INNOVISIONI – Mobilità urbana: dal motore a scoppio alla tranvia elettrica. L’ing. veronese Enrico Zeno Bernardi, inventore italiano del motore a scoppio.

Venerdì 6 ottobre ore 17  – Magazzino1, Via S. Teresa 12 

Promosso dalla Commissione Impianti elettrici dell’Ordine in collaborazione con il Museo Nicolis di Villafranca.

zeno-enrico-bernardiVero genio della meccanica, Enrico Zeno Bernardi, ingegnere veronese classe 1841, fu precursore dell’automobile con l’invenzione del primo motore a scoppio alimentato a benzina, battezzato “motrice Pia” (1882) dal nome della figlia.

L’amministrazione comunale gli rese ulteriore omaggio nel 2014 inaugurando nei giardini dell’arsenale un busto in bronzo, opera di Gabriella Manfrin Colantoni, per onorarne la memoria quale veronese illustre.

 

Prototipo_motore_Bernardi_Museo_scienza_e_tecnologia_Milano
Prototipo di motore a scoppio di Enrico Bernardi. Esposto al Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci, Milano. 

OMAGGIO AL “VISIONARIO” BERNARDI – Anche l’Ordine degli Ingegneri di Verona, nel raccontare quelle Innovisioni che tra passato e futuro hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere, intendono ricordarne la figura e il significato storico delle sue invenzioni con un convegno promosso in collaborazione con il Museo Nicolis di Villafranca che custodisce alcuni “pezzi storici” firmati da Bernardi, tra cui proprio la “motrice Pia”.

Coordinato dagli ingegneri Giovanna Ghio e Emanuele Vendramin della Commissione impianti elettrici dell’Ordine l’incontro si svolgerà venerdì 6 ottobre alle ore 17 nella sede degli Ingegneri in via S. Teresa 12.

Sarà Silvia Nicolis, presidente del Museo Nicolis di Villafranca, a rendere omaggio alla figura di Bernardi, sottolineando inoltre l’importanza di mantenere viva sul territorio la memoria di questi maestri e pionieri che con passione e caparbietà hanno scritto pagine fondamentali della storia dell’automobilismo, anche a Verona. Il museo, in particolare, espone il motore a scoppio azionato a benzina realizzato da Bernardi nel 1884 con la relativa documentazione storica.


Per saperne di più guarda:

Museo Nicolis Villafranca – La motrice “Pia” 1882


3164

Enrico Bernardi – “Motrice pia” 1882

 

Facendo un salto nell’attualità, il convegno andrà poi ad approfondire tematiche importanti legate alla mobilità urbana tra cui uno sguardo sugli scenari di sviluppo della mobilità elettrica in relazione al mercato delle tariffe elettriche “L’auto “elettrificata”: tecnologie, mercato, offerta attuale e scenari futuri ” con Moreno Zavagnin, specializzato nel settore automotive;  quindi un affondo nel settore in forte sviluppo delle “Biciclette a pedalata assistita “2.0” tra mobilità, turismo e wellness” con Massimiliano Monesi, ingegnere, impegnato nel settore della mobilità ciclistica e co-fondatore di BIKE UP, il  festival dedicato alla bicicletta a pedalata assistita.

A chiudere il focus sulla “Mobilità pesante elettrica innovativa: il sistema Ginevra di ABB”, un “caso di scuola” affidato a Gianluca Donato, ingegnere e tecnico commerciale di ABB, esperto di motori elettrici e azionamenti, da sempre interessato ad ogni aspetto dell’innovazione e quindi anche alle nuove tecnologie mobilità elettrica “pesante” che ancora non sono una realtà affermata ma rappresentano un prossimo futuro possibile che avanza a piccoli passi.

 

MOSTRA OPEN: Verona in trasformazione 1920 – 1960

locandina_UDID_2017_10SetSabato 23 settembre ore 10 – Magazzino 1, S. Teresa 12

INGRESSO LIBERO – Esposizione fino al 31 ottobre

In esposizione i progetti edilizi provenienti dal fondo dell’Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette di Verona, conservato nell’Archivio di Stato di Verona.

 

Un appuntamento della rassegna OPEN INNOVISIONI, inserito negli eventi per le Giornate Europee del Patrimonio

Verona sulla “carta”, Verona oggi. Palazzo Murari Bra com’era prima delle modifiche nel progetto del 1935 a firma dell’ingegner Paolo Rossi De Paoli e come ora lo possiamo ammirare dalla vicina Chiesa di S. Fermo.

1549_127 Murari Dalla Corte Bra 02 1935 v2E’ questa la “doppia lettura” che la nuova esposizione documentaria “Verona in trasformazione (1920 – 1960)”, promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e dall’Archivio di Stato di Verona, propone al pubblico a partire dal censimento, dallo studio e dalla catalogazione dei 2.320 progetti edilizi provenienti dal fondo dell’Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette di Verona e conservato presso l’Archivio di Stato di Verona. Documenti che ora vengono esposti in una ragionata selezione che ha voluto mettere in risalto quelli più interessanti per tipologia edilizia e di trasformazione e per la rilevanza architettonica.

Progetti edilizi residenziali e pubblici che oggi possono integrare0998_081 Ente Magazzini Generali 7 parte dell’archivio dell’Edilizia privata del Comune di Verona, del quale, a seguito dei danni causati dalla Seconda Guerra Mondiale, è andato perduto il materiale antecedente il 1945.

La mostra, che apre sabato 23 settembre alle ore 10.00 con un convegno d’inaugurazione, rientra nell’ambito della rassegna culturale Open. Innovisioni e trova collocazione nelle Giornate Europee del Patrimonio.

0805_065 Comune di Verona Mercato 4Realizzata grazie alla fattiva collaborazione dell’associazione AGILE, della sezione veronese di Italia Nostra, del Progetto Musa Antiqua e dell’Associazione culturale La Quarta Luna, l’esposizione gode inoltre del patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Verona,

Allestita fino al 31 ottobre ad ingresso libero, sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 18.00.

0886_072 Cuzzeri GiulioLA MOSTRA, VERONA E LA SUA STORIA URBANA – La mostra propone dunque un singolare approccio per raccontare Verona e la sua storia urbana. A “parlare” sono infatti i documenti provenienti dagli accertamenti delle imposte sui fabbricati, parte del fondo del Catasto Italiano proveniente dall’Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette (U.D.I.D.) di Verona. Sono esposti gli elaborati grafici originali di progetti realizzati tra gli anni ’20 e gli anni ’60. Dei 2.320 progetti studiati, sono stati selezionati i più interessanti sia per tipologia edilizia e di trasformazione sia per la rilevanza architettonica.

IL PERCORSO ESPOSITIVO – La mostra propone dunque una sintesi del materiale del fondo analizzato e catalogato, seguendo un doppio binario espositivo: l’uno per aree geografiche specifiche della città, l’altro guardando ad alcuni dei progettisti più attivi del periodo storico in esame non ancora ben documentati.

Dieci le tavole, di cui la prima, sinottica, mette a confronto tutti i progetti oggetto di studio, suddivisi per zona di appartenenza, tipologia edilizia e anno di costruzione. Nelle nove tavole grafiche successive vengono illustrati i progetti edilizi distinti per area geografica, occasione per descrivere lo sviluppo dei quartieri della città: il centro, borgo Trento, borgo Venezia, borgo Roma e Santa Lucia e borgo Milano. Le tavole sono poi intervallate da altrettanti pannelli con le opere più interessanti di alcuni tecnici, ingegneri ed architetti, selezionati: l’architetto Antonio Gregoletto e gli ingegneri Marcello Tommasi, Silvio Brutti e Antonio Tonzig.

La mostra è correlata dagli scatti fotografici dell’architetto Marco Totè, che permetteranno di visualizzare l’edificio nella sua condizione odierna, operando così l’interessante confronto con gli elaborati progettuali approvati diversi decenni orsono.

In apposite bacheche verranno inoltre esposti alcuni tra i più significativi disegni del fondo archivistico, dando così modo al visitatore di poter prendere visione della documentazione originale.

IL CONVEGNO – Nel convegno di inaugurazione, moderato dall’ing. Angelo Bertolazzi, coordinatore delle mostre Open, interverranno Roberto Mazzei, direttore dell’Archivio di Stato di Verona, l’architetto Vincenzo Pavan fornirà il contesto storico nel quale inserire la “Verona nel ‘900 e le sue trasformazioni sul costruito”, quindi l’architetto Davide Rizzi, che presenterà il fondo “accertamento imposte sui fabbricati”. A chiudere il curatore della mostra e presidente dell’associazione AGILE, l’architetto Michele de Mori, che illustrerà il lavoro sul fondo e alcuni progetti selezionati.

Angelo Bertolazzi, ingegnere e coordinatore delle mostre Open

«Questa che presentiamo è una mostra che chiude, a ben vedere, una “trilogia” espositiva sulla trasformazione della città di Verona che in questo ultimo anno ha arricchito lo spazio espositivo della sede degli Ingegneri e dell’Archivio di Stato. Dopo la mostra sulla costruzione dei muraglioni dell’Adige e quella con le immagini inedite dello Studio fotografico Oppi sui grandi cantieri della città tra le due guerre, oggi lo sguardo si sofferma sulla documentazione dei progetti edilizi tra il 1920 e il 1960. L’esposizione vuole essere un invito a visitare “dal vivo” questo fondo conservato presso l’Archivio di Stato, proponendo un “assaggio” del materiale documentale presente».

 Michele De Mori, architetto e presidente di Agile:

«Le novità dell’approccio documentario al materiale del fondo sono essenzialmente due: l’una sul fronte dell’accessibilità alla consultazione offerta dall’Archivio di Stato che ha aperto le porte ad un lavoro di equipe di più associazioni e questo nella direzione di rendere il patrimonio sempre più fruibile per un pubblico ampio. Sul versante propriamente contenutistico, le associazioni hanno messo mano a un fondo che era già stato reso pubblico dalla Soprintendenza di Verona nei primi anni Novanta ma che non aveva ancora trovato un ordine preciso di consultazione. Ora, i progetti edilizi presi in esame sono stati censiti e classificati dando vita ad una tabella facilmente consultabile anche in versione digitale con tutti i dati utili per una ricerca puntuale e veloce: dal nome del proprietario al progettista, all’anno di costruzione, ai dati catastali. Un lavoro che va a beneficio dei cittadini, degli studiosi e degli archivi comunali».

 

 

CONVEGNO OPEN.INNOVISIONI: Giovanni Zenatello e la nascita dell’Opera in Arena

Locandina Arena del 1913_smallMercoledì 13 settembre ore 16.00 –  19.00 nell’ Auditorium Nuovo Montemezzi del Conservatorio Statale di Musica “Evaristo Felice Dall’Abaco” di Verona.


Riprende dal 13 settembre prossimo il ricco programma culturale del calendario eventi di Open. Ingegneri aperti alla città, la rassegna culturale promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Verona che per l’edizione 2017 ha scelto il titolo “INNOVISIONI. Idee e progetti del tutto nuovi” a fare da filo conduttore ai sedici incontri annuali che rilanciano temi multidisciplinari scaturiti dalle specifiche competenze delle Commissioni dell’Ordine. Da settembre a novembre saranno ben otto gli appuntamenti in agenda.  Un percorso che ritorna a guardare all’Innovazione senza dimenticare l’insegnamento dei Maestri del passato.

LO SPAZIO ARENIANO, 100 ANNI DI LIRICA – A pochi giorni dalla chiusura della 95° edizione del Festival lirico all’Arena di Verona, la Commissione acustica dell’Ordine degli Ingegneri in collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica “Evaristo Felice Dall’Abaco” di Verona propone al pubblico  mercoledì 13 settembre dalle ore 16 alle 19 nell’Auditorium Nuovo Montemezzi del Conservatorio un convegno su  “Giovanni Zenatello e la nascita dell’Opera in Arena”.

locandina Zenatello A3

A raccontare l’attività del cantante lirico veronese Zenatello, grazie alla cui iniziativa nel 1913 venne messa in scena l’Opera verdiana AIDA, dando così inizio ad una tradizione di rappresentazioni liriche in quello che è l’anfiteatro all’aperto più grande al mondo, saranno importanti e illustri relatori che andranno a dettagliare l’evoluzione storica dell’Arena come teatro e l’importanza del festival lirico per la città di Verona.

Moderato da Mario Cognini, ingegnere specializzato in acustica ed architettura teatrale, nonché coordinatore della Commissione di Acustica dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, l’incontro sarà inoltre occasione per ripercorrere gli spettacoli che si sono tenuti negli anni all’Arena di Verona, con uno sguardo alle tecnologie utilizzate.

Aprirà i lavori Silvano Zavetti, Presidente dell’Associazione dei Consiglieri Comunali Emeriti del Comune di Verona e co-autore con Gianni Amaini del volume “Il Consiglio Comunale di Verona – 100 anni di spettacoli lirici in Arena (1913 -2013)” che traccerà i rapporti tra “Il Comune di Verona e l’Arena durante i cento anni di Lirica”. Mentre sarà Gianni Villani, giornalista e critico musicale, autore del testo “Il Potere dell’Opera – 1913-2013. Cent’anni di Lirica all’ Arena di Verona” a sottolineare le caratteristiche degli spettacoli lirici proposti in Arena in questo lungo arco di storia veronese.

Infine i due interventi più “tecnici” da parte di professionisti del palcoscenico areniano: Renzo Giacchieri, regista e sovrintendente dell’Ente Lirico Arena di Verona dal 1982 al 1986 e poi dal 1998 al 2002 – sua la gestione della trasformazione in Fondazione –  che parlerà de “La regia nello spazio areniano – Le tematiche connesse con la gestione dell’ente lirico”, quindi la parola a Cecilia Gasdia, cantante lirica e direttore di Verona Accademia per l’Opera Italiana che racconterà in presa diretta “L’Arena vissuta dal palcoscenico”. In chiusura l’ing. Cognini farà una panoramica sulle “Trasformazioni dello spazio areniano per gli spettacoli lirici”.

Scarica il PROGRAMMA OPEN.INNOVISIONI

Locandina OPEN 6 50x70 LOW

 

 

 

Industria 4.0, la strada verso le competenze del futuro

SergioTerzi
Sergio Terzi, docente e  co-direttore dell’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano

«Questa rivoluzione tecnologica pone diverse sfide, anche umane. Ci chiede di essere forti nelle conoscenze tecnologiche, domanda rigore nell’adottare le tecnologie, esige metodo. Ci chiede anche di essere costantemente aperti al cambiamento, al nuovo. Con spirito curioso. Chiede di pensare non al passato, ma al futuro e anche alla future generazioni. Forse sono queste le sfide più difficili che l’Industria 4.0, o come la volete chiamare, ci pone oggi»

A dirlo è Sergio Terzi, professore associato di Product Lifecycle Management e di industrial technologies del Politecnico di Milano, dove è co-direttore dell’Osservatorio Industria 4.0, intervenuto sabato 27 maggio a Verona all’incontro “Industria 4.0 – La strada verso le competenze del futuro. Sfide e opportunità della quarta rivoluzione industriale”, promosso dalla Commissione ICT dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia nell’ambito della rassegna OPEN.INNOVISIONI.

IngVerona_Industria4.0_Relatori_small_27052017
I relatori dell’incontro. Da sx: Sergio Terzi , Claudio Tomazzoli, Alessia Canteri, Alberto Valente, Gianni Tortella; Francesco Marcheluzzo; e i titolari della start up Hangar s.r.l.

Nel suo intervento Terzi ha fatto il punto sulle competenze con cui le imprese manifatturiere saranno capaci di una maggiore inter-connessione e cooperazione tra le proprie risorse, per garantirsi una maggiore efficienza e competitività. Tecnologie digitali, Internet of Things (IoT), Cloud e Big Data ma anche un buon management, capacità di analisi di processo, strategia nei piani di sviluppo e gestione del cambiamento. Più che di rivoluzione, Terzi parla di una (ri)-evoluzione che parte da lontano e che deve accelerare mettendo la marcia sulla formazione dei professionisti, andando oltre i benefici e i buoni riscontri legati alle misure – contingenti – dell’iperammortamento e delle agevolazioni fiscali.

L’innovazione è l’unico modo per competere, serve innovare e occorre farlo velocemente per restare sul mercato. Sia per le grandi, sia per le piccole e medie imprese del manifatturiero. E in questa fase, un ruolo fondamentale spetta alle competenze dei professionisti, soprattutto quelle legate al settore digitale e dell’ICT, che già ci sono e che possono trovare ulteriore supporto sia nei Competence Center, inseriti nel piano Industria 4.0 Governo, sia negli Hub digitali dedicati.

«Negli ultimi tempi vediamo un grande interesse verso quella che appunto viene definita la quarta rivoluzione industriale – spiega Francesco Marcheluzzo della Commissione ICT dell’Ordine e coordinatore del Gruppo di Lavoro Industria 4.0 -. Se da un lato essa offre alle aziende la possibilità di rinnovarsi e diventare più competitive per uscire dalla crisi, dall’altro questa “nuova via” all’innovazione rappresenta per i professionisti, e per noi ingegneri in particolare, un’opportunità da non perdere, sia pure con le molte incognite che il nuovo riserva».

«L’Industria 4.0 è cosa da ingegneri – ha proseguito Terzi, -. Senza gli ingegneri, l’Industria 4.0 non si può fare; gli ingegneri possono sovrapporre discipline e competenze diverse: da quelle digitali, l’elettronica, l’informatica e l’autonomazione, alle skills della meccanica. La sfida allora resta quella di imparare ad essere talvolta ingegneri “creativi”, capaci di interagire con gli altri decisori aziendali per mettere in atto buone pratiche di management e governare il cambiamento».

Robotica, autonomazione, sicurezza e sistemi embedded.  Sono i temi ripresi dal contributo di Claudio Tomazzoli, ricercatore al Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Verona, che ha sottolineato l’importanza dell’accordo fatto tra gli atenei del Veneto per la costituzione di un Competence Center – capofila l’ateneo di Padova con la facoltà di ingegneria per la fascia alta della strategia a supporto della trasformazione digitale, luoghi dove realizzare, progettare e cogliere possibilmente a priori le problematiche legate all’applicazione dell’interconnettività ai processi produttivi.

All’incontro è intervenuto anche Gianni Tortella, responsabile Marketing di T2i, società consortile per l’innovazione delle Camere di Commercio di Treviso-Belluno, Verona e Venezia Rovigo Delta Lagunare, sostenuta da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici (CSIT) e riconosciuta dalla UE primo Digital Innovation Hub (DIH) del Triveneto nell’ambito del programma I4MS (ICT Innovation for Manufacturing SMEs). A lui il compito di tracciare una panoramica della trasformazione in atto collocandola nel più ampio contesto degli obiettivi europei 2020.

«La nostra mission è quella di promuove la trasformazione digitale delle aziende manifatturiere – ha detto Tortella. Per noi è dunque fondamentale il sostegno sia alle nuove start up sia ai percorsi di innovazione delle imprese che andiamo a supportare sia attraverso la formazione, sia con lo sviluppo di reti collaborative, l’offerta di servizi avanzati e di strumenti finanziari a livello locale e europeo».

