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CONVEGNO OPEN INNOVISIONI. VERONETTA SCORRE: VOCI A CONFRONTO

Sabato 25 Novembre 2017 ore 9.30 – 12.30
Silos di Ponente Aula B – Università degli Studi di Verona – (Via Cantarane 24, Verona)

Locandina Veronetta scorre_small

Con i saluti di Ilaria Segala, Assessore all’Urbanistica del Comune di Verona, di Gian Paolo Romagnani, Direttore del Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona e di Alessia Canteri, Presidente dell’Ordine Ingegneri di Verona

Un quartiere dalla storia millenaria, con ville signorili, giardini, chiese e quella vivacità culturale, sociale, imprenditoriale e multietnica che ne caratterizza l’identità più recente. E poi, la centralità della cittadella universitaria che ne ha ridisegnato il profilo e il contesto urbano. Veronetta è tutto questo e molto di più: è un caso emblematico, un interessante caso di studio per la centralità della sua posizione geografica e, appunto, per la sua evoluzione storica, demografica, sociale ed economica.

Locandina Veronetta scorre(A3)VERONETTA “SCORRE”, UN QUARTIERE IN MOVIMENTO – Al quartiere è dedicato il convegno dal titolo volutamente evocativo: “Veronetta scorre: voci a confronto” in programma sabato 25 novembre dalle 9.30 alle 12.30 nel Silos di Ponente (Aula B dell’Università di Verona in via Cantarane 24), ultimo appuntamento della rassegna Open.Ingegneri aperti alla città “INNOVISIONI”, promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Verona.

L’incontro, che è stato realizzato in collaborazione e con il patrocinio del Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università degli Studi di Verona e all’AIIG – Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, sezione di Verona, propone alcune prospettive su Veronetta, per suggerire una riflessione plurale e possibili visioni “sul” e “per” il quartiere e con una guida d’eccezione.

Sarà infatti l’acqua che scorre ad illustrare il cambiamento dei luoghi: Veronetta, le sue sorgenti, l’acquedotto romano, il Fiumicello. L’elemento idrico ha infatti profondamente caratterizzato l’assetto e lo sviluppo del quartiere, caratterizzandone fortemente anche i toponimi. Ma “Veronetta scorre” diviene anche la metafora delle dinamiche che attualmente interessano questa parte della città e che pongono interessanti questioni da molteplici punti di vista.

L’iniziativa è stata coordinata dall’ing. Michele Perazzoli della Commissione Docenti dell’Ordine degli Ingegneri di Verona in collaborazione con Emanuela Gamberoni, docente di Geografia del Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università degli Studi di Verona.

GLI INTERVENTI – Dopo i saluti dell’Assessore all’Urbanistica e Edilizia privata del Comune di Verona, ing. Ilaria Segala, di Gian Paolo Romagnani, Direttore del Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università degli Studi di Verona e di Alessia Canteri, presidente degli Ingegneri di Verona, prenderà la parola il prof. Gian Maria Varanini, docente di Storia Medievale all’ Università di Verona. Nel suo intervento traccerà la storia e la “Nascita di un quartiere. Veronetta nei secoli XIII e XIV”; quindi l’ing. Alberto Maria Sartori, vice presidente del Collegio Ingegneri di Verona, nel suo contributo su “Acqua e tecnologia”, espliciterà il rapporto tra elemento idrico e aspetto tecnologico nell’area urbana considerata.

Il tema dell’acqua sarà ulteriormente approfondito sul fronte “archeologico” da Giovanna Falezza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Verona, Rovigo e Vicenza, che farà un approfondimento sull’acquedotto romano proveniente da Montorio. Con Maria Luisa Ferrari, docente di Storia Economica dell’Università di Verona, il racconto della “ritrovata” provianda di Santa Marta e un excursus sulle attività produttive di Veronetta tra passato e presente.

A chiudere un “caso di scuola” con Maria Antonietta Bergamasco, imprenditrice sociale e coordinatrice di Servizi Educativi, che ha dato vita in quartiere a ‎D-Hub, Atelier di Riuso Creativo. A lei il compito di portare l’esperienza personale nel saper cogliere e raccogliere l’eredità relazionale di un quartiere di case e botteghe.

 

 

OPEN INNOVISIONI. A VERONA GASTONE GARZIERA DEL TEAM OLIVETTI CHE FIRMO’ IL PRIMO PC DELLA STORIA

In occasione del Convegno:

OLIVETTI PROGRAMMA 101, GLI ALBORI DEL PRIMO PC.

ASCESA E DECLINO DI UN SOGNO TUTTO ITALIANO.

Verona, 11 novembre 2017 – ore 10, Magazzino1, via S. Teresa 12.

Il team Olivetti che realizzò il primo PC della Storia. Da sinistra a destra: seduti, Pier Giorgio Perotto e Giovanni De Sandre; in piedi, Gastone Garziera e Giancarlo Toppi (del piccolo gruppo faceva parte anche Giuliano Gaiti, non presente nella foto)
Il team Olivetti che realizzò il primo PC della Storia.
Da sinistra a destra: seduti, Pier Giorgio Perotto e Giovanni De Sandre; in piedi, Gastone Garziera e Giancarlo Toppi (del piccolo gruppo faceva parte anche Giuliano Gaiti, non presente nella foto – Agosto 1964)

Ha progettato e realizzato, insieme agli ingegneri Pier Giorgio Perotto e a Giovanni De Sandre, il primo personal computer al mondo: la Olivetti Programma 101 – P101 o “Perottina” dal nome dell’ingegnere capo – sviluppata negli anni tra il 1962 e il 1964 e prodotta tra il 1965 e il 1971.

Gastone Garziera – classe 1942, alle spalle un diploma in Elettrotecnica all’ITI “A. Rossi” di Vicenza nel 1961 che gli valse nello stesso anno l’assunzione nel “Laboratorio Ricerche Elettroniche” della Olivetti a Borgolombardo  – sarà a Verona sabato 11 novembre dalle ore 10, relatore al convegno “Olivetti Programma 101, gli albori del primo Pc. Ascesa e declino di un sogno tutto italiano”, promosso dalla Commissione ICT dell’Ordine degli Ingegneri di Verona nell’ambito della rassegna OPEN INNOVISIONI, con il patrocinio del Dipartimento di Informatica dell’Università di Verona.

(Fonti fotogallery: www.storiaolivetti.it; Zenit Arti Audiovisive e FAST/Aica)

L’incontro, che si svolgerà nel Magazzino1 (sede dell’Ordine in via S. Teresa 12), vedrà inoltre la partecipazione del referente della Commissione ICT dell’Ordine ing. Giuseppe Murari e degli ingegneri Alberto Maria Sartori – suo un approccio al contesto e al fermento innovativo in cui nacque questa invenzione  – e Claudio Larini che andrà a presentare un emulatore della P101.

Gastone Garziera sul palco del Tedx Lecce a marzo 2017
Gastone Garziera sul palco del Tedx Lecce nel 2016

Quella della Olivetti Programma 101 è la storia di un’invenzione tutta italiana, frutto della visione illuminata della Divisione Elettronica della Olivetti degli anni Cinquanta e Sessanta. Un team di giovani ingegneri e collaboratori che diedero vita ad un calcolatore da scrivania famoso in tutto il mondo per il design allora rivoluzionario firmato da Mario Bellini e per le numerose innovazioni che ha saputo portare nell’informatica e nella tecnica elettronica. E che avrebbe dominato i mercati negli anni seguenti.

L’intuizione di questa macchina geniale per soluzioni tecnologiche e modalità d’uso anticipava a tutti gli effetti – siamo appunto nel 1965 –  di oltre un decennio i primi approcci delle imprese americane a progetti di personal computer. “Presentata a New York nell’ottobre del 1965 – si legge nel sito www.storiaolivetti.it -, la P101 introduce per la prima volta il concetto di informatica distribuita e personale. Può essere programmato utilizzando schede magnetiche e incorpora una piccola stampante. Le schede magnetiche su cui si registrano i dati e le istruzioni di programmi (formule matematiche, calcoli scientifici e tecnici, statistici e amministrativi), consentendo l’impiego immediato del calcolatore da parte di ogni categoria di utilizzatori. I programmi possono essere creati dall’utente o ripresi dalle raccolte già preparate dalla Olivetti. Le schede magnetiche di fatto svolgono una funzione simile a quella che in seguito avranno i floppy disk”.

Gastone Garziera, protagonista dunque di quella emblematica storia dell’imprenditoria italiana, racconterà, anche con supporti video dall’archivio storico della RAI, i presupposti, il fermento innovativo di quegli anni e il lavoro condotto sotto la supervisione di Roberto Olivetti che portarono ai prodomi del personal computer.

 

TALKS SLIDINGDOORS 2017. “La vera innovazione deve migliorare la vita di tutti”

Se non si innova non si sopravvive; l’innovazione non si improvvisa ma “si impara”; non c’è innovazione senza fallimento; l’innovazione vera deve portare ad un miglioramento della vita di tutti.

DSC_1279 DSC_1033Sono le indicazioni precise che, come un filo rosso, hanno attraversato gli interventi dei cinque relatori che lo scorso 22 ottobre sul palco del Teatro Ristori di Verona, hanno dato voce alla terza edizione dell’evento pubblico TALKS SLIDINGDOORS 2017, il roadshow culturale/narrativo ideato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), promosso e realizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia in collaborazione con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, il Collegio Ingegneri di Verona, l’Accademia di Belle Arti di Verona e grazie al supporto di LineaEcoKlima, AGSM, Amia, Eurotherm e di altre aziende di settore che hanno condiviso l’iniziativa.


SCATTI DAL TALK 2017 – LA GALLERY DI MARCO TONINELLI

Pier Paolo Bardoni, founder e CEO di THINGS, tra le prime agenzie in Italia di IoT & innovation design, Alessandro Sannino, ordinario alla Facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento, visiting scientist al MIT di Boston e chief project scientist della startup dell’healthcare Gelesis che ha trasformato l’idea di un idrogel superassorbente per pannolini in una “capsula antiobesità”, la designer Antonella Andriani, docente all’Accademia Belle Arti di Verona, l’alpinista e guida alpina veronese Nicola Tondini e – a chiudere – la musica e le parole del maestro Roberto Cacciapaglia.

Ecco i narratori d’eccezione da cui sono arrivati questi imperativi chiari che “marcano” il sentiero dell’innovatore e del creativo e nel solco dei quali trova risposta la domanda di fondo che ci siamo posti: perché un Ordine dovrebbe organizzare e promuovere un evento culturale come TALKS SLIDINGDOORS, che si discosta sensibilmente dal linguaggio strettamente professionale e dall’attività ordinaria di un Ordine?

PERCHE’ UN TALK PER GLI INGEGNERI?

Perché anche noi nel nostro piccolo vogliamo essere degli innovatori, vogliamo provare a guardare oltre, trovare un linguaggio comune, creare nuove occasioni di condivisione e collaborazione. Sappiamo che per far questo occorre gettare il cuore oltre l’ostacolo, avere un po’ di coraggio, rischiare, saper esporsi e cercare strade meno battute.

Viviamo in un mondo che ci ha “abituati” alle modernità, allo sviluppo tecnologico, all’innovazione, appunto, tanto da arrivare talvolta a svuotare il termine stesso del suo vero significato. Se tutto è innovazione, in questa continua “corsa in avanti”, rischiamo – a volte –  di perderne di vista il valore e la sostanza.

L‘innovazione gioca su due fronti: è introduzione, ex-abrupto, di sistemi e criteri nuovi da un lato; è rinnovamento radicale di una prassi dall’altro, ovvero riscoperta in termini nuovi di una risorsa o conoscenza già acquisita e consolidata. Ma in entrambi i casi, crediamo, non ci può essere innovazione senza cultura, competenza e specializzazione.    Abbiamo a disposizione strumenti sempre più potenti ma andiamo verso un futuro con grandi margini di incertezza, nel quale non possiamo esimerci dalla responsabilità, minimizzandone magari gli impatti negativi.

