TALKS SLIDINGDOORS 2017. “La vera innovazione deve migliorare la vita di tutti”

Se non si innova non si sopravvive; l’innovazione non si improvvisa ma “si impara”; non c’è innovazione senza fallimento; l’innovazione vera deve portare ad un miglioramento della vita di tutti.

DSC_1279 DSC_1033Sono le indicazioni precise che, come un filo rosso, hanno attraversato gli interventi dei cinque relatori che lo scorso 22 ottobre sul palco del Teatro Ristori di Verona, hanno dato voce alla terza edizione dell’evento pubblico TALKS SLIDINGDOORS 2017, il roadshow culturale/narrativo ideato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), promosso e realizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia in collaborazione con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, il Collegio Ingegneri di Verona, l’Accademia di Belle Arti di Verona e grazie al supporto di LineaEcoKlima, AGSM, Amia, Eurotherm e di altre aziende di settore che hanno condiviso l’iniziativa.


SCATTI DAL TALK 2017 – LA GALLERY DI MARCO TONINELLI

Pier Paolo Bardoni, founder e CEO di THINGS, tra le prime agenzie in Italia di IoT & innovation design, Alessandro Sannino, ordinario alla Facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento, visiting scientist al MIT di Boston e chief project scientist della startup dell’healthcare Gelesis che ha trasformato l’idea di un idrogel superassorbente per pannolini in una “capsula antiobesità”, la designer Antonella Andriani, docente all’Accademia Belle Arti di Verona, l’alpinista e guida alpina veronese Nicola Tondini e – a chiudere – la musica e le parole del maestro Roberto Cacciapaglia.

Ecco i narratori d’eccezione da cui sono arrivati questi imperativi chiari che “marcano” il sentiero dell’innovatore e del creativo e nel solco dei quali trova risposta la domanda di fondo che ci siamo posti: perché un Ordine dovrebbe organizzare e promuovere un evento culturale come TALKS SLIDINGDOORS, che si discosta sensibilmente dal linguaggio strettamente professionale e dall’attività ordinaria di un Ordine?

PERCHE’ UN TALK PER GLI INGEGNERI?

Perché anche noi nel nostro piccolo vogliamo essere degli innovatori, vogliamo provare a guardare oltre, trovare un linguaggio comune, creare nuove occasioni di condivisione e collaborazione. Sappiamo che per far questo occorre gettare il cuore oltre l’ostacolo, avere un po’ di coraggio, rischiare, saper esporsi e cercare strade meno battute.

Viviamo in un mondo che ci ha “abituati” alle modernità, allo sviluppo tecnologico, all’innovazione, appunto, tanto da arrivare talvolta a svuotare il termine stesso del suo vero significato. Se tutto è innovazione, in questa continua “corsa in avanti”, rischiamo – a volte –  di perderne di vista il valore e la sostanza.

L‘innovazione gioca su due fronti: è introduzione, ex-abrupto, di sistemi e criteri nuovi da un lato; è rinnovamento radicale di una prassi dall’altro, ovvero riscoperta in termini nuovi di una risorsa o conoscenza già acquisita e consolidata. Ma in entrambi i casi, crediamo, non ci può essere innovazione senza cultura, competenza e specializzazione.    Abbiamo a disposizione strumenti sempre più potenti ma andiamo verso un futuro con grandi margini di incertezza, nel quale non possiamo esimerci dalla responsabilità, minimizzandone magari gli impatti negativi.

L’innovazione è futuro e il futuro deve creare fiducia e inclusione, ma la fiducia la si conquista dimostrando conoscenza.

L’innovazione è opportunità, ma occorre fare attenzione a valutare quali fattori di metodo, di cultura e di valori umani sono indispensabili perché segua il percorso giusto.

 L’innovazione è l’idea nuova, rivoluzionaria nel suo puro isolamento ma il destino di questa idea che rivoluziona il futuro è dato dal contributo di molti.

Perché il futuro è relazione, è contaminazione di relazioni, è mettere le intelligenze in comune.

Ecco perché abbiamo scelto come filo rosso la frase di Adriano Olivetti “La speranza di un mondo nuovo e’ legata al destino di una idea, sottotitolo del suo volume Città dell’uomo, pubblicato nel gennaio 1960, pochi giorni prima della morte improvvisa dell’autore. Quasi una sorta di testamento spirituale.

L’innovazione – ci ricorda Riccardo Viale nel  volume “La cultura dell’Innovazione”  – è intrinseca alla società, al territorio e alla cultura all’interno della quale si sviluppa e come tale non racchiude soltanto aspetti razionali, ma anche e soprattutto l’insieme di quei valori emotivi e culturali, quali la creatività, la passione, l’arte, che ne caratterizzano e identificano il tessuto sociale. C’è inoltre una forte dimensione locale dell’innovazione: la forte tendenza a concentrarsi in determinati luoghi, dove possono nascere e svilupparsi fitte reti di relazioni sociali, in grado di incoraggiare il confronto tra individui, lo scambio e la circolazione di conoscenza ed esperienza, facilitando così l’emergere di nuove soluzioni e idee. Nel suo complesso l’innovazione può essere, quindi, considerata come un fenomeno urbano.

