#OPEN4: “DALLA CARTA AL BIT”. Successo di pubblico all’inaugurazione

#OPEN4. MOSTRA: DALLA CARTA AL BIT. Storia, tecniche e strumenti nella conoscenza del territorio

Verona, 26 maggio 2015 – E’ stata presentata questa mattina la mostra “DALLA CARTA AL BIT. Storia, tecniche e strumenti nella conoscenza del territorio”, promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provinciain collaborazione conl’Archivio di Stato di Verona nell’ambito della IV edizione della rassegna Open. Ingegneri aperti alla città. 

Alla presentazione sono intervenuti il consigliere incaricato per la Cultura del Comune di Verona, Antonia PavesiLuca Scappini, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, Ilaria Segala, ingegnere e coordinatore della rassegna culturale Open, Angelo Bertolazzi, ingegnere e curatore della mostra, Roberto Mazzei, direttore pro tempore dell’Archivio di Stato di Verona  e Antonietta Folchi, già direttore dell’Archivio di Stato e coordinatore del progetto di digitalizzazione del patrimonio storico conservato nell’Archivio di Stato di Verona.


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La mostra, che sarà inaugurata il prossimo sabato 30 maggio alle ore 10 e che resterà allestita fino al 31 luglio 2015 negli spazi espositivi del Magazzino1 –  sede dell’Ordine degli Ingegneri e dell’Archivio di Stato – intende descrivere il territorio per individuare le “stratificazioni” del tempo e le azioni dell’uomo che ci raccontano chi siamo, oggi, in una relazione indissolubile tra la memoria di ciò che siamo stati e le conquiste del progresso.

Nella sola giornata dell’inaugurazione, grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato, si è voluto dare la possibilità di ammirare alcuni originali di pergamene, disegni e mappe topografiche di Verona del XV; XVI e XVIII secolo.


Gli originali in mostra


«La mostra DALLA CARTA AL BIT dà il nome all’intera rassegna culturale Open promossa dagli Ingegneri – ha sottolineato Luca Scappini, presidente dell’Ordine -. Qui passato e futuro si fondono tra l’emozione nel poter gustare da vicino documenti del XV secolo e l’utilizzo dei nuovi strumenti digitali che “reinterpretano”  il territorio e le sue trasformazioni. Un percorso affascinante su cui gli Ingegneri hanno scommesso».

«Il collegamento tra la memoria e l’oggi, tra documento e trasposizione digitale è di fatto il taglio culturale che accomuna i tre percorsi espositivi proposti nella rassegna Open4 – ha precisato Ilaria Segala, ingegnere e coordinatore delle rassegne culturali degli Ingegneri –, che avevamo inaugurato con un approfondimento su Villa Girasole. Mostre che abbiamo voluto caratterizzate da una trasversalità disciplinare che si fa chiave di lettura con cui indagare la complessità contemporanea».


 QR code e  tablet: dall’originale al digitale, e ritorno


Il percorso espositivo propone una ricostruzione della storia della cartografia e narra l’evoluzione degli strumenti e delle tecniche che sono stati, sono e saranno alla base della conoscenza del territorio.Un duplice viaggio,tra passato e presente, tra documenti originali e “lettura” digitale, per riscoprire come il territorio e le città sono state studiate, fotografate e “interpretate” al fine di restituirne una rappresentazione scientifica sempre più precisa e articolata».

«La cartografia è da sempre stata uno strumento molto importante nella conoscenza del territorio e funzionale al suo governo – sottolinea l’ingegner Angelo Bertolazzi, curatore della mostra -. A testimoniarlo sono le carte fatte realizzare dalla Repubblica Veneta a partire dal XV secolo e i vari catasti: da quello Napoleonico, a quello Austriaco e Italiano che, a partire dagli inizi del XIX secolo, hanno inaugurato la rappresentazione “scientifica” del territorio e delle città.

L’innovazione tecnologica dei mezzi di comunicazione e degli strumenti digitali ha comportato una rivoluzione nella rappresentazione del territorio: la conoscenza delle sue diverse componenti – quella antropica e quella naturale – è oggi dominio della tecnologia.


Archivio di Stato di Verona, il progetto DIGITAL ARCHIVE VERONA

DAVR – www.davr.it  – che sarà attivo nei prossimi mesi.


«Obiettivo dell’esposizione dunque – ha concluso il curatore Angelo Bertolazzi – è quello di rendere gli operatori e gli utilizzatori dei nuovi strumenti digitali sempre più consapevoli della necessità di leggere il territorio non solo come immagine virtuale ma come stratificazione di azioni nel tempo, ponendo un collegamento tra passato e presente».

«Questa mostra è segno di una felice collocazione che mette insieme protagonisti della cultura – ha sottolineato Antonia Pavesi – come gli Ingegneri e l’Archivio di Stato. Una sinergia importante che nasce anche dalla vicinanza fisica della sede che valorizza il luogo degli ex Magazzini Generali. Una mostra che coglie e racconta la sfida della digitalizzazione del patrimonio storico della città: un lavoro arduo ma che rappresenta il futuro della cultura e della conoscenza.  Le mappe esposte ci danno il senso della progettualità, di chi “ha pensato” Verona e la città, secondo un preciso approccio architettonico e ingegneristico. Ci auguriamo possa crearsi uno spazio espositivo permanente per rendere visibili questi documenti al pubblico: perché la storia e la memoria possano essere vive, perché fanno parte di noi».