A chiudere due esperienze concrete di realtà già 4.0. Alberto Valente, ingegnere, tra i fondatori di Plumake srl, azienda di robotica e di automazione industriale, ha fotografato la realtà dei FABLAB come “luoghi dove nasce l’Industria 4.0″. «A disposizione di aziende, privati, scuole, designer, artigiani, makers, imprenditori e tutti coloro che desiderano trasformare le proprie idee in nuovi prodotti e prototipi – ha detto Valente -, la filosofia del modello FabLab è quella della condivisione di idee e dello sviluppo tecnologico sostenibile per formare nuove figure professionali e nuovi modelli di business».

Quindi la presentazione di un case story made in Verona. Start up con sede a Pescantina Hangar s.r.l. si occupa di servizi per l’industria illuminotecnica. Idee, passione per le nuove tecnologie, ricerca e innovazione sono la carta vincente con cui offre ai propri clienti soluzioni innovative su progetti personalizzati complessi, anche grazie a collaborazioni con aziende specializzate del settore.

 

 

 

Industria 4.0 – La strada verso le competenze del futuro. Sfide e opportunità della quarta rivoluzione industriale.

security

Rinnovamento delle competenze e sviluppo di ecosistemi allargati in cui imprese, fornitori e partner sappiano trovare vie di cooperazione.

L’Industria 4.0, trainata dall’evoluzione delle tecnologie digitali, dell’Internet of Things (IoT), Cloud e Big Data, sta comportando un mutamento radicale nelle aspettative del mercato.

“Negli ultimi tempi vediamo un grande interesse verso quella che viene definita la quarta rivoluzione industriale – spiega Francesco Marcheluzzo della Commissione ICT dell’Ordine e coordinatore del Gruppo di Lavoro Industria 4.0 – . Se da un lato essa offre alle aziende la possibilità di rinnovarsi e diventare più competitive per uscire dalla crisi, dall’altro questa “nuova via” all’innovazione rappresenta per i professionisti un’opportunità da non perdere”.

Ma quali  le competenze richieste ai professionisti 4.0? Sul tema “Industria 4.0 – La strada verso le competenze del futuro. Sfide e opportunità della quarta rivoluzione industriale”,  interverranno sabato 27 maggio 2017  dalle ore 10 alle  12.00  nella sede dell’Ordine  (Magazzino1 – via Santa Teresa12) Sergio Terzi, professore associato di Product Lifecycle Management e di industrial technologies del Politecnico di Milano e  co-direttore dell’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano; Claudio Tomazzoli, Ricercatore all’Università degli Studi di Verona; Roberto Santolamazza, Direttore generale di T2i  – Digital Innovation Hub dalla UE, punto di eccellenza nazionale in tema di Innovazione e tra i partner di OPEN6 –  che darà una panoramica della trasformazione in atto nel contesto della visione europea 2020. Infine Alberto Valente, ingegnere e titolare di Plumake srl, azienda di robotica e di automazione industriale parlerà dei FABLAB, “I luoghi dove nasce Industria 4.0″

A chiudere un Case Story con Hangar s.r.l. di Pescantina a Verona, start-up che si occupa di servizi per l’industria illuminotecnica come simulazioni di illuminazione e resinature e che fa della passione per la tecnologia, la ricerca e l’innovazione, la sua carta vincente.

L’appuntamento è inserito nella rassegna OPEN. INGEGNERI APERTI ALLA CITTA’ 2017 dal titolo INNOVISIONI.

 

VERONA IN CANTIERE. Gli scatti fotografici dello Studio Oppi

Verona 10 maggio 2017 – Dopo la mostra sull’Adige e i suoi muraglioni, l’Ordine degli Ingegneri di Verona inaugura con un convegno sabato 13 maggio alle ore 10 – negli spazi del Magazzino 1 (sede dell’Ordine – Via Santa Teresa 12) – una nuova e imperdibile esposizione fotografica dal titolo: “VERONA IN CANTIERE. Gli scatti fotografici dello Studio Oppi”.

La mostra che resterà allestita fino a venerdì 30 giugno 2017 (da lunedì a venerdì con orario 9 -18 e Ingresso libero), svela per la prima volta un ricco patrimonio di immagini originali – assolutamente inedite – firmate dallo Studio fotografico Oppi, dal padre Giovanni Oppi e dal figlio Danilo, che testimoniano la trasformazione urbana di Verona negli anni tra le due guerre.

Le immagini mostrano i grandi lavori nell’area circostante i Magazzini Generali; l’ordinaria manutenzione ai sottoservizi e alle reti dei trasporti in piazza Erbe e Veronetta; la scala del territorio nella centrale elettrica di San Giovanni e quella dell’edificio del Palazzo dell’INA a Porta Nuova.

IngegneriVerona_CuratoriMostraOPEN_Verona in Cantiere_10052017
Da Sx: Michele De Mori (AGILE); Angelo Bartolazzi (Ordine Ing.), Ilaria Segala (Ordine Ing), Silvana Xamo (Comitato Rionale Filippini); Assessore Arnaldo Caleffi, Alessia Canteri (Presidente Ordine Ingegneri); Pierantonio Turco, presidente Comitato Rionale Filippini. Alla presentazione è intervenuto anche Edoardo Nestori, presidente dell’Ordine di Vigilanza di AMIA Verona, che ha sostenuto l’iniziativa

L’iniziativa, quarto appuntamento della rassegna #OPEN6. “INNOVISIONI. Idee e progetti del tutto nuovi”, è promossa e realizzata in collaborazione con il Comitato Rionale Filippini – destinatario del lascito fotografico dello Studio Oppi -, con l’associazione AGILE e grazie al sostegno di AMIA Verona.

LA CURIOSITA’ – Una immagine degli anni Trenta ritrae anche l’illustre veronese Berto Barbarani che, con l’immancabile cappello calcato sugli occhi e il bastone al braccio, guarda attento i lavori di posa del selciato in porfido in Piazza Erbe – Via Cairoli, in seguito al cantiere ai sotto servizi e alle reti dei trasporti. (Impresa esecutrice dei lavori Calzolari Giovanni 1939. Lastra su vetro 13 x 18 in bromuro d’argento).

LA PUBBLICAZIONE – Le sezioni della mostra vengono inoltre approfondite nell’omonimo volume “VERONA IN CANTIERE. Gli scatti fotografici dello Studio Oppi” in cui gli autori – Angelo Bertolazzi, Ilaria Segala Erika Bossum, Michele De Mori e Silvana Xamo – fanno seguire ad un saggio iniziale sulle trasformazioni di Verona negli anni Trenta rispetto al contesto europeo, i cinque capitoli che raccolgono le campagne fotografiche riproposte dagli scatti di Oppi.

