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Talks Slidingdoors 2017: presentata in Comune a Verona la terza edizione dell’evento dedicato agli INNOVATORI

Presidente Ordine ing. ALESSIA CANTERI: “In un mondo in cui la tecnologia offre sistemi e possibilità di condivisione sempre più potenti occorre sapersi aprire alle relazioni e individuare un linguaggio comune anche nelle professioni perché l’innovazione possa trovare terreno fertile

L’appuntamento è a ingresso libero, fino ad esaurimento posti con prenotazione on line al sito www.ingegneriverona.it


 

Dal digitale “evoluto” dell’Internet of Things (IoT) alla Talks_ConferenzaStampa_Tavolo3ricerca scientifica, dalla comunicazione d’impresa al design e alla creatività artistica, dallo sport alla musica.

Gioca nuovamente la carta della interdisciplinarietà e della sovrapposizione dei saperi la terza edizione dell’evento pubblico TALKS SLIDINGDOORS 2017, dedicata quest’anno al tema Innovatori, in programma a Verona domenica 22 ottobre dalle ore 17 sempre nella splendida cornice del Teatro Ristori.

L’appuntamento, promosso e realizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia in collaborazione con il Collegio Ingegneri di Verona, l’Accademia di Belle Arti di Verona e grazie al supporto di LineaEcoKlima, è stato presentato lunedì 16 ottobre nella Sala Arazzi del Comune di Verona.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti Ilaria Segala, ingegnere e Assessore all’Urbanistica e Edilizia Privata del Comune di Verona che ha patrocinato l’iniziativa; già ideatrice della Rassegna Open.Innovisioni nell’ambito della quale si svolge il TALK; Alessia Canteri, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia; Luca Scappini, Consigliere del Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI); Massimiliano Valdinoci, direttore dell’Accademia Belle Arti di Verona, partner tecnico e Giuseppe Mosconi, coordinatore di LineaEcoKlima, realtà che si occupa di consulenza e formazione nel settore della progettazione energetica e che per prima ha condiviso l’iniziativa facendosi portavoce dell’iniziativa verso le aziende di settore.

Erano presenti inoltre i referenti degli sponsor che hanno sostenuto la realizzazione dell’evento: Mirco Caliari, vicepresidente di AGSM; Simone Faccioli (Eurotherm), Luigi Bichelli (IBT), Stefania Brentaroli (Viessmann) e Ivan Castelletti per la Cantina Castelnuovo del Garda che in chiusura del TALK offrirà ai partecipanti un aperitivo con degustazione di alcune eccellenze del territorio vitivinicolo veronese. Presente anche Pantheon Verona Network, media partner dell’evento mentre un ringraziamento anche ad AMIA, Sever e Gasperotti srl, al Ristorante Arche e all’Hotel Trieste di Verona per il supporto.

Dal 2015 l’appuntamento è inserito come evento di eccellenza nel calendario annuale della rassegna culturale Open. Ingegneri aperti alla città: patrocinata dal Comune e dalla Provincia di Verona, insieme a molte associazioni ed enti culturali della città, nell’anno in corso ha voluto raccontare storie di INNOVISIONI di ieri e di oggi.

«L’organizzazione e la promozione del Talk rappresenta per l’Ordine un impegno importante – ha sottolineato ALESSIA CANTERI, presidente Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia – , ma siamo convinti della bontà del progetto, proprio nella direzione della filosofia che guida Open e che vede l’Ordine rispondere così alla propria identità di ente pubblico, al servizio della cittadinanza. Lungo questo anno abbiamo raccontato molte INNOVISIONI che hanno cambiato la storia del nostro territorio, urbano o tecnologico: lo Studio Oppi e Verona; Zenatello; Bernardi; a novembre un omaggio a Olivetti con Bruno Garziera. Nel Talks sentiremo storie che raccontano l’innovazione più attuale.  In un mondo in cui la tecnologia offre sistemi e possibilità di condivisione sempre più potenti occorre sapersi aprire alle relazioni e individuare un linguaggio comune perché l’innovazione possa trovare terreno fertile nella collaborazione e nell’interoperabilità».

 LUCA SCAPPINI, Consigliere – Consiglio Nazionale Ingegneri: «Creare cultura e comunicazione dell’ingegneria nella società resta un obiettivo che come CNI stiamo portando avanti su due fronti. In primo luogo nella formazione, giocando da trait d’union tra l’università e il mondo del lavoro. Quindi con occasioni di riflessione culturale come “Talks Slidigdoors”, cui i territori stanno rispondendo con grande partecipazione. L’Ordine di Verona si è sempre dimostrato un’officina propositiva di idee: da qui sono passati formidabili ospiti che, in seguito, hanno attivato una collaborazione culturale più ampia con il Consiglio Nazionale Ingegneri. Vogliamo continuare a scommettere sulle buone idee e sulla loro capacità di determinare sviluppo».

MASSIMILIANO VALDINOCI, direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Verona: «La collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Verona con l’Ordine degli Ingegneri di Verona e la manifestazione OPEN è ormai giunta al terzo anno e siamo particolarmente onorati di potervi contribuire con uno speech della collega Antonella Andriani. La cultura dell’innovazione è fatta di creatività e contaminazione che sono non solo elementi fondanti il mondo in cui operano docenti e studenti dell’Accademia, ma anche un modo di operare che supporta il fare artistico, per migliorare le nostre vite».

GIUSEPPE MOSCONI, coordinatore LineaEcoKlima: «Ci siamo fatti portavoce dell’impronta innovativa e multidisciplinare che l’evento – distante dalla convegnistica usuale di settore –  porta in sé, nella convinzione che per un’azienda sia determinante saper reinventare se stessa. Essere esperti e rimanere esperti, lavorando con metodologia interdisciplinare nei confronti della ricerca, della creatività, della curiosità e della determinazione. Novità, eccellenza, qualità e servizio, questi i cardini per garantire all’azienda quel posizionamento sul mercato, che possa restituire gli utili attesi e mantenere la capacità di investire ed operare con collaboratori, terzisti e fornitori».

IL FORMAT – Caserta, Torino, Trento, Teramo, Cagliari, Verona, Venezia, Brescia, Ancona, Perugia. Sono le città in cui Talks Slidingdoors, roadshow culturale/narrativo ideato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), ha fatto tappa dall’anno della sua prima edizione nel 2014.

Il format, che ricorda appunto il concetto di sovrapposizione proprio delle porte scorrevoli (le slidingdoors), nasce all’interno del più ampio contest di idee nazionale “Scintille” che in questi anni ha premiato le migliori idee e i migliori progetti innovativi presenti in tutti i settori in cui viene valorizzato il sapere multidisciplinare e che concorrono al miglioramento della vita e dell’ambiente. L’obiettivo è quello di far dialogare ingegneria e società, nel raccontare le migliori esperienze dei territori declinate, di volta in volta, in temi e approcci diversi, per valorizzare il network degli ingegneri quale officina di un sapere che possa fare sintesi tra la “cultura tecnico-scientifica del come” e la “cultura umanistica del perché”.

IL TEMA di Slidingdoors 2017 – Dopo le suggestioni delle due precedenti edizioni veronesi – #confine (2015) e #generazioni (2016) – l’edizione 2017 darà la parola a cinque innovatori, narratori di eccezione, che nel loro ambito professionale e quotidiano hanno saputo produrre e diffondere una cultura dell’innovazione. Nel “mettere a segno” quell’intuito creativo che è l’ingegno: sintesi di cultura, scienza e conoscenza, impegno, coraggio e rivoluzionaria novità.

A stimolare gli interventi dei relatori una comune provocazione. In un momento in cui il termine innovazione pervade la nostra quotidianità, ci siamo chiesti e abbiamo chiesto: e se l’innovisione fosse anche un sapersi fermare e addirittura un “tornare indietro”? Porre una domanda di senso su se stessi, sulla realtà, su ciò che quotidianamente facciamo e produciamo? E su come lo stiamo facendo?

 L’ARTISTA, ROBERTO CACCIAPAGLIA E IL POTERE DEL SUONO Ospite straordinario sarà il maestro Roberto Cacciapaglia. Compositore e pianista milanese, Cacciapaglia è un grande sperimentatore che lavora e “gioca” con il suono. Suo il brano “Tree of Life Suite”, composto per il night show dell’Albero della Vita a Milano EXPO 2015.

Alle spalle la collaborazione con lo studio di Fonologia della Rai e con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa dove studia le applicazioni del computer in campo musicale, Cacciapaglia è protagonista della scena musicale internazionale più innovativa per la sua musica che integra tradizione classica e sperimentazione elettronica. Oggi prosegue nella sua ricerca sui poteri del suono e sulla “materia” fondamentale del silenzio, quale fonte e scaturigine della musica più pura, primordiale, intima e sacrale. Nella sua performance in chiusura di evento racconterà – con musica e parole – l’essenza di questo suo continuo percorso nella direzione di una musica senza confini che si esprime attraverso un contatto emozionale profondo.

I RELATORI – A Verona anche gli interventi di Pier Paolo Bardoni, Founder e CEO di THINGS, la prima agenzia in Italia ad occuparsi di design e business innovation focalizzata sull’Internet delle Cose (#IoT). Ingegnere elettronico, specializzato in Intelligenza Artificiale e Robotica e grande esperto di innovazione e cultura digitale, Bardoni andrà a sottolineare cosa significhi oggi innovare un prodotto o un servizio facendo leva sulle potenzialità che offre l’Internet of Things (IoT – “Internet delle cose”): un mondo dove tutto è connesso e che apre a nuove opportunità di business che coinvolgono device, persone e ambienti. Il valore percepito dagli utenti di un prodotto IoT è più che mai legato all’utilità, semplicità e immediatezza dell’esperienza offerta.

A raccontare successi e fallimenti della sua attività di ricerca nel settore delle Biotecnologie salirà sul palco del Ristori Alessandro Sannino, ingegnere chimico, ordinario alla Facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento e visiting scientist al MIT di Boston. Un innovatore allo stato puro, Sannino ha all’attivo oltre 200 pubblicazioni, più di 30 brevetti e diverse Spin Off e Start up con cui ha raccolto investimenti per oltre 100 milioni di dollari. E’ chief project scientist della startup dell’healthcare Gelesis che ha trasformato l’idea di un idrogel superassorbente per pannolini in una capsula antiobesità. Un successo targato Puglia e Stati Uniti, la cui sperimentazione è già in fase III sull’uomo.

Creatività, didattica, giovani e territorio saranno invece le parole d’ordine dello speech di Antonella Andriani, dal 2009 docente nella Scuola di Design dell’Accademia di Belle Arti di Verona dove coordina il Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate. Designer, Andriani progetta, scrive e insegna. Sviluppa programmi di design strategico finalizzati alla progettazione di soluzioni innovative, dal design di prodotto alla comunicazione visiva. E’ consigliere del Direttivo Nazionale ADI, l’Associazione per il Disegno Industriale che conferisce il Premio Compasso d’Oro, e vice-presidente ADI Lombardia.

Un affondo infine nello sport, guardando alle cime. Quelle delle Dolomiti dove Nicola Tondini – alpinista veronese, guida alpina e ingegnere – ha concluso a maggio 2017 l’apertura della nuova via “Non aver paura di sognare”, la direttissima alla Cima Scotoni, una delle più lunghe e difficili. Ma sono più di trenta le vie aperte tra le Prealpi Veronesi e le Dolomiti. E’ cofondatore e direttore a Verona di King Rock, tra le più grandi palestre di arrampicata indoor in Europa. E’ istruttore Nazionale delle Guide Alpine e dirige la scuola di Guide Alpine XMountain. “L’alpinista è un cercatore d’infinito. E’ uno che vuole andare oltre, sempre oltre” è il suo motto: lo ha messo in pratica – nel solco della tradizione più pura di alpinismo portata avanti da Messner – trasferendo il livello altissimo raggiunto con l’arrampicata sportiva anche sulle grandi pareti.

I PARTNER E SPONSOR DELL’EVENTO – L’appuntamento è stato realizzato grazie al sostegno di importanti sponsor: AMIA Verona, AGSM, LineaEcoklima, Eurotherm Spa, Sever Srl, IBT Srl, Viessmann Srl, Gasperotti Srl e Agorà. Si ringraziano in particolare i partner tecnici: L’Accademia Belle Arti di Verona, la Cantina Castelnuovo del Garda, che offrirà – in chiusura – un aperitivo a tutti i partecipanti, facendo degustare le eccellenze del territorio vitivinicolo veronese. Un grazie inoltre aRistorante Arche e all’Hotel Trieste di Verona. E a Pantheon Verona Network, media partner del nostro Talk.

LA RASSEGNA CULTURALE OPEN, RETE PER LA CULTURA – La Rassegna OPEN amplia nel 2017 la rete delle collaborazioni: accanto all’Archivio di Stato di Verona e all’Accademia di Belle Arti di Verona, il Conservatorio E. F. Dall’Abaco di Verona, il Museo Nicolis di Villafranca, l’associazione Agile, il Comitato Rionale Filippini, Italia Nostra (sez. Verona) e il Progetto Musa Antiqua. Gode del patrocinio della Provincia e del Comune di Verona, del Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università degli Studi di Verona, del CNI, FOIV, dell’Ufficio dell’Ambito Territoriale VII Verona, dell’associazione VeronaExpo Network, di Verona Innovazione T2i, dell’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona. E’ stata condivisa da: Circoscrizione 5 del Comune di Verona, la Società Letteraria di Verona, CTG, CTG Un Volto Nuovo.

 

 

Talks Slidingdoors 2017, torna a Verona la terza edizione dell’evento che fa dialogare Ingegneria e Società.

VERONA, TEATRO RISTORI – DOMENICA 22 OTTOBRE ORE 17

Ingegneria & Società >>> INNOVATORI

Talks2016_Ristori_pubblico
Uno scatto dell’edizione 2016. Obiettivo Generazioni.

INGRESSO LIBERO

Eventbrite - TALKS Slidingdoors 2017 - INNOVATORI

Darà la parola agli #INNOVATORI la terza edizione dell’evento pubblico TALKS SLIDINGDOORS 2017 in programma a Verona domenica 22 ottobre dalle ore 17 alle 20 sempre nella splendida cornice del Teatro Ristori di Verona.

Un incontro a più voci per raccontare buone idee ed esperienze che diffondono innovazione! Un luogo dove l’ingegneria dialoga con la società con un linguaggio multidisciplinare!

Dal 2015 l’evento è inserito come appuntamento di eccellenza nel calendario annuale della rassegna culturale Open. Ingegneri aperti alla città che nell’anno in corso ha voluto raccontare storie di INNOVISIONI di ieri e di oggi.

Slidingdoors A3IL TEMA – Dopo il tema del #confine (2015) e delle #generazioni (2016) l’edizione 2017 – dedicata agli #innovatorivedrà salire sul palco del Ristori in un incontro a più voci, figure di eccellenza della società contemporanea che hanno saputo nel loro ambito professionale e quotidiano produrre e diffondere la cultura dell’innovazione, nel “mettere a segno” quell’intuito creativo che si chiama ingegno: sintesi di cultura, scienza, conoscenza, impegno e rivoluzionaria novità.

In un momento in cui il termine innovazione pervade la nostra quotidianità, ci siamo chiesti: e se l’innovisione fosse anche – inaspettatamente – un saper fermarsi e addirittura un “tornare indietro”? Porre una domanda di senso su se stessi, sulla realtà, su ciò che quotidianamente facciamo e produciamo? E su come lo stiamo facendo?

Il maestro Roberto Cacciapaglia
Il maestro Roberto Cacciapaglia

L’ ARTISTA INTERNAZIONALE– Ospite straordinario dell’evento sarà il maestro Roberto Cacciapaglia. Compositore e pianista, Cacciapaglia è protagonista della scena musicale internazionale più innovativa per la sua musica che integra tradizione classica e sperimentazione elettronica.  Nella sua performance in chiusura di evento racconterà – con musica e parole – l’essenza del suo lavoro di ricerca sui poteri del suono, nella direzione di una musica senza confini che si esprime attraverso un contatto emozionale profondo.  Suo il brano “Tree of Life Suite”, composto per il night show dell’Albero della Vita a Milano per EXPO 2015.

I RELATORI – Per la nuova edizione ancora nomi importanti sul fronte dell’innovazione applicata ai vari ambiti professionali: dal digitale, alla ricerca scientifica e tecnologica, dall’impresa alla comunicazione e al design, dalla musica allo sport.

Pier Paolo Bardoni - Ceo di Things
Pier Paolo Bardoni – Ceo di Things

Confermati a Verona gli interventi di Pier Paolo Bardoni, founder & CEO di THINGS, la prima agenzia in Italia ad occuparsi di design e business innovation focalizzata sulla Internet of Things (#IoT). L’obiettivo – nonchè la ragione del successo di questo approccio – è quello di creare prodotti intelligenti e belli che sappiano “nascondere la tecnologia”, a partire dalle esigenze e dai bisogni delle persone. Produrre cioè un oggetto innovativo che abbia un riscontro effettivo in termini di facilità d’uso e che abbia un valore aggiunto nella quotidianità.

Alessandro Sannino
Alessandro Sannino – Chief project scientist Gelesis

Al Ristori anche Alessandro Sannino, ingegnere chimico, professore di Tecnologie dei Polimeri e Biomateriali all’ Università del Salento. Alle spalle un PhD in Tecnologie dei Polimeri all’Università di Napoli e un post dottorato in Bioingegneria all’MIT Cambridge (USA), Sannino è autore di 200 pubblicazioni: nel cassetto una trentina di brevetti. Attratto dalle novità, è un innovatore allo stato puro che ha saputo fare sintesi coniugando Ricerca e managerialità. Sua l’idea di un gel in grado di assorbire grandi quantità d’acqua. Doveva servire per un’azienda di pannolini, è diventata una startup in campo dietetico che produce Gelesis, una capsula che, proprio grazie a questo idrogel, è in grado di controllare la glicemia nelle sue diverse fasi di assunzione per favorire la perdita di peso.

Antonella Andriani - Esperta di project management, dirige il Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate di ABA Verona
Antonella Andriani – Esperta di project management, dirige il Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate di ABA Verona

Creatività, giovani e territorio saranno invece le parole d’ordine dello speech di Antonella Andriani, docente dal 2009 della Scuola di Design dell’Accademia di Belle Arti di Verona dove dal 2015 dirige il Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate che include le Scuole di Progettazione Artistica per l’Impresa (Design), di Scenografia e di Restauro. Nel suo intervento una sottolineatura sull’importanza della formazione dei creativi – designer e non solo – attraverso percorsi di innovazione che guardino in modo particolare ai giovani.

Nicola Tondini, cofondatore e direttore a Verona di King  Rock , una delle palestre di arrampicata indoor più grandi d'Europa.
Nicola Tondini, cofondatore e direttore a Verona di King Rock , una delle palestre di arrampicata indoor più grandi d’Europa.

Un affondo nello sport, guardando alle cime. Quelle delle Dolomiti dove Nicola Tondini – alpinista, guida alpina e ingegnere, classe 1973 – ha aperto a fine luglio “Non aver paura di sognare”, la direttissima alla Cima Scotoni, una delle vie più lunghe e difficiliPresidente e direttore a Verona di King Rock – la più grande palestra di arrampicata in Italia, una tra le più grandi in Europa – il motto che lo guida sta in queste parole: “L’alpinista è un cercatore d’infinito. E’ uno che vuole andare oltre, sempre oltre”.

Passione, coraggio, rischio e calcolo, sacrificio, preparazione, allenamento e competenza, paura, cadute e successo. Ci sono tutti gli “ingredienti” dell’innovatore, cui si aggiungono il lavoro di squadra, dove il senso dell’affidarsi pienamente al team è fondamentale.

Pres_AaessiaCanteriORDINE E AZIENDE DEL TERRITORIO PER UNA CULTURA dell’ INNOVAZIONE «L’organizzazione e la promozione del Talk rappresenta per l’Ordine un impegno importante – sottolinea la presidente Alessia Canteri – sia in termini di sostenibilità economica, sia per ciò che concerne la sua realizzazione. Ma siamo convinti della bontà del progetto, proprio nella direzione della filosofia che guida Open e che vede l’Ordine rispondere così alla propria identità di ente pubblico, al servizio della cittadinanza. Siamo convinti che diffondere e promuovere la cultura dell’innovazione non solo tra gli iscritti ma anche al di fuori della categoria resti una mission doverosa e stimolante per la nostra realtà. Per questo abbiamo voluto coinvolgere a sostegno dell’iniziativa le realtà imprenditoriali di settore del territorio».

Giuseppe Mosconi di LineaEcoKlima
Giuseppe Mosconi di LineaEcoKlima

«Ci siamo fatti portavoce dell’impronta innovativa e multidisciplinare che l’evento porta in sé – ha sottolineato il coordinatore di LineaEcoKlima, geometra Giuseppe Mosconi – convinti che per un’azienda sia determinante saper reinventare se stessa: essere esperti e rimanere esperti, lavorando con metodologia interdisciplinare nei confronti della ricerca, della creatività, della curiosità e della determinazione. Novità, eccellenza, qualità e servizio, questi i cardini per garantire all’azienda quel posizionamento sul mercato, che possa restituire gli utili attesi e mantenere la capacità di investire ed operare con collaboratori, terzisti e fornitori».

I PARTNER E SPONSOR DELL’EVENTO – L’appuntamento è stato realizzato grazie al sostegno di importanti sponsor: AMIA, AGSM, LineaEcoklima, Eurotherm Spa, Sever, IBT Srl, Viessmann Srl, Gasperotti Srl e Agorà. Si ringraziano in particolare i partner tecnici: la Cantina Castelnuovo del Garda, iRistorante Arche e l’Hotel Trieste di Verona. E Pantheon Verona Network, media partner del nostro Talk.

TALKS SLIDINGDOORS è a ingresso libero, fino ad esaurimento posti con prenotazione on line al sito www.ingegneriverona.it

Guarda i video delle precedenti edizioni:

Talks Slidingdoors 2016 #Generazioni

Talks Slidingdoors 2015 #Confine

MOSTRA OPEN: Verona in trasformazione 1920 – 1960

locandina_UDID_2017_10SetSabato 23 settembre ore 10 – Magazzino 1, S. Teresa 12

INGRESSO LIBERO – Esposizione fino al 31 ottobre

In esposizione i progetti edilizi provenienti dal fondo dell’Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette di Verona, conservato nell’Archivio di Stato di Verona.

 

Un appuntamento della rassegna OPEN INNOVISIONI, inserito negli eventi per le Giornate Europee del Patrimonio

Verona sulla “carta”, Verona oggi. Palazzo Murari Bra com’era prima delle modifiche nel progetto del 1935 a firma dell’ingegner Paolo Rossi De Paoli e come ora lo possiamo ammirare dalla vicina Chiesa di S. Fermo.

1549_127 Murari Dalla Corte Bra 02 1935 v2E’ questa la “doppia lettura” che la nuova esposizione documentaria “Verona in trasformazione (1920 – 1960)”, promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e dall’Archivio di Stato di Verona, propone al pubblico a partire dal censimento, dallo studio e dalla catalogazione dei 2.320 progetti edilizi provenienti dal fondo dell’Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette di Verona e conservato presso l’Archivio di Stato di Verona. Documenti che ora vengono esposti in una ragionata selezione che ha voluto mettere in risalto quelli più interessanti per tipologia edilizia e di trasformazione e per la rilevanza architettonica.

Progetti edilizi residenziali e pubblici che oggi possono integrare0998_081 Ente Magazzini Generali 7 parte dell’archivio dell’Edilizia privata del Comune di Verona, del quale, a seguito dei danni causati dalla Seconda Guerra Mondiale, è andato perduto il materiale antecedente il 1945.

La mostra, che apre sabato 23 settembre alle ore 10.00 con un convegno d’inaugurazione, rientra nell’ambito della rassegna culturale Open. Innovisioni e trova collocazione nelle Giornate Europee del Patrimonio.

0805_065 Comune di Verona Mercato 4Realizzata grazie alla fattiva collaborazione dell’associazione AGILE, della sezione veronese di Italia Nostra, del Progetto Musa Antiqua e dell’Associazione culturale La Quarta Luna, l’esposizione gode inoltre del patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Verona,

Allestita fino al 31 ottobre ad ingresso libero, sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 18.00.

