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EnerGita e mobilità sostenibile, gli Ingegneri di Verona partner della seconda edizione del Festival della bicicletta

ENERGITAL’appuntamento, inserito nella rassegna Open6 INNOVISIONI, rilancia il progetto dell’Ecomuseo dell’energia pulita promosso da FIAB.

Verona, domenica 7 maggio ore 9.00 – 12.30

con partenza dall’ex Arsenale 

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In centro: ing. Marco Passigato, mobility manager dell’Università degli Studi di Verona e ing. Giovanna Ghio, Segretario dell’Ordine e consigliere referente Commissione impianti elettrici dell’Ordine

E’ stata presentata questa mattina nella Sala Arazzi del Comune di Verona la II edizione del Festival in Bicicletta: dal 6 al 14 maggio 2017 in programma eventi e iniziative a misura di due ruote.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Verona e da FIAB Verona Onlus, nasce dalla necessità di promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto alternativo per una nuova mobilità urbana, cercando di analizzare i benefici per l’ambiente e per il benessere della persona. Forte la volontà di richiamare l’attenzione dei veronesi sulle tematiche legate all’uso della bicicletta in città, promuovendone l’uso sia come mezzo di trasporto alternativo, sia come “mezzo” di divertimento per tutta la famiglia, in linea con i principi di uno stile di vita sano e sostenibile.

Tra i partner 2017 anche l’Ordine degli Ingegneri di Verona che ha patrocinato ed aderito all’8a EnerGita, promossa dalla Commissione sostenibilità dell’Università di Verona, inserendola come VISITA TECNICA nell’ambito della Rassegna OPEN. Ingegneri aperti alla città “INNOVISIONI. Idee e progetti del tutto nuovi”.

Domenica 7 maggio con partenza alle ore 9.00 dall’ex Arsenale di Verona, al via un’escursione di 30 km in bicicletta da Verona ad Arcè di Pescantina e ritorno per rilanciare il progetto dell’Ecomuseo dell’Energia pulita – promosso da FIAB – con il riutilizzo dei percorsi dei canali e delle centrali idroelettriche che tra Otto e Novecento hanno trasformato il nostro territorio e che ancora oggi raccontano un pezzo importante di quella affascinante storia industriale che ha saputo incarnare una visione lungimirante per la città.

A rappresentare l’Ordine degli Ingegneri era presente in Comune il Segretario, ing. Giovanna Ghio, consigliere referente della Commissione Impianti elettrici e promotore dell’evento per la rassegna Open.

«Con l’adesione dell’Ordine a questa iniziativa – ha sottolineato l’ing. Ghio – non solo ribadiamo la nostra apertura alla città, alle sue istituzioni e associazioni ma sottolineiamo, in particolare, quanto la tutela e la salvaguardia ambientale debbano diventare per gli Ingegneri presupposto imprescindibile nella pianificazione urbanistica e progettazione del costruito, a partire dal ripensare la mobilità in una direzione sostenibile. Preme sottolineare inoltre la portata didattica e formativa della Visita Tecnica con l’intervento di Simone Venturini, ingegnere progettista di Technital, che andrà ad illustrare la centrale di recente realizzazione alla diga del Chievo e quella da costruirsi in sinergia con il rifacimento del ponte di Arcè a Pescantina».

All’interno di Villa Spinola l’ing. Venturini illustrerà in particolare il progetto della nuova turbina mentre il prof. Claudio Malini parlerà della storia del Canale Biffis avvenuta nel 1938-1943. Verrà inoltre mostrata una presentazione del progetto Ecomuseo dell’Energia Pulita. Si scenderà poi a vedere dal vivo il ponte di Arcè, quindi si risalirà verso il canale Biffis e passando dal centro di Bussolengo si farà ritorno in città.

La mattinata si concluderà alle ore 12,30 circa a Verona, sempre all’ex Arsenale austriaco dove si tengono le principali iniziative del Festival in Bicicletta. Sarà possibile provare gratuitamente numerose e-bike, biciclette a pedalata assistita, messe a disposizione da varie aziende e rivenditori.

Sono previsti 3 CFP per Ingegneri partecipanti.

Le iscrizioni sono aperte fino al 3 maggio al link: https://www.isiformazione.it/ita/iscrizione.asp?IDEdizione=241&CodOrdineEdizione=ING-VR

Per informazioni: sede FIAB Verona in piazza Santo Spirito 13, tel. 045 8004443, oppure marco.passigato@univr.it

Per saperne di più:

Agenzia Stampa Comune di Verona

www.festivalinbicicletta.it con il programma completo dei sei giorni della manifestazione.

 

 

TALKS SLIDINGDOORS 2016 – GENERAZIONI: “Guardiamo al capitale umano”

talks2016_relatori3Il pubblico numeroso che ha partecipato giovedì 27 ottobre  – nella suggestiva cornice del Teatro Ristori di Verona   – alla seconda edizione dell’evento Talks Slidingdoors 2016 sul grande tema GENERAZIONI, attesta l’interesse per questa proposta culturale ideata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri – nella persona del suo vice-presidente ing. Gianni Massa – che l’Ordine degli Ingegneri di Verona ha realizzato nell’ambito della V edizione della rassegna Open. Ingegneri aperti alla città.

GUARDA IL VIDEO introduttivo:

Il format TALKS SLIDINGDOORS è occasione pubblica per una riflessione a più voci su temi forti e urgenti per la società. Come Ordine degli Ingegneri di Verona, abbiamo condiviso questo progetto consapevoli che un Ordine professionale contemporaneo debba sapersi fare interprete delle esigenze della società, veicolando le proprie competenze a servizio della cittadinanza.

In questo sforzo di apertura e dialogo, la scelta del tema Generazioni ci ha subito conquistato perché drammaticamente attuale nelle sue più diverse declinazioni. Non si tratta più solo di uno scontro tra visioni diverse del mondo, oggi parliamo di coesione e sostenibilità sociale.


Gli altri contributi video:

Alessandro Rosina; Ilaria Decimo; Paolo FerraraFranco Cesaro; Eugenio Finardi.


Il nostro tempo – a dirlo il filosofo Remo Bodei nel suo saggio Generazioni. Età della vita, età delle cose – ha indebolito i legami sociali e la fiducia tra le generazioni. Si potrà introdurre un nuovo, più equo e lungimirante patto intergenerazionale?

Come rimettere al centro dell’agenda politica l’urgenza di superare gli “egoismi generazionali” che contraddistinguono e immobilizzano la nostra società contemporanea? Quali le politiche attive da mettere in atto? Come combattere il senso di esclusione e di ingiustizia dei giovani che li porta a fuggire all’estero? Come valorizzare tutto il capitale umano – dai bambini, ai giovani, ai cinquantenni che oggi perdono il lavoro – perché diventi il volano e leva per la competitività e lo sviluppo del Paese?