E’ questo lo spirito che anima questo evento e tutta la rassegna culturale OPEN.INGEGNERI APERTI ALLA CITTA’ e che i relatori  hanno saputo portare con le loro esperienze sul palco del Teatro Ristori di Verona.

UN GRAZIE SPECIALE AI NOSTRI PARTNER TECNICI E SPONSOR.

ALESSIA CANTERI

Presidente Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia

 

TALKS SLIDINGDOORS 2017 – ROBERTO CACCIAPAGLIA E IL POTERE DEL SUONO

DSC_5641FOCUS RELATORI – PROFILO ROBERTO CACCIAPAGLIA

Il Teatro Ristori è un tempio del suono! Un luogo veramente innovativo, dove passato, presente e futuro si incontrano. 
Sono contento di essere qui per contribuire ad un tema così fondamentale. Ognuno di noi ha il dovere di riflettere sul presente e su come poterlo migliorare, per tramandare la saggezza, l’esperienza e la sapienza alle nuove generazioni, per un futuro – speriamo – bello per tutti

RIVEDI LA PERFORMANCE DEL MAESTRO CACCIAPAGLIA

Compositore e pianista milanese, Cacciapaglia è un grande sperimentatore che lavora e “gioca” con il suono. Alle spalle la collaborazione con lo studio di Fonologia della Rai e con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa dove ha studiato le applicazioni del computer in campo musicale, Cacciapaglia è protagonista della scena musicale internazionale più innovativa per la sua musica che integra tradizione classica e sperimentazione elettronica.

Oggi prosegue nella sua ricerca sui poteri del suono, ne cattura – con microfoni e software innovativi – anche quelli più “nascosti”, gli armonici – quei suoni “biologici” come li ama definire – non percepibili immediatamente. Un percorso che parte sempre dalla “materia” fondamentale del silenzio, fonte e scaturigine della musica più pura, primordiale, intima e sacrale. Una musica senza confini che giunge ad un contatto emozionale profondo con il pubblico.

Con “Tree of Life Suite”, il brano che ha dato vita e cuore all’Albero della Vita nel night show inaugurale a Milano EXPO 2015, il maestro ha chiuso la sua performance tra musica e parole.

La sperimentazione è fondamentale – spiegava in un’intervista a Ilaria D’Ambrosi, parlando proprio di questo brano – , oggi abbiamo esplorato ancora poco sul suono e sul suo potere. Per fare questo, penso sia importante capire quali siano le nostre intenzioni, capire quello cosa vogliamo fare con la musica. Dal mio punto di vista la musica è un mezzo straordinario, ha un fine che ci permette di esplorare il mondo e noi stessi. Questo perché il potere del suono esiste da sempre ed è dentro di noi, dobbiamo solo riscoprirlo“.

FOTO MARCO TONINELLI – Guarda tutta la Gallery.

 

Roberto Cacciapaglia si diploma in composizione presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” della sua città sotto la guida di Bruno Bettinelli, dove studia anche direzione d’orchestra e musica elettronica.

“TREE OF LIFE”, il suo ultimo lavoro discografico, contiene “Tree of Life Suite”, la Musica composta per il night show dell’Albero della Vita – EXPO 2015. Pubblicato il 26 Maggio 2015 da Believe Digital entra subito al primo posto della classifica di musica classica su iTunes, dove rimane in prima posizione per vari mesi. E’ stata eseguita in concerto con l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala presso l’Open Air Theatre per la celebrazione di EXPO 2015.

“ALPHABET”, registrato in Sala Verdi del Conservatorio di Milano e pubblicato il 28 Gennaio 2014 da Decca Records – Universal Music, è presentato in concerto nella Sala delle 8 Colonne del “Palazzo Reale” di Milano. Resta al primo posto della classifica di musica classica di iTunes per diverse settimane.

Dal lungo sodalizio artistico intrapreso con la Royal Philharmonic Orchestra, prendono vita i suoi CD: “QUARTO TEMPO” (Universal Music – 2007); “CANONE DEGLI SPAZI” (Universal Music – 2009); “TEN DIRECTIONS” (Sony Music – 2010).

