZINO 1, via Santa Teresa 12

logoexpoverona-02Expo 2015 come opportunità per un nuovo domani, anche a Verona. L’Esposizione Universale ha aperto i battenti a Milano lo scorso 1 maggio: anche Verona intende avere un ruolo nella narrazione del nostro Paese durante il semestre di apertura della Rassegna.

Il Progetto VeronaExpo 2015 nasce con l’obiettivo di dare vita a un sistema innovativo di collaborazione tra enti, associazioni e imprese del territorio, creare sinergie e lasciare – anche dopo Expo – un’eredità di rapporti e strumenti per continuare lo #storytelling della vita della città.

In collaborazione con ATS VeronaExpo

Programma Convegno

www.veronaexpo.com

OFFICINE GIOVANI. Ingegneri e architetti: una giornata di formazione “dentro la professione”

Lunedì 27 aprile ore 10.00 – Magazzino 1, via Santa Teresa 12

Una Giornata di formazione “dentro la professione“, dedicata ai giovani professionisti pensata e promossa dalla Commissione Giovani Ingegneri dell’Ordine di Verona in collaborazione con la Commissione Giovani Architetti dell’Ordine scaligero.

Sul tavolo i temi più urgenti per svolgere la professione in modo produttivo ed efficace, in particolare per quanti, tra i giovani, intendono iniziare una nuova attività in proprio come libero professionista e devono destreggiarsi tra le novità della normativa.

Dall’utilizzo dei social network come vetrina per la professione, alla cura del brand di impresa, passando attraverso i canali della comunicazione efficace. Dalle nuove partite IVA, alle parcelle e ai contratti, all’assicurazione professionale e alla consulenza tecnica di ufficio. E ancora il recupero crediti in tempi di crisi; la responsabilità nella firma dei progetti, l’etica e la deontologia professionale;  previdenza, Inarcassa e assicurazione; a chiudere la responsabilità civile e penale nella firma dei progetti.

Un fitto programma di workshop  con laboratori e approfondimenti completamente gratuiti: quattro le sessioni che scandiranno la giornata, ciascuna della durata di due ore nelle quali sarà possibile seguire i laboratori proposti a moduli ripetuti, in modo da consentire la massima flessibilità.

Più di 120 i giovani professionisti –  tra ingegneri e architetti – presenti alla Giornata: molti sono iscritti ai rispettivi Ordini professionali veronesi, ma numerosa la presenza anche da Vicenza, Trento, Bergamo e Brescia. A testimoniare l’interesse per una giornata formativa di “accompagnamento” per i giovani che si apprestano alla professione ma anche per quanti, con la crisi, hanno visto cambiare radicalmente la modalità del proprio lavoro.

Richiesti all’estero perché più preparati, gli ingegneri italiani sono, nel Bel Paese, demansionati e sottopagati. A dirlo una ricerca (aprile 2015) diPage Personnel,  società leader in Europa per la ricerca e la selezione di personale qualificato, con una divisione dedicata al reperimento di profili ingegneristici.

Sempre più frequente la scelta di andare all’estero o l’opzione, ad esempio, verso formule innovative di coworking, lo spazio di lavoro condiviso tra diversi professionisti per calmierare i costi di avvio alla libera professione.

Per questo L’Ordine Ingegneri di Verona sta portando avanti già dal 2012 un’azione di sostegno alla professione, in particolare quella giovanile, con fondi che prevedono l’esenzione della quota di iscrizione per i giovani professionisti nei primi tre anni dalla laurea (esenzione tramite rimborso); sostegno ai redditi bassi e alle neomamme libere professioniste.

 Alessandro Bissoli, consigliere referente della Commissione Giovani degli Ingegneri .

«Occorre reinventarsi senza snaturare le proprie competenzetenendo alta la guardia sulla tendenza a livellare verso il basso professionalità e riconoscimento economico a fronte di responsabilità che invece gravano sempre di più sulla professione. E questo non solo per il settore civile/ambientale, che certo sta soffrendo più sentitamente della crisi, ma anche per gli Ingegneri dell’Informazione, uno dei settori dove la “componente giovane” rappresenta una fetta importante di iscritti. Da sottolineare inoltre una costante crescita di donne ingegnere iscritte all’Ordine negli ultimi tre anni: ad oggi in  Commissione Giovani abbiamo raggiunto la piena parità».

Su 2762 iscritti all’Ordine Ingegneri di Verona – di cui 2488  uomini,  274  donne – 574 sono giovani al di sotto dei 35 anni; 486 tra i 35 e i 40 anni; 1705 sopra i 40 anni.

Diego Martini,  consigliere dell’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Verona

«”Non è più un Paese per architetti”, è duro il commento del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, sul Decreto Sblocca Italia (DL 133/2014). I dati dell’ Osservatorio 2014 sullo Stato della professione di architetto in Italia dicono che gli architetti italiani hanno ormai un reddito medio annuo sotto i 17 mila euro, che diventa la metà  al netto di tasse e previdenza; al Sud, scende a 11 mila, mentre quello dei trentenni, mediamente, non raggiunge i 500 euro mensili reali.

L’Ordine degli Architetti di Verona nel corso dell’ultimo consiglio ha istituito la Commissione Giovani proprio per essere più vicina alla fascia più giovane degli iscritti e questa giornata a loro dedicata è proprio una delle prima azioni. Si parlerà di comunicazione efficace, di assicurazione, di social network e molto altro, strumenti ormai necessari per affrontare un mercato che è ormai una giungla E’ necessario anche ripensare il lavoro che nel passato vedeva tanti singoli professionisti: l’unione di diverse specialità insieme deve essere il futuro. E questa collaborazione tra ingegneri e architetti, ormai collaudata, ne è una prova».

Relatori: Dott. Alberto Birtele, Sonia Milan, Cristina Marsetti, ing. Luigi Cipriani, ing. Alessandro Bissoli, Avv. Andrea Micheli, ing. Filippo Toso, Avv. Guido Beghini, Arch. Amedeo Margotto

Per saperne di  più:

Programma Giornata OFFICINE GIOVANI

25 aprile – 70° della Liberazione. Gli Ingegneri celebrano “Verona e i suoi Ponti distrutti” 

Venerdì 24 aprile ore 17.30  – Magazzino 1, via Santa Teresa 12

 

Il contributo di Alberto Maria Sartori, vicepresidente del Collegio Ingegneri di Verona

Distruggere i ponti, per colpire al cuore Verona.

In occasione della ricorrenza dei 70 anni della Liberazione, gli Ingegneri di Verona ricordano – nell’ambito della rassegna culturale Open4. Ingegneri aperti alla città  –  “Verona e i suoi ponti distrutti”  attraverso le parole di Alberto Maria Sartori, ingegnere e vicepresidente del Collegio Ingegneri di Verona.

Un excursus storico  – quello presentato nell’Auditorium dell’Ordine gremito di pubblico –  per rivivere quella mattina del 26 aprile del 1945, quando Verona si risvegliò “libera” ma senza ponti, fatti brillare a partire dal pomeriggio del 25 aprile dai tedeschi in ritirata.

Connessione vitale e strategica per una città nata sul Fiume, “il ponte” è stato il protagonista della storia di Verona, “elemento fondante di una identità ben precisa”.

Dalle epoche più antiche, alla loro demolizione traumatica durante la guerra, all’anelito “palpabile” di rinnovamento e rinascita del dopoguerra, Alberto Maria Sartori ne sottolinea l’importanza strategica attraverso immagini e foto storiche, alcune già note, altre inedite dalla collezione personale dell’ing. Sartori, che ha acquisito il materiale a titolo di studio dal Museo Nazionale della Seconda Guerra Mondiale di New Orleans.
Ad accompagnarle la proiezione di due filmati. L’uno composto da spezzoni della versione originale del film “Gli amanti di Verona (1949)”, girato a Verona da André Cayatte per la sceneggiatura di Jacques Prévert. Sullo sfondo di una rivisitazione moderna della tragica storia d’amore di Romeo e Giulietta, il filmato mostra una città fascinosa malgrado le ferite aperte: memorabile la scena del tuffo in Adige.

A chiudere l’incontro “Il Ponte della Pietra in Verona”, un filmato sull’inaugurazione di Ponte Pietra dopo la sua ricostruzione, l’8 marzo 1959, con dettagli tecnico scientifici dell’intervento. Il documento è a cura di Pietro Gazzola, le immagini dell’operatore Aldo Regattieri per l’Edizione Toga Cinematografica Roma. «Il filmato è sconosciuto ai più – ricorda l’ingegnere Alberto Maria Sartori –. L’ho restaurato cercando di conservare tutti gli effetti d’epoca e trasferito su supporto digitale perché si potesse “leggere” con gli strumenti moderni. A colpire è la storia della ricostruzione del Ponte, raccontata come un’epopea, un documento pieno d’interesse, dal punto di vista tecnico e documentaristico».