L’innovazione è futuro e il futuro deve creare fiducia e inclusione, ma la fiducia la si conquista dimostrando conoscenza.

L’innovazione è opportunità, ma occorre fare attenzione a valutare quali fattori di metodo, di cultura e di valori umani sono indispensabili perché segua il percorso giusto.

 L’innovazione è l’idea nuova, rivoluzionaria nel suo puro isolamento ma il destino di questa idea che rivoluziona il futuro è dato dal contributo di molti.

Perché il futuro è relazione, è contaminazione di relazioni, è mettere le intelligenze in comune.

Ecco perché abbiamo scelto come filo rosso la frase di Adriano Olivetti “La speranza di un mondo nuovo e’ legata al destino di una idea, sottotitolo del suo volume Città dell’uomo, pubblicato nel gennaio 1960, pochi giorni prima della morte improvvisa dell’autore. Quasi una sorta di testamento spirituale.

L’innovazione – ci ricorda Riccardo Viale nel  volume “La cultura dell’Innovazione”  – è intrinseca alla società, al territorio e alla cultura all’interno della quale si sviluppa e come tale non racchiude soltanto aspetti razionali, ma anche e soprattutto l’insieme di quei valori emotivi e culturali, quali la creatività, la passione, l’arte, che ne caratterizzano e identificano il tessuto sociale. C’è inoltre una forte dimensione locale dell’innovazione: la forte tendenza a concentrarsi in determinati luoghi, dove possono nascere e svilupparsi fitte reti di relazioni sociali, in grado di incoraggiare il confronto tra individui, lo scambio e la circolazione di conoscenza ed esperienza, facilitando così l’emergere di nuove soluzioni e idee. Nel suo complesso l’innovazione può essere, quindi, considerata come un fenomeno urbano.

E’ questo lo spirito che anima questo evento e tutta la rassegna culturale OPEN.INGEGNERI APERTI ALLA CITTA’ e che i relatori  hanno saputo portare con le loro esperienze sul palco del Teatro Ristori di Verona.

UN GRAZIE SPECIALE AI NOSTRI PARTNER TECNICI E SPONSOR.

ALESSIA CANTERI

Presidente Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia

 

TALKS SLIDINGDOORS 2017 – ROBERTO CACCIAPAGLIA E IL POTERE DEL SUONO

DSC_5641FOCUS RELATORI – PROFILO ROBERTO CACCIAPAGLIA

Il Teatro Ristori è un tempio del suono! Un luogo veramente innovativo, dove passato, presente e futuro si incontrano. 
Sono contento di essere qui per contribuire ad un tema così fondamentale. Ognuno di noi ha il dovere di riflettere sul presente e su come poterlo migliorare, per tramandare la saggezza, l’esperienza e la sapienza alle nuove generazioni, per un futuro – speriamo – bello per tutti

RIVEDI LA PERFORMANCE DEL MAESTRO CACCIAPAGLIA

Compositore e pianista milanese, Cacciapaglia è un grande sperimentatore che lavora e “gioca” con il suono. Alle spalle la collaborazione con lo studio di Fonologia della Rai e con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa dove ha studiato le applicazioni del computer in campo musicale, Cacciapaglia è protagonista della scena musicale internazionale più innovativa per la sua musica che integra tradizione classica e sperimentazione elettronica.

Oggi prosegue nella sua ricerca sui poteri del suono, ne cattura – con microfoni e software innovativi – anche quelli più “nascosti”, gli armonici – quei suoni “biologici” come li ama definire – non percepibili immediatamente. Un percorso che parte sempre dalla “materia” fondamentale del silenzio, fonte e scaturigine della musica più pura, primordiale, intima e sacrale. Una musica senza confini che giunge ad un contatto emozionale profondo con il pubblico.

Con “Tree of Life Suite”, il brano che ha dato vita e cuore all’Albero della Vita nel night show inaugurale a Milano EXPO 2015, il maestro ha chiuso la sua performance tra musica e parole.

La sperimentazione è fondamentale – spiegava in un’intervista a Ilaria D’Ambrosi, parlando proprio di questo brano – , oggi abbiamo esplorato ancora poco sul suono e sul suo potere. Per fare questo, penso sia importante capire quali siano le nostre intenzioni, capire quello cosa vogliamo fare con la musica. Dal mio punto di vista la musica è un mezzo straordinario, ha un fine che ci permette di esplorare il mondo e noi stessi. Questo perché il potere del suono esiste da sempre ed è dentro di noi, dobbiamo solo riscoprirlo“.

FOTO MARCO TONINELLI – Guarda tutta la Gallery.

 

Roberto Cacciapaglia si diploma in composizione presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” della sua città sotto la guida di Bruno Bettinelli, dove studia anche direzione d’orchestra e musica elettronica.

“TREE OF LIFE”, il suo ultimo lavoro discografico, contiene “Tree of Life Suite”, la Musica composta per il night show dell’Albero della Vita – EXPO 2015. Pubblicato il 26 Maggio 2015 da Believe Digital entra subito al primo posto della classifica di musica classica su iTunes, dove rimane in prima posizione per vari mesi. E’ stata eseguita in concerto con l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala presso l’Open Air Theatre per la celebrazione di EXPO 2015.

“ALPHABET”, registrato in Sala Verdi del Conservatorio di Milano e pubblicato il 28 Gennaio 2014 da Decca Records – Universal Music, è presentato in concerto nella Sala delle 8 Colonne del “Palazzo Reale” di Milano. Resta al primo posto della classifica di musica classica di iTunes per diverse settimane.

Dal lungo sodalizio artistico intrapreso con la Royal Philharmonic Orchestra, prendono vita i suoi CD: “QUARTO TEMPO” (Universal Music – 2007); “CANONE DEGLI SPAZI” (Universal Music – 2009); “TEN DIRECTIONS” (Sony Music – 2010).