Il maestro riscuote grandi successi nelle sue esibizioni dal vivo, non solo in Italia. Ne è testimonianza il tour che intraprende in Russia, con tappe a Mosca – International House of Music, e a San Pietroburgo – Beloselskih- Belozerskih Palace, con un’accoglienza straordinaria da parte del pubblico russo. Seguono i concerti a
Barcellona, Bratislava, Ankara Piano Festival e Istanbul, dove tiene anche alcuni seminari e workshop presso il Turkish Music State Conservatory.
Spesso ospite de “La Milanesiana” di Elisabetta Sgarbi, ha tenuto vari concerti tra cui quello con Derek Walcott, Premio Nobel per la Letteratura, e “Mente Radiosa”, scritto e presentato con Rita Levi Montalcini, Premio Nobel per la Medicina.
Nel 1986 è pubblicata da Ricordi l’opera in due atti “GENERAZIONI DEL CIELO”, rappresentata in prima assoluta al Teatro Metastasio di Prato e, in seguito, al Teatro Lingotto di Torino. Dello stesso anno è “LAMENTAZIONI DI GEREMIA” commissionata dal Festival Internazionale di Tel Aviv. Nel 1988 esegue inoltre, al Festival Aterforum di Ferrara, “In C” con Terry Riley, brano manifesto del minimalismo in musica, la cui registrazione è stata pubblicata in Russia nel insieme all’inedito “TRANSARMONICA”.
Di quegli anni sono “AUREA CARMINA” (1988), su commissione dell’Accademia di Santa Cecilia in Roma, “IL SEGRETO DELL’ALBA” (1989), balletto-pantomima commissionata dal Teatro Comunale di Bologna, “UN GIORNO X” (1990), opera video rappresentata al Conservatorio di Milano con la partecipazione di Gianna
Nannini e l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali, e la fiaba musicale “LE MILLE E UNA NOTTE” (1991), rappresentata al Festival di Berlino “Berliner Festspiele” e successivamente al “Festival di Spoleto”.
Attraverso la sperimentazione al di là dei confini di genere realizza gli album “ANGELUS ROCK” (1992), “ARCANA” (2001), “TEMPUS FUGIT” (2003), “INCONTRI CON L’ANIMA” (2005).

“SONANZE”(1974), il suo primo disco e primo LP quadrifonico pubblicato in Italia, è prodotto da Rolf Ulrich Kaiser. L’editore della casa discografica tedesca “OHR” mette in contatto il maestro con gruppi musicali tedeschi come: POPOL VUH, coi quali si esibisce in concerto, TANGERINE DREAM e WALLENSTEIN, pubblicati dallo
stesso editore.

Dopo quattro anni realizza “SEI NOTE IN LOGICA”(1978), partitura per voci, orchestra e computer, che rappresenta una svolta e un’esplorazione della sfera minimalista.

Roberto Cacciapaglia ha presentato le proprie composizioni nei teatri più prestigiosi e per le istituzioni più famose sia in Italia che all’estero, fra gli altri: Conservatorio di Milano, Accademia di Santa Cecilia in Roma, Berliner Festspiele di Berlino, Festival Internazionale di Tel Aviv, Festival di Campinas – Brasile, Passatge de la Pau a Barcellona, Festival di Spoleto, Lingotto a Torino, Duomo di Milano, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, Auditorium Parco della Musica di Roma, Teatro degli Arcimboldi di Milano, World Event Abu Dhabi, Teatro Carignano
di Torino, Maiden Tower di Baku – Azerbaijan, Teatro Bibiena di Mantova, Festival di Ravello, Teatro Morlacchi di Perugia, International House of Music – Mosca, Beloselskih- Belozerskih Palace – San Pietroburgo, Conservatorio di Istanbul, Palazzo
Reale di Milano, Auditorium della Radio Nazionala Slovacca – Bratislava, Ankara Piano Festival, Teatro del Giglio di Lucca, Open Air Theatre – Expo Milano 2015 e molti altri.

Fondatore della Educational Music Academy. Accademia musicale che nasce con l’obiettivo di dare voce ai giovani talenti musicali, compositori e interpreti, pianisti e musicisti, affiancandoli per realizzare i loro progetti a livello professionale.

Nel febbraio 2016 ha fondato la Celestia Chamber Orchestra, formata da giovani talenti del panorama musicale contemporaneo.

Per saperne di più:

Roberto Cacciapaglia

 

TALKS SLIDINGDOORS 2017 – PIER PAOLO BARDONI, INNOVARE PER SOPRAVVIVERE

Founder e CEO di THINGS, la prima agenzia in Italia ad occuparsi di design e business innovation focalizzata sull’Internet delle Cose (#IoT), Bardoni è un ingegnere elettronico, specializzato in Intelligenza Artificiale e Robotica,  grande esperto di innovazione e cultura digitale. Già Engineering Manager, Business Manager, Digital Strategist e Supervisor in alcune tra le più importanti agenzie italiane di comunicazione digitale, è stato Head of Strategic Media Consulting in GroupM holding del gruppo WPP.

“Innovare oggi un prodotto o un servizio facendo leva sulle potenzialità che offre l’Internet of Things (IoT – “Internet delle cose”) in cui tutto è connesso, apre a nuove opportunità di business che coinvolgono device, persone e ambienti. Il valore percepito dagli utenti di un prodotto IoT è più che mai legato all’utilità, semplicità e immediatezza dell’esperienza offerta”.