 

 VISUALIZZA IL VIDEO RESTAURATO


 

“Verona e i suoi ponti distrutti”,

il contributo di Alberto Maria Sartori,

Ingegnere e vicepresidente del Collegio Ingegneri di Verona

Osservando l’antica immagine di Verona che ci viene trasmessa dall’Iconografia Rateriana, appare evidente che il fulcro della rappresentazione è il ponte, al centro della figura, circondato dai monumenti cittadini e racchiuso, come una gemma, dalle mura della città.

Giustamente, infatti, è lui il protagonista della storia di Verona, elemento fondante di una identità ben precisa.

E’ interessante notare come Il Ponte romano, Ponte Pietra, sia frutto di attenti e sofisticati calcoli idraulici, in quanto la sua costruzione determinò per sempre la larghezza dell’alveo (circa 100 metri), l’altezza del pelo libero e, di conseguenza la portata di piena valutata su di un ragionevole tempo di ritorno.

Sulla base di questi dati l’ing. Donatelli, calcolando gli elementi che avrebbero condotto alla costruzione dei muraglioni di fine ottocento, concluse che diciotto secoli prima di lui avevano tenuto conto correttamente dei valori idraulici del fiume. Pertanto li confermò nel suo progetto.

Nel medioevo si affiancarono il Ponte Novo, il Ponte Navi ed il Ponte di Castelvecchio; nell’Ottocento vennero il Ponte Garibaldi, il Ponte Aleardi ed il Ponte della Ferrovia, mentre il Novecento vide realizzati il Ponte Catena, il Ponte della Vittoria ed il Ponte San Francesco. Nel dopoguerra il Ponte del Risorgimento.

A Verona Città, quindi, sono presenti dieci ponti storici ovvero un ponte ogni cinquecento metri su di un percorso di circa cinque chilometri. Ciascuno è lungo circa cento metri. E’ una delle maggiori frequenze al mondo, a conferma del significato di coesione tra le varie parti della Città pur separate dal Fiume, che nasce proprio dalla presenza dei ponti veronesi e dai loro fratelli minori, i traghetti ed i guadi, sempre presenti nella storia.

Ebbero vicende travagliate e curiose, furono il centro di operazioni militari (1439 Gattamelata) e di una sorta di speculazione edilizia che ne usò il sedime con alcune costruzioni, arrivando fino agli anni della Seconda Guerra Mondiale, quando Verona venne inclusa nella Repubblica Sociale Italiana.

Nell’ottobre del 1944 il Comando Germanico deliberò di praticare fornelli da mina e di predisporre cariche esplosive su tutti i ponti che si sarebbero trovati sulla via di fuga dell’esercito tedesco, comprendendosi in tale elenco anche i ponti di Verona. Si aprirono febbrili trattative per scongiurare la distruzione di Ponte Pietra e Ponte Castelvecchio, in virtù del loro valore storico. Fu proposta e realizzata la costruzione di murature anticarro all’imbocco lato Città, in modo di renderli inutilizzabili per il transito, intervenne il Vescovo, intervenne il Soprintendente, i tedeschi promisero, ma alla fine fu tutto inutile. Per inciso, fin dal ’44 l’arch. Gazzola aveva incaricato l’arch. Sandri ed il tecnico Degani di procedere ad un accurato rilievo grafico e fotografico dei ponti storici.

Nel primo pomeriggio del 25 aprile un paio di sidecar ed una vettura Volkswagen accompagnarono i genieri con il loro ufficiale, per deporre gli inneschi: iniziarono dal Ponte della Ferrovia, dove trovarono la sorpresa di non poter raggiungere il pilone centrale già predisposto, perché la barca su cui facevano conto era stata centrata dai recenti bombardamenti.

Di conseguenza si arrangiarono con quel che avevano, minando le testate con cariche modeste: per questo motivo il ponte ebbe danni lievi.

Da qui percorsero tutto il lungadige innescando le cariche in successione, fino a Ponte Catena, poi proseguirono verso nord, sulla Strada per Trento.

Il mattino successivo la colonna della 85° Divisione Americana di fanteria si mosse da Isola della Scala, incontrando solo una Compagnia di Tedeschi arroccata tra i ruderi prossimi alla Chiesa di Santa Teresa; si fecero annientare pur di proteggere la fuga verso Nord dei Commilitoni.

L’episodio accadde alle porte dei Magazzini Generali e ne ho ritrovato traccia in una foto d’epoca che ritengo inedita.