Dall’andamento demografico che vede l’Italia ultima in Europa per natalità e nei primi posti per longevità, al lavoro che non c’è, dai mancati investimenti sui giovani che se ne vanno ad un welfare non più sostenibile, stiamo vivendo un corto-circuito generazionale che pare non avere soluzione e per il quale la politica non riesce a proporre soluzioni di lungo respiro.

Mi preme sottolineare come – mentre si pensa che l’Italia possa essere attrattiva per le aziende straniere giocando sull’ottima preparazione dei professionisti italiani svendibili a basso costo – stiamo vivendo invece, come categoria, una situazioni allarmante che spinge molti iscritti a emigrare. E chi resta, pensa comunque che il futuro dei propri figli debba necessariamente essere altrove, perché crediamo difficile che possano percorrere la nostra strada.

Occorre, ne siamo convinti, puntare alla valorizzazione del capitale umano delle nuove generazioni, alla meritocrazia, alla libera concorrenza come leva per la competitività e lo sviluppo del paese.  Crediamo nella cultura, nello studio, nell’impegno e auspichiamo per i nostri figli un posto dove questo possa essere il fondamento della società. Il fardello lasciato dalle generazioni passate come eredità ai più giovani sta diventando insostenibile.

I cinque relatori che si sono succeduti sul palco – Alessandro Rosina, Ilaria Decimo, Paolo Ferrara, Franco Cesaro, Eugenio Finardi – ci hanno consegnato alcune tracce possibili per ridisegnare un futuro dove l’attenzione possa essere posta sulle potenzialità e i talenti del “capitale umano” di qualsiasi età. Bambini, giovani, adulti cinquantenni che perdono il lavoro ma che hanno ancora molto da dare alla società. L’impegno deve essere di tutti. Bisogna trovare al più presto una via di uscita, noi siamo pronti a rimboccarci le maniche.

Un sentito grazie ai partner e agli sponsor che hanno reso possibile l’evento. Il Comune e la Provincia di Verona ma anche a tutti gli altri patrocinatori e collaboratori della Rassegna Open. All’Accademia di Belle Arti di Verona, partner tecnico che ha pensato l’allestimento e che ha voluto rappresentare scenograficamente questo “simbolico abbraccio” tra le diverse età dell’uomo.

Agli sponsor che ne hanno reso possibile la realizzazione: Emozione3, main sponsor dell’evento, AGSM e Roberto Bussola, Private Banker di Banca Mediolanum.   Si ringraziano inoltre il magazine Pantheon, media partner dell’evento e il Ristorante Arche e l’Hotel Trieste di Verona per il supporto all’iniziativa.

Ing. Luca Scappini – Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia

“Professionisti della robotica di servizio”, al via un corso base-sperimentale

cropped-IMG_6048La proposta formativa è promossa dalla Commissione ICT dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia in collaborazione con il prof. Paolo Fiorini, docente di Robotica e direttore del laboratorio di robotica ALTAIR al Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Verona (nella foto).


C’è chi li crea in laboratorio e chi ne fruisce nel proprio ambiente quotidiano, lavorativo e domestico.

Sono i robot per la sanità, la chirurgia, la riabilitazione e la diagnostica. Robot per l’agricoltura, l’ambiente, per la scuola e l’intrattenimento. Robot per usi domestici – per la pulizia o il taglio dell’erba – ma anche “robot – assistenti” per anziani e disabili. Robot, come i droni, che stanno trovando una nuova applicazione nel settore tecnico e professionale della progettazione e della cantieristica.

ROBOTICA DI SERVIZIO, un’opportunità per studenti, tecnici, ingegneri e informatici – Oltre la robotica umanoide e industriale, utilizzata per lavori ripetitivi e faticosi, parliamo della robotica di servizio di ultima generazione, pensata per convivere con noi e per supportarci in casa e al lavoro. Oggetti sempre più diffusi e di uso quotidiano che oggi, sfruttando la connessione con la Rete, hanno “moltiplicato” la loro funzionalità e operatività grazie alla precisione nella mappatura e localizzazione e nel riconoscimento di oggetti o persone.

Quello della robotica di servizio è un settore in espansione che prospetta nuove opportunità lavorative nella richiesta di tecnici preparati – siano essi ingegneri o tecnici informatici – in grado di installare e gestire sistemi robotici di servizio con applicazioni “personalizzate” all’ambiente di riferimento. Figure professionali “intermedie”, tra il ricercatore di laboratorio e il destinatario finale, che provvedono alla corretta funzionalità dello strumento nell’ambiente finale di applicazione.

IL CORSO – Proprio per fornire questa prima ma adeguata formazione tecnica di base sulla robotica di servizio la Commissione ICT dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, in collaborazione con il prof. Paolo Fiorini, docente di Robotica al Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Verona, propone un corso formativo di “INTRODUZIONE ALLA ROBOTICA DI SERVIZIO” destinato a studenti, tecnici, ingegneri e informatici.

GLI OBIETTIVI – Tre gli obiettivi principali del corso: fornire in primis ai partecipanti le conoscenze di base della robotica e degli strumenti informatici per l’analisi e l’istallazione di robot per il servizio e la produzione industriale; un secondo step descrive invece il funzionamento dei metodi principali per la mappatura degli ambienti e per la navigazione di robot autonomi in “luoghi” non strutturati; chiude il programma una dimostrazione “pratica” delle applicazioni e dei metodi d’uso.

LE DATE – Il corso si svolgerà nella sede degli Ingegneri di Verona (Magazzino 1, via Santa Teresa 12) il prossimo 16, 23 e 29 settembre dalle ore 14.30 alle 18.30.

Il corso, aperto a tutti, prevede il rilascio di crediti formativi professionali per gli ingegneri iscritti ad un Albo provinciale.

Luca Scappini, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia

«Come già l’informatica e l’elettronica, la robotica sta diventando il centro di ogni innovazione. Abbiamo voluto condividere e proporre questo percorso formativo sperimentale e innovativo anche ai nostri iscritti – in particolari a chi ha competenze informatiche e nelle ICT – convinti di poter offrire una ulteriore opportunità lavorativa, spendibile in un settore in grande sviluppo che lavora al futuro della tecnologia».

PFioriniProf. Paolo Fiorini, docente di Robotica al Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Verona.

«Un chiaro esempio della carenza di figure professionali in questo ambito è riscontrabile nel settore della chirurgia robotica che non ha ancora sviluppato la professione di “ingegnere per la robotica chirurgica“, lasciando al medico e al personale infermieristico ospedaliero il compito di risolvere problemi di robotica standard, come l’analisi dello spazio di lavoro o la prevenzione delle collisioni. Accorgimenti che, se non affrontati correttamente, possono aumentare i rischi per la sicurezza».

Le iscrizioni al corso si chiuderanno il 14 settembre.

Informazioni al sito: www.collegioingegneriverona.it

SPECIALE IAGIG 2016 Ingegneria geotecnica, grandi opere e territorio.