L’Internet of Things rappresenta un’occasione meravigliosa per facilitare e rendere migliore la quotidianità e la vita di tutti. IoT è per tutti; non fa distinzione tra persone esperte in tecnologia e quelle che non lo sono. Stiamo attraversando un periodo storico che ci porterà ad una evoluzione meravigliosa.

IoT è un megatrend rivoluzionario,  incarna cioè la forza del cambiamento che va a toccare qualsiasi contesto che ci circonda: la vita personale e le relazioni, le case, le città , la salute, i trasporti, la mobilità, le industrie. E più il contesto è complesso, più la soluzione deve essere semplice.

Se ripensiamo i nostri prodotti e i servizi sulla base di questo contesto così ampio dell’IoT, abbiamo infinite possibilità di evoluzione per i nostri prodotti. Quelli che erano “solo” oggetti  fisici, diventano ora veri e propri servizi. Non parliamo  più di un prodotto inanimato, ma di oggetti intelligenti, integrati e inseriti in un contesto molto vasto. Parliamo di una nuova generazione di prodotti e servizi che facilitano la vita alle persone e vanno a rispondere alla loro esigenza di esperienze particolari. L’oggetto non è più solo “posseduto” ma è anche condivisi.

Cosa significa allora innovare? Significa mettersi in discussione, essere curiosi, essere aperti a quello che succede intorno. Osservare con criticità ciò che succede, significa ripensare prodotti e servizi e contestualizzarli in un nuovo ecosistema di esperienze in cui noi – consumatori, industria, imprenditori, cittadini, utenti – svolgiamo quotidianamente la nostra vita. Significa andare ad individuare i problemi e risolvere le criticità per migliorare la qualità della vita di tutti.

Nel cammino dell’evoluzione non sopravvive la specie più forte ma quella che meglio si adegua al cambiamento!

TALKS SLIDINGDOORS 2017 – ALESSANDRO SANNINO, PRIMA LE IDEE

Ingegnere chimico, ordinario alla Facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento e visiting scientist al MIT di Boston. Un innovatore allo stato puro, la sua principale attività di ricerca è nel settore delle Biotecnologie, con oltre 200 pubblicazioni e oltre 30 brevetti e diverse Spin Off e Start up con cui ha raccolto investimenti per oltre 100 milioni di dollari.

E’ chief project scientist della startup dell’healthcare Gelesis che ha trasformato l’idea di un idrogel superassorbente per pannolini in una “capsula antiobesità”, un prodotto biotecnologico basato su derivati della cellulosa in grado di assorbire grandi quantità d’acqua e contrastare così le obesità gravi.

Un successo targato Puglia e Stati Uniti.  A Calimera in provincia di Lecce la sede Ricerca e Sviluppo di Gelesis con ventidue ricercatori a tempo indeterminato e quattro collaboratori, a Boston il management team con quindici specialisti. Ad oggi, la sperimentazione è già in fase III sull’uomo.

#PRIMA LE IDEE… In quindici minuti, una storia di quindici anni, una storia di fallimenti. Ma fondamentale è il valore di un’idea. E il percorso che quell’idea fa dal banco di laboratorio all’impresa. Perchè ci sono più soldi che buone idee e questo è tanto più vero in tempi di crisi come quelli che stiamo attraversando perchè un settore ad alta tecnologia è molto più remunerativo e allo stesso livello di rischio degli investimenti nei settori fondamentali.

I tre equilibri che segnano il percorso dell’innovatore:

1. Tra innamoramento e amore: il ricercatore soffre della crisi dell’eterno innamorato, ama qualcosa che è statico (l’idea di partenza). Amare significare invece amare qualcosa per come cambia e cambiare con lei.  E’ il prodotto ciò per cui gli investitori sono disposti a pagare, non il brevetto o l’idea di partenza.

2. Tra rischio e specializzazione. Solo una elevata specializzazione sia nel ricercatore sia nell’investitore consente di affrontare il rischio elevato in questo percorso.

3. Tra fallimento e successo. Non sono termini opposti. Il vero innovatore deve aver fallito almeno tre volte.

Affrontate i fallimenti come un animo giovane… i giovani sono come le rondini, fanno una gran confusione ma volano sempre verso la primavera!

 

 

TALKS SLIDINGDOORS 2017 – ANTONELLA ANDRIANI, L’INNOVAZIONE NON SI IMPROVVISA MA SI IMPARA

#creativitaeinnovazione

Designer, Antonella Andriani progetta, scrive e insegna. Sviluppa programmi di design strategico finalizzati alla progettazione di soluzioni innovative, dal design di prodotto alla comunicazione visiva. Consigliere del Direttivo Nazionale ADI, l’Associazione per il Disegno Industriale che conferisce il Premio Compasso d’Oro, è Vice Presidente ADI Lombardia. Dal 2009 insegna nella Scuola di Design dell’Accademia di Belle Arti di Verona dove coordina il Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate.