0886_072 Cuzzeri GiulioLA MOSTRA, VERONA E LA SUA STORIA URBANA – La mostra propone dunque un singolare approccio per raccontare Verona e la sua storia urbana. A “parlare” sono infatti i documenti provenienti dagli accertamenti delle imposte sui fabbricati, parte del fondo del Catasto Italiano proveniente dall’Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette (U.D.I.D.) di Verona. Sono esposti gli elaborati grafici originali di progetti realizzati tra gli anni ’20 e gli anni ’60. Dei 2.320 progetti studiati, sono stati selezionati i più interessanti sia per tipologia edilizia e di trasformazione sia per la rilevanza architettonica.

IL PERCORSO ESPOSITIVO – La mostra propone dunque una sintesi del materiale del fondo analizzato e catalogato, seguendo un doppio binario espositivo: l’uno per aree geografiche specifiche della città, l’altro guardando ad alcuni dei progettisti più attivi del periodo storico in esame non ancora ben documentati.

Dieci le tavole, di cui la prima, sinottica, mette a confronto tutti i progetti oggetto di studio, suddivisi per zona di appartenenza, tipologia edilizia e anno di costruzione. Nelle nove tavole grafiche successive vengono illustrati i progetti edilizi distinti per area geografica, occasione per descrivere lo sviluppo dei quartieri della città: il centro, borgo Trento, borgo Venezia, borgo Roma e Santa Lucia e borgo Milano. Le tavole sono poi intervallate da altrettanti pannelli con le opere più interessanti di alcuni tecnici, ingegneri ed architetti, selezionati: l’architetto Antonio Gregoletto e gli ingegneri Marcello Tommasi, Silvio Brutti e Antonio Tonzig.

La mostra è correlata dagli scatti fotografici dell’architetto Marco Totè, che permetteranno di visualizzare l’edificio nella sua condizione odierna, operando così l’interessante confronto con gli elaborati progettuali approvati diversi decenni orsono.

In apposite bacheche verranno inoltre esposti alcuni tra i più significativi disegni del fondo archivistico, dando così modo al visitatore di poter prendere visione della documentazione originale.

IL CONVEGNO – Nel convegno di inaugurazione, moderato dall’ing. Angelo Bertolazzi, coordinatore delle mostre Open, interverranno Roberto Mazzei, direttore dell’Archivio di Stato di Verona, l’architetto Vincenzo Pavan fornirà il contesto storico nel quale inserire la “Verona nel ‘900 e le sue trasformazioni sul costruito”, quindi l’architetto Davide Rizzi, che presenterà il fondo “accertamento imposte sui fabbricati”. A chiudere il curatore della mostra e presidente dell’associazione AGILE, l’architetto Michele de Mori, che illustrerà il lavoro sul fondo e alcuni progetti selezionati.

Angelo Bertolazzi, ingegnere e coordinatore delle mostre Open

«Questa che presentiamo è una mostra che chiude, a ben vedere, una “trilogia” espositiva sulla trasformazione della città di Verona che in questo ultimo anno ha arricchito lo spazio espositivo della sede degli Ingegneri e dell’Archivio di Stato. Dopo la mostra sulla costruzione dei muraglioni dell’Adige e quella con le immagini inedite dello Studio fotografico Oppi sui grandi cantieri della città tra le due guerre, oggi lo sguardo si sofferma sulla documentazione dei progetti edilizi tra il 1920 e il 1960. L’esposizione vuole essere un invito a visitare “dal vivo” questo fondo conservato presso l’Archivio di Stato, proponendo un “assaggio” del materiale documentale presente».

 Michele De Mori, architetto e presidente di Agile:

«Le novità dell’approccio documentario al materiale del fondo sono essenzialmente due: l’una sul fronte dell’accessibilità alla consultazione offerta dall’Archivio di Stato che ha aperto le porte ad un lavoro di equipe di più associazioni e questo nella direzione di rendere il patrimonio sempre più fruibile per un pubblico ampio. Sul versante propriamente contenutistico, le associazioni hanno messo mano a un fondo che era già stato reso pubblico dalla Soprintendenza di Verona nei primi anni Novanta ma che non aveva ancora trovato un ordine preciso di consultazione. Ora, i progetti edilizi presi in esame sono stati censiti e classificati dando vita ad una tabella facilmente consultabile anche in versione digitale con tutti i dati utili per una ricerca puntuale e veloce: dal nome del proprietario al progettista, all’anno di costruzione, ai dati catastali. Un lavoro che va a beneficio dei cittadini, degli studiosi e degli archivi comunali».

 

 

CONVEGNO OPEN.INNOVISIONI: Giovanni Zenatello e la nascita dell’Opera in Arena

Locandina Arena del 1913_smallMercoledì 13 settembre ore 16.00 –  19.00 nell’ Auditorium Nuovo Montemezzi del Conservatorio Statale di Musica “Evaristo Felice Dall’Abaco” di Verona.


Riprende dal 13 settembre prossimo il ricco programma culturale del calendario eventi di Open. Ingegneri aperti alla città, la rassegna culturale promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Verona che per l’edizione 2017 ha scelto il titolo “INNOVISIONI. Idee e progetti del tutto nuovi” a fare da filo conduttore ai sedici incontri annuali che rilanciano temi multidisciplinari scaturiti dalle specifiche competenze delle Commissioni dell’Ordine. Da settembre a novembre saranno ben otto gli appuntamenti in agenda.  Un percorso che ritorna a guardare all’Innovazione senza dimenticare l’insegnamento dei Maestri del passato.

LO SPAZIO ARENIANO, 100 ANNI DI LIRICA – A pochi giorni dalla chiusura della 95° edizione del Festival lirico all’Arena di Verona, la Commissione acustica dell’Ordine degli Ingegneri in collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica “Evaristo Felice Dall’Abaco” di Verona propone al pubblico  mercoledì 13 settembre dalle ore 16 alle 19 nell’Auditorium Nuovo Montemezzi del Conservatorio un convegno su  “Giovanni Zenatello e la nascita dell’Opera in Arena”.

locandina Zenatello A3

A raccontare l’attività del cantante lirico veronese Zenatello, grazie alla cui iniziativa nel 1913 venne messa in scena l’Opera verdiana AIDA, dando così inizio ad una tradizione di rappresentazioni liriche in quello che è l’anfiteatro all’aperto più grande al mondo, saranno importanti e illustri relatori che andranno a dettagliare l’evoluzione storica dell’Arena come teatro e l’importanza del festival lirico per la città di Verona.

Moderato da Mario Cognini, ingegnere specializzato in acustica ed architettura teatrale, nonché coordinatore della Commissione di Acustica dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, l’incontro sarà inoltre occasione per ripercorrere gli spettacoli che si sono tenuti negli anni all’Arena di Verona, con uno sguardo alle tecnologie utilizzate.

Aprirà i lavori Silvano Zavetti, Presidente dell’Associazione dei Consiglieri Comunali Emeriti del Comune di Verona e co-autore con Gianni Amaini del volume “Il Consiglio Comunale di Verona – 100 anni di spettacoli lirici in Arena (1913 -2013)” che traccerà i rapporti tra “Il Comune di Verona e l’Arena durante i cento anni di Lirica”. Mentre sarà Gianni Villani, giornalista e critico musicale, autore del testo “Il Potere dell’Opera – 1913-2013. Cent’anni di Lirica all’ Arena di Verona” a sottolineare le caratteristiche degli spettacoli lirici proposti in Arena in questo lungo arco di storia veronese.

Infine i due interventi più “tecnici” da parte di professionisti del palcoscenico areniano: Renzo Giacchieri, regista e sovrintendente dell’Ente Lirico Arena di Verona dal 1982 al 1986 e poi dal 1998 al 2002 – sua la gestione della trasformazione in Fondazione –  che parlerà de “La regia nello spazio areniano – Le tematiche connesse con la gestione dell’ente lirico”, quindi la parola a Cecilia Gasdia, cantante lirica e direttore di Verona Accademia per l’Opera Italiana che racconterà in presa diretta “L’Arena vissuta dal palcoscenico”. In chiusura l’ing. Cognini farà una panoramica sulle “Trasformazioni dello spazio areniano per gli spettacoli lirici”.

Scarica il PROGRAMMA OPEN.INNOVISIONI

Locandina OPEN 6 50x70 LOW

 

 

 

EnerGita e mobilità sostenibile, gli Ingegneri di Verona partner della seconda edizione del Festival della bicicletta

ENERGITAL’appuntamento, inserito nella rassegna Open6 INNOVISIONI, rilancia il progetto dell’Ecomuseo dell’energia pulita promosso da FIAB.