Il maestro riscuote grandi successi nelle sue esibizioni dal vivo, non solo in Italia. Ne è testimonianza il tour che intraprende in Russia, con tappe a Mosca – International House of Music, e a San Pietroburgo – Beloselskih- Belozerskih Palace, con un’accoglienza straordinaria da parte del pubblico russo. Seguono i concerti a
Barcellona, Bratislava, Ankara Piano Festival e Istanbul, dove tiene anche alcuni seminari e workshop presso il Turkish Music State Conservatory.
Spesso ospite de “La Milanesiana” di Elisabetta Sgarbi, ha tenuto vari concerti tra cui quello con Derek Walcott, Premio Nobel per la Letteratura, e “Mente Radiosa”, scritto e presentato con Rita Levi Montalcini, Premio Nobel per la Medicina.
Nel 1986 è pubblicata da Ricordi l’opera in due atti “GENERAZIONI DEL CIELO”, rappresentata in prima assoluta al Teatro Metastasio di Prato e, in seguito, al Teatro Lingotto di Torino. Dello stesso anno è “LAMENTAZIONI DI GEREMIA” commissionata dal Festival Internazionale di Tel Aviv. Nel 1988 esegue inoltre, al Festival Aterforum di Ferrara, “In C” con Terry Riley, brano manifesto del minimalismo in musica, la cui registrazione è stata pubblicata in Russia nel insieme all’inedito “TRANSARMONICA”.
Di quegli anni sono “AUREA CARMINA” (1988), su commissione dell’Accademia di Santa Cecilia in Roma, “IL SEGRETO DELL’ALBA” (1989), balletto-pantomima commissionata dal Teatro Comunale di Bologna, “UN GIORNO X” (1990), opera video rappresentata al Conservatorio di Milano con la partecipazione di Gianna
Nannini e l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali, e la fiaba musicale “LE MILLE E UNA NOTTE” (1991), rappresentata al Festival di Berlino “Berliner Festspiele” e successivamente al “Festival di Spoleto”.
Attraverso la sperimentazione al di là dei confini di genere realizza gli album “ANGELUS ROCK” (1992), “ARCANA” (2001), “TEMPUS FUGIT” (2003), “INCONTRI CON L’ANIMA” (2005).

“SONANZE”(1974), il suo primo disco e primo LP quadrifonico pubblicato in Italia, è prodotto da Rolf Ulrich Kaiser. L’editore della casa discografica tedesca “OHR” mette in contatto il maestro con gruppi musicali tedeschi come: POPOL VUH, coi quali si esibisce in concerto, TANGERINE DREAM e WALLENSTEIN, pubblicati dallo
stesso editore.

Dopo quattro anni realizza “SEI NOTE IN LOGICA”(1978), partitura per voci, orchestra e computer, che rappresenta una svolta e un’esplorazione della sfera minimalista.

Roberto Cacciapaglia ha presentato le proprie composizioni nei teatri più prestigiosi e per le istituzioni più famose sia in Italia che all’estero, fra gli altri: Conservatorio di Milano, Accademia di Santa Cecilia in Roma, Berliner Festspiele di Berlino, Festival Internazionale di Tel Aviv, Festival di Campinas – Brasile, Passatge de la Pau a Barcellona, Festival di Spoleto, Lingotto a Torino, Duomo di Milano, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, Auditorium Parco della Musica di Roma, Teatro degli Arcimboldi di Milano, World Event Abu Dhabi, Teatro Carignano
di Torino, Maiden Tower di Baku – Azerbaijan, Teatro Bibiena di Mantova, Festival di Ravello, Teatro Morlacchi di Perugia, International House of Music – Mosca, Beloselskih- Belozerskih Palace – San Pietroburgo, Conservatorio di Istanbul, Palazzo
Reale di Milano, Auditorium della Radio Nazionala Slovacca – Bratislava, Ankara Piano Festival, Teatro del Giglio di Lucca, Open Air Theatre – Expo Milano 2015 e molti altri.

Fondatore della Educational Music Academy. Accademia musicale che nasce con l’obiettivo di dare voce ai giovani talenti musicali, compositori e interpreti, pianisti e musicisti, affiancandoli per realizzare i loro progetti a livello professionale.

Nel febbraio 2016 ha fondato la Celestia Chamber Orchestra, formata da giovani talenti del panorama musicale contemporaneo.

Per saperne di più:

Roberto Cacciapaglia

 

TALKS SLIDINGDOORS 2017 – PIER PAOLO BARDONI, INNOVARE PER SOPRAVVIVERE

Founder e CEO di THINGS, la prima agenzia in Italia ad occuparsi di design e business innovation focalizzata sull’Internet delle Cose (#IoT), Bardoni è un ingegnere elettronico, specializzato in Intelligenza Artificiale e Robotica,  grande esperto di innovazione e cultura digitale. Già Engineering Manager, Business Manager, Digital Strategist e Supervisor in alcune tra le più importanti agenzie italiane di comunicazione digitale, è stato Head of Strategic Media Consulting in GroupM holding del gruppo WPP.

“Innovare oggi un prodotto o un servizio facendo leva sulle potenzialità che offre l’Internet of Things (IoT – “Internet delle cose”) in cui tutto è connesso, apre a nuove opportunità di business che coinvolgono device, persone e ambienti. Il valore percepito dagli utenti di un prodotto IoT è più che mai legato all’utilità, semplicità e immediatezza dell’esperienza offerta”.

L’Internet of Things rappresenta un’occasione meravigliosa per facilitare e rendere migliore la quotidianità e la vita di tutti. IoT è per tutti; non fa distinzione tra persone esperte in tecnologia e quelle che non lo sono. Stiamo attraversando un periodo storico che ci porterà ad una evoluzione meravigliosa.

IoT è un megatrend rivoluzionario,  incarna cioè la forza del cambiamento che va a toccare qualsiasi contesto che ci circonda: la vita personale e le relazioni, le case, le città , la salute, i trasporti, la mobilità, le industrie. E più il contesto è complesso, più la soluzione deve essere semplice.

