TALKS Slidingdoors 2015. Sperimentare il “Confine”, tra realtà e possibilità

Ingegneri di Verona: alcuni scatti per ricordare un momento significativo per il nostro Ordine e non solo. (Foto: Marco Toninelli)

 

Avete risposto con entusiasmo all’invito dell’Ordine degli Ingegneri di Verona che ha voluto inserire nella propria rassegna culturale Open. Ingegneri aperti alla città il format TALKS SLIDINGDOORS, ideato dal vicepresidente del CNI, l’amico Gianni Massa, come occasione di riflessione per rimettere al centro del dibattito pubblico il ruolo “civico” dell’Ingegnere come professionista al servizio della società ma anche per sottolineare come, oggi, anche noi, Ingegneri, siamo sempre più chiamati a vivere la dimensione del Confine, come limite e possibilità al tempo stesso.

La professione dell’Ingegnere è infatti una disciplina fortemente autorizzata alla sperimentazione e alla ricerca: un aspetto che rappresenta lo spirito con cui si sono mosse le civiltà evolute. Quello di vivere ed operare al limite del conosciuto, sul confine. E la dimensione del Confine ha tessuto la trama  di tutta la serata,  consapevoli che vivere e operare sul confine ha implicazioni etiche e sociali importanti.

Oggi l’ingegneria pervade tutta la nostra vita: molte volte dimentichiamo che dietro uno smartphone, un peacemaker, un aereo, c’è un ingegnere. Non solo dunque Ingegneri civili, meccanici o elettrici. Le nuove frontiere ci parlano di ingegneri elettronici, informatici, biomedici, aereospaziali. E la storia gloriosa dell’Ingegneria italiana – di cui in questi giorni celebriamo una delle espressioni più alte con la mostra dedicata a Pier Luigi Nervi  – ci rende orgogliosi di aver intrapreso questa professione. Ma sappiamo bene quanti ingegneri stanno lasciando l’Italia per garantirsi un futuro all’estero.
Occorre, oggi, ridare ruolo e dignità alla nostra professione. E l’Ordine di Verona, nel proprio piccolo, sta cercando, con grande sforzo, di andare in questa direzione. Lo sta facendo in modo propositivo riaprendosi alla città, con progetti di coinvolgimento sociale ad ampio respiro, come quello di questa sera.

Rinnovo il mio grazie prima di tutto ai sette relatori, i protagonisti di Slidingdoors. Vere eccellenze nel proprio ambito professionale, espressione di mondi solo apparentemente lontani. Accettando il nostro invito, hanno dimostrato stima verso il nostro Ordine, condividendo questo progetto multidisciplinare, che apre le porte a linguaggi diversi.

Un grazie allo staff organizzatore dell’Ordine e del Collegio Ingegneri di Verona che ha lavorato perché l’evento potesse realizzarsi.
Un grazie ai colleghi che hanno creduto in questa iniziativa e che si sono alternati nella presentazioni dei relatori. Ilaria Segala, direttore del Notiziario degli Ingegneri e coordinatore delle rassegne Open; i consiglieri Carlo Reggiani e Alessia Canteri; Luca Comitti, tra i fondatori dell’Associazione Ingegneri Volontari di Verona e Michele Ferrari. Un grazie particolare all’ing. Alessandro Fiorio, che dietro le quinte ha seguito da vicino tutta la regia dell’evento

Un ringraziamento speciale all’Accademia delle Belle Arti di Verona per la collaborazione fattiva all’evento e ai patrocinatori della Rassegna culturale Open: il Comune e la Provincia di Verona, Fondazione Cariverona, CNI, FOIV, Ufficio Scolastico Territoriale XII di Verona, Verona Innovazione, Associazione ExpoVerona insieme alle altre associazioni e enti del territorio che ne hanno condiviso le iniziative.
Un doveroso ringraziamento infine ai partner tecnici che ne hanno reso possibile la realizzazione: il main sponsor SEVER, il Forum Legno Edilizia Italia Verona 2016 (Forum Holzbau); Mornico Legnami, CGedilservice e Air Dolomiti.

Ing. Luca Scappini

Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia

I PROTAGONISTI DI TALKS SLIDINGDOORS 2015:

profilo e abstract

Derrick de Kerckhove#intelligenzaconnettiva

L’ingegneria cognitiva: gestire l’intelligenza sulla rete

Giuseppe Magro: #Q-cumber_sostenibilità ambientale

Q-cumber, il social network per la sostenibilità ambientale

– Chiara Montanari:  #cronachedaighiacci

Antartide: guidare una missione scientifica in ambienti estremi

Padre Renato Kizito Sesana: #vivereaimargini

“Vivere ai margini”. Le periferie, laboratori della società del futuro. 