Verona, domenica 7 maggio ore 9.00 – 12.30

con partenza dall’ex Arsenale 

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In centro: ing. Marco Passigato, mobility manager dell’Università degli Studi di Verona e ing. Giovanna Ghio, Segretario dell’Ordine e consigliere referente Commissione impianti elettrici dell’Ordine

E’ stata presentata questa mattina nella Sala Arazzi del Comune di Verona la II edizione del Festival in Bicicletta: dal 6 al 14 maggio 2017 in programma eventi e iniziative a misura di due ruote.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Verona e da FIAB Verona Onlus, nasce dalla necessità di promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto alternativo per una nuova mobilità urbana, cercando di analizzare i benefici per l’ambiente e per il benessere della persona. Forte la volontà di richiamare l’attenzione dei veronesi sulle tematiche legate all’uso della bicicletta in città, promuovendone l’uso sia come mezzo di trasporto alternativo, sia come “mezzo” di divertimento per tutta la famiglia, in linea con i principi di uno stile di vita sano e sostenibile.

Tra i partner 2017 anche l’Ordine degli Ingegneri di Verona che ha patrocinato ed aderito all’8a EnerGita, promossa dalla Commissione sostenibilità dell’Università di Verona, inserendola come VISITA TECNICA nell’ambito della Rassegna OPEN. Ingegneri aperti alla città “INNOVISIONI. Idee e progetti del tutto nuovi”.

Domenica 7 maggio con partenza alle ore 9.00 dall’ex Arsenale di Verona, al via un’escursione di 30 km in bicicletta da Verona ad Arcè di Pescantina e ritorno per rilanciare il progetto dell’Ecomuseo dell’Energia pulita – promosso da FIAB – con il riutilizzo dei percorsi dei canali e delle centrali idroelettriche che tra Otto e Novecento hanno trasformato il nostro territorio e che ancora oggi raccontano un pezzo importante di quella affascinante storia industriale che ha saputo incarnare una visione lungimirante per la città.

A rappresentare l’Ordine degli Ingegneri era presente in Comune il Segretario, ing. Giovanna Ghio, consigliere referente della Commissione Impianti elettrici e promotore dell’evento per la rassegna Open.

«Con l’adesione dell’Ordine a questa iniziativa – ha sottolineato l’ing. Ghio – non solo ribadiamo la nostra apertura alla città, alle sue istituzioni e associazioni ma sottolineiamo, in particolare, quanto la tutela e la salvaguardia ambientale debbano diventare per gli Ingegneri presupposto imprescindibile nella pianificazione urbanistica e progettazione del costruito, a partire dal ripensare la mobilità in una direzione sostenibile. Preme sottolineare inoltre la portata didattica e formativa della Visita Tecnica con l’intervento di Simone Venturini, ingegnere progettista di Technital, che andrà ad illustrare la centrale di recente realizzazione alla diga del Chievo e quella da costruirsi in sinergia con il rifacimento del ponte di Arcè a Pescantina».

All’interno di Villa Spinola l’ing. Venturini illustrerà in particolare il progetto della nuova turbina mentre il prof. Claudio Malini parlerà della storia del Canale Biffis avvenuta nel 1938-1943. Verrà inoltre mostrata una presentazione del progetto Ecomuseo dell’Energia Pulita. Si scenderà poi a vedere dal vivo il ponte di Arcè, quindi si risalirà verso il canale Biffis e passando dal centro di Bussolengo si farà ritorno in città.

La mattinata si concluderà alle ore 12,30 circa a Verona, sempre all’ex Arsenale austriaco dove si tengono le principali iniziative del Festival in Bicicletta. Sarà possibile provare gratuitamente numerose e-bike, biciclette a pedalata assistita, messe a disposizione da varie aziende e rivenditori.

Sono previsti 3 CFP per Ingegneri partecipanti.

Le iscrizioni sono aperte fino al 3 maggio al link: https://www.isiformazione.it/ita/iscrizione.asp?IDEdizione=241&CodOrdineEdizione=ING-VR

Per informazioni: sede FIAB Verona in piazza Santo Spirito 13, tel. 045 8004443, oppure marco.passigato@univr.it

Per saperne di più:

Agenzia Stampa Comune di Verona

www.festivalinbicicletta.it con il programma completo dei sei giorni della manifestazione.

 

 

TALKS SLIDINGDOORS 2016 – GENERAZIONI: “Guardiamo al capitale umano”

talks2016_relatori3Il pubblico numeroso che ha partecipato giovedì 27 ottobre  – nella suggestiva cornice del Teatro Ristori di Verona   – alla seconda edizione dell’evento Talks Slidingdoors 2016 sul grande tema GENERAZIONI, attesta l’interesse per questa proposta culturale ideata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri – nella persona del suo vice-presidente ing. Gianni Massa – che l’Ordine degli Ingegneri di Verona ha realizzato nell’ambito della V edizione della rassegna Open. Ingegneri aperti alla città.

GUARDA IL VIDEO introduttivo:

Il format TALKS SLIDINGDOORS è occasione pubblica per una riflessione a più voci su temi forti e urgenti per la società. Come Ordine degli Ingegneri di Verona, abbiamo condiviso questo progetto consapevoli che un Ordine professionale contemporaneo debba sapersi fare interprete delle esigenze della società, veicolando le proprie competenze a servizio della cittadinanza.

In questo sforzo di apertura e dialogo, la scelta del tema Generazioni ci ha subito conquistato perché drammaticamente attuale nelle sue più diverse declinazioni. Non si tratta più solo di uno scontro tra visioni diverse del mondo, oggi parliamo di coesione e sostenibilità sociale.


Gli altri contributi video:

Alessandro Rosina; Ilaria Decimo; Paolo FerraraFranco Cesaro; Eugenio Finardi.


Il nostro tempo – a dirlo il filosofo Remo Bodei nel suo saggio Generazioni. Età della vita, età delle cose – ha indebolito i legami sociali e la fiducia tra le generazioni. Si potrà introdurre un nuovo, più equo e lungimirante patto intergenerazionale?

Come rimettere al centro dell’agenda politica l’urgenza di superare gli “egoismi generazionali” che contraddistinguono e immobilizzano la nostra società contemporanea? Quali le politiche attive da mettere in atto? Come combattere il senso di esclusione e di ingiustizia dei giovani che li porta a fuggire all’estero? Come valorizzare tutto il capitale umano – dai bambini, ai giovani, ai cinquantenni che oggi perdono il lavoro – perché diventi il volano e leva per la competitività e lo sviluppo del Paese?

Dall’andamento demografico che vede l’Italia ultima in Europa per natalità e nei primi posti per longevità, al lavoro che non c’è, dai mancati investimenti sui giovani che se ne vanno ad un welfare non più sostenibile, stiamo vivendo un corto-circuito generazionale che pare non avere soluzione e per il quale la politica non riesce a proporre soluzioni di lungo respiro.

Mi preme sottolineare come – mentre si pensa che l’Italia possa essere attrattiva per le aziende straniere giocando sull’ottima preparazione dei professionisti italiani svendibili a basso costo – stiamo vivendo invece, come categoria, una situazioni allarmante che spinge molti iscritti a emigrare. E chi resta, pensa comunque che il futuro dei propri figli debba necessariamente essere altrove, perché crediamo difficile che possano percorrere la nostra strada.

Occorre, ne siamo convinti, puntare alla valorizzazione del capitale umano delle nuove generazioni, alla meritocrazia, alla libera concorrenza come leva per la competitività e lo sviluppo del paese.  Crediamo nella cultura, nello studio, nell’impegno e auspichiamo per i nostri figli un posto dove questo possa essere il fondamento della società. Il fardello lasciato dalle generazioni passate come eredità ai più giovani sta diventando insostenibile.

I cinque relatori che si sono succeduti sul palco – Alessandro Rosina, Ilaria Decimo, Paolo Ferrara, Franco Cesaro, Eugenio Finardi – ci hanno consegnato alcune tracce possibili per ridisegnare un futuro dove l’attenzione possa essere posta sulle potenzialità e i talenti del “capitale umano” di qualsiasi età. Bambini, giovani, adulti cinquantenni che perdono il lavoro ma che hanno ancora molto da dare alla società. L’impegno deve essere di tutti. Bisogna trovare al più presto una via di uscita, noi siamo pronti a rimboccarci le maniche.