Voglio fare il creativo, ma i miei genitori dicono che non è un vero lavoro. Design, creatività, innovazione sono parole che affollano i discorsi della nostra quotidianità, anche se non sempre ne comprendiamo il significato più appropriato. Dire che una cosa è “di design” gratifica chi ne parla, ma spesso è la manifestazione di quanto poco si conoscano una disciplina e una professione che sono cruciali per lo sviluppo della nostra società e dell’economia del nostro Paese.

L’Uomo è un essere progettante e tutti progettano: la propria giornata, un viaggio, un figlio, ma essere creativi di professione significa applicare pratiche e metodologie specifiche con il fine ultimo di migliorare la vita degli uomini con nuovi prodotti, nuovi servizi e, più in generale, con soluzioni migliori di quelle esistenti.

L’“essere creativi e innovativi” non è una dote innata, ma un’attitudine supportata da discipline progettuali, scientifiche, tecnologiche, artistiche, storiche e sociali: competenze che da anni trasferiamo ai tanti giovani appassionati e determinati che studiano nell’Accademia di Belle Arti di Verona per migliorare le nostre vite.

TALKS SLIDINGDOORS 2017 – NICOLA TONDINI, l’alpinista cercatore d’infinito


L’alpinista è un cercatore d’infinito. E’ uno che vuole andare oltre, sempre oltre”. E non ha paura di sognare.

L’alpinista come metafora dell’innovatore”. Come l’innovatore, è uomo di Visione. Passione, coraggio e paura, rischio e calcolo, sacrificio, preparazione, allenamento e competenza. Tentativi, cadute, risultati e successo. A maggio 2017 ha concluso l’apertura della direttissima “Non abbiate paura di sognarealla Cima Scotoni, una delle più lunghe e difficili delle Dolomiti.

Nicola Tondini è alpinista, Guida Alpina e ingegnere veronese, è cofondatore e direttore a Verona di King Rock, una delle più grandi palestre di arrampicata indoor in Europa. Istruttore Nazionale delle Guide Alpine, dirige la scuola di Guide Alpine XMountain.

La direttissima alla Cima Scotoni, una delle vie più lunghe e difficili delle Dolomiti – aperta in più anni e terminata a fine maggio 2017 – è diventata “sigillo” di questa VISIONE.

Con questa “direttissima” che ha voluto chiamare “Non abbiate paura di sognare” (730m, 8B), Nicola Tondini, nel solco della tradizione più pura di alpinismo portata avanti da Messner, ha vinto la sfida di portare il livello altissimo raggiunto con l’arrampicata sportiva anche sulle grandi pareti. Ovvero, scalare solo con le proprie capacità: tecnica, preparazione atletica e mentale. Niente staffe, nessuna scaletta per forzare i passaggi, unica protezione, la roccia.

Difficoltà fino al X° grado, lungo una linea “direttissima”, che come un tempo cerca di salire le parti più repulsive di quella parete che erano state abilmente evitate dalle vie precedentemente aperte.

Con immagini mozzafiato e riprese entusiasmanti ha raccontato come nasce l’idea di una via nuova sulla roccia, quali le sfide e le difficoltà da affrontare, quale, infine, il lavoro importante e indispensabile del team.

Una INNOVISIONE che prende le mosse dal passato, riproposto in una chiave completamente nuova.


Dopo la conquista della cima del Monte Bianco nell’estate del 1786 che fissa la nascita dell’alpinismo, di epoca in epoca gli alpinisti hanno cercato nuove strade, nuove sfide, nuovi modi per mettersi in gioco con se stessi e con la montagna. Agli inizi si conquistarono le vette. Raggiunte tutte le cime delle Alpi, quindi i versanti della montagne. Intorno agli anni ’30 del secolo scorso si è molto parlato dei grandi problemi delle alpi, di quelle pareti che al tempo sembravano insuperabili. Parete Nord della Cima Grande di Lavaredo, Parete NW del Civetta, Parete Sud della Marmolada, Parete nord del Cervino e dell’Eiger sono state alcune delle grandi sfide in cui i grandi alpinisti del tempo si cimentano in quegli anni.

Nel dopoguerra, l’innovazione sui materiali e il desiderio di creare qualcosa di ancora nuovo portò alla ricerca delle linee “direttissime”: affrontare le pareti più impegnative lungo le vie più dirette e repulsive. In quegli anni l’uso massiccio di chiodi, perforatori, staffe e scalette ha permesso di affrontare queste grandi sfide: sono gli anni in cui si progettano nuove attrezzature.
Ad un certo punto sembrava che nulla fosse più impossibile: con la tecnologia si saliva ovunque.

Alla fine degli anni sessanta una nuova rivoluzione: capofila un allora sconosciuto Reinhold Messner che denunciò sulla rivista del CAI questo “assassinio dell’impossibile”. Sua la nuova via di pensiero: tornare a scalare le montagne solo con le proprie forze riducendo al massimo l’utilizzo di mezzi artificiali. Idea nuova ma anche ritorno ad una dimensione più umana. Ovvero scalare le montagne con le proprie mani e le proprie doti tecniche atletiche e mentali. Fu suo il primo VIII° grado scalato in libera sulle Alpi. 