Ai giorni successivi risalgono alcune foto dei ponti distrutti. Da qui iniziò l’opera di ricostruzione, accompagnata da episodi di sistemazioni provvisorie che hanno coinvolto i vari Enti Pubblici, taluni perfino convinti dell’opportunità di lasciare “a futura memoria” i ruderi ed i segni della guerra.

PONTE CATENA : inaugurato nel 1929, ricostruito dalla I.C.C.A. (ex Impresa ing. Bertelè), venne riaperto il 15 agosto 1946

PONTE CASTELVECCHIO: opera scaligera di Guglielmo Bevilacqua o, secondo altri, di Giovanni da Ferrara e Jacopo da Gozo (progettisti di Ponte Navi). Venne riaperto il 20 luglio 1951 seguito professionalmente da Pietro Gazzola con l’arch. Libero Cecchini e l’ing. Alberto Minghetti.

PONTE della VITTORIA, costruito dall’Impresa Tosadori, venne riaperto il 4 novembre 1949 (anniversario della Vittoria) sempre con progetto architettonico di Ettore Fagiuoli, che ne semplificò l’immagine.

PONTE GARIBALDI: l’ultimo intervento edificatorio (dopo il ponte metallico Neville) si deve all’Impresa ing. Forte. La ricostruzione venne affidata all’Impresa s.a. Bruno Chiesa di Milano e venne riaperto al transito nell’Agosto del 1947.

PONTE PIETRA: storia millenaria, costruito nel 66 d.C. più volte ricostruito e parzialmente demolito, venne riaperto al traffico il 3 marzo 1959.

PONTE NOVO: continua a chiamarsi così, sebbene fosse stato edificato nel 1179, inaffiancamento al Ponte Pietra. Ebbe varie vicende ed anche spostamenti del sedime. Dopo la distruzione bellica fu riaperto al traffico il 16 ottobre 1946.

PONTE NAVI: risale circa all’anno mille, per cui è ricco di vicende; costituiva uno dei tre ponti civili di Verona (Pietra, Nuovo e Navi), per oltre settecento anni. Venne riaperto al traffico senza tanto clamore, nel 1950.

PONTE ALEARDI: ponte ottocentesco destinato a condurre i feretri al Cimitero, venne demolito poco prima della Guerra ed i lavori furono sospesi nel ’42. Al termine della guerra fu il primo transito cui venne apposta una passerella, in quanto non c’erano macerie in alveo. Venne ultimato nel 1950.

PONTE SAN FRANCESCO: edificato nel 1930 e demolito durante la ritirata tedesca, fu riaperto nel 1950.

PONTE della FERROVIA: venne danneggiato modestamente in quanto le barche su cui facevano conto i genieri tedeschi per inserire gli inneschi erano state distrutte dai bombardamenti americani. I danni pertanto non furono particolarmente significativi ed il ripristino avvenne con rapidità, ad opera delle Ferrovie dello Stato.

 

Il Fascicolo Sanitario Elettronico regionale, la rivoluzione digitale per la sanità del Veneto

Le tappe del progetto nell’incontro promosso dagli Ingegneri di Verona in collaborazione con Arsenàl.IT, Consorzio Veneto per la Sanità Digitale.

Non solo una “carta di identità sanitaria” a portata di mouse, ma molto di più. A regime a fine 2016 il Fascicolo Sanitario Elettronico regionale darà servizi socio-sanitari “personalizzati” ai circa 5 milioni di assistiti del Veneto. Obiettivo, la condivisione dei dati clinici del paziente e la creazione di servizi online accessibili ai cittadini per una sanità efficiente, rapida, meno costosa e sostenibile, grazie alle migliori opportunità di cura rese possibili dall’interoperabilità tra le aziende sanitarie.

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PER SAPERNE DI PIU':

(VIDEO) Federica Salvi e Francesca Vanzo del Consorzio Arsenàl.IT descrivono i numeri e il funzionamento del primo elemento del Fascicolo Sanitario Elettronico del Veneto: la ricetta dematerializzata con controllo in real time da parte del Ministero delle Finanze in fase di emissione ricetta e di erogazione prestazione 

Scheda di Presentazione Consorzio Arsenàl.IT

Arsenàl.IT, i “numeri” dell’innovazione in atto.