L’apporto dei giovani ingegneri al 6° incontro  degli ingegneri geotecnici under 35,  tra ricerca, innovazione tecnologica e pratica professionale.  

A Verona 170 i partecipanti all’incontro annuale  promosso dall’AGI in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia.

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I giovani ingegenri geotecnici partecipanti a IAGIG 2016 – Verona, 20 – 21 maggio Auditorium Banco Popolare

C’è chi proviene da un’esperienza imprenditoriale, chi dal mondo accademico, chi dal settore delle nuove tecnologie, chi da quella industriale italiana e internazionale. Come Francesca, venuta appositamente da Cambridge dove ha svolto il dottorato e dove ora lavora nell’azienda che le ha pagato il viaggio andata e ritorno per Verona per partecipare a IAGIG 2016, l’incontro annuale promosso dall’Associazione Geotecnica Italiana (AGI).  Esperienze diverse, un unico denominatore comune: essere ingegneri geotecnici under 35.

I SALUTI INTRODUTTIVI

Guarda il video: Il segretario dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, ing. Alessia Canteri, dà il benvenuto ai partecipanti.

Sono stati 170 i partecipanti alla sesta edizione di IAGIG 2016, svoltasi a Verona presso l’Auditorium del Banco Popolare lo scorso venerdì 20 e sabato 21 maggio. Ad ospitare le due giornate, l’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia  – che ha fattivamente collaborato al coordinamento dell’evento attraverso la sua Commissione Geotecnica – e il Collegio Ingegenri di Verona. L’evento è stato patrocinato inoltre dl CNI e da FOIV.

AGIG L’Incontro annuale dei Giovani Ingegneri Geotecnici (IAGIG) si rivolge principalmente a tutti i giovani ingegneri interessati alle problematiche geotecniche, operanti sia in ambito professionale (liberi professionisti, dipendenti di enti pubblici o di imprese, collaboratori presso studi professionali, giovani imprenditori del settore) sia nel contesto accademico (studenti di dottorato, dottori di ricerca, assegnisti e ricercatori).

AGILa due giorni è stata occasione per dar vita ad una proficua discussione tra giovani professionisti e ricercatori del settore su argomenti di ingegneria geotecnica, con riferimento particolare alla pratica ed alle innovazioni proposte dalla Ricerca. Coinvolge liberi professionisti, dipendenti di enti pubblici o di imprese, giovani imprenditori del settore, studenti di dottorato, dottori di ricerca, assegnisti e ricercatori.

Iadig_slideUno scambio di esperienze di studio e di applicazione sui temi delle grandi opere e del territorio con focus e presentazioni sull’ambiente urbano, la stabilizzazione dei dissesti idro-geologici, lo sviluppo di nuove tecnologie costruttive e di indagine, lo studio di sistemi progettuali innovativi e l’analisi di modellazioni numeriche avanzate. Materie affrontate con riferimento sia alla pratica professionale sia alle innovazioni legate alla Ricerca scientifica e tecnologica, guardando agli aspetti tradizionali ed innovativi della progettazione, esecuzione e controllo di opere di Ingegneria Geotecnica.

Ad aprire la prima giornata di presentazioni i saluti degli ingegneri Giuseppe Maria Gaspari, del Comitato Organizzatore IAGIG e del prof. Nicola Moraci, presidente dell’Associazione Geotecnica italiana.

Prof. Ing. Nicola Moraci - Pres. Associazione Geotecnica Italiana
Prof. Ing. Nicola Moraci – Pres. Associazione Geotecnica Italiana

«Crescono le edizioni, cresce l’interesse e la partecipazione a questo incontro annuale – ha sottolineato Nicola Moraci, presidente dell’Associazione Geotecnica italiana – nato nell’ambito dell’AGI nel 2011.  Segno dell’attenzione verso la disciplina ma anche della felice intuizione dell’International Society for Soil Mechanics and Geotechnical Engineering (ISSMGE) di puntare sul confronto di conoscenze tra giovani provenienti da ambiti lavorativi e accademici diversi – dall’Italia e dall’estero – in un ambito “friendly” che favorisca una condivisione aperta tra ricercatori e professionisti in un forte approccio applicativo. Uno scambio, molte volte, base per future sinergie professionali».

Guarda il contributo video del Presidente AGI prof. ing. Nicola Moraci

GMGaspari3Un aspetto, quello dell’internazionalizzazione dell’appuntamento, che è stato sottolineato anche dal referente del comitato organizzatore IAGIG l’ing. Giuseppe Maria Gaspari, che lavora in Canada: «L’aspetto internazionale è un valore aggiunto dello IAGIG. Sono molti gli ingegneri geotecnici under 35 che lavorano all’estero e che ogni anno rientrano in Italia appositamente per questo incontro. Uno scambio di saperi reciproco con i giovani colleghi che lavorano e fanno Ricerca in Italia per condividere conoscenze e nuove tecnologie. E’ questa l’anima dell’appuntamento che non dimentica di guardare a chi, meno giovane, ha però più esperienza “e conosce la strada” e sa guidarci nello scegliere i migliori progetti ricerca, le migliori soluzioni tecniche nella progettazione e in cantiere».

Guarda il contributo video di Giuseppe Maria Gaspari

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Prof. Ing. Massimo Mariani CNI

Ma l’obiettivo è quello di riuscire a parlare di Geotecnica anche ai non geotecnici. E’ questa la sfida lanciata dal prof. Massimo Mariani, consigliere e coordinatore della Commissione Ingegneria Geotecnica del CNI: «E’ importante questo arricchimento interno di cultura e conoscenze – ha detto l’ing. Mariani –  ma è arrivato il momento di cambiare direzione e portare la nostra disciplina all’esterno di questo ambito “aristocratico” e fare in modo che la geotecnica entri nella formazione permanente per tutti i nostri colleghi ingegneri. Troppo spesso infatti – ha concluso –  sono proprio i nostri “non-committenti” (i colleghi ingegneri) a non riconoscere nell’ingegnere geotecnico l’esperto in grado di garantire qualità e sicurezza all’intervento».

Guarda il contributo video

L’Ordine degli Ingegneri di Verona ha fatto squadra con tutta la sua Commissione Geotecnica – in particolare gli ingegneri Roberto Castaldini, coordinatore della Commissione e l’ing. Paolo Crescini, consigliere del Collegio degli Ingegneri di Verona –  per ospitare lo IAGIG 2016 e coordinare al meglio le due giornate veronesi:

Ing. Alessia Canteri - Segretario dell'Ordine degli Ingegenri di Verona e Consigliere referente della Commissione Geotecnica
Ing. Alessia Canteri – Segretario dell’Ordine degli Ingegenri di Verona e Consigliere referente della Commissione Geotecnica

«Un’occasione per sottolineare che anche a Verona si possa parlare di Geotecnica in maniera propositiva – ha sottolineato Alessia Canteri, ingegnere, segretario dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e consigliere referente della Commissione Geotecnica – al di là dei problemi contingenti che possano riguardare la programmazione di un’opera in particolare. L’appuntamento è inoltre essenziale per dare nuovo slancio ai giovani e al loro lavoro di Ricerca e innovazione in un momento di congiuntura economica ancora sfavorevole che ci spinge a guardare all’estero con maggiore competenza, qualità e standards tecnico-operativi elevati».