Ma ecco subito dopo un’altra grande innovazione: la nascita dell’arrampicata sportiva intorno agli anni 70, le palestre di roccia in cui ci si potesse allenare e provare in sicurezza difficoltà sempre più elevate. Una “scuola” che ha innalzato i livelli fino al XII° grado.

La sfida dei giorni nostri è quella di portare il livello altissimo raggiunto con l’arrampicata sportiva sulle grandi pareti. Scalare solo con le proprie capacità. Tecnica, preparazione atletica e mentale: e per proteggersi solo quello che offre la roccia.

Con la nuova via sulla cima Scotoni, abbiamo fatto questo. Difficoltà fino al X° grado, lungo una linea “direttissima”, che come un tempo cerca di salire le parti più repulsive di quella parete che erano state abilmente evitate dalle vie precedentemente aperte.

Abbiamo usato solo le nostre mani: niente staffe, nessuna scaletta per forzare i passaggi, unica protezione, la roccia.  Abbiamo ripreso un’idea del passato, ma l’abbiamo salita con un visione completamente nuova.

Talks Slidingdoors 2017: presentata in Comune a Verona la terza edizione dell’evento dedicato agli INNOVATORI

Presidente Ordine ing. ALESSIA CANTERI: “In un mondo in cui la tecnologia offre sistemi e possibilità di condivisione sempre più potenti occorre sapersi aprire alle relazioni e individuare un linguaggio comune anche nelle professioni perché l’innovazione possa trovare terreno fertile

L’appuntamento è a ingresso libero, fino ad esaurimento posti con prenotazione on line al sito www.ingegneriverona.it


 

Dal digitale “evoluto” dell’Internet of Things (IoT) alla Talks_ConferenzaStampa_Tavolo3ricerca scientifica, dalla comunicazione d’impresa al design e alla creatività artistica, dallo sport alla musica.

Gioca nuovamente la carta della interdisciplinarietà e della sovrapposizione dei saperi la terza edizione dell’evento pubblico TALKS SLIDINGDOORS 2017, dedicata quest’anno al tema Innovatori, in programma a Verona domenica 22 ottobre dalle ore 17 sempre nella splendida cornice del Teatro Ristori.

L’appuntamento, promosso e realizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia in collaborazione con il Collegio Ingegneri di Verona, l’Accademia di Belle Arti di Verona e grazie al supporto di LineaEcoKlima, è stato presentato lunedì 16 ottobre nella Sala Arazzi del Comune di Verona.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti Ilaria Segala, ingegnere e Assessore all’Urbanistica e Edilizia Privata del Comune di Verona che ha patrocinato l’iniziativa; già ideatrice della Rassegna Open.Innovisioni nell’ambito della quale si svolge il TALK; Alessia Canteri, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia; Luca Scappini, Consigliere del Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI); Massimiliano Valdinoci, direttore dell’Accademia Belle Arti di Verona, partner tecnico e Giuseppe Mosconi, coordinatore di LineaEcoKlima, realtà che si occupa di consulenza e formazione nel settore della progettazione energetica e che per prima ha condiviso l’iniziativa facendosi portavoce dell’iniziativa verso le aziende di settore.

Erano presenti inoltre i referenti degli sponsor che hanno sostenuto la realizzazione dell’evento: Mirco Caliari, vicepresidente di AGSM; Simone Faccioli (Eurotherm), Luigi Bichelli (IBT), Stefania Brentaroli (Viessmann) e Ivan Castelletti per la Cantina Castelnuovo del Garda che in chiusura del TALK offrirà ai partecipanti un aperitivo con degustazione di alcune eccellenze del territorio vitivinicolo veronese. Presente anche Pantheon Verona Network, media partner dell’evento mentre un ringraziamento anche ad AMIA, Sever e Gasperotti srl, al Ristorante Arche e all’Hotel Trieste di Verona per il supporto.

Dal 2015 l’appuntamento è inserito come evento di eccellenza nel calendario annuale della rassegna culturale Open. Ingegneri aperti alla città: patrocinata dal Comune e dalla Provincia di Verona, insieme a molte associazioni ed enti culturali della città, nell’anno in corso ha voluto raccontare storie di INNOVISIONI di ieri e di oggi.

«L’organizzazione e la promozione del Talk rappresenta per l’Ordine un impegno importante – ha sottolineato ALESSIA CANTERI, presidente Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia – , ma siamo convinti della bontà del progetto, proprio nella direzione della filosofia che guida Open e che vede l’Ordine rispondere così alla propria identità di ente pubblico, al servizio della cittadinanza. Lungo questo anno abbiamo raccontato molte INNOVISIONI che hanno cambiato la storia del nostro territorio, urbano o tecnologico: lo Studio Oppi e Verona; Zenatello; Bernardi; a novembre un omaggio a Olivetti con Bruno Garziera. Nel Talks sentiremo storie che raccontano l’innovazione più attuale.  In un mondo in cui la tecnologia offre sistemi e possibilità di condivisione sempre più potenti occorre sapersi aprire alle relazioni e individuare un linguaggio comune perché l’innovazione possa trovare terreno fertile nella collaborazione e nell’interoperabilità».