La rassegna Open 4.Ingegneri aperti alla città gode del patrocinio della Provincia di Verona, del Comune di Verona, di Fondazione Cariverona, del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), della Federazione Regionale degli Ordini Ingegneri del Veneto (FOIV), del Collegio Ingegneri di Verona, dell’Ufficio Scolastico Territoriale XII di Verona, di Verona Innovazione, dell’Associazione ExpoVerona; un ringraziamento anche alle realtà che hanno condiviso l’iniziativa promuovendone la diffusione sul territorio: la Circoscrizione 5 del Comune di Verona, il Consorzio Verona Tuttintorno,  il Centro Turistico Giovanile di Verona e l’Associazione CTG Un Volto Nuovo.

– Descrizione immagine locandina: Quadro d’unione della mappa catastale di Verona (dal Catasto Austriaco 1843)

INGRESSO LIBERO

ORARIO VISITA: Lunedì: 09:30 – 12:30; 15:30 – 18.00; Martedì e Giovedì: 09:30 – 12:30; Mercoledì e Venerdì: 15:30 – 18:00

#OPEN4. MOSTRA: DALLA CARTA AL BIT. Il percorso espositivo

Nelle tavole testi e immagini ci riportano alle prime e antiche mappe topografiche manuscritte su pergamena, poi riprodotte a stampa per facilitare la diffusione dei documenti; nelle spiegazioni ritroviamo le ragioni che hanno portato alla compilazione dei primi catasti, all’utilizzo della cartografia militare come strumento strategico, alle prime rilevazioni satellitari che raccontano la “conquista” dello spazio fino alle innovative frontiere della tecnologia digitali. Per giungere ai rilievi aereofotogrammetici e alle elaborazioni digitali per layers che sono gli strumenti “organizzativi” più evoluti che consentono di raggruppare vari tipi di informazioni per funzione e permettono una grande flessibilità nella visualizzazione dei dettagli. Fino alle suggestive immagini registrate dai droni e alla svolta “social” della geolocalizzazione tramite smartphones.

 QR code e  tablet: dall’originale al digitale, e ritorno

MostraCartaBIT_Colophon_Tablet_smallAll’interno del percorso sarà possibile utilizzare i QR Code per approfondimenti sul patrimonio cartografico digitalizzato: sia con il proprio smartphone (occorre scaricare l’apposita applicazione gratuita), sia tramite il tablet di consultazione a disposizione. Una lettura duplice dunque quella proposta dai curatori, per permette allo spettatore di “gustare” appieno l’accesso al documento originale ma, al contempo, accedere alla consultazione digitale soprattutto per quei documenti – riportati nelle immagini delle tavole – che, per dimensione, difficilmente potrebbero essere ammirati nel dettaglio.

Ad esempio la Mappa Topografica della città di Napoli (1750-1775) che venne commissionata a Giovanni Carafa, duca di Noja, non solo come documento topografico, ma anche quale oggetto artistico. La carta, in scala 1:3.808, si compone di 35 tavole in rame: la digitalizzazione ci permette così di ammirarla – vista la particolare dimensione – nella sua totalità. E ancora la Nuova Topografia di Roma(1736-1748), grandiosa mappa di Roma (176 x 208 cm) di G.B. Nolli, risultato di un rilievo ‘scientifico’ diretto e composta da 12 fogli e corredata da indici dettagliati di strade, chiese e monumenti.

 

 

 

MOSTRA: DALLA CARTA AL BIT. Archivio di Stato, il progetto Digital Archive Verona

La Mostra intende inoltre presentare il lavoro di digitalizzazione del patrimonio storico conservato dall’Archivio di Stato di Verona ovvero il “Progetto di digitalizzazione e pubblicazione degli inventari, indici, repertori e delle serie Mappe e disegni, Lettere ducali, Atti dei Consigli del Comune di Verona, Testamenti conservati presso l’Archivio di Stato di Verona(DAVR – www.davr.it), che partirà nei prossimi mesi.

«Abbiamo colto questa opportunità di collaborare con l’Ordine degli Ingegneri per “dare voce” alla ricca documentazione che conserviamo – ha sottolineato il direttore pro tempore dell’Archivio Roberto Mazzei -: dodici chilometri di documentazione antica su Verona,  che guarda con attenzione alle nuove tecnologie nella direzione della conservazione del documento. Con l’auspicio di poter esporre questi gioielli in uno spazio permanentemente, nella convinzione che  il contatto con l’originale resti irrinunciabile».