Visita il sito del Consorzio Arsenal.IT

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Questa la “rivoluzione digitale” della sanità in Veneto tracciata nell’incontro “Agenda Digitale in Veneto. Il Fascicolo Sanitario Elettronico regionale”,  promosso sabato 18 aprile all’interno della rassegna Open4 (www.open.verona.it) dall’Ordine degli Ingegneri di Verona con la collaborazione di Arsenàl.IT, il Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità Digitale, consorzio delle 23 aziende sociosanitarie e ospedaliere venete, al quale la Regione nel 2012 ha affidato il ruolo di project management (www.consorzioarsenal.it).

«Il digitale sta aprendo grandi prospettive di miglioramento nell’organizzazione dei servizi sanitari – sottolinea Carlo Reggiani, consigliere e membro della Commissione ICT dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e le competenze degli Ingegneri sono a garanzia di integrità, tutela dei dati e privacy nei protocolli di interscambio delle informazioni tra i diversi soggetti coinvolti: medici, aziende sanitarie e cittadini. L’attuazione dell’Agenda Digitale ha dunque preso il via e i risultati stanno diventando sempre più visibile anche ai cittadini. Come Ingegneri siamo direttamente coinvolti nella progettazione dell’innovazione».

A spiegare tappe e potenzialità del progetto regionale Federica Sandri,  Project Manager del Progetto Fascicolo Sanitario Elettronico regionale e Francesca Vanzo, Project Engineer Arsenàl.IT e  referente del progetto per la Provincia di Verona e Vicenza.

«Una volta a regime il FSEr permetterà agli utenti di accedere ai propri dati e alla propria storia clinica –spiega Federica SandriProject Manager del Progetto FSEr e di utilizzare servizi sociosanitari online che andranno a semplificare in maniera significativa il dialogo da un lato con chi opera nel sistema sanitario (medici, personale delle professioni sanitarie, personale amministrativo, ecc.), dall’altro con la pubblica amministrazione. Il tutto mediante percorsi di cura resi più rapidi che produrranno risparmi e maggiore efficienza per la sanità veneta».

Il Fascicolo Sanitario Elettronico rappresenta dunque per il Veneto un’occasione per ripensare completamente l’organizzazione dei sistemi informativi sanitari regionali: uno strumento con grandissime potenzialità ma ancora poco conosciuto; un modello atipico rispetto al panorama nazionale che trova in Arsenàl.IT un acceleratore di processi, centro di competenza capace di fare sistema tra le aziende socie. “Atipica” la metodologia con cui si stanno costruendo i servizi “a misura di utente”: «Grazie ad un approccio bottom-up – precisa Francesca Vanzo, Project Engineer Arsenàl.IT  e  referente del progetto per la Provincia di Verona e Vicenza – il metodo valorizza l’apporto di quanti, operatori del sistema sociosanitario e utenti, sono in grado di offrire un valore aggiunto nel costruire insieme servizi sempre più personalizzati che rispondano ai bisogni reali dei destinatari».

Sono più di 1.000 gli operatori della sanità veneta attualmente coinvolti nel progetto, 17 i gruppi di lavoro regionali che studiano linee guida e indicazioni operative di progetto.

FSEr, risultato di un lavoro in progress. Le tappe del progetto:

Il complesso sistema organizzativo del FSEr, coordinato da Arsenàl.IT sotto la supervisione della Regione Veneto, di fatto valorizza gli investimenti pregressi delle aziende sociosanitarie venete e mette a sistema i risultati di alcune significative esperienze già realizzate in Veneto nell’ultimo quinquennio.

A partire da Veneto ESCAPE, progetto che garantisce a tutti i cittadini veneti di scaricare il referto via web grazie alla dematerializzazione del ciclo documentale nelle aziende sanitarie; DOGE, per la messa in rete dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta; HEALTH OPTIMUM che ha creato la rete regionale per il teleconsulto e realizzato il sistema ospedaliero “hub&spoke” e RENEWING HEALTH che offre uno studio HTA sul telemonitoraggio dei pazienti affetti dalle principali patologie croniche (BPCO, patologie cardiovascolari e diabete).

Ciclo prescrittivo, Veneto sul podio della digitalizzazione

Dal 1 di aprile 2015, con la dematerializzazione della ricetta rossa anche per visite e prestazioni specialistiche, esami diagnostici e di laboratorio – quella “rossa” farmaceutica è digitale dallo scorso settembre 2014 – il Veneto è la prima regione in Italia che ha concluso il processo di digitalizzare dell’intero ciclo prescrittivo attraverso l’attivazione di un sistema di accoglienza regionale oltre a quello previsto per legge a livello di Ministero dell’Economia e delle Finanze. Primo nucleo aggregato di dati del paziente, la nuova procedura rappresenta un tassello essenziale per la costruzione del FSEr e garantisce di avere a disposizione in tempo reale, in un sistema unico regionale, dati verificati delle prestazioni prescritte e prenotate dai cittadini. Nel 2014 sono state dematerializzate 11.732.342 di ricette, superando l’80% richiesto a livello ministeriale.