 LUCA SCAPPINI, Consigliere – Consiglio Nazionale Ingegneri: «Creare cultura e comunicazione dell’ingegneria nella società resta un obiettivo che come CNI stiamo portando avanti su due fronti. In primo luogo nella formazione, giocando da trait d’union tra l’università e il mondo del lavoro. Quindi con occasioni di riflessione culturale come “Talks Slidigdoors”, cui i territori stanno rispondendo con grande partecipazione. L’Ordine di Verona si è sempre dimostrato un’officina propositiva di idee: da qui sono passati formidabili ospiti che, in seguito, hanno attivato una collaborazione culturale più ampia con il Consiglio Nazionale Ingegneri. Vogliamo continuare a scommettere sulle buone idee e sulla loro capacità di determinare sviluppo».

MASSIMILIANO VALDINOCI, direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Verona: «La collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Verona con l’Ordine degli Ingegneri di Verona e la manifestazione OPEN è ormai giunta al terzo anno e siamo particolarmente onorati di potervi contribuire con uno speech della collega Antonella Andriani. La cultura dell’innovazione è fatta di creatività e contaminazione che sono non solo elementi fondanti il mondo in cui operano docenti e studenti dell’Accademia, ma anche un modo di operare che supporta il fare artistico, per migliorare le nostre vite».

GIUSEPPE MOSCONI, coordinatore LineaEcoKlima: «Ci siamo fatti portavoce dell’impronta innovativa e multidisciplinare che l’evento – distante dalla convegnistica usuale di settore –  porta in sé, nella convinzione che per un’azienda sia determinante saper reinventare se stessa. Essere esperti e rimanere esperti, lavorando con metodologia interdisciplinare nei confronti della ricerca, della creatività, della curiosità e della determinazione. Novità, eccellenza, qualità e servizio, questi i cardini per garantire all’azienda quel posizionamento sul mercato, che possa restituire gli utili attesi e mantenere la capacità di investire ed operare con collaboratori, terzisti e fornitori».

IL FORMAT – Caserta, Torino, Trento, Teramo, Cagliari, Verona, Venezia, Brescia, Ancona, Perugia. Sono le città in cui Talks Slidingdoors, roadshow culturale/narrativo ideato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), ha fatto tappa dall’anno della sua prima edizione nel 2014.

Il format, che ricorda appunto il concetto di sovrapposizione proprio delle porte scorrevoli (le slidingdoors), nasce all’interno del più ampio contest di idee nazionale “Scintille” che in questi anni ha premiato le migliori idee e i migliori progetti innovativi presenti in tutti i settori in cui viene valorizzato il sapere multidisciplinare e che concorrono al miglioramento della vita e dell’ambiente. L’obiettivo è quello di far dialogare ingegneria e società, nel raccontare le migliori esperienze dei territori declinate, di volta in volta, in temi e approcci diversi, per valorizzare il network degli ingegneri quale officina di un sapere che possa fare sintesi tra la “cultura tecnico-scientifica del come” e la “cultura umanistica del perché”.

IL TEMA di Slidingdoors 2017 – Dopo le suggestioni delle due precedenti edizioni veronesi – #confine (2015) e #generazioni (2016) – l’edizione 2017 darà la parola a cinque innovatori, narratori di eccezione, che nel loro ambito professionale e quotidiano hanno saputo produrre e diffondere una cultura dell’innovazione. Nel “mettere a segno” quell’intuito creativo che è l’ingegno: sintesi di cultura, scienza e conoscenza, impegno, coraggio e rivoluzionaria novità.

A stimolare gli interventi dei relatori una comune provocazione. In un momento in cui il termine innovazione pervade la nostra quotidianità, ci siamo chiesti e abbiamo chiesto: e se l’innovisione fosse anche un sapersi fermare e addirittura un “tornare indietro”? Porre una domanda di senso su se stessi, sulla realtà, su ciò che quotidianamente facciamo e produciamo? E su come lo stiamo facendo?

 L’ARTISTA, ROBERTO CACCIAPAGLIA E IL POTERE DEL SUONO Ospite straordinario sarà il maestro Roberto Cacciapaglia. Compositore e pianista milanese, Cacciapaglia è un grande sperimentatore che lavora e “gioca” con il suono. Suo il brano “Tree of Life Suite”, composto per il night show dell’Albero della Vita a Milano EXPO 2015.

Alle spalle la collaborazione con lo studio di Fonologia della Rai e con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa dove studia le applicazioni del computer in campo musicale, Cacciapaglia è protagonista della scena musicale internazionale più innovativa per la sua musica che integra tradizione classica e sperimentazione elettronica. Oggi prosegue nella sua ricerca sui poteri del suono e sulla “materia” fondamentale del silenzio, quale fonte e scaturigine della musica più pura, primordiale, intima e sacrale. Nella sua performance in chiusura di evento racconterà – con musica e parole – l’essenza di questo suo continuo percorso nella direzione di una musica senza confini che si esprime attraverso un contatto emozionale profondo.