Se ripensiamo i nostri prodotti e i servizi sulla base di questo contesto così ampio dell’IoT, abbiamo infinite possibilità di evoluzione per i nostri prodotti. Quelli che erano “solo” oggetti  fisici, diventano ora veri e propri servizi. Non parliamo  più di un prodotto inanimato, ma di oggetti intelligenti, integrati e inseriti in un contesto molto vasto. Parliamo di una nuova generazione di prodotti e servizi che facilitano la vita alle persone e vanno a rispondere alla loro esigenza di esperienze particolari. L’oggetto non è più solo “posseduto” ma è anche condivisi.

Cosa significa allora innovare? Significa mettersi in discussione, essere curiosi, essere aperti a quello che succede intorno. Osservare con criticità ciò che succede, significa ripensare prodotti e servizi e contestualizzarli in un nuovo ecosistema di esperienze in cui noi – consumatori, industria, imprenditori, cittadini, utenti – svolgiamo quotidianamente la nostra vita. Significa andare ad individuare i problemi e risolvere le criticità per migliorare la qualità della vita di tutti.

Nel cammino dell’evoluzione non sopravvive la specie più forte ma quella che meglio si adegua al cambiamento!

TALKS SLIDINGDOORS 2017 – ANTONELLA ANDRIANI, L’INNOVAZIONE NON SI IMPROVVISA MA SI IMPARA

#creativitaeinnovazione

Designer, Antonella Andriani progetta, scrive e insegna. Sviluppa programmi di design strategico finalizzati alla progettazione di soluzioni innovative, dal design di prodotto alla comunicazione visiva. Consigliere del Direttivo Nazionale ADI, l’Associazione per il Disegno Industriale che conferisce il Premio Compasso d’Oro, è Vice Presidente ADI Lombardia. Dal 2009 insegna nella Scuola di Design dell’Accademia di Belle Arti di Verona dove coordina il Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate.

Voglio fare il creativo, ma i miei genitori dicono che non è un vero lavoro. Design, creatività, innovazione sono parole che affollano i discorsi della nostra quotidianità, anche se non sempre ne comprendiamo il significato più appropriato. Dire che una cosa è “di design” gratifica chi ne parla, ma spesso è la manifestazione di quanto poco si conoscano una disciplina e una professione che sono cruciali per lo sviluppo della nostra società e dell’economia del nostro Paese.

L’Uomo è un essere progettante e tutti progettano: la propria giornata, un viaggio, un figlio, ma essere creativi di professione significa applicare pratiche e metodologie specifiche con il fine ultimo di migliorare la vita degli uomini con nuovi prodotti, nuovi servizi e, più in generale, con soluzioni migliori di quelle esistenti.

L’“essere creativi e innovativi” non è una dote innata, ma un’attitudine supportata da discipline progettuali, scientifiche, tecnologiche, artistiche, storiche e sociali: competenze che da anni trasferiamo ai tanti giovani appassionati e determinati che studiano nell’Accademia di Belle Arti di Verona per migliorare le nostre vite.

Talks Slidingdoors 2017, torna a Verona la terza edizione dell’evento che fa dialogare Ingegneria e Società.

VERONA, TEATRO RISTORI – DOMENICA 22 OTTOBRE ORE 17

Ingegneria & Società >>> INNOVATORI

Talks2016_Ristori_pubblico
Uno scatto dell’edizione 2016. Obiettivo Generazioni.

INGRESSO LIBERO

Eventbrite - TALKS Slidingdoors 2017 - INNOVATORI

Darà la parola agli #INNOVATORI la terza edizione dell’evento pubblico TALKS SLIDINGDOORS 2017 in programma a Verona domenica 22 ottobre dalle ore 17 alle 20 sempre nella splendida cornice del Teatro Ristori di Verona.

Un incontro a più voci per raccontare buone idee ed esperienze che diffondono innovazione! Un luogo dove l’ingegneria dialoga con la società con un linguaggio multidisciplinare!

Dal 2015 l’evento è inserito come appuntamento di eccellenza nel calendario annuale della rassegna culturale Open. Ingegneri aperti alla città che nell’anno in corso ha voluto raccontare storie di INNOVISIONI di ieri e di oggi.

Slidingdoors A3IL TEMA – Dopo il tema del #confine (2015) e delle #generazioni (2016) l’edizione 2017 – dedicata agli #innovatorivedrà salire sul palco del Ristori in un incontro a più voci, figure di eccellenza della società contemporanea che hanno saputo nel loro ambito professionale e quotidiano produrre e diffondere la cultura dell’innovazione, nel “mettere a segno” quell’intuito creativo che si chiama ingegno: sintesi di cultura, scienza, conoscenza, impegno e rivoluzionaria novità.

In un momento in cui il termine innovazione pervade la nostra quotidianità, ci siamo chiesti: e se l’innovisione fosse anche – inaspettatamente – un saper fermarsi e addirittura un “tornare indietro”? Porre una domanda di senso su se stessi, sulla realtà, su ciò che quotidianamente facciamo e produciamo? E su come lo stiamo facendo?

Il maestro Roberto Cacciapaglia
Il maestro Roberto Cacciapaglia

L’ ARTISTA INTERNAZIONALE– Ospite straordinario dell’evento sarà il maestro Roberto Cacciapaglia. Compositore e pianista, Cacciapaglia è protagonista della scena musicale internazionale più innovativa per la sua musica che integra tradizione classica e sperimentazione elettronica.  Nella sua performance in chiusura di evento racconterà – con musica e parole – l’essenza del suo lavoro di ricerca sui poteri del suono, nella direzione di una musica senza confini che si esprime attraverso un contatto emozionale profondo.  Suo il brano “Tree of Life Suite”, composto per il night show dell’Albero della Vita a Milano per EXPO 2015.

I RELATORI – Per la nuova edizione ancora nomi importanti sul fronte dell’innovazione applicata ai vari ambiti professionali: dal digitale, alla ricerca scientifica e tecnologica, dall’impresa alla comunicazione e al design, dalla musica allo sport.