Guarda il contributo video

I LAVORI – Sono stati 55 i contributi pervenuti e selezionati dal comitato scientifico creato appositamente nell’ambito dell’AGI e che sono stati esposti dagli autori under 35 tra relazioni e poster scientifici.

Gli interventi erano  suddivisi in 4 sessioni di presentazioni orali e 2 sessioni di poster, suddivise nelle rispettive tematiche: prestazioni di opere geotecniche; aspetti progettuali, costruttivi e tecnologici; interventi di miglioramento e rinforzo; geotecnica sismica e stabilità dei pendii.

 

I PREMIATI:

 PRIMA GIORNATA – L’Ingegneria geotecnica a servizio delle grandi opere: necessità e opportunità 

 Sezione 1: “Prestazioni di opere geotecniche

Numerical simulations of non – linear coupled geomechanical problems
Nicolò Spiezia, Department ICEA – Università di Padova
M3E Srl – Spin off Università di Padova

La presentazione propone una simulazione numerica che tiene conto del comportamento non lineare del terreno.

Sessione 2: Aspetti progettuali, costruttivi e tecnologici

Sistema TOP DOWN NPS®, una tecnologia all’avanguardia per affrontare le problematiche di cantiere, illustrata in due casi studio

Ing. Alessandro Pieretto, Tecnostrutture srl

Una tecnologia utilizzata, tra l’altro, per la realizzazione del parcheggio interrato di piazza SS. Apostoli a Verona.


Sessione Poster 1:

Three dimensional numerical analysis of an instrumented segmental lining of metro line 6 in Naples

Stefania Fabozzi, Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale – Università di Napoli Federico II

Il lavoro presenta un’analisi numerica tridimensionale per un’interpretazione dei dati di un caso di studio sulla linea 6 della Metropolitana di Napoli.

SECONDA GIORNATA – Uomo e Territorio: l’Ingegneria Geotecnica come strumento della mitigazione del rischio

 Sessione 3: “Interventi di miglioramento e rinforzo

Resistenza caratteristica del terreno trattato con jet grouting

Caterina Toraldo, DICeM Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

Lo studio si prefigge di stabilire un criterio oggettivo per valutare tale resistenza

 Sessione 4: Geotecnica sismica e dei pendii

Analisi di risposta sismica 1D di profili sedimentari offshore

Daniela Tonoli, Studio Geotecnico Italiano

Analisi svolta all’interno di ampi studi di pericolosità sismica su siti di

piattaforme nel mare Adriatico.

Sessione Poster 2

Analisi dinamiche in tensioni efficaci con il codice di calcolo monodimensionale ‘Scossa’

Anna Chiaradonna, Università degli Studi di Napoli Federico II

Una  procedura che consente di effettuare analisi monodimensionali in tensioni efficaci senza adottare sofisticati modelli costitutivi del terreno.

A chiudere le due giornate la visita tecnica alla Verona Fortificata.

 

 

CONVEGNO E MOSTRA ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE: NUOVE FUNZIONI E MEMORIA STORICA

VENERDI’ 22 APRILE 2016, ore 17.30 – 19.30

AUDITORIUM M. SANMICHELI MAGAZZINO 1,

SEDE ORDINE DEGLI INGEGNERI DI VERONA E PROVINCIA

VIA SANTA TERESA 12 – VERONA ___________________________________________________________________________

ore 19.00
INAUGURAZIONE MOSTRA:

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Simone Butturini – Lanificio Tiberghien-1907, Verona, Acrilico e smalto su tela, cm 100×80, 2016

IL PAESAGGIO. MEMORIA, IDENTITÀ E METAFORA.” L’Archeologia industriale nei dipinti di Simone Butturini

Ad introdurre la mostra un ospite d’eccezione:

LIBERO CECCHINI, decano degli architetti veronesi


IL CONVEGNO – Inserito nella V edizione della rassegna Open. Ingegneri aperti alla città 2016 dal titolo SCENARI URBANI – METAMORFOSI E RIGENERAZIONE, il Convegno ha l’obiettivo di dimostrare come una buona progettazione unita ad una chiara e corretta programmazione urbanistica dell’Ente Pubblico – anche con il coinvolgimento di risorse private – consentono di intervenire positivamente in ambiti urbani di trasformazione, allocando nuove e diversificate funzioni in luogo di dismessi opifici pur conservando segni e memoria della loro identità originale.

In un momento storico in cui anche nella città di Verona il consumo di nuovo suolo agricolo è destinato nel breve termine ad essere azzerato, le prospettive di sviluppo della città dovranno necessariamente concentrarsi su ambiti di trasformazione (aree industriali dismesse, complessi edilizi militari e demaniali già inutilizzati o in via di dismissione, ecc.), spesso connotati anche da edilizia di pregevole valore architettonico e comunque pregni della memoria storica di attività umane.

Il convegno intende dunque illustrare il percorso e l’approccio di due diversi interventi di recupero in contesti estranei alla nostra città – le ex-Conterie di Murano (Venezia) e la ex Manifattura Tabacchi a Borgo Sacco (Rovereto) -, progetti che hanno saputo coniugare nuova funzione e memoria storica del luogo, divenendo interessanti casi di studio per la valorizzazione dell’esistito.

PROGRAMMA E RELATORI

  • Ore 17,30 – INTRODUZIONE:  Ing. Giovanni Montresor – Vice presidente Centro Nazionale Studi Urbanistici
  • Ore 17,40  – COSTRUIRE SUL COSTRUITO: 36 ALLOGGI NELLE EX CONTERIE DI MURANO – VENEZIA – Arch. Giorgio Macola 
  • Ore 18,20 – TRA INNOVAZIONE E IDENTITÀ: IL PROGETTO EX MANIFATTURA TABACCHI A BORGO SACCO – ROVERETO  –Arch. Fabrizio Capuzzo (Trento)

    LA MOSTRA: 

“IL PAESAGGIO. MEMORIA, IDENTITÀ E METAFORA”. L’archeologia industriale nei dipinti di Simone Butturini

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Simone Butturini – La Fabbrica del ghiaccio, Acrilico e smalto su tela, cm 100×150 cm, 2010

“Dall’affascinante interno dello Zuccherificio dismesso, alle Torri d’acqua, all’imponente struttura della fabbrica del ghiaccio, agli immensi spazi lasciati dei grandi magazzini: è il fascino dell’archeologia industriale che mi attrae perché la sua storia, il lavoro che quegli edifici avevano procurato e prodotto mi sembra non sia solo un ricordo, ma abbia il senso e il peso della Storia che si alimenta di immagini e di nostalgie, di memorie e di eventi che sono passati ma rimangono impressi per sempre nelle forme stesse di quegli edifici, divenendo parte del paesaggio”. (Simone Butturini)

Locandina Butturini 50×70

Carlo Emilio Gadda: soldato, ingegnere e scrittore

Nel centenario della Grande Guerra gli Ingegneri di Verona riscoprono la figura e l’opera di Gadda. E l’ “ingegneria” della sua scrittura.