Remo Dorigati: #refettorio ambrosiano

Il progetto del Refettorio Ambrosiano. Da Milano Expo 2015, un esempio concreto di inclusione sociale

– Silvano Tagliagambe : #scintilleinnovazione

I confini dell’Innovazione

– DAVIDE VAN DE SFROOS: #terra&acqua

Il confine geografico e linguistico come esaltazione e valorizzazione delle diversità.

 

 

Verso SLIDINGDOORS 2015 Mostra Fotografica: “LA STRUTTURA DELLA BELLEZZA”. Mario Carrieri interpreta l’opera di Pier Luigi Nervi

Gli Ingegneri di Verona inaugurano una mostra fotografica dedicata

al più noto ingegnere italiano del Novecento con un convegno

su Il contributo di Pier Luigi Nervi alla Scuola italiana di Ingegneria

SABATO 12 SETTEMBRE ORE 10.30 – MAGAZZINO 1

Sede dell’Ordine degli Ingegneri di Verona – Via Santa Teresa, 12

 INGRESSO LIBERO

L’ESPOSIZIONE RESTERA’ APERTA DAL 12 AL 30 SETTEMBRE

P.L.Nervi, Palazzetto dello Sport Roma, 1960

A Verona ha progettato il Ponte del Risorgimento, l’ultimo costruito all’interno della città per collegare il quartiere di San Zeno con Borgo Trento. “Suo” anche il progetto, alla fine degli anni Settanta, del Silos della Biblioteca Civica di Verona.

Locandina Nervi 50x70 vers.2_webGli Ingegneri di Verona ricordano la figura e l’opera dell’ingegnere Pier Luigi Nervi, ospitando la mostra La STRUTTURA DELLA BELLEZZA – Mario Carrieri interpreta l’opera di Pier Luigi Nervi, un progetto espositivo itinerante inizialmente prodotto dall’Associazione Pier Luigi Nervi Research and Knowledge Management Project con sede a Bruxelles – con il contributo di Italcementi e Alitalia – e gentilmente concessa al Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI).

Ad aprire l’esposizione il convegno IL LINGUAGGIO DELLE STRUTTURE. Il contributo di Pier Luigi Nervi alla Scuola italiana di Ingegneria”, cui intervengono Sergio Poretti e Tullia Iori, docenti del Dipartimento di Ingegneria civile e Ingegneria informatica dell’Università Roma Tor-Vergata.

Tra i maggiori artefici di architetture strutturali nel panorama internazionale del Moderno, Pier Luigi Nervi (Sondrio 21 giugno 1891 – Roma, 9 gennaio 1979) è stato progettista e al tempo stesso costruttore.

Utilizzando prevalentemente la medesima tecnica del cemento armato, Nervi ha realizzato sparse per il mondo opere di grande fascino, coniugando arte e scienza del costruire. A Verona ha progettato il Ponte del Risorgimento e il Magazzino libri della Biblioteca Civica. La sua personalità e la sua opera, come progettista e come docente, si impongono come paradigmi di un saper fare che ha colmato il distacco tra la mentalità matematico-tecnica e quella intuitivo-artistica, facendo riemergere la figura del costruttore.

La mostra vuole essere una “lettura” dell’opera di Nervi, presentata attraverso alcuni suoi progetti-icona (lo Stadio Municipale di Firenze, i padiglioni di Torino Esposizioni, l’Aula delle Udienze in Vaticano o la Cattedrale di Saint Mary a San Francisco) interpretati dall’obiettivo di Mario Carrieri, che ha saputo far emergere con estremo nitore i volumi potenti e le proporzioni spettacolari delle opere di Nervi, cogliendo dettagli strutturali e volumi spaziali in composizioni di una eleganza perfetta.

«L’originalità di Pier Luigi Nervi e della sua opera consiste nel suo approccio culturale alla costruzione – sottolinea Angelo Bertolazzi, curatore delle mostre Open – che non scade mai nel tecnicismo o nel formalismo. Tale approccio non era scontato in un periodo, il Novecento, caratterizzato da un rapido progresso tanto nei materiali e nelle tecniche quanto nelle forme e nel linguaggio. Gli scatti di Mario Carrieri interpretano le opere di Pier Luigi Nervi dal punto di vista formale, a ricordare come le grandi infrastrutture abbiano un ruolo determinante nella trasformazione fisica e percettiva del paesaggio».