 FSEr, le prime voci di risparmio per la sanità regionale

I risparmi riconducibili all’introduzione, a regime, del FSEr a regime sono ad oggi solo in parte quantificabili, vista la portata e l’entità del progetto.

Arsenàl.IT ha misurato i risparmi per il sistema sanitario regionale pari a oltre 3.244.901 di euro all’anno grazie alla digitalizzazione della ricetta rossa farmaceutica (tenendo conto del costo delle ricette e dei costi di gestione della ricetta cartacea). Esistono poi i risparmi derivanti dal referto online. Le aziende sanitarie infatti grazie alla digitalizzazione del processo documentale, ossia dalla produzione dei referti digitali messa a regime dal 2012, hanno risparmiato 56 milioni di euro nel triennio precedente l’entrata a regime. Ma il beneficio maggiore lo ha ottenuto il cittadino che non essendo più costretto a inutili spostamenti e code agli sportelli per il ritiro dei referti – 10 milioni di referti di laboratorio prodotti in Veneto – risparmia 120 milioni di euro ogni anno.

Consorzio Arsenàl.IT, breve profilo

Arsenàl.IT, consorzio volontario delle 23 aziende sociosanitarie e ospedaliere, è il centro di ricerca che cura la sanità digitale in Veneto e studia metodi innovativi per produrre percorsi di cambiamento nell’organizzazione sanitaria, garantendo l’interoperabilità del sistema su base regionale, favorendo il change management e la sostenibilità dei servizi.

Claudio Dario, presidente di Arsenàl.IT: «Arsenàl.IT rappresenta un modello unico a livello nazionalenel quale lavora un team multidisciplinare di 45 giovani risorse, caratterizzate da competenze specialistiche, per il 78% donne con un’età media di 33 anni, che opera da iniettore di innovazione nelle aziende socie. Su queste specificità è stato costruito un inedito modello di fascicolo sanitario elettronico regionale che è oggi occasione di profonda trasformazione e radicale evoluzione per l’intero sistema sociosanitario regionale. A dimostrarlo i risultati concreti, ad esempio i più recenti nel campo delle prescrizioni digitali».

DICONO DI NOI:

PORTALE CNI

– BITMAT.IT

AGENDATECNICA.IT

VERONAEXPO.COM

– TOPTRADE.IT

GIORNALE PANTHEON.IT




Ingegneri e amministrazione insieme per una mobilità sostenibile

Verona, sabato 21 marzo 2015 – Mobilità e traffico, Verona si scopre laboratorio d’innovazione a livello europeo.

Nell’ incontro “Verona Smart City. La rete di telecomunicazioni  e sensori per la mobilità a servizio dei cittadini”, promosso dalle Commissioni ICT e Trasporti e Viabilità degli Ingegneri di Verona e coordinato dal consigliere ing. Carlo Reggiani, in collaborazione con la Direzione Mobilità e Traffico del Comune di Verona, la “vetrina” dei progetti smart oriented sulla mobilità, implementati dal Comune di Verona dal 2003 ad oggi.

Con un’attenzione particolare ai risultati di efficientamento con sistema Intelligent Transport System. (Vedi contributo video).

 

In occasione di Vinitaly, nell’ambito dell’incontro, è stato messo on line il nuovo portale di infomobilità VERONAMOBILE.IT.  Uguale il nome www.veronamobile.it, nuovo il layout della pagina e un approccio decisamente smart:  orientato alla navigazione da parte dei più diffusi smartphone e integrato con i servizi di mappa del motore di ricerca Google per la visualizzazione geografica dei servizi e delle informazioni principali.

Tutte le informazioni inerenti alla mobilità raccolte dagli uffici competenti dell’amministrazione – situazione traffico, incidenti, localizzazione cantieri, varchi ZTL, posti liberi nei parcheggi – da oggi sono disponibili, in tempo reale, per tutti i cittadini su tutti i devices: pc, tablet e smartphone.

Al via anche l’App per smartphone per “dialogare” con i semafori e impostare l’ “onda verde”. Durante l’incontro la dimostrazione real time dell’App per smartphone che permette di dialogare con i sensori telematici per l’impostazione della velocità in base allo stato degli impianti semaforici: così da impostare l’ “onda verde” per garantire fluidità di traffico, efficienza energetica e minor inquinamento.