Un sentito grazie ai partner e agli sponsor che hanno reso possibile l’evento. Il Comune e la Provincia di Verona ma anche a tutti gli altri patrocinatori e collaboratori della Rassegna Open. All’Accademia di Belle Arti di Verona, partner tecnico che ha pensato l’allestimento e che ha voluto rappresentare scenograficamente questo “simbolico abbraccio” tra le diverse età dell’uomo.

Agli sponsor che ne hanno reso possibile la realizzazione: Emozione3, main sponsor dell’evento, AGSM e Roberto Bussola, Private Banker di Banca Mediolanum.   Si ringraziano inoltre il magazine Pantheon, media partner dell’evento e il Ristorante Arche e l’Hotel Trieste di Verona per il supporto all’iniziativa.

Ing. Luca Scappini – Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia

“Professionisti della robotica di servizio”, al via un corso base-sperimentale

cropped-IMG_6048La proposta formativa è promossa dalla Commissione ICT dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia in collaborazione con il prof. Paolo Fiorini, docente di Robotica e direttore del laboratorio di robotica ALTAIR al Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Verona (nella foto).


C’è chi li crea in laboratorio e chi ne fruisce nel proprio ambiente quotidiano, lavorativo e domestico.

Sono i robot per la sanità, la chirurgia, la riabilitazione e la diagnostica. Robot per l’agricoltura, l’ambiente, per la scuola e l’intrattenimento. Robot per usi domestici – per la pulizia o il taglio dell’erba – ma anche “robot – assistenti” per anziani e disabili. Robot, come i droni, che stanno trovando una nuova applicazione nel settore tecnico e professionale della progettazione e della cantieristica.

ROBOTICA DI SERVIZIO, un’opportunità per studenti, tecnici, ingegneri e informatici – Oltre la robotica umanoide e industriale, utilizzata per lavori ripetitivi e faticosi, parliamo della robotica di servizio di ultima generazione, pensata per convivere con noi e per supportarci in casa e al lavoro. Oggetti sempre più diffusi e di uso quotidiano che oggi, sfruttando la connessione con la Rete, hanno “moltiplicato” la loro funzionalità e operatività grazie alla precisione nella mappatura e localizzazione e nel riconoscimento di oggetti o persone.

Quello della robotica di servizio è un settore in espansione che prospetta nuove opportunità lavorative nella richiesta di tecnici preparati – siano essi ingegneri o tecnici informatici – in grado di installare e gestire sistemi robotici di servizio con applicazioni “personalizzate” all’ambiente di riferimento. Figure professionali “intermedie”, tra il ricercatore di laboratorio e il destinatario finale, che provvedono alla corretta funzionalità dello strumento nell’ambiente finale di applicazione.

IL CORSO – Proprio per fornire questa prima ma adeguata formazione tecnica di base sulla robotica di servizio la Commissione ICT dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, in collaborazione con il prof. Paolo Fiorini, docente di Robotica al Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Verona, propone un corso formativo di “INTRODUZIONE ALLA ROBOTICA DI SERVIZIO” destinato a studenti, tecnici, ingegneri e informatici.

GLI OBIETTIVI – Tre gli obiettivi principali del corso: fornire in primis ai partecipanti le conoscenze di base della robotica e degli strumenti informatici per l’analisi e l’istallazione di robot per il servizio e la produzione industriale; un secondo step descrive invece il funzionamento dei metodi principali per la mappatura degli ambienti e per la navigazione di robot autonomi in “luoghi” non strutturati; chiude il programma una dimostrazione “pratica” delle applicazioni e dei metodi d’uso.

LE DATE – Il corso si svolgerà nella sede degli Ingegneri di Verona (Magazzino 1, via Santa Teresa 12) il prossimo 16, 23 e 29 settembre dalle ore 14.30 alle 18.30.

Il corso, aperto a tutti, prevede il rilascio di crediti formativi professionali per gli ingegneri iscritti ad un Albo provinciale.

Luca Scappini, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia

«Come già l’informatica e l’elettronica, la robotica sta diventando il centro di ogni innovazione. Abbiamo voluto condividere e proporre questo percorso formativo sperimentale e innovativo anche ai nostri iscritti – in particolari a chi ha competenze informatiche e nelle ICT – convinti di poter offrire una ulteriore opportunità lavorativa, spendibile in un settore in grande sviluppo che lavora al futuro della tecnologia».

PFioriniProf. Paolo Fiorini, docente di Robotica al Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Verona.

«Un chiaro esempio della carenza di figure professionali in questo ambito è riscontrabile nel settore della chirurgia robotica che non ha ancora sviluppato la professione di “ingegnere per la robotica chirurgica“, lasciando al medico e al personale infermieristico ospedaliero il compito di risolvere problemi di robotica standard, come l’analisi dello spazio di lavoro o la prevenzione delle collisioni. Accorgimenti che, se non affrontati correttamente, possono aumentare i rischi per la sicurezza».

Le iscrizioni al corso si chiuderanno il 14 settembre.

Informazioni al sito: www.collegioingegneriverona.it

SPECIALE IAGIG 2016 Ingegneria geotecnica, grandi opere e territorio.

L’apporto dei giovani ingegneri al 6° incontro  degli ingegneri geotecnici under 35,  tra ricerca, innovazione tecnologica e pratica professionale.  

A Verona 170 i partecipanti all’incontro annuale  promosso dall’AGI in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia.

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I giovani ingegenri geotecnici partecipanti a IAGIG 2016 – Verona, 20 – 21 maggio Auditorium Banco Popolare

C’è chi proviene da un’esperienza imprenditoriale, chi dal mondo accademico, chi dal settore delle nuove tecnologie, chi da quella industriale italiana e internazionale. Come Francesca, venuta appositamente da Cambridge dove ha svolto il dottorato e dove ora lavora nell’azienda che le ha pagato il viaggio andata e ritorno per Verona per partecipare a IAGIG 2016, l’incontro annuale promosso dall’Associazione Geotecnica Italiana (AGI).  Esperienze diverse, un unico denominatore comune: essere ingegneri geotecnici under 35.

I SALUTI INTRODUTTIVI

Guarda il video: Il segretario dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, ing. Alessia Canteri, dà il benvenuto ai partecipanti.

Sono stati 170 i partecipanti alla sesta edizione di IAGIG 2016, svoltasi a Verona presso l’Auditorium del Banco Popolare lo scorso venerdì 20 e sabato 21 maggio. Ad ospitare le due giornate, l’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia  – che ha fattivamente collaborato al coordinamento dell’evento attraverso la sua Commissione Geotecnica – e il Collegio Ingegenri di Verona. L’evento è stato patrocinato inoltre dl CNI e da FOIV.

AGIG L’Incontro annuale dei Giovani Ingegneri Geotecnici (IAGIG) si rivolge principalmente a tutti i giovani ingegneri interessati alle problematiche geotecniche, operanti sia in ambito professionale (liberi professionisti, dipendenti di enti pubblici o di imprese, collaboratori presso studi professionali, giovani imprenditori del settore) sia nel contesto accademico (studenti di dottorato, dottori di ricerca, assegnisti e ricercatori).

AGILa due giorni è stata occasione per dar vita ad una proficua discussione tra giovani professionisti e ricercatori del settore su argomenti di ingegneria geotecnica, con riferimento particolare alla pratica ed alle innovazioni proposte dalla Ricerca. Coinvolge liberi professionisti, dipendenti di enti pubblici o di imprese, giovani imprenditori del settore, studenti di dottorato, dottori di ricerca, assegnisti e ricercatori.

Iadig_slideUno scambio di esperienze di studio e di applicazione sui temi delle grandi opere e del territorio con focus e presentazioni sull’ambiente urbano, la stabilizzazione dei dissesti idro-geologici, lo sviluppo di nuove tecnologie costruttive e di indagine, lo studio di sistemi progettuali innovativi e l’analisi di modellazioni numeriche avanzate. Materie affrontate con riferimento sia alla pratica professionale sia alle innovazioni legate alla Ricerca scientifica e tecnologica, guardando agli aspetti tradizionali ed innovativi della progettazione, esecuzione e controllo di opere di Ingegneria Geotecnica.

Ad aprire la prima giornata di presentazioni i saluti degli ingegneri Giuseppe Maria Gaspari, del Comitato Organizzatore IAGIG e del prof. Nicola Moraci, presidente dell’Associazione Geotecnica italiana.