VENERDI’ 16 OTTOBRE ORE 17.30, Sede Ordine – via Santa Teresa 12

Intervengono il prof. Emilio Manzotti dell’Università di Ginevra, Arnaldo Liberati erede dell’archivio gaddiano custodito a Villafranca e l’ing. Paolo Soardo, presidente del Collegio Ingegneri di Verona.

 GaddaGadda soldato; Gadda, ingegnere dello stile; Gadda veronese. Nel Centenario della Grande Guerra con il convegno “Carlo Emilio Gadda: soldato, ingegnere e scrittore”, in programma venerdì 16 ottobre alle ore 17.30 nella sede dell’Ordine (in via Santa Teresa 12), gli Ingegneri di Verona intendono dare risalto alla figura di Carlo Emilio Gadda e ripercorrere a tutto tondo il profilo dell’«ingegnere» della letteratura italiana del Novecento.

Principalmente conosciuto come scrittore, Gadda  (Milano 1893 – Roma, 1973) fu anche soldato, ingegnere e professore. Una personalità composita che i relatori andranno a scandagliare a partire dalla sua prima opera letteraria, il “Giornale di guerra e di prigionia“, pubblicata nel 1955, in cui sono confluite le testimonianze delle molte lettere scritte dal fronte, prima come “alpino” volontario combattente, poi da prigioniero dopo Caporetto; quindi si ripercorreranno gli anni – fino al 1940 – in cui svolse il lavoro di ingegnere tra l’Italia e l’estero: in Sardegna e a Milano, dove si era laureato in ingegneria elettronica, fino ai due anni trascorsi in Argentina. Lo “incontreremo” anche professore di matematica e fisica al liceo Parini di Milano, dove aveva studiato, e funzionario RAI a Roma.

All’incontro interverranno Paolo Soardo, ingegnere e presidente del Collegio Ingegneri di Verona, che ne ripercorrerà l’esperienze militare e la prigionia, Emilio Manzotti, professore di Linguistica italiana alla Facoltà di Lettere dell’Università di Ginevra, tra i massimi conoscitori di Gadda, membro del comitato scientifico di Adelphi che dal 2010, proprio grazie alla collaborazione con l’archivio Liberati di Villafranca, sta rieditando tutte le opere di Carlo Emilio Gadda. Nel suo intervento “Gadda, ingegnere dello stileManzotti riproporrà da una parte le straordinarie descrizioni ‘ingegneristiche’ di edifici e manufatti proposte in alcune pagine gaddiane; dall’altra andrà ad analizzare la sapiente costruzione della sua scrittura: quelle strutture linguistiche e logiche che ne hanno fatto un unicum nella storia letteraria del Novecento.

Sarà invece Arnaldo Liberati, erede del prezioso archivio gaddiano custodito a Villafranca di Verona che Gadda lasciò in eredità alla sua governante Giuseppina Liberati, zia di Arnaldo che, appunto, ne divenne a sua volta erede. Autore de Il «mio» Gadda. Padri, madri, zie e una E. (edizioni Stimmgraf, Verona, 2014, con la prefazione proprio del prof. Manzotti) Liberati racconterà il “Gadda veronese”, attraverso il ricco materiale archivistico a disposizione: un baule di manoscritti, lettere, fotografie e cimeli.

In quegli scritti e fotografie, nelle lettere inedite dal fronte lungo i luoghi della Grande Guerra dove lo scrittore si trovò a combattere – dall’Adamello all’altopiano di Asiago, fino al Carso e a Caporetto – ci sono le righe «familiari» scritte alla sorella Clara che rivelano un Gadda meticoloso ma non accademico, un «registro di familiarità scherzosa», come spiega il professor Emilio Manzotti nell’introduzione al volume di Liberati, «che consente di sdrammatizzare, per chi legge ma anche per chi scrive, l’orrore delle situazioni vissute». E ancora gli anni trascorsi nella villa del cognato Paolo Ambrosi, marito della sorella Clara, a Cavalcaselle.

«Il diario di Gadda registra con scrupolo e precisione quasi ossessiva le sue esperienze di vita militare e successivamente la prigionia – sottolinea Paolo Soardo, presidente del Collegio degli Ingegneri di Verona e coordinatore dell’evento -. Sono molte le testimonianze che ci sono giunte dal fronte ma gli scritti di Gadda sono unici per il “tono” che racchiudono. Una descrizione lirica e grottesca, al contempo;  ironica e sublime, un’intima riflessione personale e familiare che si distingue da tutti gli altri documenti “dal fronte”. Gadda guarda alla guerra con l’occhio dell’ingegnere: molte infatti sono le equazioni, curve, schizzi e mappe in cui ci imbattiamo nella lettura del diario.  Gadda non è un ufficiale di rango: condivide con la truppa le miserie e le difficoltà della prima linea e delle retrovie. Accanto al diario, sono molte le lettere e le cartoline postali che invia ai familiari e agli amici: la scrittura rappresenta per lui l’unico conforto, un sollievo dalla sofferenza e da quel “tempo di follia” che è la guerra. La guerra per lui è il primo vero banco di  prova – sia umano sia letterario – con l’eccezionale occasione di tradurre l’esperienza grandiosa e sconvolgente a cui è chiamato a partecipare».

Gadda dopo la guerra non pubblicò i suoi diari, perché li riteneva “note interne non destinate alla pubblicazione: un promemoria segreto di quegli anni, di quelle sofferenze, di quel tempo di follia”.

Li lasciò stampare – parzialmente e con censure – solo molti anni più tardi; il diario di guerra del 1917 e il memoriale vedranno le stampe solo nel 1991: Taccuino di Caporetto. Diario di guerra e prigionia (ottobre 1917 – aprile 1918) Milano, Garzanti.

 

 

TALKS Slidingdoors 2015. Sperimentare il “Confine”, tra realtà e possibilità

Ingegneri di Verona: alcuni scatti per ricordare un momento significativo per il nostro Ordine e non solo. (Foto: Marco Toninelli)

 

Avete risposto con entusiasmo all’invito dell’Ordine degli Ingegneri di Verona che ha voluto inserire nella propria rassegna culturale Open. Ingegneri aperti alla città il format TALKS SLIDINGDOORS, ideato dal vicepresidente del CNI, l’amico Gianni Massa, come occasione di riflessione per rimettere al centro del dibattito pubblico il ruolo “civico” dell’Ingegnere come professionista al servizio della società ma anche per sottolineare come, oggi, anche noi, Ingegneri, siamo sempre più chiamati a vivere la dimensione del Confine, come limite e possibilità al tempo stesso.