E ancora il prototipo, ideato a Verona e realizzato da un’azienda veronese, per il collegamento dei vecchi impianti su strada con la centrale della Mobilità.

DICONO DI NOI:

– L’Arena, Venerdì 20 marzo 2015, 17 – Parcheggi e cantieri, la città in diretta (Ilaria Noro)

– Corriere Verona, Venerdì 20 Marzo 2015, 12, Auto rimossa o parcheggio da trovare? Ora tutto si può fare via smartphone 

– L’Arena, Domenica 22 marzo – La «app» per guidare in città

evitando di perdere tempo (Chiara Bazzanella)

– Corriere Verona, domenica 22 marzo – Mobilità integrata e car sharing Verona promossa a livello europeo – Ingegneri e Automobile Club apprezzano i progetti del Comune (Camilla Pisani)

– Veronasera.it – Verona, incidenti, parcheggi, varchi Ztl e divieti: è tutto online con il nuovo portale “Veronamobile”

– Veronaoggi.it – Verona. Mobilità e traffico: da oggi nuovo portale di informazioni

– Verona In – Il portale sulla mobilità rinnova grafica e servizi

 

CONVEGNO: VERONA SMART CITY, la rete di telecomunicazioni e sensori per la mobilità. A servizio dei cittadini

Sabato 21 marzo ore 10.00 – sede dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia – Magazzino 1, Via Santa Teresa, 12.

Promosso dalle Commissioni ICT e Trasporti e Viabilità degli Ingegneri di Verona e coordinato dal consigliere ing. Carlo Reggiani, in collaborazione con la Direzione Mobilità e Traffico del Comune di Verona.

VeronaSmartCity_Reggiani_Pezzutto
Palazzo Barbieri, presentazione portale Infomobilità del Comune di Verona. Presente assessore alla mobilità e Viabilità Enrico Corsi. Nella foto ing. Carlo Reggiani e arch. Bruno Pezzutto, Responsabile dell’unità Comunicazione e Sistemi Telematici oltre che della Centrale Operativa per la Direzione Mobilità e Traffico del Comune di Verona

COMUNE DI VERONA, MOBILITA’ E TRAFFICO: ON LINE DA SABATO 21 MARZO IL NUOVO PORTALE DI INFOMOBILITA’ VERONAMOBILE.IT

Guarda i contributi video della Conferenza Stampa di presentazione

Cronaca di Verona: contributo assessori Enrico Corsi

Leggi il lancio Agenzia Quotidiana Verona Comune


Verona come laboratorio di innovazione europeo nel settore della mobilità. Verona partecipa infatti, nel triennio 2013-2015, a Compass4D, il progetto co-finanziato dall’Unione Europea e finalizzato all’implementazione di tecnologie nell’ambito dei cooperative systems al fine di rendere sostenibile e più sana la vita delle nostre città. Riduzione della congestione stradale, sicurezza e uso più efficiente delle risorse energetiche, queste le voci cardine del programma che è attuato attraverso lo sviluppo di specifiche tecnologie ITS  – Intelligent Transportation System – promosse dalla sinergia tra amministrazioni pubbliche, società private e cittadini per realizzare iniziative smart city oriented, in grado cioè di rendere le nostre città più sostenibili.

Tecnologie peraltro sollecitate dalla stessa Commissione Europea e recepite anche in Italia attraverso la direttiva del Ministero dei Trasporti (Piano di Azione Nazionale sui Sistemi Intelligenti di Trasporto – ITS del 2014). Città “intelligenti” dove si vive meglio: servizi più semplici da conoscere e usare, basso impatto ecologico (consumo di acqua e energia, inquinamento, rumore), maggior sicurezza diffusa, alta capacità di rigenerazione e tutela del patrimonio storico e urbanistico. Nel convegno, in particolare, sarà presentato al pubblico il nuovo portale di Infomobilità del Comune di Verona (http://veronamobile.it),  sviluppato con un approccio smart: le informazioni raccolte all’interno dell’amministrazione attraverso una condivisione dei dati tra uffici e strutture, si estendono quindi alla rete per raggiungere tutti i cittadini.

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Il nuovo layout del portale VERONAMOBILE.IT che verrà messo on line proprio in occasione del convegno VERONA SMART CITY del 21 marzo.