Protagonista della fotografia d’arte e d’architettura italiana contemporanea, Mario Carrieri con la sua attività segna, nel 1959, la nascita della moderna fotografia urbana in Italia. Le sue immagini visionarie di Milano, realizzate tra il 1957 e il 1958, sono entrate nelle collezioni del MOMA di New York. Lavorando prevalentemente in bianco e nero, Carrieri ricerca una rappresentazione ricca di sfumature dei valori plastici di un oggetto, sia esso un fiore, una scultura, un’architettura, un oggetto di design, trasfigurandoli attraverso un uso particolarissimo della luce.

Nel suo percorso fotografico una duplice narrazione: l’una professionale di Nervi architetto, ingegnere e progettista di fama internazionale; l’altra, sottesa, di una personalità eclettica che fa del proprio lavoro un’emblematica rappresentazione del superamento dei confini disciplinari e della più coerente contaminazione dei saperi.

La mostra, promossa nell’ambito della IV edizione della rassegna culturale Open. Ingegneri aperti alla città, è a ingresso libero e resterà esposta dal 12 al 30 settembre nella sede dell’Ordine degli Ingegneri di Verona  (Magazzino 1, via santa Teresa 12).

Orario:  lun. mart. giov. 9.30 -12.30; lun. merc.ven. 15.30-18.00


VERSO SLIDINGDOORS 2015Confine, forma e struttura.

La mostra dedicata a Nervi “anticipa” l’evento TALKS SLIDINGDOORS 2015 sul tema del CONFINE,  in programma il prossimo 24 settembre (ore 18) al Ristori di Verona. Un appuntamento culturale nel segno della multidisciplinarietà e di quella fusione di saperi e linguaggi di cui figure come Pier Luigi Nervi hanno dato magistrale testimonianza.

Nelle sue opere, infatti, Nervi ha incessantemente ricercato la giusta combinazione tra arte e scienza delle costruzioni. Il suo lavoro, basato su esperienze e geniali intuizioni, ha posto l’attenzione sulle relazioni intercorrenti tra la struttura e la forma, affinché ogni componente delle complesse strutture si conformasse secondo i peculiari meccanismi di resistenza.


 


Convegno inaugurale: IL LINGUAGGIO DELLE STRUTTURE. Il contributo di Pier Luigi Nervi alla Scuola italiana di Ingegneria

Sabato 12 settembre ore 10.30 – Magazzino 1, Via Santa Teresa, 12

P.L. Nervi, Hangar Orvieto 1935

 

Relatori:  prof. Sergio Poretti (Università Roma Tor-Vergata), prof.Tullia Iori (Università Roma Tor-Vergata)

In occasione dell’inaugurazione della mostra “La struttura della Bellezza” viene presentata la figura di Pier Luigi Nervi e il suo ruolo nella formazione di quella che viene chiamata la Scuola italiana di Ingegneria.

La sua personalità e la sua opera, come progettista e come docente, si impongono come paradigmi di un saper fare che ha colmato il distacco tra la mentalità matematico-tecnica e quella intuitivo-artistica, facendo riemergere la figura del costruttore.

Il progetto di ricerca SIXXI, finanziato dall’ERC Advanced Grant 2011, mira a ricostruire la storia dell’ingegneria strutturale italiana del XX Secolo. Una storia gloriosa in alcune fasi. Basti pensare agli anni del miracolo economico quando le opere degli ingegneri italiani (i più noti Pier Luigi Nervi e Riccardo Morandi, ma anche progettisti trascurati come Silvano Zorzi, Sergio Musmeci, Giulio Krall, Gino Covre e molti altri), sono un punto di forza del Made in Italy e apportano un contributo fondamentale allo sviluppo dell’ingegneria moderna nel mondo. Una storia non solo sconosciuta al grande pubblico ma incredibilmente sottovalutata all’interno delle scuole di Ingegneria e di Architettura.

Lo scopo della ricerca è quello di colmare queste lacune. Nell’ambito scientifico l’obiettivo è ambizioso: innescare lo sviluppo di un nuovo settore della ricerca, di frontiera tra la storia della scienza, la storia della costruzione e la storia dell’architettura. Per disseminare i risultati, oltre a convegni e pubblicazioni, è in programma una prima grande mostra sul tema, che metta in scena l’opera dell’ingegneria italiana del Novecento in tutta la sua originalità.

C’è poi una ricaduta più direttamente operativa della ricerca che è quella di sensibilizzare, a tutti i livelli, scientifico, istituzionale, culturale, sulla necessità di tutelare e valorizzare un pregiato patrimonio di ponti, viadotti, grandi coperture che con la loro straordinaria qualità rispecchiano l’identità storica del Novecento italiano.

Sono previsti CFP per gli Ingegneri partecipanti.