Il volume sarà in vendita e in prenotazione nella mattinata di inaugurazione.

LO STUDIO OPPI – Sulla “storia” dello Studio fotografico Oppi abbiamo poche notizie. Giovanni Oppi nasce il 12 settembre 1885 e muore il 12 novembre 1942; il figlio, che prosegue la professione di fotografo come il padre, nasce l’8 ottobre 1932 e muore il 22 settembre 1997. Lo studio fotografico apre inizialmente in Piazza Erbe 13 per poi spostarsi in Via Cappello 5.

Alla presentazione, questa mattina, sono intervenuti Gian Arnaldo Caleffi, assessore alla pianificazione Urbanistica del Comune di Verona, che ha portato i saluti dell’amministrazione sottolineando come questo lavoro culturale possa dare spunti per una intelligente rigenerazione urbana che le amministrazioni locali sono chiamate oggi a realizzare; Alessia Canteri, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia; Ilaria Segala, ingegnere, coordinatore Rassegna culturale OPEN, co-curatrice mostra e volume; Angelo Bertolazzi, ingegnere e co-curatore della mostra e della pubblicazione Verona in cantiere; Pierantonio Turco, presidente Comitato Rionale Filippini; Silvana Xamo, referente cultura del Comitato Rionale Filippini, che ha curato la catalogazione di tutte le fotografie e Edoardo Nestori, presidente dell’Ordine di Vigilanza di AMIA Verona, che ha sostenuto l’iniziativa.

Presente anche Michele De Mori, architetto e presidente dell’associazione AGILE, tra gli autori della pubblicazione VERONA IN CANTIERE. Gli scatti fotografici dello Studio Oppi.

«La mostra itinerante che andiamo ad inaugurare sabato – sottolinea Alessia Canteri, presidente degli Ingegneri Veronesi, – è il frutto di una nuova e inaspettata sinergia culturale tra Ordine e territorio. Il Comitato Rionale Filippini ha messo a disposizione un materiale fotografico di grande valore storico e culturale non solo per gli Ingegneri ma per tutti i cittadini. E’ nato così questo felice connubio che ha permesso la realizzazione di una proposta culturale di spessore. Un ringraziamento dunque in primis al Comitato e in particolare a Silvana Xamo che ha catalogato e studiato tutte le immagini e al suo presidente, quindi a quanti – autori e curatori della mostra e del volume – hanno lavorato per lasciare un contributo culturale che resti a futura memoria».

«Nella rassegna Open abbiamo sempre voluto inserire, negli anni, momenti espositivi che valorizzassero la storia cittadina e del suo patrimonio culturale – sottolinea Ilaria Segala, ingegnere, coordinatore di OPEN e co-curatrice della mostra e del volume -, in particolare l’opera condotta dagli ingegneri nella trasformazione concreta della città.

Dopo le mostre sui Magazzini Generali (2014), su Villa Girasole (2015) e sui lavori dell’Adige (2016), questa iniziativa vuole testimoniare le trasformazioni seguite al processo di ammodernamento e innovazione delle infrastrutture urbane. Una nuova VISIONE, uno sguardo originale sulla trasformazione di Verona, per guardare alla città come luogo di una memoria plurima, espressione di una identità variegata, da potersi riscrivere partendo da una volontà collettiva di conoscenza».

«L’obbiettivo della mostra e della pubblicazione è duplice – sottolinea Angelo Bertolazzi, ingegnere, co-autore e co-curatore dell’intera iniziativa dell’Ordine – da un lato si vuole valorizzare un patrimonio fotografico inedito e di grande qualità che racconta in maniera diversa le trasformazioni di Verona nella prima metà del Novecento. Gli scatti fotografici dello Studio Oppi sono così silenziosi testimoni e fonte di preziose indicazioni per il domani, nel loro raccontare una metamorfosi in divenire. Con il volume si è inteso contestualizzare le campagne fotografiche dello Studio Oppi con una documentazione aggiuntiva conservata negli archivi cittadini».

«La cultura non è mai una proprietà “privata” ma è patrimonio di tutti. Il Comitato Rionale dei Filippini – spiega il presidente Pierantonio Turco – ha ricevuto questo lascito di vecchie fotografie, inedite, e da quel momento ha ritenuto che queste immagini che raccontano interessanti aspetti della vita cittadina tra le due guerre, fossero una ricchezza da mettere a disposizione dell’intera città. Un ringraziamento va dunque all’Ordine degli Ingegneri e ad AMIA che ci hanno permesso la loro divulgazione».

«Sono molto orgoglioso – afferma il presidente dell’organismo di vigilanza Edoardo Nestori – di sostenere questa splendida iniziativa culturale che racconta della trasformazione urbana di Verona negli anni tra le due guerre. Gli scatti fotografici inediti dello Studio Oppi sono una dimostrazione di come la vita della nostra città stava cambiando. Dunque Amia non ha potuto sottrarsi a questa straordinaria manifestazione che le permette di allargare il campo della cultura nella prospettiva di lanciare messaggi virtuosi sulla sostenibilità e sulle buone pratiche. Ringrazio i protagonisti e gli organizzatori che attraverso questa esposizione ci consentono di dedicare una riflessione non solo allo sviluppo urbano di Verona ma anche a quello ecologico, solidale e capace di futuro».


“VERONA IN CANTIERE”, il cantiere racconta – In mostra, in particolare, si trovano le immagini dei cantieri legati a tutti quegli interventi che fecero della Verona degli anni Trenta una città pienamente “moderna” ed europea: dai grandi lavori nell’area circostante ai Magazzini Generali, ai meno imponenti lavori di ordinaria manutenzione dei sottoservizi e alle reti dei trasporti a piazza Erbe e a Veronetta, dalla scala del territorio nella centrale elettrica di San Giovanni a quella dell’edificio del Palazzo dell’INA a Porta Nuova. In questa varietà di luoghi, le immagini restano quale importante testimonianza della quotidianità di una città che stava rapidamente cambiando.

La città del Novecento è stata infatti caratterizzata da trasformazioni molto rapide e radicali, strettamente collegate al processo di innovazione che in quegli anni investe la società e i suoi spazi urbani, alterandone radicalmente la forma. Cambiamenti piccoli e grandi che hanno segnato la via al nuovo: dalla pianificazione delle infrastrutture, ai trasporti, dall’utilizzo dell’energia alla nascita di importanti impianti industriali.

VERONA TRA LE DUE GUERRE, CITTA’ MODERNA E INDUSTRIALE – Nel caso di Verona questo processo di industrializzazione subì un’accelerazione proprio nel Novecento, in particolare quando cadde il vincolo militare che gravava sulla città e ne impediva l’espansione economica, sociale e quindi urbana. La crescita urbana assunse ritmi e modi incontrollati come in altre città italiane e europee.

Rapidamente sorsero gli importanti impianti industriali che costituiscono la ZAI storica (Cartiere Fedrigoni, Magazzini Generali, Manifattura tabacchi, Mercato Ortofrutticolo), a cui si accompagnò l’espansione dei quartieri periferici di Borgo Roma e Santa Lucia. Le infrastrutture vennero potenziate, con la costruzione della stazione di Porta Nuova (1922), con la diga del Chievo, la centrale elettrica di Tombetta (1923) e di San Giovanni Lupatoto. Nel 1936 vennero ultimati i lavori di lungadige S. Giorgio, mentre nel 1937 si inaugurava il filobus che collegava le stazioni di Porta Nuova e Porta Vescovo, passando per Piazza Erbe e che andava ad affiancare il tram, operativo in città fin dal 1884.

Il rapido progresso comportò così l’apertura di numerosi cantieri cittadini, grandi e piccoli, che modificarono progressivamente l’immagine complessiva della città.

La fotografia, attraverso l’immediatezza dell’immagine, testimonia questi cambiamenti, prima, durante e dopo: si fa strumento fondamentale per conoscere la storia e comprendere la realtà urbana che oggi viviamo.

 IL PERCORSO ESPOSITIVO – Curata dagli ingegneri Angelo Bertolazzi e Ilaria Segala con la collaborazione dell’architetto Michele De Mori (Associazione Agile), Silvana Xamo (Comitato Rionale Filippini) e Erika Bossum –  la mostra ha selezionato ventiquattro immagini originali (su un totale di 103 fotografie) raggruppate in cinque macrosezioni che raccontano i cantieri per la costruzione della Caserma Ettore Crippa, sede del IV Autocentro (1); i lavori per il Palazzo dell’INA a Porta Nuova (2); quelli alla Centrale idroelettrica Sorio Nuova (3); le Sistemazioni stradali in via Sant’Alessio, Regaste Redentore e Interrato dell’Acqua Morta (4) e, a chiudere, l’ordinaria manutenzione ai sottoservizi e alle reti dei trasporti in Piazza Erbe e Centro Storico (5).

Le immagini – cui nell’allestimento curato da Diego Martini e Giulia Lopez (Galleria Fuori le Mura) è dato volutamente massimo risalto – sono accompagnate da pannelli descrittivi che ne spiegano il contesto storico-sociale, l’impianto tecnico e la precisa datazione.

 

EnerGita e mobilità sostenibile, gli Ingegneri di Verona partner della seconda edizione del Festival della bicicletta

ENERGITAL’appuntamento, inserito nella rassegna Open6 INNOVISIONI, rilancia il progetto dell’Ecomuseo dell’energia pulita promosso da FIAB.

Verona, domenica 7 maggio ore 9.00 – 12.30

con partenza dall’ex Arsenale 

GiovannaGhio_FestivalBicicletta_Presentazione
In centro: ing. Marco Passigato, mobility manager dell’Università degli Studi di Verona e ing. Giovanna Ghio, Segretario dell’Ordine e consigliere referente Commissione impianti elettrici dell’Ordine

E’ stata presentata questa mattina nella Sala Arazzi del Comune di Verona la II edizione del Festival in Bicicletta: dal 6 al 14 maggio 2017 in programma eventi e iniziative a misura di due ruote.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Verona e da FIAB Verona Onlus, nasce dalla necessità di promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto alternativo per una nuova mobilità urbana, cercando di analizzare i benefici per l’ambiente e per il benessere della persona. Forte la volontà di richiamare l’attenzione dei veronesi sulle tematiche legate all’uso della bicicletta in città, promuovendone l’uso sia come mezzo di trasporto alternativo, sia come “mezzo” di divertimento per tutta la famiglia, in linea con i principi di uno stile di vita sano e sostenibile.

Tra i partner 2017 anche l’Ordine degli Ingegneri di Verona che ha patrocinato ed aderito all’8a EnerGita, promossa dalla Commissione sostenibilità dell’Università di Verona, inserendola come VISITA TECNICA nell’ambito della Rassegna OPEN. Ingegneri aperti alla città “INNOVISIONI. Idee e progetti del tutto nuovi”.

Domenica 7 maggio con partenza alle ore 9.00 dall’ex Arsenale di Verona, al via un’escursione di 30 km in bicicletta da Verona ad Arcè di Pescantina e ritorno per rilanciare il progetto dell’Ecomuseo dell’Energia pulita – promosso da FIAB – con il riutilizzo dei percorsi dei canali e delle centrali idroelettriche che tra Otto e Novecento hanno trasformato il nostro territorio e che ancora oggi raccontano un pezzo importante di quella affascinante storia industriale che ha saputo incarnare una visione lungimirante per la città.

A rappresentare l’Ordine degli Ingegneri era presente in Comune il Segretario, ing. Giovanna Ghio, consigliere referente della Commissione Impianti elettrici e promotore dell’evento per la rassegna Open.

«Con l’adesione dell’Ordine a questa iniziativa – ha sottolineato l’ing. Ghio – non solo ribadiamo la nostra apertura alla città, alle sue istituzioni e associazioni ma sottolineiamo, in particolare, quanto la tutela e la salvaguardia ambientale debbano diventare per gli Ingegneri presupposto imprescindibile nella pianificazione urbanistica e progettazione del costruito, a partire dal ripensare la mobilità in una direzione sostenibile. Preme sottolineare inoltre la portata didattica e formativa della Visita Tecnica con l’intervento di Simone Venturini, ingegnere progettista di Technital, che andrà ad illustrare la centrale di recente realizzazione alla diga del Chievo e quella da costruirsi in sinergia con il rifacimento del ponte di Arcè a Pescantina».

All’interno di Villa Spinola l’ing. Venturini illustrerà in particolare il progetto della nuova turbina mentre il prof. Claudio Malini parlerà della storia del Canale Biffis avvenuta nel 1938-1943. Verrà inoltre mostrata una presentazione del progetto Ecomuseo dell’Energia Pulita. Si scenderà poi a vedere dal vivo il ponte di Arcè, quindi si risalirà verso il canale Biffis e passando dal centro di Bussolengo si farà ritorno in città.

La mattinata si concluderà alle ore 12,30 circa a Verona, sempre all’ex Arsenale austriaco dove si tengono le principali iniziative del Festival in Bicicletta. Sarà possibile provare gratuitamente numerose e-bike, biciclette a pedalata assistita, messe a disposizione da varie aziende e rivenditori.

Sono previsti 3 CFP per Ingegneri partecipanti.

Le iscrizioni sono aperte fino al 3 maggio al link: https://www.isiformazione.it/ita/iscrizione.asp?IDEdizione=241&CodOrdineEdizione=ING-VR

Per informazioni: sede FIAB Verona in piazza Santo Spirito 13, tel. 045 8004443, oppure marco.passigato@univr.it

Per saperne di più:

Agenzia Stampa Comune di Verona

www.festivalinbicicletta.it con il programma completo dei sei giorni della manifestazione.

 

 

INNOVISIONI. CONVEGNO #OPEN6 – DEPURAZIONE, TRATTAMENTO E RICICLO: IL NESSO TRA ACQUA, ENERGIA E CARBONIO

Interviene Prof. Diego Rosso – (UCI – California, USA)

Verona, martedì 11 aprile ore 17  – Magazzino1, sede Ordine Ingegneri Verona e Provincia

DiegoRossoProfessore Associato alla “Henry Samueli School of Engineering” della Irvine University (UCI – California, USA) – dove è direttore del Water-Energy Nexus Center e del Laboratorio di Processi Ambientali – il prof. Diego Rosso studia dal 2000 i nessi tra acqua, energia e carbonio nei processi di depurazione, trattamento e riciclo delle acque con particolare riferimento alle problematiche connesse all’efficienza di aerazione, l’impronta energetica e di carbonio e la produzione/emissione di gas serra da impianti di depurazione.

Nell’intervento verranno presentati modelli e misurazioni sul campo condotti in diverse aree del mondo e saranno illustrati gli effetti delle variazioni quotidiane di immissione e le caratteristiche di processo con particolare riguardo alla produzione di energia e ai costi.

Nel 2014 aveva partecipato proprio a Verona a EcoSTP 2014, evento internazionale in materia di sostenibilità e trattamento delle acque reflue, coordinato dall’Università di Verona nella persona del prof. Francesco Fatone.

La Conferenza aveva anche il patrocinio dell’Ordine degli Ingegneri di Verona.

 


La formazione tecnica e l’esperienza ci hanno portato a favorire il regime stazionario come modalità di scelta operativa nell’affrontare numerosi processi, tra cui il riutilizzo delle acque.

Ciò nonostante, l’energia spesa nel riciclo delle acque non è mai a regime stazionario, dal momento che il trattamento delle acque dipende pesantemente dall’utilizzo di energia che, a sua volta, ha una notevole variabilità nel processo. A questo si aggiunge l’impatto ambientale dei gas a effetto serra nei processi di trattamento delle acque, mai in regime stazionario a causa delle dinamiche di processo e dell’approvvigionamento energetico.

L’intervento intende presentare il lavoro condotto nell’arco di un decennio con particolare riguardo al nesso tra acqua ed energia e include i modelli di impatto ambientale del diossido di carbonio e dell’energia e le misurazioni sul campo condotte in molteplici aree del mondo.

In questa presentazione inoltre tratteremo le logiche per comprendere, per simulare e infine per rappresentare le dinamiche circadiane di impatto ambientale per quanto concerne i gas a effetto serra e l’energia coinvolti nei processi di recupero di risorse e di acque e gli effetti delle variazioni quotidiane di immissione e le caratteristiche di processo che riguardano l’energia e i costi del processo.

PROFILO – Diego Rosso è Professore Associato del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale e Direttore del Water – Energy Nexus Center all’ Università della California, Irvine (USA).

Dal 2000 studia il nesso tra acqua, energia e carbonio e il riciclo e riutilizzo dell’acqua.  Il suo portfolio di ricerca è stato finanziato da fondi statali e federali e da una molteplicità di risorse industriali.

È laureato in ingegneria chimica presso l’Università degli Studi di Padova e ha acquisito un master ed un dottorato di ricerca in ingegneria civile all’ Università della California, Los Angeles ( UCLA).

È ambasciatore della Water Environment Federation.

“Il cambio generazionale nelle organizzazioni al tempo dell’evoluzione digitale”

Primo incontro della rassegna culturale #OPEN6 – INNOVISIONI

Sabato 1 aprile ore 10 – Verona, Magazzino 1 – via Santa Teresa 12

talks2016_fcesaro6
Franco Cesaro al Talk Slidingdoors 2016

Cambio generazionale ed evoluzione digitale: per le imprese e per i professionisti è in atto una nuova richiesta di cambiare visione e modo di lavorare. Le nuove regole di mercato, le leggi, gli obblighi fiscali, l’avvento della “rivoluzione digitale” hanno sparigliato le carte e travolto il modello tradizionale di fare impresa, complicando il quadro da un lato, dall’altro offrendo moltissime opportunità a quanti saranno chiamati a raccogliere il testimone delle piccole e medie imprese familiari e studi professionali che compongono il tessuto imprenditoriale veronese e veneto in generale. Quale il prezzo della resistenza, del non voler accettare che dentro e fuori di noi sono cambiati strumenti, ma anche volumi e valori economici e morali?

thumbnail_OPEN6 disegno fronte (1)Se ne è parlato sabato 1 aprile nella sede dell’Ordine (Magazzino1, via Santa Teresa 12) nel convegno: Il cambio generazionale nelle organizzazioni al tempo dell’evoluzione digitale” promosso dalla Commissione Ingegneri di impresa, che apre la nuova edizione della rassegna culturale OPEN6 sul tema “INNOVISIONI. Idee e progetti del tutto nuovi”.

All’incontro sono intervenuti Franco Cesaro, titolare dello studio Cesaro e Associati di Fumane, specializzato in consulenza e formazione per le imprese familiari, il notaio Lorenzo Salvatore e Stefano Renoffio, economista aziendale.

«Dal 2005 al 2015 i redditi degli studi professionali di Ingegneria sono calati del 20% – ha spiegato Franco Cesaro nel presentare l’incontro -, contestualmente sono diminuiti del 50% gli Ingegneri che si iscrivono all’abilitazione. I dati sono conseguenza di comportamenti e decisioni di persone: ecco perché proviamo ad introdurre una nuova modalità di pensiero che lavori sulle persone e vada oltre le competenze puramente tecniche, che restano assolutamente indispensabili. Occorre ripartire dalle risorse umane, finanziarie e strutturali ma anche dalla competenza nel gestire le relazioni, la comunicazione e la convivenza. Sono questi gli elementi base per ripensare una nuova visione di fare impresa e un nuovo modo di lavorare che porti risultati e un rilancio dell’attività professionale».

Guarda l’intervento di FRANCO CESARO  al Talks Slidingdoors 2016 proprio sul tema #GENERAZIONI.

Gli eventi della rassegna OPEN sono pubblici. Il programma al sito: www.ingegneriverona.it

Mostra e Convegno di inaugurazione: “L’ ADIGE E VERONA. Ingegneria e città nell’Ottocento”. In mostra documenti inediti.

 Magazzino1,  Sede Ordine Ingegneri di Verona e Provincia

INGRESSO LIBERO

L’esposizione resterà allestita fino al 28 febbraio 2017

La piena del 1882: i fatti, la solidarietà, l’intraprendenza, i protagonisti e i lavori “in difesa dell’Adige” (1882–1895) che trasformarono per sempre l’immagine di Verona, vengono raccontati attraverso documenti tecnici inediti, accompagnati alla famosa opera fotografica di Giuseppe Bertucci (1890-94). Con uno sguardo alla Verona contemporanea, dal Fiume.

Un appuntamento della rassegna Open. Ingegneri aperti alla città

Scenari Urbani. Metamorfosi e rigenerazione”

Promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Verona, intervengono al convegno di apertura il presidente dell’Ordine, ing. Luca Scappini, l’assessore all’urbanistica del Comune di Verona Gian Arnaldo Caleffi, gli ingegneri Angelo Bertolazzi e Ilaria Segala, curatori della mostra; Roberto Mazzei, direttore dell’Archivio di Stato e Luigi Spellini, vicepresidente del Canoa Club Verona che ha dato vita al Museo dell’Adige.  Realtà che, insieme all’Archivio Generale del Comune di Verona, la Biblioteca Civica e la rivista ArchitettiVerona, hanno reso possibile la realizzazione della mostra grazie alla loro preziosa documentazione.

______________________________________________________

mostraadigeverona_muraglioniE’ stata inaugurata sabato 12 novembre alle ore 10 nella sede dell’Ordine degli Ingegneri di Verona la mostra “L’ Adige e Verona. Ingegneria e città nell’Ottocento”, curata dagli ingegneri Angelo Bertolazzi e Ilaria Segala e dagli architetti Alberto Vignolo e Vincenzo Pavan e realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Verona, l’Archivio Generale del Comune di Verona, la Biblioteca Civica, la rivista ArchitettiVerona e il Museo dell’Adige (Canoa Club Verona).

Cuore della rassegna culturale OPEN5 che nel 2016 ha affrontato il vasto tema: “Scenari urbani. Metamorfosi e rigenerazione”, la mostra intende raccontare alcune tappe della fondamentale trasformazione che Verona vive lungo tutto l’Ottocento, secolo in cui l’Ingegneria assume un ruolo essenziale nel “ri – disegnare” le città e nel quale le infrastrutture della moderna civiltà industriale cambiano rapidamente la forma della città e il paesaggio urbano.

La realizzazione del sistema difensivo austriaco (1832-1866), la costruzione dei nuovi argini dell’Adige dopo la piena del 1882 , i nuovi collegamenti tra le due rive e il primo sistema fognario della città: sono questi i lavori che costituiscono la cornice entro cui si sviluppa la Verona del XX secolo e che la mostra intende presentare al pubblico e agli studenti, attraverso il prezioso patrimonio documentario degli archivi storici della città.

I MURAGLIONI – La piena dell’Adige del settembre 1882 ha costituito infatti un evento traumatico per la città di Verona, che ha cambiato per sempre la sua immagine. I lavori per la costruzione dei muraglioni (1882-1895) hanno infatti alterato profondamente il rapporto tra il tessuto edilizio e il fiume: il contatto diretto tra l’acqua e l’abitato venne drasticamente interrotto dagli alti muraglioni, mentre l’interramento del Canale dell’Acqua Morta e il taglio dell’Isolo fecero scomparire un operoso quartiere caratteristico della Verona di allora. Anche la sostituzione dei ponti distrutti o danneggiati dalla piena con nuovi manufatti contribuì a cambiare il paesaggio urbano.

IL PATRIMONIO DEGLI ARCHIVI STORICI della città – Due gli obiettivi principali dell’esposizione: in un momento in cui la fragilità del territorio ritorna di drammatica attualità, la mostra intende da un lato evidenziare ancora una volta il ruolo degli ingegneri nel progetto e nella realizzazione di queste infrastrutture. In secondo luogo il percorso espositivo è strumento per far conoscere il ricco patrimonio conservato negli Archivi cittadini, un tesoro fondamentale che viene messo a disposizione e che diventa uno elemento essenziale per la comprensione e quindi per il progetto di tutela del territorio. E questo a monito delle future generazioni

I DOCUMENTI INEDITI – In mostra, in originale e in copia, alcuni documenti tecnici riguardanti i lavori “in difesa dell’Adige” che non sono mai stati pubblicati o esposti al pubblico. Per far comprendere meglio la portata dei lavori e la drammaticità delle conseguenze sul tessuto urbano, i disegni di progetto ed esecutivi dei muraglioni (conservati presso l’Archivio di Stato e l’Archivio del Comune) vengono accompagnati alla già conosciuta opera fotografica di Giuseppe Bertucci del 1890-94 (conservata presso la Biblioteca Civica).

VERONA, LO SGUARDO CONTEMPORANEO. DAL FIUME –  La mostra è completata da una rassegna fotografica contemporanea, i cui scatti testimoniano i risultati e gli effetti, previsti o meno, indotti dai lavori dell’Adige, con uno sguardo quindi rivolto anche al presente. Le immagini sottolineano anche l’importanza di utilizzare discipline e strumenti diversi per la lettura del territorio: oltre il dato tecnico, resta la consapevolezza del ruolo che le opere dell’ingegneria e le infrastrutture posso svolgere nella trasformazione del territorio e del paesaggio.

La mostra, a INGRESSO LIBERO, resterà allestita nel Magazzino 1 (via Santa Teresa 12) fino al 28 febbraio 2017, con l’orario Lun/ven: 9:00 – 18.00.

Dal 23 dicembre 2016 al 5 gennaio 2017 la mostra sarà visitabile dal lun. al ven. dalle ore 9.00 alle 15.00.

L’esposizione resta chiusa il sabato, la domenica e i festivi.

 

Rassegna eventi dell'Ordine Ingegneri di Verona