La professione dell’Ingegnere è infatti una disciplina fortemente autorizzata alla sperimentazione e alla ricerca: un aspetto che rappresenta lo spirito con cui si sono mosse le civiltà evolute. Quello di vivere ed operare al limite del conosciuto, sul confine. E la dimensione del Confine ha tessuto la trama  di tutta la serata,  consapevoli che vivere e operare sul confine ha implicazioni etiche e sociali importanti.

Oggi l’ingegneria pervade tutta la nostra vita: molte volte dimentichiamo che dietro uno smartphone, un peacemaker, un aereo, c’è un ingegnere. Non solo dunque Ingegneri civili, meccanici o elettrici. Le nuove frontiere ci parlano di ingegneri elettronici, informatici, biomedici, aereospaziali. E la storia gloriosa dell’Ingegneria italiana – di cui in questi giorni celebriamo una delle espressioni più alte con la mostra dedicata a Pier Luigi Nervi  – ci rende orgogliosi di aver intrapreso questa professione. Ma sappiamo bene quanti ingegneri stanno lasciando l’Italia per garantirsi un futuro all’estero.
Occorre, oggi, ridare ruolo e dignità alla nostra professione. E l’Ordine di Verona, nel proprio piccolo, sta cercando, con grande sforzo, di andare in questa direzione. Lo sta facendo in modo propositivo riaprendosi alla città, con progetti di coinvolgimento sociale ad ampio respiro, come quello di questa sera.

Rinnovo il mio grazie prima di tutto ai sette relatori, i protagonisti di Slidingdoors. Vere eccellenze nel proprio ambito professionale, espressione di mondi solo apparentemente lontani. Accettando il nostro invito, hanno dimostrato stima verso il nostro Ordine, condividendo questo progetto multidisciplinare, che apre le porte a linguaggi diversi.

Un grazie allo staff organizzatore dell’Ordine e del Collegio Ingegneri di Verona che ha lavorato perché l’evento potesse realizzarsi.
Un grazie ai colleghi che hanno creduto in questa iniziativa e che si sono alternati nella presentazioni dei relatori. Ilaria Segala, direttore del Notiziario degli Ingegneri e coordinatore delle rassegne Open; i consiglieri Carlo Reggiani e Alessia Canteri; Luca Comitti, tra i fondatori dell’Associazione Ingegneri Volontari di Verona e Michele Ferrari. Un grazie particolare all’ing. Alessandro Fiorio, che dietro le quinte ha seguito da vicino tutta la regia dell’evento

Un ringraziamento speciale all’Accademia delle Belle Arti di Verona per la collaborazione fattiva all’evento e ai patrocinatori della Rassegna culturale Open: il Comune e la Provincia di Verona, Fondazione Cariverona, CNI, FOIV, Ufficio Scolastico Territoriale XII di Verona, Verona Innovazione, Associazione ExpoVerona insieme alle altre associazioni e enti del territorio che ne hanno condiviso le iniziative.
Un doveroso ringraziamento infine ai partner tecnici che ne hanno reso possibile la realizzazione: il main sponsor SEVER, il Forum Legno Edilizia Italia Verona 2016 (Forum Holzbau); Mornico Legnami, CGedilservice e Air Dolomiti.

Ing. Luca Scappini

Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia

I PROTAGONISTI DI TALKS SLIDINGDOORS 2015:

profilo e abstract

Derrick de Kerckhove#intelligenzaconnettiva

L’ingegneria cognitiva: gestire l’intelligenza sulla rete

Giuseppe Magro: #Q-cumber_sostenibilità ambientale

Q-cumber, il social network per la sostenibilità ambientale

– Chiara Montanari:  #cronachedaighiacci

Antartide: guidare una missione scientifica in ambienti estremi

Padre Renato Kizito Sesana: #vivereaimargini

“Vivere ai margini”. Le periferie, laboratori della società del futuro. 

Remo Dorigati: #refettorio ambrosiano

Il progetto del Refettorio Ambrosiano. Da Milano Expo 2015, un esempio concreto di inclusione sociale

– Silvano Tagliagambe : #scintilleinnovazione

I confini dell’Innovazione

– DAVIDE VAN DE SFROOS: #terra&acqua

Il confine geografico e linguistico come esaltazione e valorizzazione delle diversità.

 

 

Verso SLIDINGDOORS 2015 Mostra Fotografica: “LA STRUTTURA DELLA BELLEZZA”. Mario Carrieri interpreta l’opera di Pier Luigi Nervi

Gli Ingegneri di Verona inaugurano una mostra fotografica dedicata

al più noto ingegnere italiano del Novecento con un convegno

su Il contributo di Pier Luigi Nervi alla Scuola italiana di Ingegneria

SABATO 12 SETTEMBRE ORE 10.30 – MAGAZZINO 1

Sede dell’Ordine degli Ingegneri di Verona – Via Santa Teresa, 12

 INGRESSO LIBERO

L’ESPOSIZIONE RESTERA’ APERTA DAL 12 AL 30 SETTEMBRE

P.L.Nervi, Palazzetto dello Sport Roma, 1960

A Verona ha progettato il Ponte del Risorgimento, l’ultimo costruito all’interno della città per collegare il quartiere di San Zeno con Borgo Trento. “Suo” anche il progetto, alla fine degli anni Settanta, del Silos della Biblioteca Civica di Verona.

Locandina Nervi 50x70 vers.2_webGli Ingegneri di Verona ricordano la figura e l’opera dell’ingegnere Pier Luigi Nervi, ospitando la mostra La STRUTTURA DELLA BELLEZZA – Mario Carrieri interpreta l’opera di Pier Luigi Nervi, un progetto espositivo itinerante inizialmente prodotto dall’Associazione Pier Luigi Nervi Research and Knowledge Management Project con sede a Bruxelles – con il contributo di Italcementi e Alitalia – e gentilmente concessa al Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI).

Ad aprire l’esposizione il convegno IL LINGUAGGIO DELLE STRUTTURE. Il contributo di Pier Luigi Nervi alla Scuola italiana di Ingegneria”, cui intervengono Sergio Poretti e Tullia Iori, docenti del Dipartimento di Ingegneria civile e Ingegneria informatica dell’Università Roma Tor-Vergata.

Tra i maggiori artefici di architetture strutturali nel panorama internazionale del Moderno, Pier Luigi Nervi (Sondrio 21 giugno 1891 – Roma, 9 gennaio 1979) è stato progettista e al tempo stesso costruttore.

Utilizzando prevalentemente la medesima tecnica del cemento armato, Nervi ha realizzato sparse per il mondo opere di grande fascino, coniugando arte e scienza del costruire. A Verona ha progettato il Ponte del Risorgimento e il Magazzino libri della Biblioteca Civica. La sua personalità e la sua opera, come progettista e come docente, si impongono come paradigmi di un saper fare che ha colmato il distacco tra la mentalità matematico-tecnica e quella intuitivo-artistica, facendo riemergere la figura del costruttore.

