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TALKS SLIDINGDOORS 2017. “La vera innovazione deve migliorare la vita di tutti”

Se non si innova non si sopravvive; l’innovazione non si improvvisa ma “si impara”; non c’è innovazione senza fallimento; l’innovazione vera deve portare ad un miglioramento della vita di tutti.

DSC_1279 DSC_1033Sono le indicazioni precise che, come un filo rosso, hanno attraversato gli interventi dei cinque relatori che lo scorso 22 ottobre sul palco del Teatro Ristori di Verona, hanno dato voce alla terza edizione dell’evento pubblico TALKS SLIDINGDOORS 2017, il roadshow culturale/narrativo ideato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), promosso e realizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia in collaborazione con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, il Collegio Ingegneri di Verona, l’Accademia di Belle Arti di Verona e grazie al supporto di LineaEcoKlima, AGSM, Amia, Eurotherm e di altre aziende di settore che hanno condiviso l’iniziativa.


SCATTI DAL TALK 2017 – LA GALLERY DI MARCO TONINELLI

Pier Paolo Bardoni, founder e CEO di THINGS, tra le prime agenzie in Italia di IoT & innovation design, Alessandro Sannino, ordinario alla Facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento, visiting scientist al MIT di Boston e chief project scientist della startup dell’healthcare Gelesis che ha trasformato l’idea di un idrogel superassorbente per pannolini in una “capsula antiobesità”, la designer Antonella Andriani, docente all’Accademia Belle Arti di Verona, l’alpinista e guida alpina veronese Nicola Tondini e – a chiudere – la musica e le parole del maestro Roberto Cacciapaglia.

Ecco i narratori d’eccezione da cui sono arrivati questi imperativi chiari che “marcano” il sentiero dell’innovatore e del creativo e nel solco dei quali trova risposta la domanda di fondo che ci siamo posti: perché un Ordine dovrebbe organizzare e promuovere un evento culturale come TALKS SLIDINGDOORS, che si discosta sensibilmente dal linguaggio strettamente professionale e dall’attività ordinaria di un Ordine?

PERCHE’ UN TALK PER GLI INGEGNERI?

Perché anche noi nel nostro piccolo vogliamo essere degli innovatori, vogliamo provare a guardare oltre, trovare un linguaggio comune, creare nuove occasioni di condivisione e collaborazione. Sappiamo che per far questo occorre gettare il cuore oltre l’ostacolo, avere un po’ di coraggio, rischiare, saper esporsi e cercare strade meno battute.

Viviamo in un mondo che ci ha “abituati” alle modernità, allo sviluppo tecnologico, all’innovazione, appunto, tanto da arrivare talvolta a svuotare il termine stesso del suo vero significato. Se tutto è innovazione, in questa continua “corsa in avanti”, rischiamo – a volte –  di perderne di vista il valore e la sostanza.

L‘innovazione gioca su due fronti: è introduzione, ex-abrupto, di sistemi e criteri nuovi da un lato; è rinnovamento radicale di una prassi dall’altro, ovvero riscoperta in termini nuovi di una risorsa o conoscenza già acquisita e consolidata. Ma in entrambi i casi, crediamo, non ci può essere innovazione senza cultura, competenza e specializzazione.    Abbiamo a disposizione strumenti sempre più potenti ma andiamo verso un futuro con grandi margini di incertezza, nel quale non possiamo esimerci dalla responsabilità, minimizzandone magari gli impatti negativi.

L’innovazione è futuro e il futuro deve creare fiducia e inclusione, ma la fiducia la si conquista dimostrando conoscenza.

L’innovazione è opportunità, ma occorre fare attenzione a valutare quali fattori di metodo, di cultura e di valori umani sono indispensabili perché segua il percorso giusto.

 L’innovazione è l’idea nuova, rivoluzionaria nel suo puro isolamento ma il destino di questa idea che rivoluziona il futuro è dato dal contributo di molti.

Perché il futuro è relazione, è contaminazione di relazioni, è mettere le intelligenze in comune.

Ecco perché abbiamo scelto come filo rosso la frase di Adriano Olivetti “La speranza di un mondo nuovo e’ legata al destino di una idea, sottotitolo del suo volume Città dell’uomo, pubblicato nel gennaio 1960, pochi giorni prima della morte improvvisa dell’autore. Quasi una sorta di testamento spirituale.

L’innovazione – ci ricorda Riccardo Viale nel  volume “La cultura dell’Innovazione”  – è intrinseca alla società, al territorio e alla cultura all’interno della quale si sviluppa e come tale non racchiude soltanto aspetti razionali, ma anche e soprattutto l’insieme di quei valori emotivi e culturali, quali la creatività, la passione, l’arte, che ne caratterizzano e identificano il tessuto sociale. C’è inoltre una forte dimensione locale dell’innovazione: la forte tendenza a concentrarsi in determinati luoghi, dove possono nascere e svilupparsi fitte reti di relazioni sociali, in grado di incoraggiare il confronto tra individui, lo scambio e la circolazione di conoscenza ed esperienza, facilitando così l’emergere di nuove soluzioni e idee. Nel suo complesso l’innovazione può essere, quindi, considerata come un fenomeno urbano.

E’ questo lo spirito che anima questo evento e tutta la rassegna culturale OPEN.INGEGNERI APERTI ALLA CITTA’ e che i relatori  hanno saputo portare con le loro esperienze sul palco del Teatro Ristori di Verona.

UN GRAZIE SPECIALE AI NOSTRI PARTNER TECNICI E SPONSOR.

ALESSIA CANTERI

Presidente Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia