Open5. Mostra: “IL PAESAGGIO. Memoria, identità e metafora”. L’archeologia industriale nei dipinti di Simone Butturini

Resterà allestita fino al 31 maggio nel Magazzino1, sede dell’Ordine degli Ingegneri di Verona (Via Santa Teresa 12) la mostra: “IL PAESAGGIO. Memoria, identità e metafora”. L’archeologia industriale nei dipinti di Simone Butturini.  

L’esposizione, promossa a margine del convegno “Archeologia industriale: nuove funzioni e memoria storica” è un appuntamento della rassegna culturale Open. Ingegneri aperti alla città promossa dall’Ordine sul tema “Scenari urbani. Metamorfosi e rigenerazione”.

Ad inaugurare la mostra, lo scorso venerdì 22 aprile, accanto all’ autore, l’intervento di Libero Cecchini, decano degli architetti veronesi. Sua una riflessione sulla capacità, propria dell’artista, di interpretare lo “sgretolarsi dell’edificio nel tempo” nel fare sintesi della trasformazione e del logorìo cui soggiace, inevitabilmente, il costruito. Uno sguardo che fa emergere la metamorfosi della materia e, al contempo, quella patina della memoria che “tocca” l’artista e affascina lo spettatore.

SEDE ESPOSITIVA, l’ex Magazzino del Grano – Significativa la scelta della location. Per la prima volta in uno spazio ricco di storia e di memoria come quello degli ex Magazzini Generali – e in particolare il Magazzino 1, ex Magazzino del Grano – l’artista Simone Butturini, espone dieci opere, di cui alcune inedite, che testimoniano il legame esistente tra il paesaggio e l’architettura, tra natura e spazio, tra l’uomo e “il prodotto delle sue mani”.

LA MOSTRA, il fascino dell’archeologia industriale – Il percorso espositivo, attraverso luoghi e soggetti prontamente riconoscibili, racconta uno spaccato di archeologia industriale veronese che ora è storia e memoria, ma che rappresenta anche una scheggia dell’identità di quel che ancora oggi siamo.

Dall’imponente struttura della Fabbrica del ghiaccio, agli immensi spazi degli ex Magazzini Generali, dall’affascinante interno dello Zuccherificio dismesso alle Torri d’acqua al lanificio Tiberghien, a catturare l’autore è il fascino dell’archeologia industriale: «la storia di quei luoghi, il lavoro che quegli edifici hanno procurato e prodotto – sottolinea l’autore Simone Butturini – mi sembra non siano solo un ricordo, ma abbiano il senso e il peso della Storia che si alimenta di immagini e di nostalgie, di memorie e di eventi che sono passati, ma rimangono impressi per sempre nelle forme stesse di quegli edifici, divenendo parte del paesaggio».

Un paesaggio che ripercorre tappe e momenti quotidiani di Storia, ma anche di microstoria che l’autore racconta nello «sferragliare del treno che arriva alla Fabbrica del ghiaccio; il canto delle ragazze al lavoro nel lanificio Tiberghien; il soffio del vento fra le nuvole che la Torre d’acqua sfiora nella sua maestosa imponenza; l’odore acre delle auto in sosta, nascoste, nel Garage Fiat di via Marconi; il ciangottare lontano dell’acqua dentro un’altra torre raccolta intorno un traforo di archi; la luce del cielo sulla Fabbrica della tela e lo scroscio della cascata improvviso dello svuotamento della Torre d’acqua di Ponton. Momenti di vita. Silenzi di attese».

 La mostra, a INGRESSO LIBERO, resterà allestita nel Magazzino 1 (via Santa Teresa 12) fino al 31 maggio 2016, con gli orari della Segreteria dell’Ordine: Lun: 9:30–12:30; 15:30-18.00; Mart. e Giov: 9:30 – 12:30; Merc e Ven: 15:30 – 18:00 (chiuso Sabato e Festivi).

L’AUTORE – SIMONE BUTTURINI è nato a Verona nel 1968, dove si diploma con lode all’Accademia di Belle Arti G. B. Cignaroli, sotto la guida dei maestri Giuliano Collina e Silvano Girardello.

Espone dal 1987 con significative presenze: tra le altre, alla XLVI Biennale di Venezia, Mostra del Centenario presso Villa Pisani di Strà (1995); alla Joseph D. Carrier Art Gallery – Main Floor Gallery a Toronto (Canada,1995); al Museo Bargellini di Pieve di Cento (2002); presso lo Spazio BZF di Firenze (2003), a Palazzo della Gran Guardia di Verona (2007), alla Fondazione Matalon-Milano (2008), Doppia personale con R.Hess alla Gallerie Der Moderne Max Kattner Berlino (2009), alla Narciso- Roma (2011), alla Galleria Sartori di Mantova (2013), all’Università Bocconi-Milano, alla G.Poma Morcote-Lugano (2014).

Inoltre espone dipinti alla Biblioteca Civica a Verona con proiezione del film “La fabbrica della tela” di Luca Caserta con Simone Butturini (2014), alla G.Poma Morcote-Lugano (2015), alla Galleria Ghelfi di Verona (2015). All’Istituto Italiano Cultura Vienna mostra personale “Natura interiore” (novembre 2015).

Suoi dipinti figurano in musei pubblici e privati in Italia e all’estero. (www.simonebutturini.it )

 RECENSIONI CRITICHE

“Nel teatro della pittura di Butturini, nella sua volontà di poter ancora dipingere un mondo, di poter aprire alla percezione lo spessore poetico della pittura, l’uomo è poeta colto e maestro ma soprattutto è protagonista di un mondo di valori percorsi dalla semplicità della bellezza e dell’intimità della visione, quasi la pittura abbia dato concretezza a un sogno terreno […]”. Luca Massimo Barbero

 “Trovo che la cosa più bella che Butturini oggi mette in immagine sia il rapporto benedetto, irrinunciabile e forse irrisolvibile, tra la terra e l’infinito”. Marco Goldin

Architetture rurali. Conoscere per conservare e valorizzare

ArchitetturaRuraleFondazione Fioroni, Centro Ambientale Archeologico (Legnago) e Tenuta Pila (Villa Bartolomea) le sedi scelte come luoghi-simbolo per la valorizzazione della Pianura Veronese.

Al via il 14 aprile a Legnago il Corso di aggiornamento professionale “ARCHITETTURE RURALI. CONOSCERE PER CONSERVARE E VALORIZZARE”, promosso dalla Commissione urbanistica dell’Ordine Ingegneri di Verona e Provincia in collaborazione con con l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Verona, l’Ordine dei Dottori Agronomi e forestali di Verona e il Collegio Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Verona.

IL TEMA – L’architettura rurale è sempre stata considerata “minore”. Trascurata e abbandonata, stravolta quando riutilizzata, oggi praticamente scomparsa per mancanza di tutela. Il corso – in quattro moduli – fornisce gli strumenti per una corretta lettura dei caratteri tipologici di questi edifici, in vista di un loro riutilizzo funzionale, rispettoso di quel patrimonio di usi e tecniche che sono una risorsa dal forte valore identitario.

Quattro i MODULI del Corso che andranno ad affrontare i temi del Paesaggio della pianura veronese: potenzialità, criticità, vincoli e le forme di tutela. Quindi un breve breve excursus sulle sistemazioni agrarie del passato e quelle moderne, sui sistemi di riscaldamento legno-energia con focus sulla nuova filiera del legno, come risorsa di energia e valorizzazione del paesaggio. Il tema della riqualificazione strutturale ed impiantistica nei progetti di recupero o riuso e  un approfondimento sulle diverse tipologie di architettura rurale della pianura veronese in vista della valorizzazione del patrimonio edilizio.

Sono previste inoltre visite ad edifici della Bassa Pianura Veronese.

LE SEDI DEL CORSO – Il Corso “itinerante” si svolgerà nelle sedi del Museo Fioroni e del Centro Ambientale Archeologico a Legnago  e alla Tenuta La Pila di Villa Bartolomea, luoghi-simbolo per la valorizzazione della Pianura Veronese.

L’iniziativa è promossa nell’ambito della V edizione della rassegna culturale Open. Ingegneri aperti alla città promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia sul tema Scenari urbani: metamorfosi e rigenerazione


Scarica la locandina del Corso con il programma dettagliato:

Corso Architetture Rurali


LE DATE DEL CORSO – Quattro gli appuntamenti in programma:

14 aprile: presso la Fondazione Fioroni, situata in un palazzo ottocentesco e sede dell’omonimo Museo e dello IAT (Informazioni e Accoglienza Turistica) della Pianura Veronese.

21 aprile e 5 maggio: i due incontri al Centro Ambientale Archeologico, con sede all’interno di un ex ospedale militare Asburgico ospita una delle più vaste collezioni archeologiche del Nord Italia e ricostruzioni di insediamenti e necropoli ritrovati nelle campagne della pianura veronese.

12 maggio: appuntamento alla Tenuta La Pila, antica corte rurale risalente al 1733, sorta attorno ad un mulino con pila da riso ora adibita ad agriturismo e azienda agricola di 44 ettari, coltivata secondo metodi naturali a frutteto e a seminativo.

L’iniziativa, a pagamento, rilascia Crediti Formativi Professionali per i partecipanti.

Per informazioni e iscrizioni:

Collegio degli Ingegneri della Provincia di Verona
Tel +39 045 8004721; mail: segreteria@collegioingegneriverona.it

Orari Segreteria:
Lunedì: 09:30 – 12:30; 15:30 – 18.00; Martedì e Giovedì: 09:30 – 12:30; Mercoledì e Venerdì: 15:30 – 18:00

 

 

 

CONVEGNO E MOSTRA ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE: NUOVE FUNZIONI E MEMORIA STORICA

VENERDI’ 22 APRILE 2016, ore 17.30 – 19.30

AUDITORIUM M. SANMICHELI MAGAZZINO 1,

SEDE ORDINE DEGLI INGEGNERI DI VERONA E PROVINCIA

VIA SANTA TERESA 12 – VERONA ___________________________________________________________________________

ore 19.00
INAUGURAZIONE MOSTRA:

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Simone Butturini – Lanificio Tiberghien-1907, Verona, Acrilico e smalto su tela, cm 100×80, 2016

IL PAESAGGIO. MEMORIA, IDENTITÀ E METAFORA.” L’Archeologia industriale nei dipinti di Simone Butturini

Ad introdurre la mostra un ospite d’eccezione:

LIBERO CECCHINI, decano degli architetti veronesi


IL CONVEGNO – Inserito nella V edizione della rassegna Open. Ingegneri aperti alla città 2016 dal titolo SCENARI URBANI – METAMORFOSI E RIGENERAZIONE, il Convegno ha l’obiettivo di dimostrare come una buona progettazione unita ad una chiara e corretta programmazione urbanistica dell’Ente Pubblico – anche con il coinvolgimento di risorse private – consentono di intervenire positivamente in ambiti urbani di trasformazione, allocando nuove e diversificate funzioni in luogo di dismessi opifici pur conservando segni e memoria della loro identità originale.

In un momento storico in cui anche nella città di Verona il consumo di nuovo suolo agricolo è destinato nel breve termine ad essere azzerato, le prospettive di sviluppo della città dovranno necessariamente concentrarsi su ambiti di trasformazione (aree industriali dismesse, complessi edilizi militari e demaniali già inutilizzati o in via di dismissione, ecc.), spesso connotati anche da edilizia di pregevole valore architettonico e comunque pregni della memoria storica di attività umane.

Il convegno intende dunque illustrare il percorso e l’approccio di due diversi interventi di recupero in contesti estranei alla nostra città – le ex-Conterie di Murano (Venezia) e la ex Manifattura Tabacchi a Borgo Sacco (Rovereto) -, progetti che hanno saputo coniugare nuova funzione e memoria storica del luogo, divenendo interessanti casi di studio per la valorizzazione dell’esistito.

PROGRAMMA E RELATORI

  • Ore 17,30 – INTRODUZIONE:  Ing. Giovanni Montresor – Vice presidente Centro Nazionale Studi Urbanistici
  • Ore 17,40  – COSTRUIRE SUL COSTRUITO: 36 ALLOGGI NELLE EX CONTERIE DI MURANO – VENEZIA – Arch. Giorgio Macola 
  • Ore 18,20 – TRA INNOVAZIONE E IDENTITÀ: IL PROGETTO EX MANIFATTURA TABACCHI A BORGO SACCO – ROVERETO  –Arch. Fabrizio Capuzzo (Trento)

    LA MOSTRA: 

“IL PAESAGGIO. MEMORIA, IDENTITÀ E METAFORA”. L’archeologia industriale nei dipinti di Simone Butturini

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Simone Butturini – La Fabbrica del ghiaccio, Acrilico e smalto su tela, cm 100×150 cm, 2010

“Dall’affascinante interno dello Zuccherificio dismesso, alle Torri d’acqua, all’imponente struttura della fabbrica del ghiaccio, agli immensi spazi lasciati dei grandi magazzini: è il fascino dell’archeologia industriale che mi attrae perché la sua storia, il lavoro che quegli edifici avevano procurato e prodotto mi sembra non sia solo un ricordo, ma abbia il senso e il peso della Storia che si alimenta di immagini e di nostalgie, di memorie e di eventi che sono passati ma rimangono impressi per sempre nelle forme stesse di quegli edifici, divenendo parte del paesaggio”. (Simone Butturini)

Locandina Butturini 50×70