La mostra vuole essere una “lettura” dell’opera di Nervi, presentata attraverso alcuni suoi progetti-icona (lo Stadio Municipale di Firenze, i padiglioni di Torino Esposizioni, l’Aula delle Udienze in Vaticano o la Cattedrale di Saint Mary a San Francisco) interpretati dall’obiettivo di Mario Carrieri, che ha saputo far emergere con estremo nitore i volumi potenti e le proporzioni spettacolari delle opere di Nervi, cogliendo dettagli strutturali e volumi spaziali in composizioni di una eleganza perfetta.

«L’originalità di Pier Luigi Nervi e della sua opera consiste nel suo approccio culturale alla costruzione – sottolinea Angelo Bertolazzi, curatore delle mostre Open – che non scade mai nel tecnicismo o nel formalismo. Tale approccio non era scontato in un periodo, il Novecento, caratterizzato da un rapido progresso tanto nei materiali e nelle tecniche quanto nelle forme e nel linguaggio. Gli scatti di Mario Carrieri interpretano le opere di Pier Luigi Nervi dal punto di vista formale, a ricordare come le grandi infrastrutture abbiano un ruolo determinante nella trasformazione fisica e percettiva del paesaggio».

Protagonista della fotografia d’arte e d’architettura italiana contemporanea, Mario Carrieri con la sua attività segna, nel 1959, la nascita della moderna fotografia urbana in Italia. Le sue immagini visionarie di Milano, realizzate tra il 1957 e il 1958, sono entrate nelle collezioni del MOMA di New York. Lavorando prevalentemente in bianco e nero, Carrieri ricerca una rappresentazione ricca di sfumature dei valori plastici di un oggetto, sia esso un fiore, una scultura, un’architettura, un oggetto di design, trasfigurandoli attraverso un uso particolarissimo della luce.

Nel suo percorso fotografico una duplice narrazione: l’una professionale di Nervi architetto, ingegnere e progettista di fama internazionale; l’altra, sottesa, di una personalità eclettica che fa del proprio lavoro un’emblematica rappresentazione del superamento dei confini disciplinari e della più coerente contaminazione dei saperi.

La mostra, promossa nell’ambito della IV edizione della rassegna culturale Open. Ingegneri aperti alla città, è a ingresso libero e resterà esposta dal 12 al 30 settembre nella sede dell’Ordine degli Ingegneri di Verona  (Magazzino 1, via santa Teresa 12).

Orario:  lun. mart. giov. 9.30 -12.30; lun. merc.ven. 15.30-18.00


VERSO SLIDINGDOORS 2015Confine, forma e struttura.

La mostra dedicata a Nervi “anticipa” l’evento TALKS SLIDINGDOORS 2015 sul tema del CONFINE,  in programma il prossimo 24 settembre (ore 18) al Ristori di Verona. Un appuntamento culturale nel segno della multidisciplinarietà e di quella fusione di saperi e linguaggi di cui figure come Pier Luigi Nervi hanno dato magistrale testimonianza.

Nelle sue opere, infatti, Nervi ha incessantemente ricercato la giusta combinazione tra arte e scienza delle costruzioni. Il suo lavoro, basato su esperienze e geniali intuizioni, ha posto l’attenzione sulle relazioni intercorrenti tra la struttura e la forma, affinché ogni componente delle complesse strutture si conformasse secondo i peculiari meccanismi di resistenza.


 


Convegno inaugurale: IL LINGUAGGIO DELLE STRUTTURE. Il contributo di Pier Luigi Nervi alla Scuola italiana di Ingegneria

Sabato 12 settembre ore 10.30 – Magazzino 1, Via Santa Teresa, 12

P.L. Nervi, Hangar Orvieto 1935

 

Relatori:  prof. Sergio Poretti (Università Roma Tor-Vergata), prof.Tullia Iori (Università Roma Tor-Vergata)

In occasione dell’inaugurazione della mostra “La struttura della Bellezza” viene presentata la figura di Pier Luigi Nervi e il suo ruolo nella formazione di quella che viene chiamata la Scuola italiana di Ingegneria.

La sua personalità e la sua opera, come progettista e come docente, si impongono come paradigmi di un saper fare che ha colmato il distacco tra la mentalità matematico-tecnica e quella intuitivo-artistica, facendo riemergere la figura del costruttore.

Il progetto di ricerca SIXXI, finanziato dall’ERC Advanced Grant 2011, mira a ricostruire la storia dell’ingegneria strutturale italiana del XX Secolo. Una storia gloriosa in alcune fasi. Basti pensare agli anni del miracolo economico quando le opere degli ingegneri italiani (i più noti Pier Luigi Nervi e Riccardo Morandi, ma anche progettisti trascurati come Silvano Zorzi, Sergio Musmeci, Giulio Krall, Gino Covre e molti altri), sono un punto di forza del Made in Italy e apportano un contributo fondamentale allo sviluppo dell’ingegneria moderna nel mondo. Una storia non solo sconosciuta al grande pubblico ma incredibilmente sottovalutata all’interno delle scuole di Ingegneria e di Architettura.

Lo scopo della ricerca è quello di colmare queste lacune. Nell’ambito scientifico l’obiettivo è ambizioso: innescare lo sviluppo di un nuovo settore della ricerca, di frontiera tra la storia della scienza, la storia della costruzione e la storia dell’architettura. Per disseminare i risultati, oltre a convegni e pubblicazioni, è in programma una prima grande mostra sul tema, che metta in scena l’opera dell’ingegneria italiana del Novecento in tutta la sua originalità.

C’è poi una ricaduta più direttamente operativa della ricerca che è quella di sensibilizzare, a tutti i livelli, scientifico, istituzionale, culturale, sulla necessità di tutelare e valorizzare un pregiato patrimonio di ponti, viadotti, grandi coperture che con la loro straordinaria qualità rispecchiano l’identità storica del Novecento italiano.

Sono previsti CFP per gli Ingegneri partecipanti.

Talks Slidingdoors 2015 Davide Van De Sfroos, il “contrabbandiere” di culture, si racconta a Verona al Teatro Ristori

Chiuso il programma dei relatori dell’evento Slidingdoors promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia nell’ambito della IV edizione della Rassegna culturale Open. Ingegneri aperti alla città

Da DERRICK DE KERCKHOVE a DAVIDE VAN DE SFROOS,  un’unica serata per sette TALKS dedicati al tema  del “CONFINE”,  con protagonisti del mondo digitale e dell’ingegneria, della musica, della cultura, della filosofia, della scienza e dell’architettura.