«Un lavoro che ha preso le mosse da “La memoria di Verona” del 2003 – ha precisato Antonietta Folchi, già direttrice dell’Archivio di Stato di Verona e coordinatore del progetto di digitalizzazione -, un prezioso lavoro di divulgazione sul digitale delle fonti documentarie: oltre 260.000 documenti, 261.410 immagini digitalizzate, che potranno essere accessibili e consultabili  da chiunque su computer. Un lavoro in buona parte già concluso e oggi, tuttora in corso. Che vedrà l’avvio nei prossimi mesi. Tremila mappe».

Un approccio trasversale sugli originali e sulle copie digitali quello condotto nel progetto di digitalizzazione che sottolinea le problematiche di conservazione e valorizzazione del patrimonio archivistico della città.

Sarà  la dott.ssa Cecilia Poggetti, responsabile commerciale area Beni culturali di Hyperborea – società specializzata che sta curando tutto il progetto Digital Archive Verona– ad intervenire il giorno dell’inaugurazione per spiegare quale sia stato “Il trattamento elettronico del materiale cartografico conservato presso l’Archivio di Stato di Verona, nell’ambito del progetto realizzato da Hyperborea e MidaInformatica“.

Per saperne di più: Progetto Hyperborea

LE MAPPE DI VERONA, gli originali esposti nella mostra Dalla carta al BIT

Nella sola giornata dell’inaugurazione – sabato 30 maggio alle ore 10 nel Magazzino 1 (Via Santa Teresa 12) – grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato, si è voluto dare la possibilità di ammirare alcuni originali di pergamene, disegni e mappe topografiche di Verona del XV; XVII e XVIII secolo.

In particolare, dal fondo della Prefettura – conservato nell’Archivio di Stato di Verona – potremo ammirare:

Disegno di Piazza Erbe in Verona e strade adiacenti, realizzato nel XVIII secolo (1756) che riproduce la distribuzione delle attività di commercio minuto nella piazza. Da questo disegno è possibile riconoscere la loro distribuzione, stabilita per la prima volta dalla convenzione del 1564. Committente: città di Verona; Autore, Schiavi Antonio.

Mappa topografica della zona di Minerbe (XV sec.) – Beni posti nelle pertinenze del territorio veronese in località Stopazzola. Il documento, disegnato su pergamena, mostra sia gli elementi topografici (corsi d’acqua e zone boschive) sia quelli antropici (centri abitati e strade) in modo schematico, dove il colore e il tratto definiscono i diversi ambiti. Si può notare come i centri abitati fossero costituiti per lo più da casoni lignei con tetto di paglia, raggruppati attorno agli edifici rappresentativi (chiese e caselli), realizzati invece in muratura .

Mappa topografica della zona di Legnago (XV sec.) – Rotta dell’Adige a Sud del comune di Legnago – : anch’essa su pergamena è un’importante testimonianza di come la cartografia fosse uno strumento di conoscenza e controllo del territorio. Il territorio rappresentato è quello alla destra dell’Adige: la sua caratteristica era quella di essere soggetto a periodiche inondazioni, elemento che è indicato in maniera molto spontanea dai segni azzurri che rappresentano le zone soggette ad alluvioni. In basso è rappresentato il centro di Legnago, prima della costruzione della cinta sanmicheliana del XVI secolo.

Città di Verona, disegno a penna su carta. Adriano Cristofali, Simon Barbieri, 1779. La mappa è parte di un progetto del Cristofali a seguito dell’inondazione del 1776 per alleggerire il carico d’acqua dell’Adige. Il progetto prevedeva l’apertura di un canale dal Chievo a Tomba, secondo quello che sarà il tracciato del canale Camuzzoni nella seconda metà dell’Ottocento.

 Raffigurazione di Piazza Erbe a Verona con strade adiacenti e banchetti di vendita nella stessa piazza del XVIII sec. (1723); Committente: Bagata Carlo; Autore: Perini Ludovico

 Mappa topografica del corso dell’Adige nella zona di Legnago (XVI secolo). Nella mappa viene dato particolare risalto al fiume e agli argini, benché la loro rappresentazione, come quella dei paesi sia indicativa. Maggiore attenzione viene posta su Legnago, racchiusa ancora entro le mura medievali e con il ponte ligneo che collegava il centro dell’abitato al Porto sulla riva sinistra.

Mappa topografica del corso dell’Adige da Perzacco fino a Legnago (XVIII secolo). La mappa riporta, in maniera più accurata, l’andamento del fiume e la suddivisione dei poderi. I paesi sono ancora indicati in maniera approssimativa , attraverso la chiesa o gli edifici più rappresentativi.

Il centro di Legnago è raffigurato in pianta attraverso la restituzione della cinta bastionata cinquecentesca

Mappa topografica della valle di Fumane (1797)-  Beni posti nelle pertinenze del territorio veronese di Marano di Valpolicella. Copia dell’originale realizzato da Cristoforo Sorte nel XVI secolo. Il disegno, in pertiche veronesi, riporta le strade principali e gli elementi naturali, quali i corsi d’acqua e i rilievi, tutti rappresentati in maniera schematica, ad eccezione degli edifici che sono riprodotti in maniera abbastanza dettagliata.