Con riferimento alle sperimentazioni in atto previste dal progetto europeo Compass4D saranno inoltre illustrate – con una demo real time – sia l’App per smartphone, in grado di dialogare con i sensori telematici per l’impostazione della velocità in base allo stato degli impianti semaforici, sia il prototipo – appositamente ideato a Verona e realizzato da un’azienda veronese – per il collegamento dei vecchi impianti su strada con la centrale della Mobilità.

«Verona si scopre laboratorio di innovazione europeo nel settore della mobilità – sottolinea l’ ing. Carlo Reggiani, consigliere dell’Ordine e promotore dell’evento -. Trasformare i semafori e i varchi ZTL in dispositivi “Internet of Things” e introdurre servizi di intermodalità (in arrivo il car sharing), permette di riprogettare come si muove la città, rendendola resiliente durante gli eventi eccezionali e in grado di ottimizzare il traffico privato e di massa abbassando le emissioni inquinati complessive. Possiamo parlare di un nuovo “rinascimento digitale” per il Paese a partire dalle città: una sfida che gli ingegneri veronesi vogliono raccogliere mettendo a disposizione il loro patrimonio di competenze».

A  spiegare novità e potenzialità del sistema integrato per la mobilità del Comune di Verona, le modalità di accesso e sua fruizione interverrà l’architetto Bruno Pezzutto, Responsabile dell’unità Comunicazione e Sistemi Telematici oltre che della Centrale Operativa per la Direzione Mobilità e Traffico del Comune di Verona.

«In un periodo in cui assume sempre maggiore importanza la comunicazione verso l’utenza ai fini anche di una sicurezza stradale sempre più consapevole, – annota Bruno Pezzuto – delineare un percorso che porti vari soggetti ad integrarsi è al contempo una sfida ma anche un traguardo ambizioso e raggiungibile, purché si adottino strategie efficaci e condivise. In questo direzione si può comprendere l’enorme sforzo che il Comune di Verona sta compiendo per dare sempre maggiore consapevolezza ai cittadini sulle potenzialità e sulle opportunità che i sistemi ITS offrono per il miglioramento della propria mobilità all’interno della città».

Per evidenziare meglio gli aspetti e le potenzialità dei sistemi in corso di sviluppo, la presentazionedel nuovo portale Infomobilità sarà articolata con ulteriori interventi tecnici: Arnaldo Vecchietti, responsabile Politiche Comunitarie del Comune di Verona per i programmi in corso nel settore degli ITS (Intelligent Transportation System); Vittorio Tenca, responsabile della Vemtech, azienda produttrice del prototipo TLRM v.1 (Traffic Light Remote Managment) e Luca Cavallari, dell’azienda Archimedia Srl, sviluppatrice del nuovo portale per l’infomobilità VERONAMOBILE.IT.

A completare il quadro su Verona Smart City per una mobilità intermodale, interverrà anche Riccardo Cuomo, direttore dell’AC Verona, sull’avvio in città da aprile del servizio di Car Sharing offerto dal Comune di Verona e che sarà presentato ufficialmente a fine mese. Si tratta del primo progetto organizzato e gestito da Aci Global, società dell’Automobile Club d’Italia che si occupa dell’assistenza tecnica ai veicoli e del servizio di soccorso stradale su tutte le strade e le autostrade italiane.

«È un primo passo importante verso una nuova concezione di mobilità – spiega il direttore dell’AC Verona, Riccardo Cuomo – orientata alla funzionalità, all’innovazione e al rispetto dell’ambiente. Si tratterà di un servizio che unirà auto termiche con auto elettriche, al quale gli utenti potranno accedere anche tramite moderne tecnologie dal tocco “social”. È stata una fortuna per noi che Aci Global abbia scelto proprio Verona come prima location per implementare questo servizio e grazie alla collaborazione con il Comune e l’assessorato alla Viabilità e Turismo, siamo oramai ai blocchi di partenza. Sarà chiaramente una grande sfida iniziare questa avventura nell’anno di EXPO visto che, dati alla mano, a Verona, tra maggio e ottobre, arriveranno circa 1 milione e mezzo di turisti in più rispetto alle già alte medie stagionali estive, ma questo sarà per noi uno stimolo affinché anche il Car Sharing riesca a creare sinergie con gli altri servizi sulla mobilità cittadina, verso una Verona più pulita, più condivisa e più verde».

Il Convegno su Verona Smart City è promosso nell’ambito della IV edizione di Open. Ingegneri aperti alla città (www.open.verona.it), la rassegna culturale degli Ingegneri promossa con il patrocinio del Comune di Verona e della Provincia di Verona.