Sul palco del Teatro Ristori anche GIUSEPPE MAGRO,

CHIARA MONTANARI, RENATO KIZITO SESANA,

REMO DORIGATI e SILVANO TAGLIAGAMBE 

Un appuntamento nel segno della cultura e della multidisciplinarietà


VERONA, TEATRO RISTORI – GIOVEDI’ 24 SETTEMBRE ORE 18

INGRESSO LIBERO  

Fino a esaurimento posti  con prenotazione on line su Eventbrite.it


Il cantautore e scrittore lombardo Davide Van De Sfroos
Il cantautore e scrittore lombardo Davide Van De Sfroos

Verona, 28 agosto 2015 – Ha messo in musica il valore delle radici, utilizzando la potenza della lingua madre che valica confini e distinzioni. Con la partecipazione straordinaria di Davide Van De Sfroos, cantautore e scrittore lombardo, si completa il programma dei relatori che il prossimo 24 settembre al Teatro Ristori di Verona (dalle 18 alle 21), racconteranno il “loro” Confine nei sette Talks che animeranno l’evento culturale OPEN Slidingdoors 2015, promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Verona.

Il roadshow ideato dal Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) fa tappa a Verona nell’ambito della IV edizione della rassegna culturale Open. Ingegneri aperti alla città, promossa dagli Ingegneri di Verona con il patrocinio, tra gli altri, della Provincia e del Comune di Verona e di Fondazione Cariverona.

Obiettivo della serata quello di proporre al pubblico un percorso di riflessione sui “confini” delle nuove tecnologie digitali, le frontiere della tecnica e della sua applicazione, sulla realtà del lavoro contemporaneo, sulla commistione tra ingegneria, persona e società, sui “mondi” che ancora vivono ai margini.

I relatori di Slidingdoors 2015,  le sovrapposizioni possibili

Locandina SlidingDoors_web_defSette i protagonisti dei nuovi linguaggi digitali, dell’ingegneria, della scienza, della cultura, dell’architettura, della filosofia e della musica che interverranno in questa serata di animazione culturale di dialogo e multidisciplinarietà, declinando il tema del “Confine”, attraverso il racconto della propria esperienza professionale, con linguaggi diversi,  a rappresentare la trasversalità liquida della società moderna.

Ad aprire l’evento sarà Davide Bernasconi, in arte Van De Sfroos, che si racconterà al pubblico veronese . Cresciuto nel cuore del lago di Como, al confine con la Svizzera, Van De Sfroos ben conosce il concetto di frontiera, tanto da “incarnare” nel nome d’arte – in dialetto comasco “Vanno di frodo” – l’identità del “contrabbandiere”, oggi, di culture e tradizioni diverse.

Prof. Derrick De Kerckhove
Prof. Derrick De Kerckhove

A seguire gli interventi di Derrick de Kerckhove, sociologo e teorico delle scienze della comunicazione, guru dell’era digitale, allievo del grande maestro Marshall McLuhan e teorico dell’intelligenza connettiva; padre Renato Kizito Sesanamissionario comboniano, giornalista, scrittore e fondatore di Koinonia, comunità cristiana presente nei più difficili slum dell’Africa e Chiara Montanari, ingegnere, prima donna a guidare due volte una spedizione italo-francese in Antartide; Giuseppe Magro, ingegnere nucleare, dal 2006 presidente della sezione italiana dell’Associazione internazionale d’impatto ambientale (IAIA, www.iaia.org), ideatore della piattaforma social Q-cumber per la sostenibilità, selezionata dal governo inglese agli Start-Up Games di Londra nel 2012; Remo Dorigati, architetto e ordinario di Progettazione Architettonica e Urbana alla Facoltà di Architettura-Società del Politecnico di Milano, tra i curatori del progetto di rigenerazione urbana che ha dato vita al Refettorio Ambrosiano, iniziativa di inclusione sociale realizzata in occasione di Milano Expo 2015 e Silvano Tagliagambe, professore emerito di Epistemologia del progetto al Dipartimento di Architettura dell’Università di Sassari, ha insegnato Filosofia della Scienza all’Università di Cagliari, Pisa, Roma “La Sapienza” e Sassari.

A chiudere la serata sul palco nuovamente Van De Sfroos con alcuni brani significativi del proprio repertorio in un breve set acustico in solo, chitarra e voce. La maggior parte dei suoi testi è pensata, scritta e cantata in dialetto tremezzino (o laghée): una lingua più che un dialetto, resa ancor più realistica da storie e personaggi assolutamente poetici.  Una scelta artistica, la sua, che unisce più che distinguere e che ha saputo conquistare l’apprezzamento della critica e della platea nazionale.

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L’evento TALKS SLIDINGDOORS è a ingresso libero, fino ad esaurimento posti. Obbligatoria la prenotazione on line su Eventbrite.it .

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SLIDINGDOORS  2015 – Il format

Slidingdoors è terra di frontiera, è sovrapposizione, è multidisciplinarietà. E’ narrazione. E’ confine. E’ uno strumento per far si che il network degli ingegneri possa divenire luogo, fisico e virtuale, in cui le idee si sovrappongono per valorizzare il sapere multidisciplinare, che può migliorare la qualità della vita attraverso la sintesi tra la “cultura tecnico-scientifica del come” e la “cultura umanistica del perché”. Allontanando il rischio di una mercificazione delle idee e dei saperi.

Attraverso il contributo di figure di eccellenza della società contemporanea si intende proporre un percorso di riflessione critica sul ruolo della conoscenza e della sua applicazione, sul ruolo del lavoro contemporaneo, sulla commistione Ingegneria & società.

Ripartire dall’etimo “ingenium”, da cui appunto ingegneria, per riscoprire quella scintilla dell’esercizio intellettuale che si esprime nell’esplorazione di saperi diversi e nel superamento, o nell’incrocio, dei loro rispettivi confini.  L’arte della professione è infatti quella di portare a sintesi più territori della conoscenza, dalla scienza all’umanesimo.

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I PARTNER – Realizzato in partnership con l’Accademia di Belle Arti di Verona (ABA), l’appuntamento è inserito nella IV edizione della rassegna culturale Open. Ingegneri aperti alla città, realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato e la rivista ArchitettiVerona e con il patrocinio della Provincia di Verona, del Comune di Verona, di Fondazione Cariverona, del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), della Federazione Regionale degli Ordini Ingegneri del Veneto (FOIV), del Collegio Ingegneri di Verona, dell’Ufficio Scolastico Territoriale XII di Verona, di Verona Innovazione, dell’Associazione ExpoVerona.

Molte le realtà che hanno condiviso l’iniziativa promuovendone la diffusione sul territorio: la Circoscrizione 5 del Comune di Verona, il Consorzio Verona Tuttintorno,  il Centro Turistico Giovanile di Verona e l’Associazione CTG Un Volto Nuovo.

Si ringraziano i partner tecnici che ne hanno sostenuto la realizzazione: SEVER,  Forum Legno Edilizia Italia Verona 2016; Mornico Legnami, CGedilservice.