Pier Paolo Bardoni - Ceo di Things
Pier Paolo Bardoni – Ceo di Things

Confermati a Verona gli interventi di Pier Paolo Bardoni, founder & CEO di THINGS, la prima agenzia in Italia ad occuparsi di design e business innovation focalizzata sulla Internet of Things (#IoT). L’obiettivo – nonchè la ragione del successo di questo approccio – è quello di creare prodotti intelligenti e belli che sappiano “nascondere la tecnologia”, a partire dalle esigenze e dai bisogni delle persone. Produrre cioè un oggetto innovativo che abbia un riscontro effettivo in termini di facilità d’uso e che abbia un valore aggiunto nella quotidianità.

Alessandro Sannino
Alessandro Sannino – Chief project scientist Gelesis

Al Ristori anche Alessandro Sannino, ingegnere chimico, professore di Tecnologie dei Polimeri e Biomateriali all’ Università del Salento. Alle spalle un PhD in Tecnologie dei Polimeri all’Università di Napoli e un post dottorato in Bioingegneria all’MIT Cambridge (USA), Sannino è autore di 200 pubblicazioni: nel cassetto una trentina di brevetti. Attratto dalle novità, è un innovatore allo stato puro che ha saputo fare sintesi coniugando Ricerca e managerialità. Sua l’idea di un gel in grado di assorbire grandi quantità d’acqua. Doveva servire per un’azienda di pannolini, è diventata una startup in campo dietetico che produce Gelesis, una capsula che, proprio grazie a questo idrogel, è in grado di controllare la glicemia nelle sue diverse fasi di assunzione per favorire la perdita di peso.

Antonella Andriani - Esperta di project management, dirige il Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate di ABA Verona
Antonella Andriani – Esperta di project management, dirige il Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate di ABA Verona

Creatività, giovani e territorio saranno invece le parole d’ordine dello speech di Antonella Andriani, docente dal 2009 della Scuola di Design dell’Accademia di Belle Arti di Verona dove dal 2015 dirige il Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate che include le Scuole di Progettazione Artistica per l’Impresa (Design), di Scenografia e di Restauro. Nel suo intervento una sottolineatura sull’importanza della formazione dei creativi – designer e non solo – attraverso percorsi di innovazione che guardino in modo particolare ai giovani.

Nicola Tondini, cofondatore e direttore a Verona di King  Rock , una delle palestre di arrampicata indoor più grandi d'Europa.
Nicola Tondini, cofondatore e direttore a Verona di King Rock , una delle palestre di arrampicata indoor più grandi d’Europa.

Un affondo nello sport, guardando alle cime. Quelle delle Dolomiti dove Nicola Tondini – alpinista, guida alpina e ingegnere, classe 1973 – ha aperto a fine luglio “Non aver paura di sognare”, la direttissima alla Cima Scotoni, una delle vie più lunghe e difficiliPresidente e direttore a Verona di King Rock – la più grande palestra di arrampicata in Italia, una tra le più grandi in Europa – il motto che lo guida sta in queste parole: “L’alpinista è un cercatore d’infinito. E’ uno che vuole andare oltre, sempre oltre”.

Passione, coraggio, rischio e calcolo, sacrificio, preparazione, allenamento e competenza, paura, cadute e successo. Ci sono tutti gli “ingredienti” dell’innovatore, cui si aggiungono il lavoro di squadra, dove il senso dell’affidarsi pienamente al team è fondamentale.

Pres_AaessiaCanteriORDINE E AZIENDE DEL TERRITORIO PER UNA CULTURA dell’ INNOVAZIONE «L’organizzazione e la promozione del Talk rappresenta per l’Ordine un impegno importante – sottolinea la presidente Alessia Canteri – sia in termini di sostenibilità economica, sia per ciò che concerne la sua realizzazione. Ma siamo convinti della bontà del progetto, proprio nella direzione della filosofia che guida Open e che vede l’Ordine rispondere così alla propria identità di ente pubblico, al servizio della cittadinanza. Siamo convinti che diffondere e promuovere la cultura dell’innovazione non solo tra gli iscritti ma anche al di fuori della categoria resti una mission doverosa e stimolante per la nostra realtà. Per questo abbiamo voluto coinvolgere a sostegno dell’iniziativa le realtà imprenditoriali di settore del territorio».

Giuseppe Mosconi di LineaEcoKlima
Giuseppe Mosconi di LineaEcoKlima

«Ci siamo fatti portavoce dell’impronta innovativa e multidisciplinare che l’evento porta in sé – ha sottolineato il coordinatore di LineaEcoKlima, geometra Giuseppe Mosconi – convinti che per un’azienda sia determinante saper reinventare se stessa: essere esperti e rimanere esperti, lavorando con metodologia interdisciplinare nei confronti della ricerca, della creatività, della curiosità e della determinazione. Novità, eccellenza, qualità e servizio, questi i cardini per garantire all’azienda quel posizionamento sul mercato, che possa restituire gli utili attesi e mantenere la capacità di investire ed operare con collaboratori, terzisti e fornitori».

I PARTNER E SPONSOR DELL’EVENTO – L’appuntamento è stato realizzato grazie al sostegno di importanti sponsor: AMIA, AGSM, LineaEcoklima, Eurotherm Spa, Sever, IBT Srl, Viessmann Srl, Gasperotti Srl e Agorà. Si ringraziano in particolare i partner tecnici: la Cantina Castelnuovo del Garda, iRistorante Arche e l’Hotel Trieste di Verona. E Pantheon Verona Network, media partner del nostro Talk.

TALKS SLIDINGDOORS è a ingresso libero, fino ad esaurimento posti con prenotazione on line al sito www.ingegneriverona.it

Guarda i video delle precedenti edizioni:

Talks Slidingdoors 2016 #Generazioni

Talks Slidingdoors 2015 #Confine

INNOVISIONI – Mobilità urbana: dal motore a scoppio alla tranvia elettrica. L’ing. veronese Enrico Zeno Bernardi, inventore italiano del motore a scoppio.