I RELATORI – A Verona anche gli interventi di Pier Paolo Bardoni, Founder e CEO di THINGS, la prima agenzia in Italia ad occuparsi di design e business innovation focalizzata sull’Internet delle Cose (#IoT). Ingegnere elettronico, specializzato in Intelligenza Artificiale e Robotica e grande esperto di innovazione e cultura digitale, Bardoni andrà a sottolineare cosa significhi oggi innovare un prodotto o un servizio facendo leva sulle potenzialità che offre l’Internet of Things (IoT – “Internet delle cose”): un mondo dove tutto è connesso e che apre a nuove opportunità di business che coinvolgono device, persone e ambienti. Il valore percepito dagli utenti di un prodotto IoT è più che mai legato all’utilità, semplicità e immediatezza dell’esperienza offerta.

A raccontare successi e fallimenti della sua attività di ricerca nel settore delle Biotecnologie salirà sul palco del Ristori Alessandro Sannino, ingegnere chimico, ordinario alla Facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento e visiting scientist al MIT di Boston. Un innovatore allo stato puro, Sannino ha all’attivo oltre 200 pubblicazioni, più di 30 brevetti e diverse Spin Off e Start up con cui ha raccolto investimenti per oltre 100 milioni di dollari. E’ chief project scientist della startup dell’healthcare Gelesis che ha trasformato l’idea di un idrogel superassorbente per pannolini in una capsula antiobesità. Un successo targato Puglia e Stati Uniti, la cui sperimentazione è già in fase III sull’uomo.

Creatività, didattica, giovani e territorio saranno invece le parole d’ordine dello speech di Antonella Andriani, dal 2009 docente nella Scuola di Design dell’Accademia di Belle Arti di Verona dove coordina il Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate. Designer, Andriani progetta, scrive e insegna. Sviluppa programmi di design strategico finalizzati alla progettazione di soluzioni innovative, dal design di prodotto alla comunicazione visiva. E’ consigliere del Direttivo Nazionale ADI, l’Associazione per il Disegno Industriale che conferisce il Premio Compasso d’Oro, e vice-presidente ADI Lombardia.

Un affondo infine nello sport, guardando alle cime. Quelle delle Dolomiti dove Nicola Tondini – alpinista veronese, guida alpina e ingegnere – ha concluso a maggio 2017 l’apertura della nuova via “Non aver paura di sognare”, la direttissima alla Cima Scotoni, una delle più lunghe e difficili. Ma sono più di trenta le vie aperte tra le Prealpi Veronesi e le Dolomiti. E’ cofondatore e direttore a Verona di King Rock, tra le più grandi palestre di arrampicata indoor in Europa. E’ istruttore Nazionale delle Guide Alpine e dirige la scuola di Guide Alpine XMountain. “L’alpinista è un cercatore d’infinito. E’ uno che vuole andare oltre, sempre oltre” è il suo motto: lo ha messo in pratica – nel solco della tradizione più pura di alpinismo portata avanti da Messner – trasferendo il livello altissimo raggiunto con l’arrampicata sportiva anche sulle grandi pareti.

I PARTNER E SPONSOR DELL’EVENTO – L’appuntamento è stato realizzato grazie al sostegno di importanti sponsor: AMIA Verona, AGSM, LineaEcoklima, Eurotherm Spa, Sever Srl, IBT Srl, Viessmann Srl, Gasperotti Srl e Agorà. Si ringraziano in particolare i partner tecnici: L’Accademia Belle Arti di Verona, la Cantina Castelnuovo del Garda, che offrirà – in chiusura – un aperitivo a tutti i partecipanti, facendo degustare le eccellenze del territorio vitivinicolo veronese. Un grazie inoltre aRistorante Arche e all’Hotel Trieste di Verona. E a Pantheon Verona Network, media partner del nostro Talk.

LA RASSEGNA CULTURALE OPEN, RETE PER LA CULTURA – La Rassegna OPEN amplia nel 2017 la rete delle collaborazioni: accanto all’Archivio di Stato di Verona e all’Accademia di Belle Arti di Verona, il Conservatorio E. F. Dall’Abaco di Verona, il Museo Nicolis di Villafranca, l’associazione Agile, il Comitato Rionale Filippini, Italia Nostra (sez. Verona) e il Progetto Musa Antiqua. Gode del patrocinio della Provincia e del Comune di Verona, del Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università degli Studi di Verona, del CNI, FOIV, dell’Ufficio dell’Ambito Territoriale VII Verona, dell’associazione VeronaExpo Network, di Verona Innovazione T2i, dell’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona. E’ stata condivisa da: Circoscrizione 5 del Comune di Verona, la Società Letteraria di Verona, CTG, CTG Un Volto Nuovo.