Convegno : “Il cantiere edile come opera d’arte”    

Venerdì 12 giugno ore 17.30 – MAGAZZINO1, via Santa Teresa 12

Il cantiere edile ha assunto, nel tempo, connotati tali che gli hanno fatto conquistare un posto nell’arte.

Gli antichi egizi ne hanno onorato la “sacralità” del luogo con la divinizzazione di Imhotep, “colui che viene in pace”, per i suoi studi sulle fondazioni e le colonne. Il Medioevo ne ha invece coltivato lo spirito “corale” come punto di incontro tra uomini, saperi, capacità, tecniche e tecnologie.

L’incontro “Il cantiere edile come opera d’arte” – ottavo appuntamento della rassegna culturale Open. Ingegneri aperti alla città, promossa dall’ Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia –  ha visto Alberto Maria Sartori, ingegnere e vicepresidente del Collegio Ingegneri di Verona, proporre un excursus di immagini che ha ricostruito tecnologie e tecniche legate al cantiere, così come ci sono state tramandate dalla pittura e dalla scultura.

«Quello del “cantiere” è un concetto molto interessante – sottolinea l’ing. Alberto Maria Sartori – al punto che spesso non si conosce il nome dei progettisti più antichi, bensì quello dei committenti, che si “fregiavano” del Cantiere come di un’onorificenza. Diversa è l’attenzione all’aspetto umano e “muscolare” delle opere compiute fino alla metà del secolo scorso. La sorpresa di molti è constatare come da almeno duemila anni fossero presenti tecnologia raffinate, che prevedevano aspetti di conoscenza scientifica  non trascurabile. Questo tema si ritrova tanto nella strumentazione di uso corrente, che presenta una curiosa costanza nel tempo di modi e forme, sia nei mezzi d’opera più raffinati, in cui il calcolo dava aiuto per la soluzione di problemi pratici».