Prof. Ing. Nicola Moraci - Pres. Associazione Geotecnica Italiana
Prof. Ing. Nicola Moraci – Pres. Associazione Geotecnica Italiana

«Crescono le edizioni, cresce l’interesse e la partecipazione a questo incontro annuale – ha sottolineato Nicola Moraci, presidente dell’Associazione Geotecnica italiana – nato nell’ambito dell’AGI nel 2011.  Segno dell’attenzione verso la disciplina ma anche della felice intuizione dell’International Society for Soil Mechanics and Geotechnical Engineering (ISSMGE) di puntare sul confronto di conoscenze tra giovani provenienti da ambiti lavorativi e accademici diversi – dall’Italia e dall’estero – in un ambito “friendly” che favorisca una condivisione aperta tra ricercatori e professionisti in un forte approccio applicativo. Uno scambio, molte volte, base per future sinergie professionali».

Guarda il contributo video del Presidente AGI prof. ing. Nicola Moraci

GMGaspari3Un aspetto, quello dell’internazionalizzazione dell’appuntamento, che è stato sottolineato anche dal referente del comitato organizzatore IAGIG l’ing. Giuseppe Maria Gaspari, che lavora in Canada: «L’aspetto internazionale è un valore aggiunto dello IAGIG. Sono molti gli ingegneri geotecnici under 35 che lavorano all’estero e che ogni anno rientrano in Italia appositamente per questo incontro. Uno scambio di saperi reciproco con i giovani colleghi che lavorano e fanno Ricerca in Italia per condividere conoscenze e nuove tecnologie. E’ questa l’anima dell’appuntamento che non dimentica di guardare a chi, meno giovane, ha però più esperienza “e conosce la strada” e sa guidarci nello scegliere i migliori progetti ricerca, le migliori soluzioni tecniche nella progettazione e in cantiere».

Guarda il contributo video di Giuseppe Maria Gaspari

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Prof. Ing. Massimo Mariani CNI

Ma l’obiettivo è quello di riuscire a parlare di Geotecnica anche ai non geotecnici. E’ questa la sfida lanciata dal prof. Massimo Mariani, consigliere e coordinatore della Commissione Ingegneria Geotecnica del CNI: «E’ importante questo arricchimento interno di cultura e conoscenze – ha detto l’ing. Mariani –  ma è arrivato il momento di cambiare direzione e portare la nostra disciplina all’esterno di questo ambito “aristocratico” e fare in modo che la geotecnica entri nella formazione permanente per tutti i nostri colleghi ingegneri. Troppo spesso infatti – ha concluso –  sono proprio i nostri “non-committenti” (i colleghi ingegneri) a non riconoscere nell’ingegnere geotecnico l’esperto in grado di garantire qualità e sicurezza all’intervento».

Guarda il contributo video

L’Ordine degli Ingegneri di Verona ha fatto squadra con tutta la sua Commissione Geotecnica – in particolare gli ingegneri Roberto Castaldini, coordinatore della Commissione e l’ing. Paolo Crescini, consigliere del Collegio degli Ingegneri di Verona –  per ospitare lo IAGIG 2016 e coordinare al meglio le due giornate veronesi:

Ing. Alessia Canteri - Segretario dell'Ordine degli Ingegenri di Verona e Consigliere referente della Commissione Geotecnica
Ing. Alessia Canteri – Segretario dell’Ordine degli Ingegenri di Verona e Consigliere referente della Commissione Geotecnica

«Un’occasione per sottolineare che anche a Verona si possa parlare di Geotecnica in maniera propositiva – ha sottolineato Alessia Canteri, ingegnere, segretario dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e consigliere referente della Commissione Geotecnica – al di là dei problemi contingenti che possano riguardare la programmazione di un’opera in particolare. L’appuntamento è inoltre essenziale per dare nuovo slancio ai giovani e al loro lavoro di Ricerca e innovazione in un momento di congiuntura economica ancora sfavorevole che ci spinge a guardare all’estero con maggiore competenza, qualità e standards tecnico-operativi elevati».

Guarda il contributo video

I LAVORI – Sono stati 55 i contributi pervenuti e selezionati dal comitato scientifico creato appositamente nell’ambito dell’AGI e che sono stati esposti dagli autori under 35 tra relazioni e poster scientifici.

Gli interventi erano  suddivisi in 4 sessioni di presentazioni orali e 2 sessioni di poster, suddivise nelle rispettive tematiche: prestazioni di opere geotecniche; aspetti progettuali, costruttivi e tecnologici; interventi di miglioramento e rinforzo; geotecnica sismica e stabilità dei pendii.

 

I PREMIATI:

 PRIMA GIORNATA – L’Ingegneria geotecnica a servizio delle grandi opere: necessità e opportunità 

 Sezione 1: “Prestazioni di opere geotecniche

Numerical simulations of non – linear coupled geomechanical problems
Nicolò Spiezia, Department ICEA – Università di Padova
M3E Srl – Spin off Università di Padova

La presentazione propone una simulazione numerica che tiene conto del comportamento non lineare del terreno.

Sessione 2: Aspetti progettuali, costruttivi e tecnologici

Sistema TOP DOWN NPS®, una tecnologia all’avanguardia per affrontare le problematiche di cantiere, illustrata in due casi studio

Ing. Alessandro Pieretto, Tecnostrutture srl

Una tecnologia utilizzata, tra l’altro, per la realizzazione del parcheggio interrato di piazza SS. Apostoli a Verona.


Sessione Poster 1:

Three dimensional numerical analysis of an instrumented segmental lining of metro line 6 in Naples

Stefania Fabozzi, Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale – Università di Napoli Federico II

Il lavoro presenta un’analisi numerica tridimensionale per un’interpretazione dei dati di un caso di studio sulla linea 6 della Metropolitana di Napoli.

SECONDA GIORNATA – Uomo e Territorio: l’Ingegneria Geotecnica come strumento della mitigazione del rischio

 Sessione 3: “Interventi di miglioramento e rinforzo

Resistenza caratteristica del terreno trattato con jet grouting

Caterina Toraldo, DICeM Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

Lo studio si prefigge di stabilire un criterio oggettivo per valutare tale resistenza

 Sessione 4: Geotecnica sismica e dei pendii

Analisi di risposta sismica 1D di profili sedimentari offshore

Daniela Tonoli, Studio Geotecnico Italiano

Analisi svolta all’interno di ampi studi di pericolosità sismica su siti di

piattaforme nel mare Adriatico.

Sessione Poster 2

Analisi dinamiche in tensioni efficaci con il codice di calcolo monodimensionale ‘Scossa’

Anna Chiaradonna, Università degli Studi di Napoli Federico II

Una  procedura che consente di effettuare analisi monodimensionali in tensioni efficaci senza adottare sofisticati modelli costitutivi del terreno.

A chiudere le due giornate la visita tecnica alla Verona Fortificata.

 

 

CONVEGNO E MOSTRA ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE: NUOVE FUNZIONI E MEMORIA STORICA

VENERDI’ 22 APRILE 2016, ore 17.30 – 19.30

AUDITORIUM M. SANMICHELI MAGAZZINO 1,

SEDE ORDINE DEGLI INGEGNERI DI VERONA E PROVINCIA

VIA SANTA TERESA 12 – VERONA ___________________________________________________________________________

ore 19.00
INAUGURAZIONE MOSTRA:

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Simone Butturini – Lanificio Tiberghien-1907, Verona, Acrilico e smalto su tela, cm 100×80, 2016

IL PAESAGGIO. MEMORIA, IDENTITÀ E METAFORA.” L’Archeologia industriale nei dipinti di Simone Butturini

Ad introdurre la mostra un ospite d’eccezione:

LIBERO CECCHINI, decano degli architetti veronesi


IL CONVEGNO – Inserito nella V edizione della rassegna Open. Ingegneri aperti alla città 2016 dal titolo SCENARI URBANI – METAMORFOSI E RIGENERAZIONE, il Convegno ha l’obiettivo di dimostrare come una buona progettazione unita ad una chiara e corretta programmazione urbanistica dell’Ente Pubblico – anche con il coinvolgimento di risorse private – consentono di intervenire positivamente in ambiti urbani di trasformazione, allocando nuove e diversificate funzioni in luogo di dismessi opifici pur conservando segni e memoria della loro identità originale.

In un momento storico in cui anche nella città di Verona il consumo di nuovo suolo agricolo è destinato nel breve termine ad essere azzerato, le prospettive di sviluppo della città dovranno necessariamente concentrarsi su ambiti di trasformazione (aree industriali dismesse, complessi edilizi militari e demaniali già inutilizzati o in via di dismissione, ecc.), spesso connotati anche da edilizia di pregevole valore architettonico e comunque pregni della memoria storica di attività umane.

Il convegno intende dunque illustrare il percorso e l’approccio di due diversi interventi di recupero in contesti estranei alla nostra città – le ex-Conterie di Murano (Venezia) e la ex Manifattura Tabacchi a Borgo Sacco (Rovereto) -, progetti che hanno saputo coniugare nuova funzione e memoria storica del luogo, divenendo interessanti casi di studio per la valorizzazione dell’esistito.

PROGRAMMA E RELATORI

  • Ore 17,30 – INTRODUZIONE:  Ing. Giovanni Montresor – Vice presidente Centro Nazionale Studi Urbanistici
  • Ore 17,40  – COSTRUIRE SUL COSTRUITO: 36 ALLOGGI NELLE EX CONTERIE DI MURANO – VENEZIA – Arch. Giorgio Macola 
  • Ore 18,20 – TRA INNOVAZIONE E IDENTITÀ: IL PROGETTO EX MANIFATTURA TABACCHI A BORGO SACCO – ROVERETO  –Arch. Fabrizio Capuzzo (Trento)

    LA MOSTRA: 

“IL PAESAGGIO. MEMORIA, IDENTITÀ E METAFORA”. L’archeologia industriale nei dipinti di Simone Butturini

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Simone Butturini – La Fabbrica del ghiaccio, Acrilico e smalto su tela, cm 100×150 cm, 2010

“Dall’affascinante interno dello Zuccherificio dismesso, alle Torri d’acqua, all’imponente struttura della fabbrica del ghiaccio, agli immensi spazi lasciati dei grandi magazzini: è il fascino dell’archeologia industriale che mi attrae perché la sua storia, il lavoro che quegli edifici avevano procurato e prodotto mi sembra non sia solo un ricordo, ma abbia il senso e il peso della Storia che si alimenta di immagini e di nostalgie, di memorie e di eventi che sono passati ma rimangono impressi per sempre nelle forme stesse di quegli edifici, divenendo parte del paesaggio”. (Simone Butturini)

Locandina Butturini 50×70

Carlo Emilio Gadda: soldato, ingegnere e scrittore

Nel centenario della Grande Guerra gli Ingegneri di Verona riscoprono la figura e l’opera di Gadda. E l’ “ingegneria” della sua scrittura.

VENERDI’ 16 OTTOBRE ORE 17.30, Sede Ordine – via Santa Teresa 12

Intervengono il prof. Emilio Manzotti dell’Università di Ginevra, Arnaldo Liberati erede dell’archivio gaddiano custodito a Villafranca e l’ing. Paolo Soardo, presidente del Collegio Ingegneri di Verona.

 GaddaGadda soldato; Gadda, ingegnere dello stile; Gadda veronese. Nel Centenario della Grande Guerra con il convegno “Carlo Emilio Gadda: soldato, ingegnere e scrittore”, in programma venerdì 16 ottobre alle ore 17.30 nella sede dell’Ordine (in via Santa Teresa 12), gli Ingegneri di Verona intendono dare risalto alla figura di Carlo Emilio Gadda e ripercorrere a tutto tondo il profilo dell’«ingegnere» della letteratura italiana del Novecento.

Principalmente conosciuto come scrittore, Gadda  (Milano 1893 – Roma, 1973) fu anche soldato, ingegnere e professore. Una personalità composita che i relatori andranno a scandagliare a partire dalla sua prima opera letteraria, il “Giornale di guerra e di prigionia“, pubblicata nel 1955, in cui sono confluite le testimonianze delle molte lettere scritte dal fronte, prima come “alpino” volontario combattente, poi da prigioniero dopo Caporetto; quindi si ripercorreranno gli anni – fino al 1940 – in cui svolse il lavoro di ingegnere tra l’Italia e l’estero: in Sardegna e a Milano, dove si era laureato in ingegneria elettronica, fino ai due anni trascorsi in Argentina. Lo “incontreremo” anche professore di matematica e fisica al liceo Parini di Milano, dove aveva studiato, e funzionario RAI a Roma.

All’incontro interverranno Paolo Soardo, ingegnere e presidente del Collegio Ingegneri di Verona, che ne ripercorrerà l’esperienze militare e la prigionia, Emilio Manzotti, professore di Linguistica italiana alla Facoltà di Lettere dell’Università di Ginevra, tra i massimi conoscitori di Gadda, membro del comitato scientifico di Adelphi che dal 2010, proprio grazie alla collaborazione con l’archivio Liberati di Villafranca, sta rieditando tutte le opere di Carlo Emilio Gadda. Nel suo intervento “Gadda, ingegnere dello stileManzotti riproporrà da una parte le straordinarie descrizioni ‘ingegneristiche’ di edifici e manufatti proposte in alcune pagine gaddiane; dall’altra andrà ad analizzare la sapiente costruzione della sua scrittura: quelle strutture linguistiche e logiche che ne hanno fatto un unicum nella storia letteraria del Novecento.

Sarà invece Arnaldo Liberati, erede del prezioso archivio gaddiano custodito a Villafranca di Verona che Gadda lasciò in eredità alla sua governante Giuseppina Liberati, zia di Arnaldo che, appunto, ne divenne a sua volta erede. Autore de Il «mio» Gadda. Padri, madri, zie e una E. (edizioni Stimmgraf, Verona, 2014, con la prefazione proprio del prof. Manzotti) Liberati racconterà il “Gadda veronese”, attraverso il ricco materiale archivistico a disposizione: un baule di manoscritti, lettere, fotografie e cimeli.

In quegli scritti e fotografie, nelle lettere inedite dal fronte lungo i luoghi della Grande Guerra dove lo scrittore si trovò a combattere – dall’Adamello all’altopiano di Asiago, fino al Carso e a Caporetto – ci sono le righe «familiari» scritte alla sorella Clara che rivelano un Gadda meticoloso ma non accademico, un «registro di familiarità scherzosa», come spiega il professor Emilio Manzotti nell’introduzione al volume di Liberati, «che consente di sdrammatizzare, per chi legge ma anche per chi scrive, l’orrore delle situazioni vissute». E ancora gli anni trascorsi nella villa del cognato Paolo Ambrosi, marito della sorella Clara, a Cavalcaselle.

«Il diario di Gadda registra con scrupolo e precisione quasi ossessiva le sue esperienze di vita militare e successivamente la prigionia – sottolinea Paolo Soardo, presidente del Collegio degli Ingegneri di Verona e coordinatore dell’evento -. Sono molte le testimonianze che ci sono giunte dal fronte ma gli scritti di Gadda sono unici per il “tono” che racchiudono. Una descrizione lirica e grottesca, al contempo;  ironica e sublime, un’intima riflessione personale e familiare che si distingue da tutti gli altri documenti “dal fronte”. Gadda guarda alla guerra con l’occhio dell’ingegnere: molte infatti sono le equazioni, curve, schizzi e mappe in cui ci imbattiamo nella lettura del diario.  Gadda non è un ufficiale di rango: condivide con la truppa le miserie e le difficoltà della prima linea e delle retrovie. Accanto al diario, sono molte le lettere e le cartoline postali che invia ai familiari e agli amici: la scrittura rappresenta per lui l’unico conforto, un sollievo dalla sofferenza e da quel “tempo di follia” che è la guerra. La guerra per lui è il primo vero banco di  prova – sia umano sia letterario – con l’eccezionale occasione di tradurre l’esperienza grandiosa e sconvolgente a cui è chiamato a partecipare».

Gadda dopo la guerra non pubblicò i suoi diari, perché li riteneva “note interne non destinate alla pubblicazione: un promemoria segreto di quegli anni, di quelle sofferenze, di quel tempo di follia”.

Li lasciò stampare – parzialmente e con censure – solo molti anni più tardi; il diario di guerra del 1917 e il memoriale vedranno le stampe solo nel 1991: Taccuino di Caporetto. Diario di guerra e prigionia (ottobre 1917 – aprile 1918) Milano, Garzanti.