Venerdì 6 ottobre ore 17  – Magazzino1, Via S. Teresa 12 

Promosso dalla Commissione Impianti elettrici dell’Ordine in collaborazione con il Museo Nicolis di Villafranca.

zeno-enrico-bernardiVero genio della meccanica, Enrico Zeno Bernardi, ingegnere veronese classe 1841, fu precursore dell’automobile con l’invenzione del primo motore a scoppio alimentato a benzina, battezzato “motrice Pia” (1882) dal nome della figlia.

L’amministrazione comunale gli rese ulteriore omaggio nel 2014 inaugurando nei giardini dell’arsenale un busto in bronzo, opera di Gabriella Manfrin Colantoni, per onorarne la memoria quale veronese illustre.

 

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Prototipo di motore a scoppio di Enrico Bernardi. Esposto al Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci, Milano. 

OMAGGIO AL “VISIONARIO” BERNARDI – Anche l’Ordine degli Ingegneri di Verona, nel raccontare quelle Innovisioni che tra passato e futuro hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere, intendono ricordarne la figura e il significato storico delle sue invenzioni con un convegno promosso in collaborazione con il Museo Nicolis di Villafranca che custodisce alcuni “pezzi storici” firmati da Bernardi, tra cui proprio la “motrice Pia”.

Coordinato dagli ingegneri Giovanna Ghio e Emanuele Vendramin della Commissione impianti elettrici dell’Ordine l’incontro si svolgerà venerdì 6 ottobre alle ore 17 nella sede degli Ingegneri in via S. Teresa 12.

Sarà Silvia Nicolis, presidente del Museo Nicolis di Villafranca, a rendere omaggio alla figura di Bernardi, sottolineando inoltre l’importanza di mantenere viva sul territorio la memoria di questi maestri e pionieri che con passione e caparbietà hanno scritto pagine fondamentali della storia dell’automobilismo, anche a Verona. Il museo, in particolare, espone il motore a scoppio azionato a benzina realizzato da Bernardi nel 1884 con la relativa documentazione storica.


Per saperne di più guarda:

Museo Nicolis Villafranca – La motrice “Pia” 1882


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Enrico Bernardi – “Motrice pia” 1882

 

Facendo un salto nell’attualità, il convegno andrà poi ad approfondire tematiche importanti legate alla mobilità urbana tra cui uno sguardo sugli scenari di sviluppo della mobilità elettrica in relazione al mercato delle tariffe elettriche “L’auto “elettrificata”: tecnologie, mercato, offerta attuale e scenari futuri ” con Moreno Zavagnin, specializzato nel settore automotive;  quindi un affondo nel settore in forte sviluppo delle “Biciclette a pedalata assistita “2.0” tra mobilità, turismo e wellness” con Massimiliano Monesi, ingegnere, impegnato nel settore della mobilità ciclistica e co-fondatore di BIKE UP, il  festival dedicato alla bicicletta a pedalata assistita.

A chiudere il focus sulla “Mobilità pesante elettrica innovativa: il sistema Ginevra di ABB”, un “caso di scuola” affidato a Gianluca Donato, ingegnere e tecnico commerciale di ABB, esperto di motori elettrici e azionamenti, da sempre interessato ad ogni aspetto dell’innovazione e quindi anche alle nuove tecnologie mobilità elettrica “pesante” che ancora non sono una realtà affermata ma rappresentano un prossimo futuro possibile che avanza a piccoli passi.

 

Industria 4.0, la strada verso le competenze del futuro

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Sergio Terzi, docente e  co-direttore dell’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano

«Questa rivoluzione tecnologica pone diverse sfide, anche umane. Ci chiede di essere forti nelle conoscenze tecnologiche, domanda rigore nell’adottare le tecnologie, esige metodo. Ci chiede anche di essere costantemente aperti al cambiamento, al nuovo. Con spirito curioso. Chiede di pensare non al passato, ma al futuro e anche alla future generazioni. Forse sono queste le sfide più difficili che l’Industria 4.0, o come la volete chiamare, ci pone oggi»

A dirlo è Sergio Terzi, professore associato di Product Lifecycle Management e di industrial technologies del Politecnico di Milano, dove è co-direttore dell’Osservatorio Industria 4.0, intervenuto sabato 27 maggio a Verona all’incontro “Industria 4.0 – La strada verso le competenze del futuro. Sfide e opportunità della quarta rivoluzione industriale”, promosso dalla Commissione ICT dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia nell’ambito della rassegna OPEN.INNOVISIONI.

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I relatori dell’incontro. Da sx: Sergio Terzi , Claudio Tomazzoli, Alessia Canteri, Alberto Valente, Gianni Tortella; Francesco Marcheluzzo; e i titolari della start up Hangar s.r.l.

Nel suo intervento Terzi ha fatto il punto sulle competenze con cui le imprese manifatturiere saranno capaci di una maggiore inter-connessione e cooperazione tra le proprie risorse, per garantirsi una maggiore efficienza e competitività. Tecnologie digitali, Internet of Things (IoT), Cloud e Big Data ma anche un buon management, capacità di analisi di processo, strategia nei piani di sviluppo e gestione del cambiamento. Più che di rivoluzione, Terzi parla di una (ri)-evoluzione che parte da lontano e che deve accelerare mettendo la marcia sulla formazione dei professionisti, andando oltre i benefici e i buoni riscontri legati alle misure – contingenti – dell’iperammortamento e delle agevolazioni fiscali.

L’innovazione è l’unico modo per competere, serve innovare e occorre farlo velocemente per restare sul mercato. Sia per le grandi, sia per le piccole e medie imprese del manifatturiero. E in questa fase, un ruolo fondamentale spetta alle competenze dei professionisti, soprattutto quelle legate al settore digitale e dell’ICT, che già ci sono e che possono trovare ulteriore supporto sia nei Competence Center, inseriti nel piano Industria 4.0 Governo, sia negli Hub digitali dedicati.

«Negli ultimi tempi vediamo un grande interesse verso quella che appunto viene definita la quarta rivoluzione industriale – spiega Francesco Marcheluzzo della Commissione ICT dell’Ordine e coordinatore del Gruppo di Lavoro Industria 4.0 -. Se da un lato essa offre alle aziende la possibilità di rinnovarsi e diventare più competitive per uscire dalla crisi, dall’altro questa “nuova via” all’innovazione rappresenta per i professionisti, e per noi ingegneri in particolare, un’opportunità da non perdere, sia pure con le molte incognite che il nuovo riserva».

«L’Industria 4.0 è cosa da ingegneri – ha proseguito Terzi, -. Senza gli ingegneri, l’Industria 4.0 non si può fare; gli ingegneri possono sovrapporre discipline e competenze diverse: da quelle digitali, l’elettronica, l’informatica e l’autonomazione, alle skills della meccanica. La sfida allora resta quella di imparare ad essere talvolta ingegneri “creativi”, capaci di interagire con gli altri decisori aziendali per mettere in atto buone pratiche di management e governare il cambiamento».

Robotica, autonomazione, sicurezza e sistemi embedded.  Sono i temi ripresi dal contributo di Claudio Tomazzoli, ricercatore al Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Verona, che ha sottolineato l’importanza dell’accordo fatto tra gli atenei del Veneto per la costituzione di un Competence Center – capofila l’ateneo di Padova con la facoltà di ingegneria per la fascia alta della strategia a supporto della trasformazione digitale, luoghi dove realizzare, progettare e cogliere possibilmente a priori le problematiche legate all’applicazione dell’interconnettività ai processi produttivi.

All’incontro è intervenuto anche Gianni Tortella, responsabile Marketing di T2i, società consortile per l’innovazione delle Camere di Commercio di Treviso-Belluno, Verona e Venezia Rovigo Delta Lagunare, sostenuta da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici (CSIT) e riconosciuta dalla UE primo Digital Innovation Hub (DIH) del Triveneto nell’ambito del programma I4MS (ICT Innovation for Manufacturing SMEs). A lui il compito di tracciare una panoramica della trasformazione in atto collocandola nel più ampio contesto degli obiettivi europei 2020.

«La nostra mission è quella di promuove la trasformazione digitale delle aziende manifatturiere – ha detto Tortella. Per noi è dunque fondamentale il sostegno sia alle nuove start up sia ai percorsi di innovazione delle imprese che andiamo a supportare sia attraverso la formazione, sia con lo sviluppo di reti collaborative, l’offerta di servizi avanzati e di strumenti finanziari a livello locale e europeo».

A chiudere due esperienze concrete di realtà già 4.0. Alberto Valente, ingegnere, tra i fondatori di Plumake srl, azienda di robotica e di automazione industriale, ha fotografato la realtà dei FABLAB come “luoghi dove nasce l’Industria 4.0″. «A disposizione di aziende, privati, scuole, designer, artigiani, makers, imprenditori e tutti coloro che desiderano trasformare le proprie idee in nuovi prodotti e prototipi – ha detto Valente -, la filosofia del modello FabLab è quella della condivisione di idee e dello sviluppo tecnologico sostenibile per formare nuove figure professionali e nuovi modelli di business».

Quindi la presentazione di un case story made in Verona. Start up con sede a Pescantina Hangar s.r.l. si occupa di servizi per l’industria illuminotecnica. Idee, passione per le nuove tecnologie, ricerca e innovazione sono la carta vincente con cui offre ai propri clienti soluzioni innovative su progetti personalizzati complessi, anche grazie a collaborazioni con aziende specializzate del settore.

 

 

 

Industria 4.0 – La strada verso le competenze del futuro. Sfide e opportunità della quarta rivoluzione industriale.

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Rinnovamento delle competenze e sviluppo di ecosistemi allargati in cui imprese, fornitori e partner sappiano trovare vie di cooperazione.

L’Industria 4.0, trainata dall’evoluzione delle tecnologie digitali, dell’Internet of Things (IoT), Cloud e Big Data, sta comportando un mutamento radicale nelle aspettative del mercato.

“Negli ultimi tempi vediamo un grande interesse verso quella che viene definita la quarta rivoluzione industriale – spiega Francesco Marcheluzzo della Commissione ICT dell’Ordine e coordinatore del Gruppo di Lavoro Industria 4.0 – . Se da un lato essa offre alle aziende la possibilità di rinnovarsi e diventare più competitive per uscire dalla crisi, dall’altro questa “nuova via” all’innovazione rappresenta per i professionisti un’opportunità da non perdere”.

Ma quali  le competenze richieste ai professionisti 4.0? Sul tema “Industria 4.0 – La strada verso le competenze del futuro. Sfide e opportunità della quarta rivoluzione industriale”,  interverranno sabato 27 maggio 2017  dalle ore 10 alle  12.00  nella sede dell’Ordine  (Magazzino1 – via Santa Teresa12) Sergio Terzi, professore associato di Product Lifecycle Management e di industrial technologies del Politecnico di Milano e  co-direttore dell’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano; Claudio Tomazzoli, Ricercatore all’Università degli Studi di Verona; Roberto Santolamazza, Direttore generale di T2i  – Digital Innovation Hub dalla UE, punto di eccellenza nazionale in tema di Innovazione e tra i partner di OPEN6 –  che darà una panoramica della trasformazione in atto nel contesto della visione europea 2020. Infine Alberto Valente, ingegnere e titolare di Plumake srl, azienda di robotica e di automazione industriale parlerà dei FABLAB, “I luoghi dove nasce Industria 4.0″

A chiudere un Case Story con Hangar s.r.l. di Pescantina a Verona, start-up che si occupa di servizi per l’industria illuminotecnica come simulazioni di illuminazione e resinature e che fa della passione per la tecnologia, la ricerca e l’innovazione, la sua carta vincente.

L’appuntamento è inserito nella rassegna OPEN. INGEGNERI APERTI ALLA CITTA’ 2017 dal titolo INNOVISIONI.